31 ottobre 2018

"Nor Surhandak" un bollettino online parlato e scritto.


Il 29 ottobre scorso è andata in onda, in diretta sul web, la prima puntata del bollettino audio-video di informazione italo-armena in lingua italiana "Nor Surhandak" "Nuovo Messaggero" che si vuole porre nella scia della rivista Սուրհանդակ ազգային-քաղաքական, տնտեսական, գրական օրաթերթ Կ. Պոլսում (1899-1908), "Surhandak" ovvero "Il Messaggero", quotidiano politico-economico nazionale economico e letterario, pubblicato tra il 1899 e il 1908 a Costantinopoli. 
Su questo giornale scrisse e collaborò anche il nostro maestro Hrand Nazariantz, giornalista, critico e poeta, attivo come "agitatore" in favore della causa armena al livello mondiale. 
Tale notiziario a cura del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari è stato molto seguito nella sua prima diretta facebook e nelle precedenti prove di trasmissione. Il bollettino risulta per il momento del tutto autogestito e realizzato con mezzi estremamente poveri. 
Nel corso della puntata sono state lette alcune notizie già presenti sul sito https://centrostudihrandnazariantz.blogspot.com/ mentre altre sono state commentate. 
"Nor Surhandak" via aspetta presumibilmente la prossima settima e ricorda che tutti i video del nostro bollettino on line saranno a disposizioni sul canale Youtube del Centro Studi Hrand Nazariantz e su questo sito.

30 ottobre 2018

Il Ministro Zohrab Mnatsakanyan incontra i Co-Presidenti del Gruppo di Minsk


Il 29 ottobre Ministro degli esteri facente funzioni Zohrab Mnatsakanyan ha incontrato i Co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE Igor Popov (Russia), Stephane Visconti (Francia), Andrew Schofer (Usa), e il Rappresentante personale del Presidente in esercizio dell’OSCE Andrzej Kasprzyk.
Gli interlocutori hanno fatto il punto sugli incontri già avvenuti riguardo al problema del Nagorno Karabakh in seguito all'insediamento delle nuove autorità dell’Armenia e sulle visite dei Co-presidenti nella regione del conflitto. Zohrab Mnatsakanyan ha espresso soddisfazione per la dinamica positiva istauratasi fino ad ora.
Il Ministro ed i Co-presidenti hanno toccato il tema dell’incontro avvenuto tra il Premier armeno e il Presidente azero a Dushanbe e gli accordi raggiunti. Zohrab Mnatsakanyan ha sottolineato che la loro applicazione è mirata alla creazione e promozione di un’atmosfera di pace.
Il Ministro ha menzionato che resta prioritaria la necessità di astenersi dalla retorica militaristica e non costruttiva.
Gli interlocutori hanno discusso dei passi da compiere nel quadro della co-presidenza. 
A tale proposito, Zohrab Mnatsakanyan ha sottolineato che solo a seguito delle imminenti visite dei Co-presidenti a Stepanakert e poi a Baku, si potranno valutare i passi successivi da compiere.

traduzione Grigor Ghazaryan 

revisione stilistica Carlo Coppola

28 ottobre 2018

Centro Studi Hrand Nazariantz: come tutto ebbe inizio





Tutto ebbe inizio per noi, come gruppo, nel lontano 24 aprile 2009. Da allora, molti protagonisti si sono avvicendati: alcuni si sono allontanati, altri si sono aggiunti nel tempo. 
Quello fu un primo evento del primo gruppo "pro-Armenia" che si riuniva a Bari città. Il primo ad avere una struttura e una forma, seppure embrionale, dai tempi del poeta Hrand Nazariantz. Formalizzammo la nostra Associazione solo due anni dopo, la dedicammo proprio al Nazariantz con l'intento di comprenderne meglio lo Spirito di cosmopolita, di appassionato del Genere Umano, di poeta, di letterato, di critico, di analista politico, di sociologo, di costruttore di ponti per la pace. 
Ci siamo sempre sentiti protetti parlando di lui, rievocandolo, cercando di seguirne le orme, dedicando all'Umanità prima e solo poi alle piccole patrie - i nostri sforzi e i nostri pensieri. Abbiamo avuto, come tutti, momenti di allontanamento, difficoltà, incertezza, abbiamo smarrito la strada, e subito ritrovata, abbiamo avuto il coraggio di cambiare passo, per non indulgere più a nessuno. 
Non abbiamo mai speculato economicamente sulle nostre attività, in alcun modo, abbiamo impiegato sempre le nostre magre risorse personali e MAI guadagnato nulla. Non abbiamo MAI inseguito fama e gloria, non abbiamo MAI compiuto atti di inchino a chicchessia. 
Qualche volta abbiamo raccolto riconoscimenti, offerti SPONTANEAMENTE al nostro operato - MAI RICHIESTI DA NOI - e ci siamo posti sempre in ascolto delle esigenze del Popolo Martire, Popolo Confessore della Fede - come lo definì Bartolo Longo - dell'amicizia fra i popoli, della Conoscenza Ideale dell'Armenia e del Vicino Oriente, offrendo ospitalità sempre e pagandone sempre, paradossalmente, le spese economiche e morali. Eppure siamo sempre rimasti laici intimamente, equidistanti socialmente e abbiamo rifiutato le lusinghe di chiunque ci volesse far indossare una qualsiasi casacca o inquadrarci a qualunque titolo o farci sposare progetti pro o contro qualcun altro. Dal punto di vista religioso e dal punto di vista politico non abbiamo mai baciato o battuto le mani a nessuno, se non a chi mostrava di mettere i propri occhi nei nostri occhi o il proprio cuore sul nostro cuore. Non ne avevamo alcun bisogno, non avendo nulla da guadagnare. Abbiamo sempre rispettato e accolto chi veniva in Pace e Buona Volontà ad accostarsi al nostro operato.... qualcuno scrisse Beati gli operatori di Pace... Abbiamo offerto il nostro sostegno a tutti coloro che ci hanno cercati con intenzioni rette, pensieri onesti, sguardo diretto, fossero essi comuni cittadini o paludati e potenti. A nessuno abbiamo fatto domanda di grazie ma abbiamo offerto spontaneamente la nostra disponibilità alla collaborazione per la costruzione del bene comune. 
FORSE questa estrema disponibilità è stata fraintesa, usata, sbeffeggiata, denigrata, infangata, martirizzata. 
Il giusto, che si aggira vigile, ma ignoro e onesto, resta schiantato dai forti poteri che governano il mondo: riceve sassi contro il proprio cammino dai ciechi e dagli stolti che lo credono impegnato in un "folle volo". 
Già in occasione di quella prima conferenza del 24 aprile 2009 si ebbe modo di sperimentare che qualcuno ci osservava: due uomini con accento straniero si recarono il giorno prima nella scuola che ospitava l'evento e cercarono informazioni su chi avesse organizzato l'incontro. Da allora TANTI CI OSSERVANO. Alcuni con curiosità e altri, che non sanno e che non comprendono con cesura e condanna, armati di un giudizio morale sempre spianato come una baionetta, contro tutti coloro da cui non possono trarre profitto...
NULLA ABBIAMO RICHIESTO NULLA A NESSUNO E PER QUESTO MAI NULLA PERDEREMO; abbiamo offerto la nostra disponibilità alla collaborazione con lo Stato ma essa è stata pretestuosamente rifiutata, proprio dai forti poteri. 
Non ci lasceremo usare altrimenti, come pupazzi, da sventurati corsari che vanno all'avventura senza neppure la patente di corsa e se qualche potentato si offrirà di venirci a trovare lo farà a suo rischio. Non avendo nulla da speculare, riciclare, lavare o trasformare parleremo nel nome di Hrand Nazariantz e della Libertà di Pensare.


Bombarolo bloccato al Palazzo del Governo di Yerevan


Ieri Sera 27 ottobre, un uomo armato di una granata ha cercato di introdursi all'interno del Palazzo del Governo in Piazza Repubblica a Yerevan. 
All'interno si trovava il vice primo ministro Tigran Avinyan, al lavoro anche di sabato sera. Gli agenti di polizia hanno isolato l'entrata dell'edificio dopo l'incidente ed immediatamente è scattato il piano di emergenza per la messa in sicurezza dell'edificio e delle aree circostanti.

Secondo le prime informazioni, l'uomo sarebbe stato arrestato dagli agenti della sicurezza nazionale e sarebbe sotto interrogatorio.
Non si hanno maggiori informazioni sull'accaduto, ma per tante persone questo episodio costituisce un campanello di allarme. Il ritorno agli anni del terrore: il ritorno di turpi macchinatori, delle angherie dei tiranni oggi silenti e sonnolenti - ma sempre pericolosi e in agguato - pronti ad armare chiunque: persone insane di mente, fedayn da salotto o del sabato sera. Ciò appare ancora più significativo perché avviene nel giorno della commemorazione del 19° anniversario della strage del 27 ottobre 1999. Di quella strage nessuno conosce i mandati con certezza giudiziaria, molti a Yerevan dicono i(l) nom(e) da anni... vox populi vox dei...
In molti parlano di una strana strage, apparentemente compiuta sotto e davanti alle telecamere della televisione, che ha fatto altrettante vittime negli anni, lasciando dietro di sé una lunga scia di infartuati nelle carcerari, colpi apoplettici, sparizioni di filmati, e anomalie di ogni genere, tale da lasciar pensare ad una oculata regia. Adesso tanti Armeni dalla Diaspora o dalla Repubblica non si fidano e temono le recrudescenze dei feroci assassini.

27 ottobre 2018

Per non dimenticare Vazgen Sargsyan


Oggi, 27 ottobre ricorre il 19° anniversario della terribile strage avvenuta nel Parlamento Armeno nel 1999. In essa fu brutalmente trucidato il Varchapet Vazgen Sargsyan, Eroe del Karabakh. Si tratta della pagina più nera della recente storia armena, preceduta per inaudita crudeltà solo dalle stragi del 2008 avvenute durante il governo dall'allora Presidente della Repubblica Robert Kocharyan. 
È colpevole lo stesso personaggio anche della strage del 1999? Ai posteri l'ardua sentenza.
Parlando con alcuni testimoni di quella strage abbiamo saputo che molti di loro furono fatti uscire dall'aula alcuni secondi prima che si iniziasse a sparare, altri non furono lasciati accedere e non fu specificato loro il motivo. 
Abbiamo, inoltre, saputo dalle stesse fonti che nei giorni precedenti  la strage ci sarebbe stato uno scontro personale fra lo Sparapet e i cosiddetti "Signori del Karabakh". La maggiore responsabilità morale di Vazgen Sargsyan è stata, infatti, quella di aver dato per anni troppa confidenza a questi turpi personaggi, facendoli accedere alle alte cariche delle stato. Si sarebbe trattato di un ceffone mollato dallo stesso Vazgen Sargsyan ad uno di loro in elicottero, lo schiaffeggiato avrebbe risposto stizzito e per questo ulteriormente deriso da molti. Promise vendetta inaudita e inesorabile. Molti di coloro che lo avevano ridicolizzato sarebbero morti nella strage del 27 ottobre 1999. 
Monumento a Vazgen Sargsyan
nel Sacrario Militare di Yerablur (foto di Carlo Coppola) 
Non possiamo dimenticare il dolore di Greta Mayrig, madre di Sargsyan, esempio fulgido delle virtù femminili armene e a lungo considerata tra le icone dello stato. Mamma Greta ci ha lasciati alla fine di maggio 2018 ed uno dei primi passi politici del Premier Pashinyan è stato quello di rendere omaggio a lei e alla sua famiglia.
In seguito alla morte di Vazgen Sargsyan, in molti subirono allontanamenti e licenziamenti da parte dello Stato. Tra di essi funzionari civili e ufficiali dell'esercito che in molti casi avevano la sola colpa di aver combattuto nello stesso Reggimento dello Sparapet. In molti, sopratutto coloro che erano stati resi permanentemente disabili dalla Guerra di Indipendenza, persero il lavoro e furono liquidati con una pensione minima di pochi euro. Una vergogna per una nazione che vuole dirsi civile e una grande ipocrisia, per un popolo che vanta il proprio erorismo militare.
Abbiamo avuto l'onore di porgere un fiore sulla tomba di Vazgen Sargsyan che si trova presso il Sacrario Militare di Yerablur e a quel luogo, che per noi è uno dei più mistici e profumati di santità dell'intera Armenia, abbiamo dedicato una poesia dal titolo A Yerablur dormono gli Eroi.
Chiediamo al Varchapet in carica e quelli che verranno dopo di lui il reintegro di tanti ufficiali e funzionari allora licenziati che in molti casi sono costretti a vivere lontani dalla Patria, per potersi permettere le cure relative a gravissime patologie sviluppate dopo la Guerra.  

26 ottobre 2018

Ricordiamo la Strage del 27 Ottobre 1999



19 anni fa, il 27 ottobre, un gruppo di criminali, guidato da Nairi Hunanyan, occupò la Sala dell dell'Assemblea nazionale armena e ucciso il governo e i membri del parlamento.
Restarono senza vita lo Sparapet Vazgen Sargsyan, il portavoce del parlamento Karen Demirchyan, i vicepresidenti dell'Assemblea Nazionale Yuri Bakhshyan e Ruben Miroyan, il ministro degli affari operativi Leonard Petrosyan, i parlamentari Armenak Armenakyan, Henrik Abrahamyan e Michael Kotanyan.
Il processo ai terroristi è durato per il 2001-2003. 6 militanti, tra cui il loro leader, Nairi Hunanyan, suo fratello Karen Hunanyan e suo zio Vram Galstyan, Derenik Bejanyan, Edik Grigoryan e Ashot Knyazyan condannato al carcere a vita. Hamlet Stepanyan è stato condannato a 14 anni di carcere.
Nairi e Karen Hunanyan, Derenik Bejanyan e Ashot Knyazyan sono tutt'ora viventi. Vram Galstyan, secondo la versione ufficiale, si è suicidato nel penitenziario di Nubarashen il 27 aprile 2004.
Hamlet Stepanyan, che è stato condannato a 14 anni di carcere, è morto nel maggio 2010 per un attacco di cuore, forse indotto
Norayr Yeghiazaryan, un sospetto nel caso, è morto prima di essere rilasciato in una cella del penitenziario di Nubarashen.
Eduard Grigoryan è morto il 3 novembre 2017 all'Erebuni Medical Center.
Pace a tutti coloro che sono morti. Il popolo Armeno pretende la verità: verità molto lontana da quella ufficiale. Chi furono i mandanti? Quali le ragioni che portarono ad una strage tanto efferata? Chi ha guadagnato da quelli morti e che cosa? Dove sono i 4 minuti mancanti della televisione a circuito chiuso che registrava le sedute del Parlamento armeno? Perché a colui che li conservava gelosamente fu promesso che sarebbe stato mandato come ambasciatore all'estero e poi improvvisamente morì? Cosa c'era in quei quattro minuti di registrazione mancanti? Forse qualcuno, in stile mafioso aveva i saluti del mandante o dei mandanti agli assassinandi? Forse qualcuno di loro aveva rivelato qualche dettaglio che inchiodava i mandanti?

24 ottobre 2018

Dalla terra di Hayk all'Armenia






Si terrà il prossimo venerdi 26 ottobre 2018, a partire dalle ore 16,00 presso la Sala Consiliare del Comune di Pesaro la decima edizione di Antropologando, convegno sulle origini antropologiche e psicologiche di favole, miti e leggende nelle diverse realtà delle varie tradizioni culturali e religiose del mondo. 

Quest'anno l'iniziativa è dedicata alla terra d'Armenia, nelle sue varie sfaccettature, mitologiche, storiche, politiche ed ha come titolo "Dalla Terra di Hayk all'Armenia".

L'evento convegnistico è ideato dal dott. Luigi Maria Bianchini, neuropsichiatra, agopuntore, giornalista pubblicista, che modererà le relazioni dei vari ospiti presenti. Dopo la relazione introduttiva dello stesso Bianchini, vari relatori si alterneranno con i loro interessanti argomenti per far scoprire al pubblico presente curiosità e suggestioni. 

Il dott. Francesco Domenico Goglia (esperto di araldica) parlerà di “Simbologia e significati dello stemma d’Armenia”; il dott. Flavio Di Luca (farmacista, viaggiatore, master in Filosofie Orientali con tesi sulle Erbe degli Sciamani) interverrà su “La sacralità delle immagini religiose armene”. A seguire il dott. Mario Amirkhnian (di chiare origini armene, farmacista, esperto di storia, in particolare dell’Armenia) farà un'ampia carrellata “Da Noè ai giorni nostri”. Un significativo momento critico letterario sarà dedicato dal prof. Angelo Chiaretti (docente di Letteratura Italiana e storia, dantista, fondatore e presidente del Centro Studi Danteschi di San Gregorio in Conca) all'emozionante argomento “Dante Alighieri e il monte Ararat”. Intervento conclusivo sarà affidato al prof. Pierpaolo Loffreda (docente di Teoria e metodo dei mass media, Accademia di Belle Arti di Urbino, giornalista), che affronta“1988, Gli armeni in rivolta”.

L'Ambasciatore italiano Del Monaco incontra il Ministro Artak Zeynalyan


Apprendiamo che l'Ambasciatore della Repubblica Italiana in Armenia S.E. dott. Vincenzo Del Monaco è stato ricevuto oggi dal Ministro della Giustizia Artak Zeynalyan. L'ambasciatore ha ringraziato per l'incontro e ha osservato che la cooperazione con il Ministero della Giustizia costituisce per lui e per la sua missione una priorità importante. 
Temi dell'incontro sono stati la lotta alla corruzione, gli sviluppi economici e talune questioni concernenti lo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate. Parlando della situazione interna in Armenia, il Ministro ha confermato che la situazione è tutt'ora in evoluzione e che, per quanto essa risulti inedita dal punto di vista costituzionale, essa riacquisirà certamente un corso normale in seguito alle elezioni anticipate previste nel mese di dicembre. L'obbiettivo di tenere le elezioni, ha confermato il Ministro Zeynalyan, è quello di rafforzare l'effettiva attuazione della volontà popolare.
Riferendosi al progetto di aggiornamento del codice elettorale adottato per l'elezione dell'Assemblea Nazionale, Artak Zeynalyan ha sottolineato che è stato approntato per garantire una maggiore rappresentanza delle minoranze politiche maggiore di quella attuale, ciò ha la finalità esclusiva di rendere il Parlamento più democratico. Il ministro della Giustizia ad interim ha espresso la speranza che tale Codice Elettorale possa essere approvato nel corso di una seduta straordinaria convocata su iniziativa di alcuni deputati. 
Il Vice Ministro Suren Krmoyan, a proposito della lotta alla corruzione, ha annunciato che durante un incontro tenutasi a Vienna qualche giorno fa, con alti funzionari dell'OSCE, sono stati concordati piani di collaborare con funzionari italiani, esperti di anticorruzione, al fine di creare un nuovo organo inquirente.
Nel corso dell'incontro, le parti si sono inoltre concentrate sul tema dello sviluppo di strategie anti-corruzione nell'era digitale. Questo argomento sarà oggetto di una conferenza organizzata a Roma e prevista per il prossimo mese di novembre. In tal senso le parti hanno affrontato una serie di questioni relative alla partecipazione del ministro ad interim alla conferenza di Roma.

23 ottobre 2018

26 ottobre a Pesaro Antropologando dieci dedicato all'Armenia


Si terrà il prossimo venerdì 26 ottobre 2018, a partire dalle ore 16,00 presso la Sala Consiliare del Comune di Pesaro la decima edizione di Antropologando, convegno sulle origini antropologiche e psicologiche di favole, miti e leggende nelle diverse realtà delle varie tradizioni culturali e religiose del mondo.
Quest'anno l'iniziativa è dedicata alla terra d'Armenia, nelle sue varie sfaccettature, mitologiche, storiche, politiche ed ha come titolo "Dalla Terra di Hayk all'Armenia".
L'evento convegnistico è ideato dal dott. Luigi Maria Bianchini, neuropsichiatra, agopuntore, giornalista pubblicista, che modererà le relazioni dei vari ospiti presenti. Dopo la relazione introduttiva dello stesso Bianchini, vari relatori si alterneranno con i loro interessanti argomenti per far scoprire al pubblico presente curiosità e suggestioni. Il dott. Francesco Domenico Goglia (esperto di araldica) parlerà di “Simbologia e significati dello stemma d’Armenia”; il dott. Flavio Di Luca (farmacista, viaggiatore, master in Filosofie Orientali con tesi sulle Erbe degli Sciamani) interverrà su “La sacralità delle immagini religiose armene”. A seguire il dott. Mario Amirkhnian (di chiare origini armene, farmacista, esperto di storia, in particolare dell’Armenia) farà un'ampia carrellata “Da Noè ai giorni nostri”. Un significativo momento critico letterario sarà dedicato dal prof. Angelo Chiaretti (docente di Letteratura Italiana e storia, dantista, fondatore e presidente del Centro Studi Danteschi di San Gregorio in Conca) all'emozionante argomento “Dante Alighieri e il monte Ararat”. Intervento conclusivo sarà affidato al prof. Pierpaolo Loffreda (docente di Teoria e metodo dei mass media, Accademia di Belle Arti di Urbino, giornalista), che affronta“1988, Gli armeni in rivolta”.

22 ottobre 2018

Sua Santità Aram I incontra Nikol Pashinyan


Il Primo Ministro facente funzioni Nikol Pashinyan durante la sua visita in Libano si è recato ieri a rendere omaggio a Sua Santità Aram I, Catholicos della Grande Casa della Cilicia nella sua Sede di Antelias.
Prima dell'incontro, il Varchapet si è unito a Sua Santità Aram I per visitare la Santa Sede, il Museo e la Cattedrale di San Gregorio l'Illuminatore, che raccoglie e perpetra la memoria delle vittime del Genocidio Armeno, rendendo omaggio ai Martiri. Il Catholicos ha pronunciato a braccio un bel discorso di benvenuto che purtroppo è stato a tratti poco comprensibile a causa dei continui disturbi dei flash dei fotografi.
Il discorso è stato comunque trascritto dall'ufficio stampa del Primo Ministro: 
Caro signor Primo Ministro, sono felice di darLe il ​​benvenuto a casa. La Chiesa appartiene al nostro popolo; Noi traiamo origine dalla gente, apparteniamo alla gente e siamo chiamati a servire la nostra gente. Questa è la casa della nostra nazione, della nostra patria. Questa convinzione si è venuta formando in Noi mentre studiavamo qui.

Quando abbiamo perso la Cilicia come regno e come terra, abbiamo creato una Cilicia spirituale. Ciò ha dato un grande impulso allo sviluppo della Cilicia spirituale, come Lei ha menzionato nel suo discorso questa mattina, la missione di questa Cattedra consiste nel rendere concreti i nostri valori spirituali, culturali e nazionali nella vita della nostra gente. Abbiamo sognato l'Armenia, volevamo che l'Armenia vedesse il nostro sogno, sognavamo l'Armenia libera e indipendente. Di conseguenza, la maggior parte di questa sede rappresenta il potere dell'Armenia e una nuova pagina viene aperta nella storia moderna della nostra patria, un nuovo capitolo di speranza e amore, unità e prospettiva.
E sin dal primo giorno, ho invitato la nostra gente, non solo ad essere orgogliosa dell'Armenia, ma anche a prendere parte alla ricostruzione e al rafforzamento della nostra Patria. 
Di conseguenza, vorrei dirLe ancora una volta che questa sedia con le sue propaggini, e io personalmente, la sostengo perché il Suo successo è il successo dell'Armenia.
Di conseguenza, tutti noi vogliamo che la nostra patria cresca più forte sotto la Sua saggia guida. Ancora una volta Le do il benvenuto con questi pensieri e aspettative. 

A questo discorso di benvenuto il Primo Ministro ha risposto altrettanto cordialmente: 

Grazie, Santità. Ad essere sinceri, stiamo facendo una visita molto toccante ed emozionante. Vorrei porgeLe ancora una volta i miei auspici per i 50 anni dalla sua ordinazione sacerdotale. Ho già espresso nel dettaglio il mio apprezzamento durante la cerimonia di questa mattina. Vorrei, comunque, ribadire il mio rispetto e il mio apprezzamento per il vostro lavoro e vorrei ringraziarvi l'invito formulatomi, perchè questo mi ha dato l'opportunità di incontrare e confrontarmi a tutti i livelli la Comunità Armena del Libano.

Certo, è stato un piacere riaffermare che il governo armeno ha pieno appoggio da parte dei nostri compatrioti. Mi Creda, il Suo sostegno e, cosa più importante, le Sue osservazioni premurose e la Sua posizione attiva hanno contribuito a incrementare la nostra forza durante i giorni della rivoluzione di velluto, per questo desidero ringraziarLa ancora una volta. 

Vorrei dire che questi cambiamenti non avrebbero potuto essere realizzati senza il sostegno della Diaspora, senza il sostegno inequivocabile degli Armeni che vivono in Diaspora. Questo ci ha aiutati a realizzare i processi politici esclusivamente in un'atmosfera di pace, amore e solidarietà. 

La posizione della gente sia nella Diaspora che in Armenia era così ovvia che ogni resistenza sembrava essere illogica. Certo, è molto importante parlare del futuro, ed essere in un Centro Spirituale della nazione armena, voglio sottolineare il fattore di fiducia quando parlo del futuro. Dobbiamo credere nel futuro del nostro popolo, nella nostra forza, e questa è forse la cosa più importante. Come ci insegna la Bibbia, qualsiasi obiettivo può essere raggiunto con fede, convinzione e intenzionalità.

Spero, e sono anche convinto che il nostro popolo non perderà mai la fiducia in se stesso perché è fondamentale dichiarare l'essenziale, e ciò che conta di più è la voce del popolo, che è un potere decisivo come stabilito nella Costituzione del nostro paese. Non ho dubbi che sarà il caso in futuro. Dobbiamo sperare che non deluderemo la nostra gente con i nostri impegni e attività; invece daremo loro un nuovo respiro e infonderanno fiducia nel loro potere. Il Suo supporto è cruciale in questo senso. Grazie per la Sua disponibilità.

21 ottobre 2018

In memoria di Jamal Khashoggi giornalista

Jamal Khashoggi giornalista e martire
Un lavoro certosino e meticoloso realizzato da macellai, e chirurghi di precisione. 
Lo hanno smontato pezzo dopo pezzo, al contrario di un racconto di Italo Calvino, dove Giovannin Senzapaura ricostruiva il fantasma del palazzo ridandogli dignitosa esequie e quello per ricompensa gli donava una buona quantità d'oro e ricchezze. 
Quello che è accaduto al Jamal Khashoggi, editorialista del Washington Post, è purtroppo uno dei più inquietanti film horror realizzati dal vero nella nostra epoca. Nessuno protesta e nessuno si muove. Pochi anche i giornali che ne hanno dato notizia, qualcuno parlando addirittura di incidente o di  "presunto omicidio", come se qualcuno possa essersi fatto a pezzi da solo o per errore. Questo accade sui nostri prezzolati giornali italiani al servizio della politica internazionale e di qualunque consorteria reclami un qualsivoglia diritto, che si chiami Arabia Saudita, Cina, USA, Turchia.
Il giornalista Jamal Khashoggi aveva studiato in America, ma non faceva paura solo per essere un uomo laico, faceva paura soprattutto perché, come ha raccontato nel suo ultimo editoriale, stava per lanciare una piattaforma internet in cui i paesi cosiddetti Arabi, avrebbero potuto trovare le loro occasioni di confronto e scambio di informazioni. Khashoggi era uno che all'interno del mondo arabo si poneva l'utopico obbiettivo di creare dialogo. Tutto questo alle più grandi e autentiche dittature mondiali, Arabia Saudita in testa e non solo, dava molto fastidio. 
Era entrato nel Consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul dove si trovava per lavoro nel primo pomeriggio del 2 ottobre e mai ritrovato. Temendo che potesse accadergli qualcosa di brutto si era dato appuntamento con la sua fidanzata fuori dal Consolato da cui non è più uscito, ma nel contempo aveva lasciato accesso il telefono tramite il quale la donna ha potuto sentire tutto, compresi accenni delle terribili torture che hanno portato l'uomo ad essere scorticato vivo, tagliato e asportato via lo scroto, la pelle della faccia distaccata dal volto, "smontati" gli arti come fosse una barbie o un manichino per vestiti. Tutti i pezzi, compresi gli organi interni sono stati fatti ritrovare in sacchi neri, come neppure un serial killer sadico delle fiction americane avrebbe saputo fare. Abbiamo visto le immagini ma non le mostriamo perché sono troppo dure e truculente, da non dormirci di notte. Non abbiamo dormito noi stanotte e vorremmo evitare che anche ad altri accada lo stesso.
La prima reazione saudita sarebbe la seguente: il console avrebbe chiesto asilo politico per paura di ritorsioni interne. 
Il Centro Studi Hrand Nazariantz e gli Armeni di Bari piangono la barbara uccisione dell'uomo Jamal Khashoggi,  condannando il truce gesto compiuto da mostri che superano in perversione qualunque istinto animale. Ricordano le migliaia di giornalisti attualmente detenuti in Turchia e in tutto il mondo. Noi appoggiamo la stampa libera. Nessuno Stato può e deve sentirsi al di sopra di ogni sospetto. Inoltre, ci viene da pensare che eccessi di questo tipo possano accadere solo allorché il corpo diplomatico di uno Stato non conosca la diplomazia e neppure possegga il minimo garbo nelle relazioni interpersonali.

20 ottobre 2018

Oggi a Bari "Il silenzio della pietra"

Ieri 19 ottobre 2018 sera alla "LIBERIMA" di Lecce la prof. Isabella Oztasciyan Bernardini d'Arnesano e la prof.ssa Rosita d'Amora hanno presentato un interessante volume della scrittrice e traduttrice turca Filiz Ozdem (ha tradotto tra gli altri Pasolini, Calvino, de Amicis, Collodi, Rodari), dal titolo "Il silenzio della pietra". Il testo è stato volto in Italiano da Anna Lia Proietti, per i tipi della casa editrice Stilo di Bari. 
"Il Silenzio della pietra' è la storia personale di Sude che si intreccia con le vicendee le ferite ancora aperte della giovane repubblica di Turchia. Il gomitolo dei ricordi si dipana a partire dall'infanzia e dall'adolescenza in cui Sude è divisa tra due mondi familiari profondamente diversi, passando attraverso la scoperta delle origini armene del ramo materno, arrivando infine alla perdita dell'uomo che ama. Lentamente Sude assembla i tasselli della storia familiare, scontrandosi con il silenzio che avvolge la storia della persecuzione armena, con le sue deportazioni e le sue forzate conversioni. Via via che prosegue la ricerca la narrazione si fa più onirica, confondendo la realtà col sogno, l'immaginazione con l'incubo, in una atmosfera di crescente oppressione. Sullo sfondo di uno degli episodi più dolorosi della storia della Turchia, è il filo rosso della paura a intrecciare i destini dei personaggi. 
un momento della presentazione leccese del romanzo "Il Silenzio della Pietra"
Si tratta, insomma, di uno di quei testi con cui la Turchia contemporanea cerca di affrontare con garbo, e sincerità ma anche con determinazione - e senza autoinfliggersi troppi mal di pancia - il problema del Genocidio Armeno, driblando a tutti i costi il termine Genocidio per non incorrere nelle repressioni del Sultanetto che i Turchi continuano a farsi riappioppare quale leader.
Oggi sabato 20 ottobre 2018, alle 19,00 al Museo Civico di Bari (strada Sagges 13) il volume sarà presentatoall'interno della rassegna Letterature delle periferie d'Europa.

18 ottobre 2018

Settimana di Grandi successi per la Lingua Italiana a Jerevan


La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale italiana e attualmente nella sua 18° edizione, si svolge in tutto il mondo dal 15 al 21 ottobre 2018. Il suo obiettivo è quello di promuovere a livello mondiale la lingua italiana attraverso un tema scelto che varia ogni anno e funge da elemento guida per una vasta gamma di attività culturali.

Quest'anno si è deciso di porre un focus sull'importanza web-technologies e sulle vari linguaggi  utilizzate nella lingua e nella cultura italiana. Questo argomento appare di estrema attualità inquanto esamina i collegamenti esistenti tra la lingua italiana e le nuove piattaforme di tecnologia dell'informazione, come i social network.
In Armenia, gli eventi saranno organizzati durante la settimana riguarderanno le arti visive, teatro e danza.
L'evento inaugurale del 15 ottobre si terrà presso l'Ambasciata d'Italia a Yerevan e sarà costituto da una istallazione dall'artista Carlo De Meo dal titolo Cancellata a Jerevan. De Meo raccoglierà materiali e oggetti in tutta la città di Yerevan, per poi assemblarli in un modo ecologicamente appropriato. L'installazione di Carlo De Meo si propone di cancellare le barriere e lasciare il passo al dialogo.
Il secondo evento più importante della settimana sarà una performance di danza del 7th Sense Small Theatre/NCA, regia di Vahan Badalyan, e Versiliadanza, diretto da Angela Torriani Evangelisti, ha il sostegno del Ministero della Cultura armeno, il Ministero italiano degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, l'Ambasciata d'Italia in Armenia e il Consolato Onorario Italiano a Gyumri. Questa performance è ispirato al famoso "Libro delle Lamentazioni" di San Gregrorio di Nareg poeta, filosofo, figura eminente della cultura armena e la spiritualità. 
Questo il Programma degli eventi:

13 e 14 ottobre 19,00; 16 ottobre 20,007th Sense Small Theatre/NCA, 11 Abovyan Str.
7th Sense idea e direzione Vahan Badalyan, coreografia Angela Torriani Evangelisti
produzione Small Theatre - Versiliadanza

16 ottobre 19,00 | Centro Nazionale di Estetica, 13 Abovyan Str.
Inaugurazione della mostra San Miniato al Monte. Mille anni di luce di Andrea Ulivi

17 ottobre 17,00 | Ambasciata d'Italia in Armenia, 5 Italia Str.
CONNECTIONS AND ACTIONS | A VISION - TEN YEARS ON: THEATRE, DANCE, TRAINING
Apre la discussione con: Dott. Vincenzo Del Monaco (Ambasciatore d'Italia in Armenia), dott. Antonio Montalto (Console Onorario d'Italia a Gyumri), Marinella Guatterini (giornalista internazionale, storico della danza, coordinatore e supervisore della sezione teatro-danza Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi), Van Badalyan (direttore Piccolo Teatro / NCA), Angela Torriani Evangelisti (danzatrice, coreografa, direttrice di Versiliadanza), Andrea Ulivi (fotografo, editore e insegnante), Leonardo Filastò (artista e videomaker), Tuccio Guicciardini (direttore Compagnia Giardino Chiuso, presidente Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee), Patrizia de Bari (danzatrice, coreografa, direttore della Compagnia Giardino Chiuso)

20 ottobre 19,00 | Small Theatre / NCA, 11 Abovyan Str.
Suggestion Coreografia Angela Torriani Evangelisti
Macchine direzione Tuccio Guicciardini, coreografia Patrizia de Bari
testi Sebastiano Vassalli, produzione Small Theatre - Versiliadanza - Giardino Chiuso realizzato con gli interpreti di Piccolo Teatro / NCA regia di Vahan Badalyan.

16 ottobre 2018

Con le dimissioni di Pashinyan concluso rimpasto di Governo in Armenia

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Ieri il Presidente della Repubblica di Armenia, Armen Sarkissyan, su proposta del Primo Ministro, ha firmato il decreto di nomina di Gegham Gevorgyan quale Ministro dell'Agricoltura della Repubblica di Armenia e di Tigran Khachatryan quale Ministro dello Sviluppo Economico e degli Investimenti.

Con queste nomine potrebbe probabilmente essersi concluso il rimpasto di Governo iniziato il 4 ottobre scorso con la nomina di Hakob Arshakyan a Ministro dei Trasporti, delle Comunicazioni e dell'Innovazione Tecnologica, di Gabriel Ghazaryan a Ministro dello Sport e degli Affari Giovanili, di Garegin Baghramyan a Ministro delle Infrastrutture energetiche e Risorse Naturali. Nella stessa data aveva ricevuto la nomina anche Feliks Tsolakyan, cui era stata assegnata la delega diMinistro alle Situazioni di Emergenza, una sorta di Protezione Civile.

Le nomine sono state firmate ai sensi dell'articolo 131 della Costituzione, nonché sull'articolo 5 paragrafo 1 della legge Repubblica di Armenia concernente le "Strutture e attività del governo".
Ultimo dato e più rilevante dato è giunto questo pomeriggio intorno alle 17,30 ora italiana. Si tratta dell'annuncio delle dimissioni dello stesso Nikol Pashinyan dalla carica di Primo Ministro. Pashinyan si dimette per consentire lo scioglimento del Parlamento e l'indizione di nuove elezioni da parte del Presidente della Repubblica Armen Sarkissyan.
Il Discorso di Dimissioni del Varchapet è durato esattamente 5 minuti e 36 secondi. Questo è il testo che riproponiamo in una traduzione dalla lingua inglese, a cura di Carlo Coppola.

Cari compatrioti, Mio caro popolo,
Cittadini orgogliosi della Repubblica di Armenia,
Come ho detto prima, mi dimetto oggi da Primo Ministro dell'Armenia. L'obiettivo di queste mie dimissioni, tuttavia, non è quello di prendere le distanze dall'ufficio del Primo Ministro, ovvero non è quello di sfuggire alla responsabilità che ho assunto nei vostri confronti, al contrario, di portare avanti la rivoluzione nonviolenta, rivoluzione di velluto, rivoluzione popolare che insieme siamo giunti alla fine, tenendo elezioni anticipate del parlamento e restituendo l'intero potere al popolo. 
La tabella di marcia per il raggiungimento delle elezioni anticipate del Parlamento è la seguente: dopo le mie dimissioni il Presidente della Repubblica accetta immediatamente le dimissioni del Governo, l'Assemblea Nazionale non elegge un Primo Ministro per due volte durante nei prossimi 14 giorni, questo si tradurrà nell'automatico scioglimento dell'Assemblea e il Presidente della Repubblica convocherà le elezioni anticipate del Parlamento.
Durante tutto questo tempo i membri del Governo continueranno a svolgere i loro compiti, ed io continuerò ad adempiere ai poteri costituzionali di Primo Ministro della Repubblica di Armenia, vale a dire che continuerò a essere il garante della vittoria del popolo e se voi darete il vostro voto di fiducia alla nostra forza politica nelle elezioni legislative di dicembre, sarò rieletto Primo Ministro.
Certamente, molti hanno paura e si pongono una domanda: e se le forze parlamentari nominassero un altro candidato quale Primo Ministro, siamo davvero pronti per questo tipo di scenario?
Inutile dire che gli eventi del 2 ottobre hanno dimostrato che siamo più che pronti per qualsiasi scenario, perché non una singola forza può resistere alla volontà e al desiderio della gente.
Ma per ora non voglio nemmeno discutere di uno scenario del genere, perché quante più contraddizioni e aspri dibattiti avremmo avuto con un certo numero di forze parlamentari, non posso pensare che abbiano un obiettivo e un'intenzione di agire contro il popolo e contro la sicurezza nazionale dell'Armenia. 
Le forze parlamentari hanno dimostrato che, a prescindere da tutte le contraddizioni e interpretazioni errate, il nostro stato, la sua stabilità e sicurezza sono una linea rossa per loro, e credo che non supereranno mai questa linea. Soprattutto, sia l'HHK [il Partito Repubblicano], il blocco Tsarukyan e la Federazione Rivoluzionaria Armena hanno dichiarato pubblicamente che non hanno in programma di nominare un candidato a  Primo Ministro o eleggere alcun nuovo Primo Ministro. 
Vorrei anche dire ai rappresentanti della precedente maggioranza dell'Assemblea nazionale che in realtà li abbiamo criticati e continueremo a criticarli, ma questo non significa che stiamo cercando nemici in Armenia, o che li dovremmo cercare.
Ho detto durante la mia intera attività politica, e vorrei ripetere anche adesso: non ho avuto, non ho, e non avrò nemici in Armenia e tra gli Armeni.  
E vorrei augurare buona fortuna a tutte le forze politiche nelle prime elezioni del Parlamento e affermare che il nostro governo garantirà la libera espressione della volontà del popolo alle elezioni. 

Cari compatrioti,

Sebbene queste dimissioni abbiano una natura formale, il momento è in realtà assai emozionante, perché oggi portiamo a termine un'altra fase della nostra rivoluzione e entriamo in un periodo completamente nuovo. 
E ora, affrontando gli ultimi cinque mesi della mia Premiership, vorrei ringraziarvi per il vostro supporto e fiducia illimitati. Vorrei anche scusarmi con tutti coloro che ho deluso in qualcosa, le cui giuste e lecite speranze non ho esaudito. 
Ma, cari compatrioti, voglio che voi sappiate con certezza e senza alcun dubbio: tutte le vostre pene sono nel mio cuore, tutti i vostri bisogni sono nei miei pensieri, tutti i vostri sogni sono nella mia anima e mi danno le ali e la forza per guardarvi in faccia e ripetervi con fiducia: tutto andrà bene, tutto andrà molto bene.
Preparatevi a nuove vittorie e preparatevi a costruire una nuova e potente Armenia libera e felice. 
Vi amo tutti, sono orgoglioso di tutti voi, mi inchino davanti a tutti voi, vi bacio tutti. 
E così, viva la libertà. Lunga vita alla Repubblica di Armenia. Lunga vita ai nostri figli, che vivono, e che con fiducia vivranno, nella libera e felice Armenia. 

13 ottobre 2018

Il maestro Vache Hoveyan in visita a Bari

Vache Hoveyan insieme a 
Rupen Timurian davanti al Khachkar di Bari

A Yerevan la coerenza in politica è un raro bene. Soprattutto in questi mesi, quando, dopo due decenni di governo del Partito Repubblicano il paese ha iniziato a sventolare del bandiere del Contratto Civile, innalzando a gran voce il canto "Dux ov".
La veloce migrazione dal Partito Repubblicano del Presidente Serzh Sargsyan alle lunghe marce del Քաղաքացիական պայմանագիր, ha raccolto - come nella danza del Rattenfänger von Hameln - non solo tanto popolo ma anche tanti dirigenti e funzionari pubblici che hanno visto la luce negli occhi del nuovo varchapet Nikol Pashinyan, e gettata la casacca repubblicana hanno iniziato a stringere mani nelle strade e tra la gente. A tutti si danno possibilità di cambiamento ma un tale affollamento di conversioni paoline sulla via di Damasco è assai singolare, soprattutto se non è prima preceduto da altrettanto copiose cadute da cavallo.
Tra i pochi rimasti fedeli alla linea possiamo annoverare il maestro Vache Hoveyan, docente di Viola presso il "Conservatorio Musica Komitas" ed ex direttore della Komitas Chamber Music House, una delle sale di concerto più belle e Yerevan nel quartiere centrale di Shrjanayin, noto per i tanti eventi, non solo musicali tra essi i funerali del leader del Dashnaktsutyun, Vahn Hovhanessyan, che fu Ambasciatore in Germania.
Vache Hoveyan è stato in Italia negli scorsi giorni per tenere una master class di viola presso il "Conservatorio Musicale Carlo Gesualdo" di Potenza. 
L'evento ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica, e il plauso di numerose istituzioni. 
Vache Hoveyan 
passeggia per le strade di Bari Vecchia
Ieri il maestro, accompagnato dal collega Marco Misciagna, ha fatto visita ad alcuni amici armeni di Bari e si è soffermato per un momento di riflessione e preghiera davanti al Khachkar (stele armena) della città posto sul lungomare Cristoforo Colombo di Bari, assieme a Rupen Timurian, decano degli Armeni di Puglia. 
Il monumento sacro alla memoria armena, scolpito dal prof. Ashot Grikoryan di Yerevan, è stato benedetto più volte da esponenti della Chiesa Apostolica Armena e da esponenti della Chiesa Cattolica; ha visto la presenza di tre Ambasciatori, due Consoli, rappresentanti della Provincia di Bari e Sindaci e Presidenti di Regione, cantanti lirici armeni in visita di lavoro in Puglia ed ora anche dal maestro Hoveyan, che proprio davanti a questo sacra pietra ha espresso alcune intenzioni di preghiera, auspicando che a Bari il rafforzamento della presenza armena e l'incentivazione di belle iniziative inerenti la cultura dell'Haystan.

12 ottobre 2018

Compie 90 anni Jiavan Gasparyan

Vache HovsepyanLevon Madoyan e Jivan Gasparyan
in via Abovian a Yerevan
Era il 20 dicembre 2005 quando nella Chiesa Mater Ecclesiae di Bari, nel Quartiere residenziale di Poggiofranco assistetti ad un concerto del maestro Djivan Gasparyan. Per la traslistterazione del nome useremo d'ora in avanti la J invece della Dj, attendoci così al suo account Facebook e alla traslitterazione corrente dalla lingua armena.
Come primo approccio dal vivo allo tsiranapogh, nome con cui preferisco chiamare il duduk - termine che mi suona di troppo commerciale e russizzato - fu un grande inizio, forse il migliore primo approccio possibile.
Da allora ho sentito molti dudukisti, alcuni bravi, altri ottimi, altri scarsi, parecchi senza fiato, la maggiorparte con grande tecnica. Alcuni erano rozzi come gli zampognari dell'Appennino o altri sofisticati in giacca e cravatta, alcuni puzzavano di pecora e avevano giacchette striminzite e magliette infeltrice, qualcuno era un vero pastore di capre. 
A quel concerto ero seduto davanti, nelle prime file, ma non perchè mi occupassi di Armenia, di cui allora non sapevo quasi nulla, conoscendo a mala pena la storia del poeta Nazariantz e del villaggio. Ero inserito in un progetto nato attorno ad un corso sui mestieri del cinema che avevo ricevuto in premio come coraggioso attore di una piccola iniziativa a Venezia. 
A fine concerto con altri colleghi di corso dovevamo intervistare gli esecutori del concerto. Io facevo le domande altri le riprese. Jiavan Gasparyan era accompagnato da una traduttrice dall'inglese al russo, avrebbe potuto chiamarsi Katia, essere atea come una bambola - gaddiana -che gira gli occhi. Filtrava, impunemente, tutte le domande e si capiva che non gliene traduceva neppure la metà. Ma nonostante ciò il suono di Gasparyan è ancora oggi per me il più evocativo e quello che quassa l'anima, che mette in crisi i pensieri, fa sobbalzare e svuota il cuore. L'intensità di quello strumento pari al più maestoso concerto di Vivaldi è ancora per me un miracolo d'Amore. 
Un paio di anni fa a Yeravan, poco distante, da casa di mia suocera, su via Abovian è stata piantata una grande statua non brutta e realistica che raffigura tre grande dudikisti Vache Hovsepyan, Levon Madoyan e Jivan Gasparyan. Questa è una delle cose che amo dell'Armenia, non solo si realizzano e si istallano ancora tante statue, ma soprattutto esse non raffigurano solo i morti, ma spesso anche persone viventi che in questo modo avrebbero la possibilità di godere del ritratto, approvarlo o disapprovarlo. 
Ringrazio il maestro Jivan Gasparyan e gli formulo gli auguri più affettuosi per i suoi 90 anni.

10 ottobre 2018

Proclamazione degli Eletti al Consiglio Comunale di Yerevan


Si è svolta oggi, poche ore fa, la Seduta preliminare del nuovo Consiglio Comunale della città di Yeravan introdotta dalle emozionanti note e parole dell'Inno della Città Erebuni-Erevan.
Hayk Marutyan, il nuovo sindaco, è apparso visibilmente commosso durante la seduta. La prima parte della riunione è stata presieduta da Lilit Pipoyan che ha eseguito l'appello nominale dei Consiglieri eletti ed ha Proclamato eletto lo stesso Hayk Marutyan, avendo egli ricevuto il 50% più uno dei voti del corpo elettorale che si è recato alle urne. 
Il Palazzo della Municipalità di Yerevan visto da Viale Italia
Questi i risultati elettorali definitivi: la lista «Իմ քայլը» (Il mio passo) ha conquistato 57 seggi su 65 disponibili nell'Assemblea, il partito «Բարգավաճ Հայաստան» (Armenia Prospera), 5 seggi, e la lista  «Լույս» (Luce) 3 seggi.
Marutyan ha dichiarato che sarà realmente soddisfatto solo quando riuscirà a risolvere i problemi della città, primo fra tutti la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Nelle decisioni importanti per la vita e il progresso della città di Yerevan, Marutyan ha annunciato che a nessuno saranno chiuse le porte, anzi saranno ascoltate e prese in esame sia le proposte dell'opposizione dei partiti presenti nel consiglio comunale che l'opposizione interna della lista di maggioranza. Anche verso i dipendenti comunali non si procederà con atteggiamenti di ostracismo ma si eseminerà la condotta di ciascuno.
Questa la prima dichiarazione del Sindaco Hayk Marutyan

Abbiamo tutti l'opportunità storica di realizzare tutti i sogni che abbiamo avuto per molti anni e possiamo finalmente realizzare i sogni dei nostri di Yerevaniani. E sono fiducioso che con questa composizione del Consiglio Comunale faremo star bene i nostri concittadini ogni giorno, ogni ora e ogni secondo. È un momento di cruciale importanza. Il mio scopo non è quello di creare in ogni momento un totale e unanime consenso su ogni decisione, ma tutti noi eletti in questa assemblea abbiamo il dovere di pensare alla nostra città e ai nostri cittadini ogni secondo."

Il Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari forula i più affettuosi Auguri per un proficuo e sereno operato al Sindaco Hayk Marutyan e ai consiglieri eletti, sia di maggioranza che di opposizione. 



09 ottobre 2018

Verso la risoluzione dello stallo istituzionale in Armenia


Il varchapet Nikol Pashinyan ha avuto ieri un colloquio ufficiale con Gagik Tsarukyan, magnate e leader del partito Armenia Prospera, Presidente tra l'altro del comitato Olimpico Nazionale 
Voglio sottolineare, Tsarukyan, che è stato lei a rendere possibile l’appianamento delle divergenze interne al parlamento. Il nostro colloquio di oggi ha mostrato che almeno alcune delle nostre opinioni coincidono. Sono molto felice per il sostegno dato dal vostro gruppo alla proposta di organizzare elezioni parlamentari anticipate a dicembre: è proprio su questo punto che vorrei concentrare il nostro colloquio. 
Il leader di Armenia Prospera, da parte sua, ha ringraziato il capo di governo, e ha confermato il sostegno del suo partito al progetto e al governo presieduto da Nikol Pashinyan:
Siamo pronti a lavorare al vostro fianco per lo sviluppo economico e la crescita del nostro paese. 
Al termine dell’incontro i due leader hanno firmato un memorandum con lo scopo di organizzare elezioni anticipate entro la fine dell’anno.


Oggi il Primo Ministro Pashinyan ha incontrato il Presidente della Repubblica Armen Sarkissian. Tema principale del colloquio è stata la situazione politica interna dell'Armenia e gli sviluppi in corso, comprese le trattative tra le forze politiche circa l'indizione di nuove  elezioni.

Il Primo Ministro Nikol Pashinyan ha dichiarato: 
Il momento è cruciale per la situazione ed è fondamentale il parere del Presidente della Repubblica. In effetti, negli ultimi giorni, in particolare ieri, abbiamo firmato un memorandum con il leader del Partito dell'Armenia Prospera Gagik Tsarukyan possibilità di elezioni parlamentari per il prossimo 16 dicembre. Credo che, in sostanza, la tensione si stia allentando, il che è positivo.
Il Presidente Armen Sarkissian si è detto molto soddisfatto per il riavvio di un processo di superamento delle tensioni degli ultimi mesi. Ha quindi affermato il proprio compiaceimento per la reazioni di un'atmosfera di dialogo e tolleranza reciproca tra le forze politiche.

08 ottobre 2018

Omaggio a Aznavour al Museo Civico di Bari



L’Alliance Française e il Museo Civico di Bari hanno organizzato venerdì 12 ottobre alle ore 18,00 un evento di commemorazione del cantante Charles Aznavour, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica di Armenia presso la Confederazione Elvetica e presso le Organizzazioni internazionali con sede a Ginevra. 
Ad una settimana esatta dall'omaggio reso congiuntamente dai Presidenti della Francia e dell'Armenia presso Hôtel national des Invalides al maestro Aznavour, si esibiranno l’artista Mike Zonno (voce chitarra) accompagnato alla fisarmonica da Leo Di Gioia, con la partecipazione di Paola Martelli (voce recitante) per un concerto dedicato a uno dei più amati e grandi chansonnier francesi. 
La manifestazione avrà inizio con una presentazione della vita dell’artista Un ricordo, un armeno a Parigi della professoressa Corinne Collomb. All’attività di cantautore Charles Aznavour ha affiancato una notevole carriera di attore, l’evento si concluderà con la proiezione del film di François Truffaut Non tirate sul pianista nel quale Charles Aznavour interpreta, quasi se stesso e la sua storia familiare di figlio di immigrati armeni. 
All'evento prenderanno parte anche alcuni esponenti delle associazioni armene di Puglia.




Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Museo Civico Bari
Strada Sagges, 13
Per info 0805210017

07 ottobre 2018

Schirru-Ghazaryan nuove frontiere per la didattica della linguistica tra Italia e Armenia


Giovedì 5 ottobre, presso la Cattedra di Filologia Romanza dell’Università Statale di Yerevan, si è tenuto un seminario sulla Dialettologia e Linguistica italiana, presentato dal Prof. Giancarlo Schirru - ordinario di Glottologia e Linguistica presso il Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli «L’Orientale». Il Prof. Schirru ha visitato la Sezione di Lingua e Letteratura italiana dell’Università Statale di Yerevan su invito del Prof. Grigor Ghazaryan.


“L’idea di organizzare questo evento si è formata grazie a una serie di scambi con il mio caro collega e amico Giancarlo Schirru e insieme abbiamo deciso tutto nella nostra conversazione elettronica – un fatto che, tra l’altro, simbolicamente richiama il tema della XVIII edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo “L’italiano e la rete, le reti per l’italiano” – ha detto l’organizzatore dell’evento Prof. Ghazaryan.

La discussione intorno al tema degli studi dialettologici in Italia è iniziata con la valorizzazione del patrimonio di Graziadio Isaia Ascoli che a buon diritto può essere considerato fondatore della Dialettologia italiana ed essa è stata ripresa anche attraverso riferimenti anche ai lavori del più noto linguista armeno, Hrachya Ajarian. Nelle sue ricerche e pubblicazioni Schirru ha mostrato un particolare interesse verso la lingua armena, i dialetti armeni e anche verso il Grabar (l’antico armeno). Nella lezione tenuta a Yerevan, Schirru si è soffermato, inoltre, sulle principali riviste scientifiche che raccolgono le pubblicazioni più importanti in questo campo, ed ha mostrato i principali strumenti reperibili online che possono essere utilizzati in ulteriori ricerche dialettologiche. 

Al termine dell’incontro i partecipanti, tra cui studenti e docenti della Cattedra di Filologia romanza dell’Università Statale di Yerevan, hanno ringraziato il professore ospite per la sua presenza, ed hanno espresso l'auspicio di nuove possibilità incontro e collaborazione, scientifica e didattica, tra l’Università Statale di Yerevan e l’Università degli Studi di Napoli «L’Orientale».

05 ottobre 2018

Vice Procuratore Generale russo Saak Karapetyan muore in incidente di elicottero

Saak Karapetyan in una recente immagine 
Un importante funzionario delle forze dell'ordine è stato morto in un incidente di elicottero nella Russia centrale.
Il comitato investigativo della Federazione Russa ha comunicato che tre corpi sono stati identificati nell'incidente avvenuto nella regione di Kostroma.
L'ufficio del Procuratore Generale della Federazione russa ha confermato alle agenzie di stampa che il Sostituto Procuratore Saak Abertovich Karapetyan era tra le vittime.
"Le prime indicazioni suggeriscono che Saak Albertovich, 58 anni, era tra i passeggeri a bordo di questo elicottero", ha detto il portavoce del procuratore generale Alexander Kurennoy all'agenzia di stampa statale TASS.
Saak Karapetyan era nato a Rostov il 28 marzo del 1960, avvocato, era stato nominato su seganalazione del Presidente Putin nel ruolo di Vice Procuratore Generale nel dicemembre 2016.
I primi rapporti dicono che si trattava di un elicottero Eurocopter AS530 appartenente all'Eliporto di Mosca, un centro multifunzionale di tre ettari per la custodia e la manutenzione degli elicotteri. L'azienda areoportuale ha affermato che l'elicottero monomotore francese apparteneva a una società privata con sede nel centro multifunzionale.
Il protavoce Kurennoy ha smentito le affermazioni dell'amministrazione regionale secondo cui l'elicottero si trovava su una rotta non autorizzato.
Sin dal primo momento le malelingue internazionali - di cui il mondo è pieno e che tanto male fanno ai rapporti di collaborazione tra gli stati - hanno sostenuto presunti gialli e misteri che si celerebbero dietro l'incidente in elicottero. 
Esprimiamo al Presidente Vladimir Putin e alle Rappresentanze Diplomatiche in Italia le più sentite condoglianze per la tragica morte del Vice Procutatore Generale Saak Abertovich Karapetyan il cui cognome evidenzia chiare origini armene.

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