è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

18 giugno 2013

sognando l'amore a Gazi Park - dreaming love in Gazi Park




Sognando Amore a Gazi Park 

liberamente tratto da COME QUALCOSA DI SACRO di Efraim Medina Reyes

Ti ho sognata. Mi sveglio sull'erba calda in uno strano paesaggio. Lontano si levano pigre le montagne e sento i versi dei grilli e degli uccelli e la tua voce che pronuncia il mio nome in un tono soave e intimo. Sei stesa lì sull'erba, vestita di rosso, scalza, con i capelli sciolti. I tuoi occhi brillano come se dentro di essi si fossero date appuntamento tutte le stelle. La tela del vestito è così delicata che la tua pelle si vede in trasparenza. I miei occhi scendono lungo il tuo ventre e si fermano nell'abisso del tuo sesso. 
Mi chiami con un gesto e mi siedo al tuo fianco. Sei talmente bella come il sogno dei miei sogni, una donna fatta di carne e desiderio, vibrante, senza paura della sua natura né delle sue forme. Una sensazione di vertigine m’invade. Il mio corpo si riempie di te, aspiro il tuo odore, il tuo passato, le tue notti di solitudine e insonnia, i tuoi sorrisi, le tue angosce. La luce dei tuoi occhi mi abbaglia e le tue labbra socchiuse sono la risposta esatta alla mia sete. Le mie labbra sfiorano le tue e il caldo è sempre più forte. Posso sentire l'incessante ritmo dei nostri cuori. 
Ti bacio e la mia sete aumenta, ti bacio fino a sentire il tuo sangue che scorre, ti bacio fino a perdere il senso del tempo e la coscienza del mondo. Sei tutto il mondo che esiste, tutta la bellezza e l'amore. Il mio viso affonda nei tuoi capelli e respiro il tuo odore e bacio i tuoi capelli e lecco la tua nuca e bacio i tuoi occhi, il tuo naso, ogni tuo tratto e lo registro in me e so che ti amo. Sei tanto, tanto bella. Non ci sono frontiere. Ti abbraccio, ti bacio.
Accarezzo il tuo corpo, imparo la tua natura, mi lascio trasportare. Non voglio avere il controllo, non voglio il dominio, solo vagare alla deriva del tuo corpo bello e unico, il tuo essere che condividi col mio essere. La bellezza non ha una forma definita, amore mio. La bellezza è la consegna e il desiderio, la bellezza è il vuoto che si riempie di te. Lì in alto il cielo è il nostro complice. Chiudi i tuoi occhi, pronuncia il mio nome nella solitudine della tua mente, lascia cadere le tue mani lungo il tuo ventre e mi sentirai lì, mentre il vento che passa giammai ci appartiene! 

_____________________ Dreaming Love in Gazi Park 

I'dreaming of you!I wake up warm on the grass in a strange landscape. Far away, the mountains rise lazy and I hear the lines of the crickets and birds and your voice that pronounces my name in a deep and intimate tone. You lay there on the grass, you're dressed in red, you're barefoot, hair is loose. Your eyes shine as if they were encountered within all the stars.
 The cloth of the dress is so gentle that your skin can be seen in transparency. My eyes run down your belly and stop the abyss of your gender. You call me with a gesture and I sit by your side. You are so beautiful as the dream of my dreams, a woman made ​​of flesh and desire, vibrant, fearless of his nature nor of its forms. I am filled with a feeling of dizziness.
My body is filled with you, I aspire to your smell, your past, your lonely nights without sleep, your smiles, your anxieties. The light dazzles me of your eyes and your lips are parted the exact answer to my thirst. My lips touch your and the heat is getting stronger. I can hear the relentless rhythm of our hearts. I kiss you and my thirst increases, kiss you till I feel your blood flowing, I kiss you until you lose consciousness of time and the conscience of the world. You're all the existing world, all the beauty and love. 
My face sinks in your hair and I breathe your scent and your hair kiss and lick your neck and kiss your eyes, your nose, your every stroke and record it in me and I know that I love you. You are so, so beautiful. There are no borders. I hug, I kiss you. I pat your body, I learn your nature, I I get carried away. I want to lose control, I not want dominate, I just want to wander adrift of your body beautiful and unique, your being that you share with my being. The beauty does not have a definite shape, my love. The beauty is the delivery and the desire, beauty is the emptiness that fills you. At the top, the sky is our friend and accomplice. Close your eyes, say my name in the solitude of your mind, you drop your hands down your belly, in that instant you will feel me, while passing wind will not ruin us!

15 giugno 2013

La farfalla giapponese [di Roberto Vecchioni]



Questa grande farfalla giapponese 
che ho in casa, questa grossa donna cortese 
che fa la spesa e il tuo sorriso appena andato via 
e già dimenticato, malinconia 
ma poi penso c'è il vino e quello sì che mi salva 
e un cavallo vincente come gioia di riserva 
Anna fai l'amore chissà con chi 
e quello che ho da dirti mi resta qui 

Di tanti amori nella vita mia c'è ne mai stato uno giusto? 
Ho dato rabbia ho dato poesia ma in fondo cosa resta? 
Ecco che tutti finiscono mischiati nel bicchiere 
ecco che scappa via il cerchio al giocoliere 

Io che lascio ogni sera il mondo uguale al mattino 
niente, tiro soltanto chitarre al destino 
oggi ladro e domani confessore 
un acrobata sulle mie parole 
Ma se chiudon la bocca a un solo uomo 
io grido e non dormo la notte se ho deluso 
un amico e anche quando ho ragione è colpa mia 
Anna , sì, ti perdono che vuoi che sia 

Di tanti amori della vita mia morire se mi vergogno 
è stata rabbia, è stata poesia, è stato sempre un sogno 
e ho ancora voglia di credere fra inverni e primavere 

in questa faccia mia che ride nel bicchiere 
ho ancora voglia di credere fra inverni e primavere 
in questa faccia mia che ride nel bicchiere

05 giugno 2013

Papa Francesco riconosce il genocidio di Franca Giansoldati



04 giugno 2013

UNA STORIA DI RESISTENZA E DI ORGOGLIO CASALESE

Ritroviamo e Pubblichiamo dalla pagina Facebook Renato Natale Sindaco


E’ una notte d’estate, precisamente fra il 28 e il 29 di agosto del 44. Sulle alpi apuane, Monte Rovaio, in provincia di Lucca, un gruppo di partigiani aspetta il mattino e con esso le truppe tedesche che stanno arrivando per eliminarli. Potevano scappare, ma hanno deciso di restare per proteggere la popolazione civile e dare loro il tempo di mettersi in salvo.
Seduti intorno al fuoco, ciascuno racconta di se, e della propria terra. Fra gli altri un giovane meridionale, conosciuto come “Francesco il Napoletano”. Di lui i compagni sanno solo che è nato in una paesino della Campania, Albanova, allora provincia di Napoli (Albanova è il nome che Mussolini diede ai comuni unificati di Casal di principe e San Cipriano, durante il periodo fascista) . 
Francesco ai compagni ci tiene a far sapere che il suo è stato sempre un popolo fiero, che mal sopporta vessazioni e domini, dove fin da bambini ti insegnano a non calare la testa , a non portarsi schiaffi ed offese a casa, a non farsi mettere le mani sulla spalla ( modo per definire il dominio di qualcuno su di te). 
Per accompagnare la notte che passa in attesa dell’ultimo giorno della propria vita, Francesco racconta:
Casal di Principe ai tempi di Ferrante d’Aragona.
Fra la fine del 400 ed inizio del 500, a Napoli regnava Ferrante d’Aragona. Il re era solito passare molti mesi all’anno nel feudo di Casal di principe, non lontano dalla fortificata Capua, al riparo dai complotti di palazzo e dei suoi baroni( è di questi anni la storica congiura dei Baroni, ricordata da una lapide nella sala del Consiglio del Maschio Angioino). Nei codici aragonesi sono conservate le lettere che il sovrano scriveva alla figlia Beatrice , sposa del re di Ungheria Mattia, detto Corvino. Mattia Corvino fu il nobile magiaro che bloccò l’avanzata nei Balcani degli arabi, anche grazie all’aiuto di un conte della Transilvania (Vlad Tepes), famoso per la sua crudeltà e che poi ispirò i racconti su Dracula il Vampiro. Un figlio illegittimo di Mattia, Stanislao, che mal sopportava il governo tirannico del padre congiurò contro di lui; scoperto fu inviato in esilio nel regno di Napoli, in accordo al suocero di Mattia, Ferrante. Quest’ultimo relegò il giovane Stanislao in terra di Casal di Principe (ancora oggi sono frequenti gli Stanislao o i Mattia Corvino in questa Città) .
Nello stesso periodo giunge a Casale un altro nobile ribelle, Pasquale Coppola, conte di Sarno, figlio di Francesco Coppola, accusato dal sovrano di aver partecipato alla congiura dei Baroni e condannato a morte mentre il figlio Pasquale fu esiliato a Casal di Principe. La casa di Pasquale Coppola fu eretta nel centro della cittadina. Francesco Coppola era stato uno dei maggiori banchieri d’Italia, ed aveva finanziato la costruzione della flotta reale, quella che si scontrò con gli arabi nella famosa battaglia di Lepanto, che bloccò l’avanzata islamica nel mediterraneo (ricordiamo che negli stessi anni a fine 400 i reali di Castiglia e di Aragona mettono fine alla dominazione araba in Spagna).
Ferrante d’Aragona , affida il feudo di Casal di Principe a tre suoi parenti, i fratelli Gargano, nobile famiglia normanna di Aversa. I fratelli Gargano, in ossequio alle esigenze belliche del loro re, imposero tasse e tributi esosi alla popolazione del feudo , riducendola alla fame. Ben presto i casalesi, insofferenti verso la tirannia dei feudatari, si organizzano per una rivolta, e trovano come loro condottieri i due nobili ribelli, Pasquale Coppola e Stanislao Corvino. Presso la casa Coppola, si riuniscono i capifamiglia per organizzare le sortite contro gli armigeri di casa Gargano e contro gli aragonesi. Non tutti e tre fratelli erano malvagi; l’ultimo il più piccolo, era di animo gentile. Questo ragazzo, si innamora di Preziosa, una fanciulla del popolo, il cui padre partecipa alla lotta di “ resistenza” contro gli oppressori. Quando i due maggiori feudatari , vengono a scoprire questo amore, fanno uccidere il padre di Preziosa e mandano via dal feudo il terzogenito, e , in accordo con il sovrano, lo inviano in terra aragonese in Spagna. Il giovane partecipa alla spedizione di Cristofaro Colombo alla scoperta dell’America. Intanto la lotta di Coppola e Corvino contro il feudo, subisce sconfitte, e cade in una battaglia il giovane Corvino. Dopo alcuni anni ritorna in patria il più giovane dei Gargano, ed è Lui a prendere in mano la guida della resistenza casalese, sconfiggendo alla fine i due fratelli, favorito in questo anche dalla morte di Ferrante il cui figlio ed erede al trono Alfonso ha uno sguardo più benevole verso i popoli della Campania (anche perché le “attenzioni” esterne, dal ponteficato dei Borgia , ai principi del Nord, diventano troppo pesanti per permettersi il lusso di ribellioni e faide interne). 
Alla fine della storia il feudo è assegnato al più giovane dei Gargano, che può sposare Preziosa, ed istituisce anche un fondo per finanziare il corredo di ragazze povere (la targa con cui viene comunicato questa decisione è ancora leggibile nella Chiesa del SS. Salvatore al Centro di Casal di principe) .

Francesco finisce il suo racconto con le prime luci dell’alba , quando da lontano si sentono arrivare i tedeschi. La battaglia lascia sul campo 18 partigiani, oggi ricordati da una lapide nel Comune di Molazzana in provincia di Lucca. Fra gli altri: "Francesco il Napoletano", nato ad Albanova ( NA).

70 anni dopo la morte di Francesco e oltre 500 anni dopo la ribellione dei casalesi contro gli oppressori di Ferrante d’Aragona, nella casa che fu di Pasquale Coppola, ed in cui si riunivano i cospiratori , oggi c’è la sede di Libera della provincia di Caserta, del Comitato don Diana, e di varie altre Organizzazioni, che hanno combattuto e combattono contro i moderni oppressori, la Camorra ed i suoi alleati.

N.B. il racconto si basa su alcune notizie storiche: Ferrante dimora spesso a casale, e lo dimostrano le lettere scritte alla figlia Beatrice e che si ritrovano raccolte nei codici aragonesi. Anche la congiura dei baroni e la partecipazione ad essa di tale Francesco Coppola, conte di Sarno, è un fatto storicamente accertato. Vi sono atti notarili che dimostrano l’arrivo da Napoli di Pasquale Coppola ai primi del 500, e la sua casa aveva sotto le fondamenta la sua tomba. La storia di Stanislao Corvino manca, invece, di prove storiche, ma è nel racconto popolare della nostra terra da sempre. La rivolta dei casalesi contro i Gargano pure è storicamente definita. 
Francesco detto il Napoletano, eroe della resistenza è realmente esistito; lo dimostrano le due lapide erette sul luogo dell’eccidio nazista a Molezzano in provincia di Lucca.



Renato Natale

02 giugno 2013

I want to break free: Rigoletto secondo Denis Krief al Petruzzelli di Carlo Coppola

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rigolettoIn una balera di una città senza un luogo precisato e senza tempo - italica Gotam city anni '60 - al termine di una baruffa chiozzotta goldoniana o mafiosamente mozartesca (non mozartiana!!) uno sciocco guitto livoroso è il responsabile, almeno morale, della morte di un suo rivale reo di aver cercato di difendere l'onore della propria figlia.
A tali premesse risulterà chiaro che del dialogo fra significati e significanti verdiani resta poco o nulla, e meno che un brandello di muro delle compromissioni con la storia del Risorgimento italiano. A questa apparire “è il cuore il paese più straziato”! Ma poi basta nulla e lo scontro tra un Rigoletto con gobba minima, se non del tutto inesistente politicamente  un cofferato  che fa fuori un – Monterone – un bersluscone – modello commendatore don giovannesco, trionfa il Duca un giovanotto radical chic, poco radical e molto chic – con un cardigan di marca renziana. Non sappiamo se l'accostamento alla politica italiana sia frutto della volontà del regista, probabilmente no ma l'effetto che se ne percepisce è molto interessante. Denis Krief si impegna e si diverte con maestria e a scorporare personaggi rimestare le acque, intorbidandole fino a creare una sua storia e alla fine che i melomani storcano il naso, non è affar suo.

L'Italia di questo Rigoletto è pop ed al contempo si lascia superare anche da questo per affacciarsi a tutte le derive possibili della post modernità. Del grande tazzone italico, Verdi e la sua arte diventano il tè dentro cui immergere come tante piccole madleine prustiane, Pasolini e i suoi scorsi delle borgate romane, le atmosfere dei Katzelmacher rigorosi e perfetti con le loro fassbinderisterie, il piccolo idillio del già consacrato classico “I want to break free” dei Queen, e se ce ne fosse ancora spazio la critica allo “strapaese-famiglia” dell' “Hommelette for Hamlet” di Carmelo Bene, con tutta la sua inqualificabilità ed inclassificabilità.

Ma di questo allestimento – dopo un iniziale confusione in apertura del primo atto in cui coro, orchestra cantanti e macchine sceniche estenuanti, non sembravano perfettamente coordinate tra loro – colpisce il grande lavoro della divisione tra spazi pubblici, comuni a tutti i personaggi, e spazi privati della quotidianità. Ognuno è connotato perfettamente da un minimalismo che lo rende funzionalissimo e bastevole a se stesso. Gli ambienti familiari sono piccoli e modesti loculi cubiformi di cui il regista gestisce alla perfezione lo spazio giocando sulla disposizione degli oggetti e la loro quantità o scarsezza alternando un minimalismo da siepe leopardina con una sovrabbondanza di personaggi più tipici degli affreschi del Mantegna. Utilizzo delle luci e dei colori, percepiti alla distanza, assieme al sapiente uso dei materiali adoperati riescono a simulare anche le sensazioni tattili e olfattive, conferendo agli ambienti via via il senso dello squallore piuttosto rendendoli confortevoli con afrori di intimità ingenua e di ricreatorio. Anche i costumi a chiariscono alla perfezione i personaggi. Così la nutrice di Gilda, Giovanna, seppure nella sua breve apparizione, ricorda visivamente il personaggio interpretato da Katia Ricciarelli nel film di Pupi Avati “La seconda notte di nozze”.

In questo questo magmatico fascino di una regia così ricca di spunti di riflessione trovano un grande posto i cantanti, che come avviene negli ultimi vent'anni sono solo un elemento dello spettacolo della lirica. Rigoletto, Stefano Antonucci è voce verdiana ed ha in tal senso un ampio repertorio Traviata, Don Carlos, Falstaff, Il Trovatore, La forza del destino, Un ballo di maschera, Macbeth. Molto interessante è la voce di Mariangela Sicilia impegnata nel ruolo di Gilda. Giovanissima e Cosentina di nascita 1986, ha studiato pianoforte e canto al Conservatorio della sua città nativa. Nel 2009, ha vinto il concorso internazionale Ruggero Leoncavallo di Montalto Uffugo come miglior voce di soprano. Recentemente si è stata protagonista del Don Trastullo di Jommelli al Teatro San Carlo di Napoli e della Cléopâtre di Jules Massenet (Charmionand) al Festival di Salisburgo.

Un plauso particola va inoltre al coro del Teatro Petruzzelli diretto magistralmente dal maestro Franco Sebastiani che riesce a signoreggiare la scena sia sul piano vocale che da attorialmente.
L'orchestra diretta dal maestro Carlo Rizzari conferisce una gran prova di sé soprattutto a partire dalla fine del primo atto, quando riesce effettivamente a salire in cattedra con la sua carica vitale.

01 giugno 2013

Ad una donna Orientale [di Carlo Coppola]


La Tua Grazia è scelta sublime,
il tuo nome di Bellezza mi confonde in vincoli di Luce:

La Tuo Amore è scelta di calore
nel volto Tuo io vedo la Creazione.

Sibili d'arte, passioni dal vero a Te chiedo
sono corte le onde al nostro Passaggio terrestre,
sbuffa il mare le sue Virginee acque.

Io Cammino per quanto camminano i Cieli,
risposte non attendo,
desideri non bramo più nuovi.

Un battito è interrotto da un pensiero del cuore
ancora uno, finché mi prenderà il sonno.

----------------------------------------For an oriental woman

Your Grace is sublime choice,
Your name Beauty confuses me in bonds of Light:

Your Love is the choice of heat
I see your face in the Creation.

Wheeze of art, from the true passions to You wonder
the waves are short passage to our land,
snorts the sea Virginee its waters.

I walk the walk for the Heavens
answers do not look,
desires do not crave the newest.

A beat is interrupted by a thought of the heart
one yet, until I take sleeping.


Rustam Badasyan, classe 1991, è nuovo Ministro della Giustizia

E'  Rustam Badasyan il nuovo Ministro della Giustizia.  Su proposta del Primo Ministro Nikol Pashinyan, il Presidente della Re...

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