è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

28 aprile 2019

Cerimonia di Commemorazione del Genocidio Armeno 2019 a Bari

Foto ricordo del 24 aprile 2019 a Bari. ©Daniela Ciriello

Il 24 aprile 2019 l'Associazione Armeni Apulia, con sede a Bari ha ricordato il Genocidio del Popolo Armeno.


L'Associazione è presieduta dall'imprenditore armeno-barese Rupen Timurian,  vice presidente è il prof. Kegham J. Boloyan, docente di lingua e Letteratura Araba all'Università del Salento (Lecce). Segretario è il prof. Carlo Coppola docente italiano, di cittadinanza  italiana e armena.


il Presidente Rupen Timurian depone una rosa sul Khachkar ©Daniela Ciriello

Il 104° anniversario del Genocidio Armeno è stato ricordato dai membri dell'Associazione Armeni Apulia, con una cerimonia sobria ma molto partecipata. Ad essa sono intervenute persone di diversa nazionalità: italiani, armeni, siriani, rumeni, georgiani-armeni e Italiani di Levante.



una rappresentanza femminile dell'Associazione Armeni Apulia

L'evento si è svolto davanti al Khachkar di Bari, simbolo della presenza armena a Bari, che è stato realizzato e scolpito nel 2003 dall'architetto e professore Ashot Grigoryan, fondatore e direttore di National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan di Yerevan.

Durante la cerimonia sono state lette preghiere e poesie in italiano e armeno. Sono stati recitati Salmi biblici e poesie di Hamo Sayan, Paruyr Sevak. Sono state intonati canti di Komitas e l'inno della città di Yerevan "Erevan-Erebuni". Al termine della cerimonia sono stati letti versi del poeta Hrand Nazariantz, candidato al Premio Nobel per la letteratura, vissuto a Bari dal 1913 al 1962.



Day of Remembrance of the Armenian Genocide in Bari April 24, 2019

official photo of Commemoration of april 24 april, 2019, in Bari. ©Daniela Ciriello  

On April 24, 2019, the Associazione Armeni Apulia, based in Bari, recalled the Armenian Genocide.

The Association is chaired by the Armenian-Italian merchant Rupen Timurian, deputy president is prof. Kegham Jamil Boloyan, professor of Arabic language and literature at the University of Salento (Lecce). Secretary is prof. Carlo Coppola a teacher Italian and Armenian citizen.

President Rupen Timurian lays a rose on the Khachkar ©Daniela Ciriello  

The 104th anniversary of the Armenian Genocide was remembered by members of the Associazione Armeni Apulia, with a sober ceremony, very participated.

It was attended by people of different nationalities: Italians, Armenians, Syrians, Romanians, Georgians-Armenians and Italians of Levante.

a female representation of the'Associazione Armeni Apulia

The Ceremony took place in front of the Khachkar of Bari, symbol of the Armenian presence in Apulia region. It was designed and sculpted in 2003 by the architect and professor Ashot Grigoryan, founder and director of National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan of Yerevan.

During the ceremony, prayers and poems were read in Italian and Armenian: Biblical Psalms and Poems by Hamo Sahyan, Paruyr Sevak. Prof. Boloyan and other sung songs by Komitas and the hymn of the city of Yerevan "Erevan-Erebuni".

At the end of the event, the participants have been recited some verses by the poet Hrand Nazariants candidate for the Nobel Prize for literature who lived in Bari from 1913 to 1962.


23 aprile 2019

24 Aprile 2019 a Bari Ricordo del Genocidio Armeno


Domani mattina 24 aprile 2019 alle 12,00 presso il Khachkar di Bari ci fermeremo a riflettere con tante persone. 
Per nostro conto lo facciamo spesso, da anni. Dalla prima volta in cui alla fine degli anni '90 abbiamo iniziato a sentire parlare di Armeni e di Armenia non abbiamo mai smesso. Proclameremo la Parola, il Silezio, la Vita oltre la Morte, il Bene oltre il male, l'Odio sconfitto dall'Amore. Questo è il popolo d'Amore, un popolo Cristiano anche se oggi più che mai questa parola non viene capita, non va di moda e gli stessi cristiani stanno condannando a morte l'idea stessa in cui credono. Dobbiamo professare Gesù Cristo, perchè è lui, il credere in lui che ci spinge ad Amare la vita, la bellezza, il creato. Essi sono opere sue. Siamo civili perchè il Cristo ci ha insegnato ad esserlo, perchè la sua parola ci ha resi liberi.
Questa sera a Yerevan si è tenuta la consueta fiaccolata della vigilia del giorno della Memoria, proprio a ricordare che l'ordine di sterminio etnico del Comitato Unione e Pregresso scattò durante la notte tra il 23 e il 24 aprile 1915 e il piano fu attuato nelle ore successive in simultanea su tutto il territorio imperiale, proprio questa la simultaenità è uno degli indizi della pianificazione su larga scala, con una modalità strategica tipica delle cancellerie europea più che della Sublime Porta.

20 aprile 2019

Associazione Armeni Apulia piange l'amico prof. Domenico D'Oria

Il prof. Domenico D'Oria durante la serata di Omaggio a Charles Aznavour
lo scorso 30 Novembre 2018

Tutti i soci dell'Associazione Armeni Apulia, presieduta da Rupen Timurian, si stringono alla famiglia del prof. Domenico D'Oria e all' Alliance Française Bari

Dell'amico Mimmo D'Oria - come a lui stesso è piaciuto recentemente definirsi - ricordiamo con particolare affetto e stima la rara figura di intellettuale scevro da particolarismi, ma carismatico ed elegante, capace di aggregare coloro che coltivano Amore per l'arte e la cultura. 


Abbiamo avuto modo di sperimentare, purtroppo per l'ultima volta, queste Virtù lo scorso 30 novembre in occasione della serata di omaggio a Charles Aznavour, evento nel quale il prof. D'Oria volle accanto a sé gli Armeni di Bari e in modo particolare il nostro Presidente Rupen Timurian.


Si è costituita a Bari l' Associazione Armeni Apulia






Il 13 aprile 2019 su proposta dei signori Rupen Timurian, Kegham J. Boloyan e Carlo Coppola si è costituita l' Associazione Armeni Apulia


L'Associazione Armeni Apulia persegue gli SCOPI e le Finalità riportate di seguito:


1) L’associazione è apartitica; non ha scopo di arricchimento patrimoniale personale e si costituisce attraverso l’aggregazione di forze intellettuali e dall’opera volontaria di soggetti liberi ed operanti per il Bene, la Diffusione e la Protezione della Cultura del Popolo Armeno.


2) L’associazione mantiene equidistanza dalle diverse confessioni religiose, nel rispetto dei principi morali e degli indirizzi culturali del popolo Armeno, pur nella possibilità di organizzare o partecipare ad incontri, dibattiti o cerimonie pubbliche nelle quali siano presenti esponenti delle diverse confessioni religiose. 


3) L'Associazione persegue i seguenti scopi:


a) diffondere la conoscenza dei valori del popolo armeno;

b) ampliare la conoscenza della cultura del popolo armeno in ogni sua forma (letteraria, artistica, musicale, visiva, culinaria ecc…);

c) allargare gli orizzonti didattici di educatori, insegnanti ed operatori sociali e culturali riguardo alla cultura del popolo armeno in ogni sua forma e componente.


4) Per il reggimento dei propri scopi l'associazione promuove varie attività in particolare:

a) culturali: mostre, convegni, dibattiti, seminari, proiezioni di film, corsi attinenti agli scopi associativi, partecipazioni a festival;
b) formazione e aggiornamento teorico pratico per educatori, insegnanti, operatori sociali e culturali, attraverso l'istituzione di gruppi di studio ricerca, anche in collaborazione con altri enti ed associazioni.



L'organigramma dell'Associazione è così composto:


Consiglio Direttivo:

1) Rupen Timurian - presidente
2) Kegham J. Boloyan - vice presidente
3) Carlo Coppola - segretario
4) Tito Quaranta - tesoriere
5) Astrigh De Tommasi - consigliere
6) Simona Dobrescu - consigliere
7) Nellina Guarnieri - consigliere
8) Mariam Siranusc Quaranta - consigliere
9) Angela Maria Rutigliano - consigliere

Collegio dei Probi Viri:

1) Diran De Tommasi
2) Piero Fabris
3) Francesco Laricchia


Ufficio Comunicazione:
1) Daniela Ciriello (fotografia)
2) Domenico Marazia (audio-video)

19 aprile 2019

Momik: architetto, scultore e illustratore armeno a cui è dedicata l'onorificenza degli Architetti Armeni

Momik visse tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo. Sono poche le effettive notizie biografiche sul suo conto. Certamente fu un architetto, scultore e armeno, ed anche illustratore di codici miniati armeni. 

Momik nacque nel villaggio di Ulgur, nella provincia di Vayots Dzor, nella provincia di Syunik. 
Visse con il maestro Yeritsak, che considerava suo nonno.

Si presume che abbia iniziato la sua carriera in Cilicia, nel 1283, illustrando un Vangelo per ordine della regina di Caen, grazie al quale è diventato noto.

Come scultore, Momik è anche noto per i suoi magnifici khachkar, che si trovano principalmente nel complesso monastico di Noravank. Egli raggiunse e detenne una posizione eminente presso la Scuola Gladzor dei Manoscritti Illuminati di Syunik, istituito nella regione di Vayots Dzor con il patrocinio dello storico della famiglia Orbelian, in particolare dello storico Stepanos Orbelian. 

Proprio la famiglia Orbelian fu la principale mentore di Momik e sponsor del suo successo. Anche il suo nome è legato a Stepanos Orbelian. Dopo una sorta di concorso per la scultura di Khachkar a Noravank "Se la pietra si sottomette dalla sua volontà una piccola candela, diamogli in premio il soprannome Momik (piccola candela)"

Dei manoscritti di Momik, solo alcuni sopravvivono, uno principali si trova dei  all'Istituto dei Manoscritti Antichi Matenadaran a  Yerevan.

Dopo la morte di Stepanos Orbelian nel 1305, Momik iniziò a scolpire un khachkar in onore del grande storico, completandolo nel 1306.

Momik fu l'autore delle miniature per il Vangelo, "Deposizione" e "l'Angelo appare alle Pie Donne", creato nel Glazdor nel 1302, progettò la costruzione della chiesa Astvatsatsin nel villaggio di Areni (1321), dei suoi meravigliosi bassorilievi e di un certo numero di khachkars. 

Ha anche progettato e scolpito le decorazioni della famosa chiesa capolavoro di S. Astvatsatsin nel monastero di Noravank in Armenia.

Ashot Grigoryan ha ricevuto la Medaglia d'Oro "Architetto Momik" dal Comitato per lo Sviluppo urbano della Repubblica Armena


Vahagn Vermishyan, presidente Urban Development Committee della Repubblica di Armenia ha assegnato la Medaglia d'Oro "Architetto Mimik" al famoso architetto, dottore in architettura e professore associato Ashot Grigoryan.

saggio sulle abitazioni a pianta circolare in Italia e in Armenia
Ashot Grigoryan è stato fondatore nel 1990 del National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan dirigendolo fino al 2016. Attualmente il prof. Grigoryan ricopre l'incarico di segretario scientifico dello stesso museo. 
Tra le numerose pubblicazioni del prof. Grigoryan ricordiamo:
- "I paralleli Italo-Armeni nell'Architettura delle case abitabili a pianta circolare", con particolare riferimento ai trulli di Alberobello in Puglia. - "Léon Gurekian Architect", catalogo della mostra tenuta a Yeravan nel 2015. - "The Pallians: A Treasure Garden of Armenian Nation" del 2017. Un corposo studio sulla famosa famiglia Balian architetti armeni alla corte dei sultani di Costantinopoli. tra gli altri scritti ricordiamo in lingua armena:  -"Pensiero simbolico nell'architettura armena", Yerevan, 2005 - il manuale di "Istruzione professionale", Yerevan 2007,- "La mia casa è una parte della natura", Yerevan 2011,-"Composizioni antropogeniche", Yerevan  2012,
volume sugli architetti Balian di Costantinopoli
Abbiamo incontrato con piacere il prof. Grigoryan, sia a Yerevan che a Bari. Nella nostra città egli è stato progettista e realizzatore dello splendido Khachkar posto sul lungomare di Bari, simbolo della sofferenza e della rinascita del popolo armeno, che ammiriamo ormai frequentemente, sia dal vivo che in molte fotografie che riguardano la presenza armena a Bari. Ad questo splendido monumento si aggiunge anche un progetto non ancora realizzato per un monumento funebre al nostro poeta Hrand Nazariantz.

18 aprile 2019

Ashot Grigoryan recived Golden Medal "Architect Momik" from the Committee for Urban Development of the Republic of Armenia


The president of the Urban Development Committee of the Republic of Armenia, Vahagn Vermishyan, awarded the "Architect Momik" Gold Medal to the famous architect, doctor of architecture, associate professor Ashot Grigoryan.

essay about the houses with a circular plan in Italy and in Armenia

Ashot Grigoryan was the founder, in 1990, of the National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan and he directed its until 2016.
Currently the prof. Grigoryan holds the position of scientific secretary of the same museum.


We could remember, among the publications by prof. Grigoryan :


- "I paralleli Italo-Armeni nell'Architettura delle case abitabili a pianta circolare", with particular reference to the Trulli of Alberobello in Puglia.

- "Léon Gurekian Architect", catalog of the exhibition held in Yerevan in 2015.

- "The Pallians: A Treasure Garden of Armenian Nation" in 2017. A great study about the famous Balian family, who were Armenian architects at the court of the Sultans of Constantinople.

We remember also other essays we remember in Armenian:



- "Symbolic thought in Armenian architecture", published in Yerevan in 2005.

- the "Professional Education" manual, published in Yerevan in 2007.

- "My home is a part of nature", published in Yerevan in 2011.

- "Anthropogenic compositions", published in Yerevan in 2012.

volume sugli architetti Balian di Costantinopoli

We met with great pleasure the prof. Grigoryan, both in Yerevan and in Bari.

In our city he was the designer and creator of the splendid Khachkar near the Bari waterfront. This monument is the symbol of the suffering and rebirth of the Armenian people. Thanks to this work, thousands of people can often admire the history of the Armenian people and find out about the Armenian presence in Bari and in Apulia region.

To this wondrous monument he also added a project - not yet realized due to lack of funds - for a funeral monument worthy of our great poet Hrand Nazariantz.

Commemorazione Genocidio Armeno a Bari 24 aprile 2019 ore 12,00


24 aprile 2019 ore 12,00

Commemorazione Genocidio Armeno a Bari






L’Associazione Armeni Apulia, comunica ai propri associati e sostenitori che il giorno 24 aprile 2019 alle ore 12,00 presso il Khachkar di Bari, stele armena, posta sul piazzale Cristoforo Colombo (nelle vicinanze dell’autorità portuale) a Bari, si terrà la Commemorazione annuale del Genocidio del Popolo Armeno

Durante la cerimonia saranno ascoltate alcune testimonianze dei discendenti dei profughi armeni giunti a Bari negli anni Venti, recitate poesie e preghiere in suffragio dei Martiri Armeni.

Tutti i partecipanti sono invitati a portare una rosa da deporre ai piedi della stele.




Per info:


"Associazione Armeni Apulia"
associazionearmeniapulia@gmail.com






Una delegazione di Giudici Italiani incontra il Supremo Consiglio di Giustizia della Repubblica di Armenia


Nei giorni 15 e 16 aprile scorsi una delegazione di giudici e funzionari italiani del Ministero della Giustizia che si è recata in visita in Armenia per due giorni nell'ambito della cooperazione con le omologhe istituzioni locali, nel quadro dell'accordo di partenariato globale ed esteso Repubblica di Armenia e Unione Europea.
Il sistema giudiziario è regolato dalla dottrina della separazione dei poteri, la magistratura esercita il potere giudiziario separatamente dal potere legislativo del parlamento e dal potere esecutivo del primo ministro. 
Secondo la Costituzione Armena, l'intero sistema presenta una struttura gerarchica che trova la sua chiave di volta nel Բարձրագույն դատական խորհուրդը (Supremo Consiglio di Giustizia o  per dirla all'italiana Consiglio Superiore della Magistratura). La delegazione italiana guidata da S.E. l'Ambasciatore Vincenzo Del Monaco ha incontrato il Presidente Gaghik Haroutunyan e alcuni membri del Supremo Consiglio. 
il presidente Gaghik Haroutunyan
Ad uso dei pochi che non ne conoscessero la figura  ricordiamo che Gaghik Haroutunyan, è nato a Geghashen nel Kotayk nel 1948, fu vice presidente della Repubblica  per alcuni mesi sotto la presidenza di Levon Ter-Petrosyan, fu anche Primo Ministro tra il Dicembre 1991 - Luglio 1992. In seguito membro di alcune fra le più prestigiose istituzioni giudiziari internazionali tra cui la Commissione di Venezia, presieduta dal  giurista barese Gianni Buquicchio. Dopo aver presieduto la Corte Costituzionale Armena Haroutunyan, è passato alla presidente del Supremo Consiglio di Giustizia.

Accogliendo gli ospiti, il Presidente del Consiglio Supremo ha ringraziato per la visita e ha attribuito particolare importanza al ruolo dell'ambasciatore Vincenzo Del Monaco nello sviluppo degli stretti legami tra le autorità giudiziarie dei due paesi. Ha ribadito l'esistenza e la positività dei contatti attivi con la scuola legale italiana e si è detto felice che tali rilazioni possano oggi essere stabilite relazioni ufficialmente anche  ai più alti livelli tra dei due paesi. 

Harutyunyan ha illustrato agli ospiti il nuovo assetto e le competenze che la Costituzione Armena   conferisce all'organo da lui presieduto, ha presentato le attività del Consiglio e la portata dei poteri, gli approcci sviluppati dal Consiglio per l'attuazione delle riforme sistemiche. Ha parlato dell'introduzione di procedure di gestione informatica della macchina giudiziaria armena, della giustizia digitale, della digitalizzazione degli archivi, della riduzione dei costi processuali, delle priorità strategiche e della soluzione delle criticità.

S. E. l'Ambasciatore Vincenzo Del Monaco ha ringraziato il Consiglio per l'incontro concesso alla delegazione, e per aver trovato il modo e il tempo di accogliere i giudici che la componevano. L'ambasciatore, dal canto suo, ha ribadito come sia in atto uno scambio di esperienze tra l'Italia e l'Armenia, e quanto incontri come questo siano occasione per riflettere sui sistemi giudiziari dei due paesi.

17 aprile 2019

24 aprile 2019 Commemorazione del Genocidio Armeno a Bari

24 aprile 2019 ore 12,00 
Commemorazione Genocidio Armeno a Bari


L’ Associazione Armeni Apuliacomunica ai propri associati e sostenitori che il giorno 24 aprile 2019 alle ore 12,00 presso il Khachkar di Baristele armena, posta sul piazzale Cristoforo Colombo (nelle vicinanze dell’autorità portuale) a Bari, si terrà la Commemorazione annuale del Genocidio del Popolo Armeno
Durante la cerimonia saranno ascoltate alcune testimonianze dei discendenti dei profughi armeni giunti a Bari negli anni Venti, recitate poesie e preghiere

Tutti i partecipanti sono invitati a portare una rosa da deporre ai piedi della stele. 

Per info:

"Associazione Armeni Apulia"

14 aprile 2019

La Mozione "Mussi-Pagliarini ed Altri" sul Genocidio Armeno: il principio di cui attendiamo positiva conclusione

di Carlo Coppola




In questi giorni, purtroppo, ci siamo trovati a fronteggiare una lunga serie di discussioni, con soggetti, anche di rilievo nella diaspora italiana, i che mettevano in dubbio la Verità Storica espressa nel 2000 da parte Camera dei Deputati della Repubblica Italiana che dava seguito, con votazione ad esito positivo, alla mozione "Mussi, Pagliarini ed altri" n. 1-00303 riconoscendo il  Genocidio del Popolo Armeno. 

Le accuse e gli insulti al nostro indirizzo sono state numerose - anche questa volta - tanto che ci siamo dovuti porre più che mai una serie di domande, e tante ce ne poniamo ancora. 
Prima fra tutte: 

1) che senso ha continuare a sposare indefessamente e, nella più assoluta gratuità morale e materiale, la Causa Armena? 
2) è ancora oggi vero che "Servire l'Armenia significa servire la Civiltà" come sosteneva il Gladstone? 
 3) In considerazione che taluni Armeni per salvare propria pelle furono costretti, nel tragico 1915 e negli anni seguenti, a vendere quella dei loro fratelli al conciatore turco, è possibile che oggi, nel 2019, altri assai più ignominiosamente replichino quelli atti verso le Anime e il ricordo del Sangue di 1,5 milioni di Martiri, le sofferenze di 2 milioni circa di sfollati nella Diaspora, e ne facciano oggetto di mercimonio o ragione di vantaggio e vanto personale, pavoneggiandosene


Il prezzo di tutto questo è pagato con la moneta falsa della "superficialità", della "dimenticanza", dell'"ignoranza", ove più, del disprezzo per la Storia delle Istituzioni della Repubblica Italiana. 

Ci giunge, tuttavia, da Yerevan, il soccorso delle Istituzioni Repubblicane Armene, in cui continuiamo a credere con cieca fede e alla cui suprema autorità siamo e saremo sempre fedeli e zelanti nell'ossequio da cittadini della benamata Repubblica di Armenia. 

Il Presidente del Parlamento Armeno, signor Ararat Mirzoyan, così si è espresso due giorni fa nella lettera al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico:

"Illustrissimo Signor Presidente,

Mi permetta, a nome dell'Assemblea Nazionale della Repubblica di Armenia e mio personale, di esprimere il mio più pronto apprezzamento alla Camera dei Deputati per la decisione sul riconoscimento del genocidio armeno perpetrato dall'Impero Ottomano.

Sono fiducioso che questo gesto della Camera dei Deputati avrà una grande ricaduta sulla prevenzione di tali crimini contro l'umanità. La Camera dei Deputati italiana ha riaffermato, ancora una volta, la sua adesione ai valori universali che il popolo italiano professa.

Voglia gradire, Illustrissimo Signor Presidente, l'espressione della mia più alta stima."



A conclusione di ogni polemica, ci sentiamo di ringraziare profondamente e rispettosamente Tutti coloro che hanno permesso di portare a termine con esito positivo anche la mozione "Formentini, Sabrina De Carlo, Delmastro, Delle Vedove, Quartapelle, Procopio, Colucci ed altri" n. 1-00139 concernente il riconoscimento del genocidio del popolo armeno, discussa e votata nella seduta 160ª (XVIII legislatura) 

Riportiamo comunque per Verità Storica, perché la Storia non cade in Prescrizione, anche i link alle registrazioni effettuate da Radio Radicale nel dibattuto sul Riconoscimento del Genocidio Armeno da parte della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana nel lontano 2000.
  1. 03 Aprile 2000 (File unico)
  2. 26 ottobre 2000 (File n.4 e ss.gg.)
  3. 17 Novembre 2000  (File n.7 e ss.gg.) 

13 aprile 2019

13 aprile 2019 nasce a Bari l'Associazione Armeni Apulia




Al termine della riunione di oggi tenutasi alle ore 17,30 e promossa dai signori Rupen Timurian, Kegham J. Boloyan e Carlo Coppola si è costituita l' "Associazione Armeni Apulia". 

Così recita l'articolo 2 dello Statuto riguardo alle "Finalità" dell'Associazione:

1) L’associazione è apartitica; non ha scopo di arricchimento patrimoniale personale e si costituisce attraverso l’aggregazione di forze intellettuali e dall’opera volontaria di soggetti liberi ed operanti per il Bene, la Diffusione e la Protezione della Cultura del Popolo Armeno.





2) L’associazione mantiene equidistanza dalle diverse confessioni religiose, nel rispetto dei principi morali e degli indirizzi culturali del popolo Armeno, pur nella possibilità di organizzare o partecipare ad incontri, dibattiti o cerimonie pubbliche nelle quali siano presenti esponenti delle diverse confessioni religiose. 


3) L'associazione persegue i seguenti scopi: 
a) diffondere la conoscenza dei valori del popolo armeno; 
b) ampliare la conoscenza della cultura del popolo armeno in ogni sua forma (letteraria, artistica, musicale, visiva, culinaria ecc…); 
c) allargare gli orizzonti didattici di educatori, insegnanti ed operatori sociali e culturali riguardo alla cultura del popolo armeno in ogni sua forma e componente.

4) Per il reggimento dei propri scopi l'associazione promuove varie attività in particolare: 
a) culturali: mostre, convegni, dibattiti, seminari, proiezioni di film, corsi attinenti agli scopi associativi, partecipazioni a festival;
b) formazione e aggiornamento teorico pratico per educatori, insegnanti, operatori sociali e culturali, attraverso l'istituzione di gruppi di studio ricerca, anche in collaborazione con altri enti ed associazioni.


L'associazione presenta il seguente organigramma:



Consiglio Direttivo:

1) Rupen Timurian - presidente
2) Kegham J. Boloyan - vice presidente
3) Carlo Coppola - segretario
4) Tito Quaranta - tesoriere
5) Astrigh De Tommasi - consigliere
6) Simona Dobrescu - consigliere
7) Nellina Guarnieri - consigliere
8) Mariam Siranusc Quaranta - consigliere
9) Angela Maria Rutigliano - consigliere

Collegio dei Probi Viri:

1) Diran De Tommasi
2) Piero Fabris

3) Francesco Laricchia

Ufficio Comunicazione:

1) Daniela Ciriello (fotografia)
2) Domenico Marazia (audio-video)



12 aprile 2019

L'Ambasciatore Vincenzo Del Monaco ricevuto dal Marzpet di Shirak Tigran Petrosyan


Oggi 12 aprile 2019, il Marzpet - Governatore della Regione - di Shirak Tigran Petrosyan ha accolto una delegazione guidata dall'Ambasciatore della Repubblica Italiano in Armenia S.E. dott. Vincenzo Del Monaco.
Accogliendo gli ospiti, il Marzpet Petrosyan ha ribadito l'importanza al ruolo dell'Ambasciatore Del Monaco nel rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Armenia e Italia.
"Signor Ambasciatore, Ella è giunto qui nella provincia di Shirak, so che non è la prima volta che viene a Gymri e sono lieto che si sia affezionato alla nostra città e al potenziale da essa offerto.Noi, come autorità regionali, siamo pronti a cooperare e, nei limiti dei nostri poteri e capacità, faremo del nostro meglio per portare aventi l'amicizia e la cooperazione a un nuovo livello".

L'Ambasciatore Vincenzo Del Monaco ha ringraziato per la calorosa accoglienza e ha toccato il tema del forum delle imprese e il suo lavoro organizzativo relativo a questo evento che si terrà a Yerevan e Gyumri su iniziativa dell'ambasciata italiana. 
Le parti hanno discusso questioni relative all'agenda del forum, raggiunto un accordo sulla cooperazione e attenzione a programmi e iniziative concrete.
Sempre oggi 12 Aprile l'Ambasciatore Vincenzo Del Monaco ha partecipato anche ad un incontro tra il Ministro degli Esteri armeno Zohrab Mnatsakanyan e gli ambasciatori degli stati dell'Unione Europea accreditati in Armenia.

11 aprile 2019

Il Presidente della Commissione di Venezia Buquicchio ha incontrato il Primo Ministro Nikol Pashinyan



Apprendiamo e riferiamo attraverso l'ufficio stampa del Governo della Repubblica di Armenia (www.gov.am) che oggi 11 aprile 2019, nel corso dei suoi incontri a Strasburgo, il Primo Ministro Nikol Pashinyan ha avuto un colloquio con il prof. Gianni Buquicchio, presidente della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa (Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto). Ricordiamo ad uso di chi non ne fosse a conoscenza che il prof. Buquicchio, classe 1944 è dei più eminenti cittadini baresi a dare lustro alla nostra città nel mondo.
Accogliendo il Primo Ministro Pashinyan, che era accompagnato tra gli altri dal Ministro degli Esteri Zohrab Mnatsakanyan, il Presidente della Commissione di Venezia si è detto lieto di averlo rincontrato a  Strasburgo e discutere con lui questioni riguardanti importanti aspetti di cooperazione.
Nikol Pashinyan e Gianni Buquicchio hanno fatto riferimento alle prime elezioni parlamentari tenutesi in Armenia lo scorso dicembre. Il Presidente della Commissione di Venezia ha osservato che elezioni parlamentari anticipate libere ed eque si sono svolte in conformità con i migliori standard internazionali. 


Apprezzando la cooperazione in corso con la Commissione di Venezia, il Primo Ministro ha sottolineato il ruolo svolto dagli organismi di monitoraggio del Consiglio d'Europa - tra cui appunto la Commissione di Venezia - nella promozione del programma di riforma del suo governo. 
Il Premier ha confermato che l'Armenia sta portando avanti un piano di riforme democratiche  anche per migliorando il suo sistema giudiziario, incentivando la protezione dei diritti umani e lavorando al rafforzamento della società civile. La democrazia - ha affermato il leader armeno - è una convinzione interiore e un valore fondamentale per la nostra società.
Durante l'incontro è stato fatto particolare riferimento alla riforma del Codice elettorale e ai miglioramenti legislativi in ​​corso. Il Primo Ministro ha osservato che il nuovo governo gode del pieno sostegno del popolo armeno ed ha ricevuto un ampio mandato al fine di intraprendere riforme ambiziose e strutturali in tutti gli ambiti della vita politica e sociale.
Nikol Pashinyan ha riaffermato l'impegno dell'Armenia nella promozione dei valori europei, sottolineando che il suo governo farà tutto il possibile per rafforzare la democrazia, lo stato di diritto e la protezione dei diritti umani, per costruire un sistema giudiziario indipendente, per combattere la corruzione e condurre elezioni libere, eque e trasparenti nel paese. A questo proposito, il Primo Ministro Pashinyan ha sottolineato l'importanza di un'efficace cooperazione con la Commissione di Venezia e personalmente con Buquicchio.
Il Presidente della Commissione di Venezia ha salutato con favore il programma di riforma del governo armeno, compreso il miglioramento della legislazione elettorale. Sottolineando la necessità di istituzionalizzare i processi elettorali, ha assicurato la sua piena disponibilità ad assistere l'Armenia in questo processo.

10 aprile 2019

10 aprile 1992 - 10 aprile 2019: 27 anni fa a Maragha una appendice del Genocidio Armeno


Pubblichiamo questo breve articolo di sintesi sui Massacri di Maragha avvenuti il 10 aprile 1992. 
Ne è autore il nostro corrispondente da Yerevan, il prof. Grigor Ghazaryandocente di Italiano all'Università Statale di Yerevan ed ex funzionario del Ministero degli Esteri della Repubblica di Armenia. 
L'articolo, lungi dal voler essere esaustivo sull'argomento, ha un valore testimoniale e commemorativo della terribile strage avvenuta 27 anni orsono e dà notizia di un appello del Difensore dei Diritti Umani del Nagorno Karabakh Rouben Melikyan.


Commemoriamo oggi un'orribile strage avvenuta 27 anni fa: ci riferiamo ai massacri di Maragha. Su questi fatti la comunità internazionale non ha ancora dichiarato la valenza genocidiaria, ma diverse sono state nel corso degli anni le richieste in tal senso.

Era il 10 aprile 1992, le stragi compiute dalle forze armate azere nel villaggio di Maragha della regione di Martakert, sono state l’ennesima manifestazione assurda di odio e uno dei più concreti esempi della politica genocidiaria della Repubblica dell'Azerbaijan contro gli Armeni dell’Artsakh.

La mattina del 10 aprile 1992 ha avuto inizio la "Guernica Armena" con un massiccio bombardamento ai danni della popolazione civile, seguito dall’invasione militare, via terra, del villaggio di Maragha da parte di militari azeri armati sino ai denti. La gran parte della popolazione riuscì a lasciare il villaggio, ma quelli che non riuscirono, divennero vittime delle atroci scorribande delle forze armate dell’Azerbaijan. Quando il giorno dopo le forze armate armene riuscirono a liberare il villaggio vi trovato numerosi cadaveri dei civili armeni orribilmente mutilati con sadica e gratuita ferocia. 

Secondo diverse testimonianze, e dati rilevati sul campo, più di 57 civili rimasero uccisi a Maragha, e più di 60 furono presi in ostaggio, tra essi 9 bambini e 29 donne.

La Baronessa Caroline Cox, già vice portavoce della Camera dei Lord di Gran Bretagna, entrata insieme alle truppe di liberazione armene così descrisse quanto aveva visto a Maragha:


"Quello che abbiamo visto, sfida qualsiasi descrizione. Il villaggio era completamente distrutto. La gente seppelliva le vittime, o piuttosto quello che era possibile seppellire – parti dei cadaveri mutilati, bruciati vivi, fatti a pezzi e segati.


Una parte dei corpi erano stati seppelliti il giorno prima; per girarne un video li abbiamo disseppeliti, sebbene capissimo quanto era pesante per gli armeni. Quanto ripreso a Maragha durante quei giorni è la prova degli orrendi massacri compiuti lì - cadaveri decapitati e fatti a pezzi, cadaveri di bambini, parti dei corpi e e sange sul suolo dove erano stati segati. Abbiamo visto delle falci macchiate di sangue con le quali avevano commesso quel crimine genocidiario. Dopo aver ucciso gli abitanti, gli azeri avevano saccheggiato e bruciato il villaggio”.

Come a Sumgayit, Baku, Kirovabad e Maragha, così anche durante tutto il corso della guerra tra Azerbaijan e Karabakh, l'Azerbaijan ha continuato la politica di pulizia etnica contro gli armeni, la quale, secondo la nostra analisi, corrisponde interamente alla definizione giuridica del delitto di genocidio, data dall’Onu nel 1948 nella “Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio”. Inoltre, oltre alla privazione della patria di centinaia di migliaia di armeni dell’Azerbaijan, le nostre indagini dimostrano che i loro diritti alla proprietà, alla libera circolazione e una serie di altri diritti continuano ad essere violati, e fino ad oggi molti subiscono le conseguenze fisiche, psicologiche e materiali di tale politica. 

Ai crimini commessi non è stata data una valutazione giuridica adeguata ed essi sono difatti rimasti impuniti, anche l’attuale azione politica della Repubblica dell'Azerbaijan è frutto di un odio a lungo perpetrato contro gli armeni (armenofobia) al livello statale. Tra le vittime di tale sconcertante visione continuiamo a vedere non solo gli armeni dell’Azerbaijan e la popolazione della Repubblica di Artsakh (Nagorno Karabakh), ma anche la tutti i rappresentanti della nazione armena e gli stranieri che visitano l’Artsakh. Nel 2018 il Difensore  dei  Diritti Umani della Repubblica di Artsakh, Ruben Melikyan, ha pubblicato una relazione speciale sulla politica armenofoba dell’Azerbaijan, presentando esempi concreti, accompagnati da un’analisi basata sul diritto internazionale. 

Dallo studio si evince che un momento di particolarmente recrudescenza delle politiche di armenofobia nella società azera è stato registrato ad aprile 2016, nel corso dell’incursione su larga scala in Artsakh da parte dell’Azerbaijan.  Melikyan ha raccolto una lunga serie testimonianze di stragi, sevizie, decapitazioni, mutilazione di militari e civili, violazioni dei diritti umani, e dei crimini di guerra. 

Va notato che i militari azeri che hanno portato a termine crimini del genere sono stati, sempre successivamente, premiati e incentivati dalle autorità del loro paese.

Melikyan esorta, dunque, la comunità internazionale ad un’adeguata valutazione giuridica ai crimini contro l’umanità commessi nel mese di aprile 1992 a Maragha e ai crimini di guerra, in conformità alle norme e principi fondamentali del diritto internazionale, e ad intraprendere azioni concrete mirate alla cessazione della politica armenofoba che ancora oggi viene perpetrata in Azerbaijan. Quella via dell’odio razziale non solo contraddice i noti principi del diritto internazionale, ma conduce i due popoli ad un allontanamento sempre maggior dalla risoluzione del conflitto e da una pace duratura. 

monumento commemorativo a Nor Maragha

Il 16 Novembre del 2000 la Camera dei Deputati Approvò davvero il Riconoscimento del Genocidio Armeno ?


Allegato A
Seduta n. 813 del 17/11/2000
TESTO AGGIORNATO AL 27 NOVEMBRE 2000

La Camera,
premesso che:
il 15 novembre il Parlamento europeo, discutendo la relazione periodica della Commissione sui progressi realizzati dalla Turchia verso l'adesione all'Unione europea, ha approvato tale relazione che contiene tra l'altro i seguenti principi che riguardano il popolo armeno: Articolo 10 “Invita pertanto il governo turco e la Grande Assemblea Nazionale turca a sostenere maggiormente la minoranza armena in quanto parte importante della società turca, riconoscendo pubblicamente, in particolare, il genocidio commesso ai danni di tale minoranza anteriormente allo stabilimento della moderna Repubblica di Turchia”; Articolo 21 “Invita a questo proposito il governo turco ad avviare un dialogo con l'Armenia, segnatamente al fine di ristabilire relazioni diplomatiche e commerciali normali tra i due paesi e di togliere il blocco attualmente in vigore”;

impegna il Governo

anche sulla base di quanto sopra esposto ad adoperarsi per il definitivo superamento di ogni contrapposizione nella regione al fine di creare le premesse per la corretta tutela dei diritti umani nella prospettiva del progressivo avvicinamento ed integrazione della regione con l'Unione europea.

“Pagliarini, Pisanu, Selva, Follini, Rivolta, Morselli, Calzavara, Trantino, Mitolo, Masi, Lo Jucco, Di Luca, Palmizio”.

(16 novembre 2000)

La Camera,
preso atto che:

il 15 novembre il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione sulla Relazione periodica 1999 della Commissione europea sui progressi della Turchia verso l'adesione che incoraggia il Governo turco a intensificare i suoi sforzi di democratizzazione, soprattutto nel campo della riforma del codice penale, dell'indipendenza della giustizia, della libertà di espressione e dei diritti delle minoranze; la risoluzione in particolare affronta questioni che riguardano il popolo armeno in tre paragrafi assai significativi: “invito al riconoscimento del genocidio ai danni della minoranza armena, commesso anteriormente allo stabilimento della moderna Repubblica turca” (paragrafo 10); “miglioramento delle relazioni con tutti i vicini del Caucaso, come proposto dallo steso Governo turco” (paragrafo 20); sottolineando lo spirito del paragrafo 21, proposto dall'onorevole Cohn-Bendit, presidente della commissione parlamentare mista UE-Turchia, che “invita il Governo turco ad avviare un dialogo con l'Armenia, segnatamente al fine di ristabilire relazioni diplomatiche e commerciali normali tra i due paesi e di togliere il blocco attualmente in vigore”,

impegna il Governo

in coerenza con i principi sopra esposti ad adoperarsi per il completo superamento di ogni contrapposizione tra popoli e minoranze diverse nell'area al fine di creare le condizioni, nel rispetto dell'integrità territoriale dei due Stati, per la pacifica convivenza e la corretta tutela dei diritti umani nella prospettiva di una più rapida integrazione della Turchia e dell'intera regione nell'Unione europea.

“Mussi, Paissan, Soro, Monaco, Grimaldi, Manzione, Crema, Bastianoni, Mazzocchin”.

(16 novembre 2000)

La Camera,
preso atto che:

il 15 novembre il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione sulla Relazione periodica 1999 della Commissione europea sui progressi della Turchia verso l'adesione che incoraggia il Governo turco a intensificare i suoi sforzi di democratizzazione, soprattutto nel campo della riforma del codice penale, dell'indipendenza della giustizia, della libertà di espressione e dei diritti delle minoranze; la risoluzione in particolare affronta questioni che riguardano il popolo armeno in tre paragrafi assai significativi: “invito al riconoscimento del genocidio ai danni della minoranza armena, commesso anteriormente allo stabilimento della moderna Repubblica turca” (paragrafo 10); “miglioramento delle relazioni con tutti i vicini del Caucaso, come proposto dallo stesso Governo turco” (paragrafo 20); sottolineando lo spirito del paragrafo 21, proposto dall'onorevole Cohn-Bendit, presidente della commissione parlamentare mista UE-Turchia, che “invita il Governo turco ad avviare un dialogo con l'Armenia, segnatamente al fine di ristabilire relazioni diplomatiche e commerciali normali tra i due paesi e di togliere il blocco attualmente in vigore”,

impegna il Governo

in coerenza con i principi sopra esposti ad adoperarsi per il completo superamento di ogni contrapposizione tra popoli e minoranze diverse nell'area al fine di creare le condizioni, nel rispetto dell'integritô territoriale dei due Stati, per la pacifica convivenza e la corretta tutela dei diritti umani nella prospettiva di una più rapida integrazione della Turchia e dell'intera regione nell'Unione europea.

“Mussi, Pagliarini, Paissan, Pisanu, Soro, Selva, Monaco, Follini, Grimaldi, Rivolta, Manzione, Morselli, Crema, Calzavara, Bastianoni, Trantino, Mazzocchin, Mitolo, Pezzoni, Masi, Lo Jucco, Brunetti, Giovanni Bianchi, Leccese, Rizzi, Ballaman, Lento, Bosco, Palmizio”.

(16 novembre 2000)



Firmato il Memorandum di intesa tra Golden Apricot Festival di Yerevan e il Sudestival

D'ora in poi, il Golden Apricot Yerevan International Film Festival avrà una finestra  all'interno del Sudestival  di Monopo...

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