è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

27 aprile 2009

Un breve Monito [Dal libro della Genesi 29, 16-35]


Ora Làbano aveva due figlie; la maggiore Lia e Rachele, e Giacobbe amava Rachele.
Disse dunque: “Io ti servirò sette anni per Rachele”. Rispose Làbano: “Sono contento di darla a te”.
Così Giacobbe servì sette anni per Rachele: gli sembrarono pochi giorni tanto era il suo amore per lei.
Poi Giacobbe disse a Làbano: “Dammi la mia sposa”. Allora Làbano radunò gli uomini e diede un banchetto. Ma quando fu sera, egli prese Lia e la condusse da lui ed egli si unì a lei. Làbano diede la schiava Zilpa a Lia.
Quando fu mattina... Ecco era Lia! Giacobbe disse a Làbano: “Perché m’hai ingannato?”. Rispose Làbano: “Non si usa nel nostro paese dare la più piccola per prima.
Finisci questa settimana nuziale, poi ti darò anche quest’altra per il servizio che mi presterai per altri sette anni”.

Giacobbe fu ancora al servizio di lui Giacobbe amò Rachele più di Lia. Ora il Signore, rese Lia feconda, mentre Rachele rimaneva sterile. Lia concepì e partorì quattro figli e li chiamò Ruben, Simeone, Levi e Giuda. Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella. Allora disse a Giacobbe: “Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch’io una prole per mezzo suo”. Così Giacobbe si unì a Bila che concepì e partorì a Giacobbe due figli.
E Rachele li chiamò Dan e Nèftali.

20 aprile 2009

Richiesta di rettifica della notizia pubblicata da G. Foschini

Mi chiamo Carlo Coppola e sono autore del soggetto cinematografico e sceneggiatore del cortometraggio "Una Passeggiata Invernale" di cui Andrea Costantino avrebbe dovuto curare regia e produzione, oggetto del suddetto articolo.
Nello scritto non viene nemmeno citato il mio nome in quanto autore, ma visto che mi si accusa indirettamente di plagio, ritengo il pezzo ingiurioso nei miei confronti. Il Foschini, non solo non si è premurato di fare una indagine accurata e cercare riscontro alle notizie a lui pervenute, ma ignora anche l'esistenza di un documento ufficiale pervenuto anche all'Apulia Film Commission tramite raccomandata, in cui il produttore del film I Vesuviani di Mario Martone dichiara che, dopo la lettura della sceneggiatura da me scritta, non è stato ravvisato "nè rischio di plagio nè similitudini stilistiche".
Mi chiedo quindi come, ancora, chicchessia possa pronunciarsi in merito dopo una tale dichiarazione (che sono pronto ad allegare).
Ricordo infine a chi mi indica con disprezzo quale "signor Coppola" che dopo una Laurea, un dottorato, un master, un corso di perfezionamento e una scuola di specializzazione abilitante all'insegnamento
Carlo Coppola si è rotto il cazzo di essere chiamato "signor Coppola", e legalmente anche la qualifica di dott. Coppola è inesatta. Sarebbe più corretta la dicitura di prof. Coppola.
Il prof.
Coppola precisa, inoltre, che qualsiasi accusa di plagio è stata esclusa da una dichiarazione del dott. Giorgio Magliulo, produttore del film "I Vesuviani" di Mario Martone che dopo aver letto e vagliato il mio lavoro ha inoltrato alla Fondazione Apulia Film Commission una dichiarazione scritta e firmata escludente qualsiasi "rischio di plagio" ed anche "similitudine stilistiche".
Chiunque parli ancora di rischio di plagio dopo una tale dichiarazione o plagio, addirittura, è passibile di accusa di diffamazione!

Cordialmente

Carlo Coppola

13 aprile 2009

Un ricordo di Ingeborg Bachmann in 2 poesie


Die gestundete Zeit

Es kommen härtere Tage.
Die auf Widerruf gestundete Zeit
wird sichtbar am Horizont.
Bald musst du den Schuh schnüren
und die Hunde zurückjagen in die Marschhöfe.
Denn die Eingeweide der Fische
sind kalt geworden im Wind.
Ärmlich brennt das Licht der Lupinen.
Dein Blick spurt im Nebel:
die auf Widerruf gestundete Zeit
wird sichtbar am Horizont.

Drüben versinkt dir die Geliebte im Sand,
er steigt um ihr wehendes Haar,
er fällt ihr ins Wort,
er befiehlt ihr zu schweigen,
er findet sie sterblich
und willig dem Abschied
nach jeder Umarmung.

Sieh dich nicht um.
Schnür deinen Schuh.
Jag die Hunde zurück.
Wirf die Fische ins Meer.
Lösch die Lupinen!

Es kommen härtere Tage.


Versione Italiana

Il tempo dilazionato

Verranno giorni più duri.
Il tempo dilazionato fino a nuovo ordine
diviene visibile all'orizzonte.
Presto dovrai riallacciarti la scarpa
e ricacciare i cani nel cortile,
poiché i visceri dei pesci
sono diventati gelidi nel vento.
I lupini ardono debolmente.
Il tuo sguardo si fa strada nella nebbia:
il tempo dilazionato fino a nuovo ordine
diviene visibile all'orizzonte.
Laggiù la tua amata affonda nella sabbia,
lui le calpesta i mossi capelli,
lui le toglie la parola,
lui le ordina di tacere,
lui la considera mortale,
e arrendevole all'addio
che segue a ogni abbraccio.
Non guardarti intorno.
Riallacciati la scarpa.
Ricaccia indietro i cani.
Rigetta i pesci nel mare.
Spegni i lupini!
Verranno giorni più duri.

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Entfremdung

In den Bäumen kann ich keine Bäume mehr sehen.
Die Äste haben nicht die Blätter, die sie in den Wind halten.
Die Früchte sind süß, aber ohne Liebe.
Sie sättigen nicht einmal.
Was soll nur werden?
Vor meinen Augen flieht der Wald,
vor meinem Ohr schließen die Vögel den Mund,
für mich wird keine Wiese zum Bett.
Ich bin satt vor der Zeit
und hungre nach ihr.
Was soll nur werden?

Auf den Bergen werden nachts die Feuer brennen.
Soll ich mich aufmachen, mich allem wieder nähern?

Ich kann in keinem Weg mehr einen Weg sehen.



Versione Italiana

Alienamento

Non riconosco più gli alberi come alberi.
I rami non hanno le foglie che li fanno opporre al vento.
I frutti son dolci, ma privi d'amore.
E non saziano neppure.
Ora che accadrà?
Il bosco fugge davanti ai miei occhi,
vicino al mio orecchio tacciono gli uccelli,
non c'è prato che mi faccia da letto.
Sono sazia di tempo
ma anelo più tempo.
Ora che accadrà?
Sui monti arderanno nottetempo i falò.
Dovrei schiudermi? Riavvicinarmi a tutto?
In nessuna via riesco più a trovare una via.

10 aprile 2009

"Wish you Were Here" alle vittime del Terremoto dell'Abruzzo





So, so you think you can tell
Heaven from Hell,
blue skies from pain.
Can you tell a green field
from a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?

And did they get you trade
your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange a walk on part in the war
for a lead role in a cage?

How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls swimming in a fish bowl,
year after year,
running over the same old ground.
What have we found?
The same old fears,
wish you were here.

Traduzione italiana

Vorrei che tu fossi qui

Così, così pensi di poter distinguere
il paradiso dall'inferno?
Cieli blu dal dolore?
Puoi distinguere un campo verde
da un freddo binario d'acciaio?
Un sorriso da un velo?
Pensi di essere capace di distinguerli?

E ti hanno portato a barattare
i tuoi eroi con dei fantasmi?
Ceneri roventi per degli alberi?
Aria bollente con una fresca brezza?
Una magra consolazione per il cambiamento?
E hai scambiato una parte da comparsa in guerra
con un ruolo di comando in gabbia?

Come vorrei, come vorrei che tu fossi qui.
Siamo solo due anime perse che nuotano in una boccia per i pesci.
Anno dopo anno,
correndo sempre sul solito terreno,
cosa abbiamo trovato?
Le stesse vecchie paure.
Vorrei che tu fossi qui.

07 aprile 2009

L'Armenia difende la sua posizione sul Genocidio Armeno

Il Ministero degli Esteri Armeno Nalbandian non ha preso parte alla seconda Conferenza dell’Alleanza delle Civilizzazioni che si svolgeva ad Istambul. Una decisione dell’ultimo minuto dovuta ad una dichiarazione nella quale sia il Presidente della Repubblica che il Primo Ministro turchi affermano:
“La Turchia non leverà l’embargo dall’Armenia finché le precondizioni riguardanti il Krabagh ed il riconoscimento internazionale del Genocidio Armeno non saranno soddisfatti.”
Il Ministro degli Esteri Armeno ha dichiarato:
“Lo stabilimento delle relazioni armeno turche dovevano essere determinate senza alcuna precondizione ed era in questa ottica che avevamo portato avanti i negoziati…. Voglio affermare che lo stabilimento delle relazioni armeno turche non devono interferire nella questione del Karabagh e non possono mettere in discussione la veridicità del genocidio armeno… penso che le dichiarazioni che facciano riferimento a delle precondizioni alle relazioni armeno turche possono essere interpretate come un tentativo di abbandono dei progressi registrati durante i negoziati."

Sonnet XVIII [by William Shakespeare]



Shall I compare you to a summer's day?
You are more lovely and more delightful:
Rough winds shake the much loved buds of May
And summer is far too short:
At times the sun is too hot,
Or often goes behind the clouds;
And everything that is beautiful will lose its beauty
By chance or by nature's planned out course;
But your youth shall not fade,
Nor lose the beauty that you possess;
Nor will death claim you for his own,
Because in my eternal verse you will live forever:
So long as there are people on this earth,
So long will this poem live on, giving you immortality.



traduzione Sonetto XVIII di William Shakespeare

Ti comparerò dunque a giornata d'estate? Tu sei ben più leggiadro e meglio temperato: ruvidi venti sferzano i soavi boccioli di maggio e il termine d'estate troppo ha breve durata; troppo ardente talvolta splende l'occhio del cielo, e sovente velato è il suo aureo sembiante,e ogni bellezza alla fine decade dal suo stato, spoglia dal caso, o dal mutevole corso di natura: ma la tua eterna estate non potrà mai svanire né perdere il possesso delle tue bellezze, né la Morte vantarsi di averti nell'ombra sua, poiché tu crescerai nel tempo in versi eterni.
Sin che respireranno uomini, e occhi vedranno di altrettanto vivranno queste rime, se a te daranno vita.

06 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: Solidarietà a Gianpaolo Giuliani

Basta con le polemiche? Tutti in galera devono andare?
La responsabilità è degli esperti della civile protezione ?

Scienziati di Stato... Via tutti... Attenti agli Scienziati di Stato....
Gli scienziati di Stato firmarono il Manifesto della Razza.
Il resto è storia: storia delle Università, dei centri di ricerca, storia dei morti, storia di coloro che diventano esperti e luminari senza saper accendere neanche il lume, storia delle mafie accademiche che mai verranno perseguite e punite perché fanno parte dei poteri forti e sono essi stessi i poteri forti.
Allora sentite di persona le dichiarazioni di uno scienziato noto al livello internazionale.

Solidarietà a Gianpaolo Giuliani: è lui la prima vittima degli scienziati di Stato.
A lui prima vittima del terremoto dell'Abruzzo la solidarietà di questo blog.

Rustam Badasyan, classe 1991, è nuovo Ministro della Giustizia

E'  Rustam Badasyan il nuovo Ministro della Giustizia.  Su proposta del Primo Ministro Nikol Pashinyan, il Presidente della Re...

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