"Nor Surhandak" è il blog del Centro Studi "Hrand Nazariantz". Questa Associazione Culturale ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico e nei suoi rapporti internazionali e con l'Italia in particolare.

30 giugno 2018

Question(i) d'Oriente a "Bari Ignota"



Question(i) d'Oriente… Ανατολικό Ζήτημα – Արևելյան հարց – المسألة الشرقية – Восточный вопрос – Question d'Orient – Eastern Question... 

[…insieme dei problemi politici internazionali aperti dalla lenta dissoluzione dell'Impero ottomano che cominciò a interessare le cancellerie europee sin dalla fine dal sec. XVII. Nel corso del XIX sec. si sono intersecarono con le questioni religiose dando vita ad una miscela esplosiva i cui effetti si rivolgono ancora oggi sulle popolazioni spesso incolpevoli e inermi.]

Bari è un Ecumene, ‘casa dove tutti possono vivere insieme’, punto di incontro di vicende personali, di modi di intendere l’esistenza, di pensare, credere.
Bari come Porta d’Oriente ha assisto - spesso impreparata - all’arrivo di svariate comunità provenienti dai teatri genocidiarii: Armeni, Greci, Assiri, Levantini e un crogiuolo di popolazioni dai Balcani, dal Libano, dalla Palestina, dall’Iraq. 

Oggi le Question(i) d'Oriente si sintetizzano nella terra di Siria, resa teatro di guerra dalla colpevole ‘ignavia’ della comunità internazionale. 

Per conoscere e ricordare il legame tra Bari e il Vicino Oriente cristiano e laico ci incontreremo insieme a: Kegham J Boloyan, Luigi Bramato, Cosma Cafueri, Antonio Calisi, Carlo Coppola, Piero Fabris, Mariam Siranusc Quaranta, Paolo Scagliarini, Ivano Sassanelli, Salvatore Schirone, Rupen Timurian.

28 giugno 2018

Nominata in Armenia la prima donna Sindaco


Per la prima volta nella sua storia la Repubblica d'Armenia del 1991 ha una donna Sindaco. Il suo nome è Diana Gasparyan ed è stata nominata a capo della città di Echmiadzin, quarta città dell'Armenia, al posto di Karen Grigoryan, figlio di Manvel Grigoryan, parlamentare recentemente travolto da uno scandalo epocale per appropriazione indebita ai danni dell'Esercito armeno. 
Il nuovo sindaco è nata ad Echmiadzin. Nel 2011, si è laureata alla Yerevan State University, Facoltà di Giurisprudenza. Ha lavorato nel tribunale penale di Erevan nel 2008-2009 e nella Corte d'appello penale nel periodo 2009-2012. Dal 2016 al 2018 Diana Gasparyan ha diretto il Dipartimento per i Diritti Umani presso il Ministero della Giustizia della Repubblica di Armenia.
Sua Santità Karekin II con il sindaco Diana Gasparyan

 All'inizio del suo mandato, il Sindaco nominato si è recata in udienza particolare da Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, presso la Santa Sede di Etchmiadzin. Imponendole le mani sul capo in segno di Benedizione di Sua Santità Karekin II, ha espresso i suoi migliori auguri per l'incarico affidatole esprimendo il suo sostegno per l'ulteriore consolidamento dei legami tra la Santa sede e  il governo della città attraverso nuovi sforzi congiunti. Infatti, nel corso dell'udienza, il Catholicos e la signora Gasparyan hanno discusso anche dei possibili progetti da intraprendere per a beneficio del miglioramento della qualità della vita nella città.
Il Centro Studi 'Hrand Nazariantz' di Bari plaude alla scelta innovativa che conferma la volontà di ulteriore modernizzazione dello stato e, congratulandosi con la signora Diana Gasparyan, Le augura di intraprendere con coraggio e determinazione il prestigioso incarico affidatole al servizio della Patria.

Diana Gasparyan
 
sindaco di Echmiadzin

20 giugno 2018

Revocata immunità parlamentare al gen. Manvel Grigoryan


L'autorizzazione a Procedere contro gen. Manvel Grigoryan fatta dal Procuratore Generale della Repubblica di Armenia, dott. Artur Davtyan è stata vota ieri da 81 deputati del Parlamento Armeno.
Il voto si è concluso a favore della Pubblica Accusa (77 a favore dell'accusa, 3 contro e un 1 nullo) che per tanto autorizzata ad avviare un procedimento penale contro il parlamentare Manvel Grigoryan.
Il generale era stato arrestato il 16 giugno dal Servizio di sicurezza nazionale nella sua città natale di Echmiadzin (Vagharshapat) di cui era sindaco il figlio Karen Grigoryan dimessosi subito dopo l'arresto del Padre, e nella quale la figlia Naira Grigoryan svolge l'attività di magistrato. Dopo il fermo del generale sono girate notizie, poi rivelatesi infondate sul presunto suicidio della moglie, già presidente della Federazione Armena di Tiro con l'Arco.
Grigoryan, è un ex generale dell'Esercito Armeno insignito dell'onorificenza di eroe di Guerra in Karabakh degli anni '90 vicino a Monte Melkoyan e Vasgen Sargsyan
Da anni egli presiede l'Associazione dei Veterani dell'Esercito Armeno (Yerkrapah), un'organizzazione paramilitare. 
Il parlamentare del Partito Repubblicano è sospettato di appropriazione indebita di forniture militari e possesso illegale di armi da fuoco. Dopo aver cercato nel compound di Grigoryan, gli agenti hanno trovato enormi quantità di armi militari e munizioni e rifornimenti, tra cui cibo e vestiti donati dalla popolazione che avrebbero dovuto essere inviati ai militari nell’Artsakh nel 2016. La situazione è tuttora in evoluzione e nell'udienza preliminare Grigoryan è stato candannato a 2 mesi di carcere. Preseguono le perquisizione in abitazioni riconducibili a lui e ai suoi familiari dove pare che stiano emergendo ancor più grandi quatitavi di materiali e provviste destinati all'esercito!

19 giugno 2018

Gravi accuse contro il Gen. Manvel Grigoryan: chiesto l'arresto!


Non possiamo esimerci dal comunicare la notizia che in questi ultimi giorni sta tenendo banco sulle prime pagine dei giornali e telegiornali d'Armenia. 

Due giorni fa è stato arrestato il Deputato del Partito Repubblicano generale Manvel Grigoryan, presidente della Yerkrapah Volunteers Union, con l'accusa di aver cospirato con altri per acquisire e possedere armi da fuoco e munizioni illegalmente.
Il National Security Service (NSS) afferma di aver effettuato operazioni di ricerca congiunte nell'ambito di due diverse inchieste su reati penali nella giornata del 16 giugno nella città di Echmiadzin (Vagharshapat). L'NSS ha - inoltre - dichiarato di aver scoperto grandi quantitativi di armi e munizioni, nell'ambito della medesima operazione in cui è stato arrestato Arthur Asatryan, un uomo d'affari noto al livello internazionale come Don Pipo, incriminato con la pesante accusa di sequestro di persona e detenzione illegale di armi da fuoco. Le forze di sicurezza hanno perquisito la villa di Asatryan nell'ambito di un procedimento penale riguardante il possibile rapimento commesso da Asatryan di persone che pianificano il suo omicidio e nella circostanza avrebbero anche catturato 4 cittadini russi noti alle forze dell'ordine. Il NSS ha avviato, inoltre, avviato una più vasta indagine penale nei confronti di Manvel Grigoryan nell'ambito della quale sono state passati al setaccio beni immobili riconducibili direttamente a lui o alla sua famiglia. Il procedimento penale è stato aperto ai sensi dell'articolo 235 del codice penale armeno (detenzione illegale di armi, munizioni, esplosivi destinati alla vendita, lo stoccaggio e il trasporto). La situazione è in fase di evoluzione e non è detto che in base a quanto emergerà dalle indagigni il Procuratore Generale non modifichi le accuse.
Come richiesto dalla legge armena il Presidente del Parlamento, Ara Babloyan, è stato immediatamente informato dell'arresto del Parlamentare e il giorno 19 giugno il Parlamento sarà convocato in seduta straordinaria per discutere della sospensione dell'immunità parlamentare di cui il generale gode come deputato. Le reazioni del mondo politico armeno sono state immediate. Il Primo Ministro Pashinyan ha tenuto una lunga diretta per informare i cittadini di quanto stava accadendo. 
"L'arresto di Manvel Grigoryan è legato a sospetti che abbia partecipato o che sia stato coinvolto nel furto di generi raccolti e inviati a supporto all'esercito durante la Guerra di Aprile 2016, infatti, Manvel Grigoryan avrebbe sottratto oltre alle armi anche cibo inviato con varie raccolte fondi a favore dell'esercito per alimentare i suoi animali, orsi e tigri. C'è pertanto un sostanziale sospetto che siano stati sottratti aiuti, inviati all'esercito, e questi sospetti sarebbero confermati da fonti provenienti direttamente dalla sua casa" ha detto Pashinyan.
Sono state infatti ritrovate le lettere degli scolari ai soldati, che stavano combattendo per il popolo armeno, oltre a numerosi atti di proprietà immobiliari riconducibili a familiari di Grigoryan.
Nelle proprietà riconducibili al generale - che rischia anche di essere degradato con l'accusa di alto tradimento - sono stati ritrovati anche medicine e generi di prima necessità e di pronto soccorso raccolti per beneficenza, autovetture militari e civili e anche una ambulanza. 
Lo stesso avvocato di Grigoryan, mentre preparava il ricorso contro l'arresto ha deciso di dimettersi affermando di non essere a conoscenza della gravità delle accuse a carico del suo ex assistito affermando "In tali circostanze, trovo non ragionevole continuare a fornire assistenza legale a Manvel Grigoryan".
Il capogruppo del Partito Repubblicano nel Parlamento armeno, ha così commentato in una dichiarazione ufficiale: "Se si dovesse appurare che ciò che è stato presentato dall'NSS e corrisponde alla realtà, non ci sarebbe alcuna giustificazione per questo. innanzitutto, però, va salvaguardata la presunzione di innocenza e nessuno dovrebbe interferire negli affari delle forze dell'ordine. Ai funzionari delle forze dell'ordine dovrebbe essere data l'opportunità di condurre un'indagine completa Dico apertamente che coloro che hanno sottratto anche solo un soldo dal bilancio dovrebbero essere puniti con la massima severità prevista dalla legge. Non potrei guardare gli occhi di mio figlio se una così grande truffa fosse giustificato".
L'ufficio stampa del NSS afferma, pertanto, che l'indagine è tutt'ora in corso e maggiori dettagli verranno rilasciati in seguito. Secondo alcune fonti, esse rischiano di portare alla luce fatti storici vecchi di più di vent'anni nella storia dell'Armenia come la morte in circostanze mai chiarite di Monte Melkonyan e della strage in Parlamento che costò la vita tra gli altri al Primo Ministro Vazgen Sargsyan, sono pagine dolorose che la maggior parte degli Armeni preferiscono rimuovere dalla loro memoria considerandole verità indicibili e insormantabili.

17 giugno 2018

Gravi episodi sulle elezioni in Turchia

Ad una settimana dalle elezioni in Turchia riceviamo e pubblichiamo dalla pagina facebook di Hafal Samir, tramite l'amico prof. Grigor Ghazaryan. La nota è corredata da fotografie alcune delle quali molto violente e cruente di cui pubblichiamo solo quelle meno impressionanti. Che la notizia sia vera in toto o in parte è il segno che la tensione è molto alta in Turchia e che i metodi del AKP continuano ad essere moralmente assai discutibili, quando non dichiaratamente criminali. Per deontologia il condizionale, comunque, resta d'obbligo. 


immagini giunte da Suruç
Nella città di Suruç, al confine con la città martire di Kobane, un candidato del partito Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) del Presidente della Repubblica Turca Recep Tayyip Erdoğan avrebbe aperto il fuoco contro i civili, uccidendo 5 persone ferindone altre 9.
I 5 civili sarebbero uccisi e 9 feriti dopo che un candidato dell'AK Party accompagnato da un gruppo di gregari e guardaspalle si sarebbero introdotti con la forza in un negozio dopo che il proprietario si sarebbe rifiutato di riceverlo.
Il proprietario del negozio avrebbe dichiarato: "Noi non votiamo per te ed Erdogan, abbiamo il nostro partito (HDP), ci rappresenta e rappresenta il nostro popolo e voteremo solo per lui" - intimando poi di non far ritorno al suo negozio!
I sostenitori del partito di Erdogan, si sarebbero apparentemente allontani rientrando armati di pistole e avrebero così crivellato di colpi il proprietario del negozio e suo figlio.
Fuori dal negozio si sarebbe, quindi, riunita una piccola folla fino a che il gruppo di fuoco non avrebbe aperto nuovamente il fuoco, uccidendo altre 3 persone e ferendone in modo grave altre 9.
immagini giunte da Suruç

13 giugno 2018

Il Ministro della Difesa Tononyan incontra la delegazione italiana

A sinistra il Generale di Brigata A. Miro, l'Ambasciatore V. Del Monaco, il Capitano di Vascello C. Pacifici, a destra la delegazione del Ministrero della Difesa della Repubblica di Armenia guidata dal Ministro D. Tononyan (primo dal basso)

Oggi 13 giugno il Ministro della Difesa della Repubblica d'Armenia Davit Tonoyan ha ricevuto l'Ambasciatore Italiano Straordinario e Plenipotenziario in Armenia dott. Vincenzo Del Monaco e il funzionario dell'Ambasciata italiana in Armenia Marat Mnatsakanyan, l'Addetto alla Difesa Generale di Brigata Alfonso Miro e Addetto aggiunto alla Difesa, Capitano di Vascello Curzio Pacifici, già comandante della gloriosa nave scuola delle Marina Militare Italiana "Amerigo Vespucci", entrambi con residenza a Mosca.
Il Ministro della Difesa si è congratulato con il Generale di Brigata Miro per la recente nomina del Capitano di Vascello Pacifici e ha augurato ad entrambi pieno successo per il loro lavoro.
Congratulandosi con il Signor Ministro per la sua nomina recente nomina, le controparti italiane hanno evidenziato alcuni tratti della cooperazione attiva fra i due Paesi nel campo della difesa, l'importanza della missione congiunta di mantenimento della pace in Libano e la volontà di approfondire la cooperazione.
Durante l'incontro le parti hanno toccato i temi della cooperazione di difesa armeno-italiana, della sicurezza internazionale e regionale e di altre questioni di reciproco interesse.

La delegazione italiana. Da sinistra il funzionario dell'Ambasciata italiana a Jerevan M. Mnatsakanyan, il Generale di Brigata A. Miro, l'Ambasciatore V. Del Monaco, il Capitano di Vascello C. Pacifici.

12 giugno 2018

Da Armeno a Armeno di William Saroyan




The Armenian and the Armenian


In the city of Rostov I passed a beer parlor late at night and saw a waiter in a white coat who was surely an Armenian, so I went in and said in our language, How are you, God destroy your house, how are you? I don’t know how I could tell he was an Armenian, but I could. It is not the dark complexion alone, nor the curve of nose, nor the thickness and abundance of hair, nor is it even the way the living eye is set within the head. There are many with the right complexion and the right curve of nose and the same kind of hair and eyes, but these are not Armenian. Our tribe is a remarkable one, and I was on my way to Armenia. Well, I am sorry. I am deeply sorry that Armenia is nowhere. It is mournful to me that there is no Armenia.

There is a small area of land in Asia Minor that is called Armenia, but it is not so. It is not Armenia. It is a place. There are plains and mountains and rivers and lakes and cities in this place, and it is all fine, it is all no less fine than all the other places in the world, but it is not Armenia. There are only Armenians, and these inhabit the earth, not Armenia, since there is no Armenia, gentlemen, there is no America and there is no England, and no France, and no Italy, there is only the earth, gentlemen.

So I went into the little Russian beer parlor to greet a countryman, an alien in a foreign land.

Vy, he said with that deliberate intonation of surprise which makes our language and our way of speech so full of comedy. You?

Meaning of course I, a stranger. My clothes, for instance. My hat, my shoes, and perhaps even the small reflection of America in my face.

How did you find this place?

Thief, I said with affection, I have been walking. What is your city? Where were you born? (In Armenian, Where did you enter the world?)

Moush, he said. Where are you going? What are you doing here? You are an American. I can tell from your clothes.

Moush. I love that city. I can love a place I have never seen, a place that no longer exists, whose inhabitants have been killed. It is the city my father sometimes visited as a young man.

Jesus, it was good to see this black Armenian from Moush. You have no idea how good it is for an Armenian to run into an Armenian in some far place of the world. And a guy in a beer parlor, at that. A place where men drink. Who cares about the rotten quality of the beer? Who cares about the flies? Who, for that matter, cares about the dictatorship? It is simply impossible to change some things.

Vy, he said. Vy (slowly, with deliberate joy) vy. And you speak the language. It is amazing that you have not forgotten.

And he brought two glasses of the lousy Russian beer.

And the Armenian gestures, meaning so much. The slapping of the knee and roaring with laughter. The cursing. The subtle mockery of the world and its big ideas. The word in Armenian, the glance, the gesture, the smile, and through these things the swift rebirth of the race, timeless and again strong, though years have passed, though cities have been destroyed, fathers and brothers and sons killed, places forgotten, dreams violated, living hearts blackened with hate.

I should like to see any power of the world destroy this race, this small tribe of unimportant people, whose history is ended, whose wars have all been fought and lost, whose structures have crumbled, whose literature is unread, whose music is unheard, whose prayers are no longer uttered.

Go ahead, destroy this race. Let us say that it is again 1915. There is war in the world. Destroy Armenia. See if you can do it. Send them from their homes into the desert. Let them have neither bread nor water. Burn their houses and their churches. See if they will not live again. See if they will not laugh again. See if the race will not live again when two of them meet in a beer parlor, twenty years after, and laugh, and speak in their tongue. Go ahead, see if you can do anything about it. See if you can stop them from mocking the big ideas of the world, you sons of bitches, a couple of Armenians talking in the world, go ahead and try to destroy them.

New York. August, 1935.

from Inhale & Exhale, New York: Random House, 1936, pp. 437-38:

William Saroyan dalla pagina wikipedia in lingua greca

Da Armeno a Armeno


Nella città di Rostov passai a tarda notte davanti ad una birreria e vidi un cameriere in camice bianco che era sicuramente armeno, così entrai dentro e dissi nella nostra lingua: Come stai, Che Dio distrugga la tua casa, come stai? Non so come avevo potuto esser certo che fosse armeno, ma potevo. Non è solo la carnagione scura, né la curva del naso, né lo spessore e l'abbondanza dei capelli, e nemmeno il taglio vivace dei suoi occhi. Ce ne sono molti con la carnagione giusta e la curva del naso giusta e lo stesso tipo di capelli e occhi, ma questi non sono armeni. La nostra tribù salta agli occhi e io stavo andando verso l'Armenia. Bene, peccato. Sono profondamente dispiaciuto che l'Armenia non sia da nessuna parte. È triste per me che non ci sia l'Armenia.


C'è una piccola zona della terra in Asia Minore che si chiama Armenia, ma non è così. Non è l'Armenia. È un posto. Ci sono pianure e montagne e fiumi, laghi e città in questo luogo, ed è tutto a posto, non è meno bello di tutti gli altri posti del mondo, ma non è l'Armenia. Ci sono solo armeni, e questi abitano questa terra, non l'Armenia, poiché non c'è l'Armenia, signori, non c'è l'America e non c'è l'Inghilterra, e nessuna Francia, e non l'Italia, c'è solo la terra, signori.

Così sono andato nella piccola birreria russa per salutare un conterraneo, un alieno in una terra straniera.

Tu, disse con quella deliberata intonazione di sorpresa che rende il nostro linguaggio e il nostro modo di parlare così teatrale. Tu?

Sì, certo, io, uno sconosciuto. I miei vestiti, per esempio. Il mio cappello, le mie scarpe e forse anche il piccolo riflesso dell'America in faccia.

Come hai trovato questo posto?

Ladro, ho detto con affetto, ho camminato. Qual è la tua città? Dove sei nato? (In armeno, dove sei entrato nel mondo?)

Moush, disse. Dove stai andando? Cosa stai facendo qui? Sei un americano. Posso dirlo dai tuoi vestiti.

Moush. Adoro quella città. Posso amare un posto che non ho mai visto, un posto che non esiste più, i cui abitanti sono stati uccisi. È una città che spesso mio padre ha visitato da giovane.

Gesù, è stato bello vedere questo armeno nero di Moush. Non hai idea di quanto sia bello per un armeno imbattersi in un armeno in un posto qualunque sperduto del mondo. E un ragazzo in una birreria, per questo. Un posto dove gli uomini bevono. A chi importa della qualità scadente della birra? A chi importa delle mosche? Chi, se è per questo, si preoccupa della dittatura? È semplicemente impossibile cambiare alcune cose.

Tu, disse. Tu (piano, con deliberata gioia) Tu. E tu parli la lingua. È incredibile che tu non l'abbia dimenticata.

E portò due bicchieri della pessima birra russa.

E la gestualità armena, che significa così tanto. Lo schiaffo al ginocchio, ruggendo dalle risate. La maledizione. La sottile presa in giro del mondo con le sue grandi idee. La parola in armeno, lo sguardo, il gesto, il sorriso e attraverso queste cose la rapida rinascita della razza, senza tempo e ancora forte, sebbene siano passati anni, sebbene le città siano state distrutte, i padri, i fratelli e i figli uccisi, i luoghi dimenticati, i sogni violati, i cuori palpitanti fatti neri dall'odio.

Mi piacerebbe vedere un qualsiasi potere del mondo distruggere questa razza, questa piccola tribù di gente insignificante, la cui storia è finita, le cui guerre sono state tutte combattute e perse, le cui strutture si sono sgretolate, la cui letteratura è non letta, la cui musica è sconosciuta, le cui preghiere non sono più recitate.

Vai avanti, distruggi questa razza. Diciamo che è di nuovo il 1915. C'è una guerra nel mondo. Distruggi l'Armenia. Vedi se riesci a farlo. Mandali dalle loro case nel deserto. Lascia che non abbiano né pane né acqua. Brucia le loro case e le loro chiese. Vedi se non vivranno di nuovo. Vedi se non ridono di nuovo. Vedi se questa razza non vivrà ancora quando due di loro si incontrano in una birreria, vent'anni dopo, e ridono, e parlano nella loro lingua. Vai avanti, vedi se puoi fare qualcosa al riguardo. Vedi se riesci a impedire loro di prendere in giro le grandi idee del mondo, figli di puttana, un paio di armeni che parlano nel mondo, vai avanti e cerca di distruggerli.

New York. Agosto 1935.

trad. Carlo Coppola, giugno 2018

10 giugno 2018

Maria Grazia Pani, TeatrOpera. Esperimenti scenici


 di Lorena Liberatore 

 TeatrOpera, esperimenti scenici di Maria Grazia Pani, edito
da Florestano Edizioni (Bari 2015), con introduzione di Franco Perrelli, mette per iscritto un nuovo modo di intendere il teatro d’opera e di impersonarlo. 

 L’autrice, segnando un netto rinnovamento, rimodula la nostra tradizione teatrale. Rispondere alle esigenze del pubblico contemporaneo partendo dal repertorio operistico più tradizionale non è un’impresa semplice, in questo caso si tratta di una sfida perfettamente riuscita. 

 L’arte ha sempre avuto la capacità e il dovere di comunicare col pubblico smuovendo la sua coscienza, politica, sociale, morale, e di farlo raccontando un’epoca contemporanea o mostrando come situazioni oramai passate siano in qualche modo attuali (nei temi come nelle problematiche). Infatti, l’arte da sempre vuole non solo dilettare ma provocare la riflessione del pubblico, e questo ha sempre fatto parte di un interesse più grande, quello di insegnare stimolando una coscienza critica, o come direbbe Carmelo Bene di pervertire: da pervertor, che ha il significato di essere sconvolto o essere cambiato radicalmente, in riferimento a un metodo di insegnamento condotto attraverso piccole o grandi provocazioni capaci di smuovere le menti più sonnolente. 

 Forse negli ultimi anni l’opera lirica, rispetto la prosa, è meno riuscita in tali intenti, poiché cristallizzata in forme e consuetudini del passato. Ed è la stessa autrice a definire il teatro lirico italiano come “un grande mammut terrorizzato che il pubblico possa svanire”, per questo “cerca l’evento con espedienti e fantasticherie registiche spesso fini a se stesse”. 

 A questo la Pani attribuisce la causa dell’alto aumento dei costi, fenomeno tale da rendere proibitiva la stessa realizzazione di stagioni liriche e da trasformare l’opera in un “oggetto museale”. Infatti se da un lato i costi di produzione (dettati anche da un’eccessiva forma di rispetto della tradizione) oggi rischiano d’essere molto alti, dall’altro c’è la quantità esigua di nuove opere liriche. 

 Maria Grazia Pani (insegnante di canto presso il Conservatorio “N. Rota” di Monopoli, cantante soprano, autrice e regista) con questo volume dimostra la sua personale sfida a tali impostazioni, così facendoci partecipi della sua personale vittoria. Non a caso, TeatrOpera è anche il nome di un format nato nel 2001 per conto della stessa Pani e basato sulla sperimentazione dell’Opera lirica. Proprio nel 2001 cominciò il percorso di cui tale volume e un resoconto, il cui fine è renderne partecipe il lettore e forse porre le basi di un nuovo percorso artistico. 

 C’era quindi la necessità di una nuova modalità scenica che variasse le strutture che da sempre caratterizzano il melodramma. Maria Grazia Pani, comprendendo e sentendo tale esigenza, ha principiato il suo personalissimo percorso artistico, e professionale, partendo da uno spettacolo monografico dedicato a Niccolò Piccinni (Niccolò Piccinni, l’amore e il sorriso di un barese europeo) e uno su Giuseppe Verdi (Viva Verdi!). Il grande successo dei due spettacoli (in particolare di Viva Verdi! che registrò il tutto esaurito) l’hanno poi portata a confrontarsi col romanzo Scènes de la vie de bohème di Henry Murger e col carteggio Puccini-Illica-Giacosa, così dando vita a un testo teatrale dove il figlio di Puccini, nello studio del padre a Torre del Lago e poco dopo la sua morte, ripercorre gli anni della genesi de La Bohème. In seguito si è confrontata con Alexandre Dumas (per La Traviata allo specchio, ispirata a La dame aux camélias), Shakespeare, Verdi e Boito (per Otello, il sinistro incanto) e altri autori delle nostra nobile tradizione. 

 L’autrice giunge a difendere il proprio principio per il quale “l’opera del grande repertorio deve essere occasione di ricerca e di sperimentazione”. In tale ricerca il primo passo è partire dal libretto e dalla partitura musicale, i quali generano una riflessione o un’idea di nuova matrice che porta alla creazione ex novo di una trama. 

 Si agisce quindi per sottrazione fino a rimettere in ribalta gli elementi base dell’opera stessa nella loro semplicità (la trama, i personaggi, la musica). Chiaramente, come si può desumere da quanto già detto, questo tipo di lavoro comporta anche l’abbattimento dei costi di messa in scena. 

 In virtù di ciò sembrerebbe che la semplicità, restituita all’arte, in cambio ridoni nuova vita all’opera e ne spezzi l’incantesimo che la rendeva cristallizzata, quasi impietrita, in vecchie consuetudini e concezioni. Potremmo quindi dire che dal reiterarsi della tradizione e per mezzo del genio umano si genera il nuovo.

 Pubblicato su http://lobiettivonline.it/


08 giugno 2018

Il premier Pashinyan incontra l'Ambasciatore Italiano Del Monaco

L'Ambasciatore Vincenzo Del Monaco con il Premier Nikol Pashinyan

All'indomani del voto di fiducia ricevuto dal Parlamento armeno al suo programma di governo, il primo ministro Nikol Pashinyan ha dato il via ai colloqui con i rappresentanti diplomatici residenti in Armeni. Tra i primi è stato ricevuto l'ambasciatore italiano in Armenia S.E. Vincenzo Del Monaco.
Il Premier ha attribuito grande importanza al continuo sviluppo delle relazioni armeno-italiane e ha sottolineato che il nuovo governo dell'Armenia è desidero di continuare a fare tutto il possibile perchè si prosegua energicamente in questa direzione.
Il Primo Ministro Pashinyan riteniene necessario stringere legami più stretti tra i due paesi in diversi ambiti, compresi quelli politico, economico e culturale.
L'ambasciatore Vincenzo Del Monaco ha espresso la convinzione che gli sforzi congiunti daranno nuovo slancio alla cooperazione dei due Stati, contribuendo anche all'approfondimento ed incremento delle relazioni economiche e commerciali. Il rappresentante diplomatico  ha ricordato che diverse aziende italiane sono interessate all'attuazione di programmi di investimento in Armenia, in particolare nel settore dell'industria, dello sviluppo delle infrastrutture e dell'energia.
Gli interlocutori hanno evidenziato l'importanza della progettazione a breve termine di reciproche bilaterali visite ad alto livello.
Un momento del colloquio Pashinyan-Del Monaco

05 giugno 2018

Addio a Savino Giannella amico del Popolo Armeno



Savino Giannella in una recente immagine
tratta dal suo profilo Facebook
Apprendiamo con dolore la triste notizia della scomparsa di Savino Giannella, improvvisa e inattesa avvenuta a Belgrado. Savino, uomo di grande sensibilità e imprenditore illuminato, é stato molto vicino alla Causa Armena, fino a ricoprire l'incarico di Console Onorario.
Grazie al Suo interessamento e zelo, negli anni '90 a Bari si tenne una memorabile mostra fotografica degli scatti di Armin Wegner, fu promosso un accordo di cooperazione tra la Regione Puglia e la Regione Armena del Kotaik e fu anche grazie al suo impegnofu realizzato a Bari dal prof. arch. Ashot Haykazun Grigoryan.
Lo piangono gli Armeni di Puglia e quanti hanno a cuore i destini del Popolo dell'Ararat. Savino Giannella non a caso è stato fautore della Health Collection, azienda leader del settore finanziario con esperienza acquisita in oltre quindici anni di attività, che vanta un sistema informatico all’avanguardia e con progettualità di piattaforme personalizzate per la gestione dei crediti pubblici e privati, reinvestendoli in attività di formazione. È stato inoltre Presidente dell'Università Popolare di Santa Sofia di Trani.
Una struttura di controllo interno che opera con verifiche e accertamenti su processi, procedure, regole e comportamenti. Elevata percentuale di successo nel recupero di capitale e interessi. Integrazione con le operazioni di back office relative alle attività stragiudiziali. Il Centro Studi "Hrand Nazariantz", si unisce al cordoglio dei familiari e degli amici Gagik Baghdassarian, già Ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia, Rupen Timurian, Vahè Massihi Vartanian.

04 giugno 2018

Il Presidente Armen Sarkissyan in visita alla Ambasciata italiana

il Presidente della Repubblica d'Armenia Armen Sarkissian
  
con l'Ambasciatore Vincenzo del Monaco
Il presidente della Repubblica di Armenia, Armen Sarkissyan in occasione della Festa della Repubblica italiana si è recato in visita in visita presso l'Ambasciata d'Italia a Yerevan, ieri mattina 4 giugno 2018.
Il Presidente accompagnato dalla consorte signora Nune, si è intrattenuto con tutto lo staff dell'Ambasciata e ha formulato "gli auspici più fervidi" all'indirizzo del Presidente Sergio Mattarella e "dell'amico popolo italiano", ribadendo i forti vincoli che uniscono Italia e Armenia.
Armen Sarkissyan è il secondo Presidente della Repubblica di Armenia a visitare la sede della Rappresentanza Diplomatica italiana, che era stata inaugurata nel 2002 alla presenza del presidente Robert Kocharyan.
La visita sottilinea "la sincera amicizia" dell'Armenia verso l'Italia e il "rinnovato slancio per una sempre più intensa collaborazione", ha detto l'Ambasciatore Italiano Vincenzo Del Monaco.
Le due parti hanno convenuto che le relazioni interstatali bilaterali si stanno sviluppando sulla base di una consolidata base storica e della ricchezza culturale espressa nel corso dei secoli dai due popoli.
Apprezzando l'alto livello di fiducia reciproca hanno anche sottolineato che le occasioni e gli spunti di collaborazione sono enormi e il loro compito sarà quello di incentivarle sempre e maggiormente. A tale proposito S. E. Del Monaco ha ribadito come "Le relazioni tra gli Stati si alimentano, d'altro canto, anche del calore dei rapporti amichevoli e di queste occasioni di celebrazione: un serbatoio di potenzialità dal quale attingere nel guardare al futuro".
I due interlocutori hanno, quindi, approfondito i temi della cooperazione anche realtivi ai rapporti tra Unione Europea e Repubblica di Armenia, quale aspetto significativo dell'agenda di cooperazione armeno-italiano.


Un referendum popolare potrebbe risolvere la trappola di Amulsar?

Le recenti tensioni pubbliche sull'operazione di Amulsar sono state attribuite a dichiarazioni definite incoerenti da parte delle au...

Etichette