è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

30 marzo 2019

Il Vice Ministro della Cultura Tigran Galstyan incontra il Sindaco di Bari Antonio Decaro



Quando gli Armeni in Diaspora si incontrano per la prima volta con i loro fratelli della Repubblica, ciò che li unisce è una forma di poesia che non è possibile percepire ad occhio nudo, ma con il cuore. Tale sentimento poetico può essere sintetizzato dalla parola Amore. 
A rendere possibile questo incontro è stato Michele Suma, ideatore e direttore artistico del SUDESTIVAL, che sotto gli auspici dell'Ambasciatore della Repubblica Italiana in Armenia S.E. Vincenzo del Monaco, ha organizzato la venuta in Italia - a Monopoli, con tappe anche a Bari ed Alberobello - di una delegazione armena presieduta dal Vice Ministro della Cultura della Repubblica di Armenia Tigran Galstyan
Dopo un'intensa giornata di lavoro dedicata alla gemellaggio fra il SUDESTIVAL di Monopoli e il Golden Apricot International Film Festival di Yerevan, il prof. Suma, ha accompagnato la delegazione armena ad incontrare il sindaco di Bari ing. Antonio Decaro

Il sindaco di Bari invita gli ospiti ad ammirare il soffitto e le decorazioni presenti nel suo studio

Le parti si sono incontrate nello studio del sindaco di Bari, nonché presidente dell'ANCI, e per l'occasione è stata invitata a partecipare all'evento anche una rappresentanza della Comunità Armena di Bari. L'Ambasciatore del Monaco ha introdotto gli illustri ospiti a cui Rupen Timurian, in armeno, ha ricordato alcune tappe salienti della presenza armena a Bari nel XX secolo.


Altrettanto brevemente, il Capo di Gabinetto del Sindaco, prof. Vito Leccese, ha ricordato la figura di Hrand Nazariantz, poeta armeno che ha segnato anche la storia di Bari nel Novecento portando in città circa 300 persone scampate al Genocidio Armeno. 
Le parti si sono scambiate reciproci inviti a visitare il rispettivo territorio e si augurano che tali auspici vengano realizzati concretamente ed in tempi brevi. 


Sotto il gonfalone della Città di Bari posano il Vice Ministro della Cultura Tigran Galstyan, il Sindaco di Bari Antonio Decaro, l'Ambasciatore Vincenzo del Monaco e il Capo Dipartimento della Relazioni Internazionali del Ministero della Cultura Repubblica di Armenia Lusine Karamyan.

Il Vice Ministro Tigran Galstyan e il sindaco di Bari Antonio Decano
Tigran Galstyan e il Rupen Timurian

Al temine dell'incontro il Vice Ministro ha salutato molto cordialmente il decano Rupen Timurian, con un abbraccio filiale più che istituzionale e la promessa di un nuovo incontro, magari nella Madrepatria, dove rinnovare i rapporti di fratellanza spirituale e morale, in nome della cultura tra Spiurk e Hayastan. 
Dopo questi due giorni gli Armeni di Puglia, vecchi e nuovi, si sentono rinnovati e rinvigoriti,  pronti ad accettare le sfide dell'avvenire che l'identità della nuova Armenia pone alla propria Diaspora.



Gemellaggio italo-armeno a Monopoli in nome del Cinema

Si è svolta ieri, 29 marzo 2019, a Monopoli una giornata di gemellaggio fra Italia e Armenia in nome del Cinema
Sono intervenuti il vice Ministro della Cultura Tigran Galstyan, l'Ambasciatore della Repubblica Italiana a Yerevan S. E. Vincenzo del Monaco, la dirigente del Dipartimento delle Relazioni Internazionali del Ministero della Cultura Repubblica di Armenia Lusine Karamyan, il regista e fondatore del festival internazionale Golden ApricotHarutyun Khachatryan e Armen Gasparyan, membro del Consiglio di Amministrazione e Direttore dello Sviluppo Strategico di Ardshinbank.



(da sinistra il prof. Michele Suma, l'Ambasciatore Vincenzo del Monaco, il viceministro Tigran Galstyan e Gianni Tazanriello)
Organizzatore dell'evento, Michele Suma direttore artistico del SUDESTIVAL, che per il ventennale del suo festival ha fatto avuto la lungimirante capacità di aggregare i due paesi e di proporre e costruire un dialogo attivo anche in ambito istituzionale. 
Grazie a questi buoni uffici, il Sindaco di Monopoli, Angelo Annese, ha accolto gli illustri ospiti, aprendo loro le porte della casa comunale,  mostrando grande cordialità oltre che sintonia istituzionale nell'ambito delle politiche culturali e dello sviluppo del territorio. 
La delegazione provenite da Yerevan ha poi visitato gli studi televisivi della prestigiosa emittente locale Canale 7, dove si è concessa ad un'intervista condotta da Gianni Tazariello(link dell'intervista sul sito di Canale 7)

Foto ufficiale della visita nella casa comunale di Monopoli 

I millenari rapporti tra l'Armenia e l'Italia sono sempre mantenuti saldi dalla presenza per l'occasione Comunità Armena di Barese che ieri è intervenuta, sempre più affiatata,  a salutare gli ospiti, e ad abbracciare - come sempre accade - i rappresentanti istituzionali provenienti dall'Hayastan (La MadrePatria). 


rappresentanza della Comunità Armena di Bari davanti al Cinema Vittoria di Monopoli

In particolare sono stati presenti Rupen Timurian, decano della Comunità armena di Bari, Tito e Mariam Siranush Quaranta Lilossyan, Kegham e Angela Boloyan, l'avvocato e ricercatore Girolamo PanuzioSimona Dobrescu, corrispondente da Bari della rivista rumena  Araratonline e Carlo Coppola del Centro Studi "Hrand Nazariantz" di Bari.


23 marzo 2019

Italian Design Day 2019 a Yerevan grande successo tra workshop e approfondimenti


L’Ambasciata d’Italia a Erevan ha organizzato, nei giorni 21 e 22 marzo, una serie di eventi in occasione del Italian design day 2019
Per la prima volta in Armenia è stato previsto un workshop interamente dedicato all’architettura italiana in ambito contemporaneo. 

il Vice Ministro dell'Istruzione Grisha Tamrazyan
All'evento hanno partecipato l'Ambasciatore straordinario e plenipotenziario d'Italia alla Repubblica Italiana in Armenia Vincenzo Del Monaco - principale responsabile delle iniziative - Vice Ministro dell'Educazione della Repubblica di Armenia Grisha Tamrazyan, Vicepresidente del Comitato statale per lo sviluppo urbano Armen Ghularyan, una delegazione di architetti dall'Italia, il presidente della Camera degli Architetti dell'Armenia Mkrtich Minasyan, il Rettore e i docenti dell'Università Statale di Architettura Armena oltre ad architetti, designer e studenti.
L'Ambasciatore d'Italia a Yerevan Vincenzo del Monaco durante il suo discorso alla NUACA
Accogliendo i partecipanti, il Rettore del  NUACA Gagik Galstyan ha ringraziato l'Ambasciata italiana, per aver voluto per la terza volta, coinvolgere, la sua università in iniziative di grande importanza. Tale collaborazione - ha continuato il rettore - rappresenta  un grande onore  istituzionale ed è un piacere professionale, perché consente di ospitare ben noti architetti italiani, consentendo agli studenti di conoscere il moderno design italiano e innovazioni in architettura provenienti dal Bel Paese.

Parlando delle funzioni dell'architettura moderna, l'Ambasciatore del Monaco - che si è dimostrato ancora una volta straordinariamente competente  nella polisemia dei campi del sapere - ha osservato essa dovrebbe essere diretto alla protezione della vita e all'ambiente. In questo contesto sono indirizzate, ha sottolineato, la mostra di architetti italiani dal titolo "Città intelligente", nonché conferenze in programma nell'ambito dei giorni 

Dal canto loro anche il Vice Presidente del Comitato di Stato per lo Sviluppo Urbano Armen Ghularyan e dal Vice Ministro dell'Istruzione della Repubblica di Armenia Grisha Tamrazyan hanno sottolineato nel contesto di un ulteriore rafforzamento dei legami culturali armeno-italiani. Il vice ministro ha affermato che questa è un'ulteriore opportunità per gli studenti di conoscere i risultati ottenuti nel mondo nel campo dell'architettura e del design.

A corollario dei lavori è prevista l’inaugurazione della mostra con i progetti premiati degli architetti presenti. 
L’insieme di tutte queste iniziative è stata racchiusa in icona Qr che è stata esposta pubblicamente in tutte le istituzioni collegati all'iniziativa e dislocate nella città di Erevan. Attraverso la lettura del Codice Qr si aprono, infatti, una serie di collegamenti multimediali, facili da recepire e di grande impatto, tra cui quello di #VIVEREALLITALIANA con un bel video suggestivo ed elegante sulle bellezze d'Italia, che riesce a risultare assai godibile per l'assenza di retorica e la discrezione nell'approccio estetico.



22 marzo 2019

La Regione Lazio dopo un iter di ben 19 anni Riconosce il Genocidio armeno.

Siamo molto lieti che la Regione Lazio abbia riconosciuto pubblicamente il Genocidio Armeno dopo un iter iniziato ben 12 anni fa. Da allora molte cose sono cambiate nella Comunità Armena in Italia, ma anche nell'approccio della Repubblica d'Armenia alla Diaspora. In tanti non ci sono più, non solo, perché epurati dai sistemi politici armeni e italiani, ma anche perché l'"incipiente aetate" per dirla con Papa Benedetto XVI, li ha costretti al ritiro o avviati alla Soglia di Dite.

Siamo grati all'architetto Vahe M. Vartanian dell'Associazione Zatik di averci fornito memoria storica del percorso iniziale che ha portato a questo riconoscimento e che non spunta oggi come un fungo inatteso d'autunno, ma come un bel bocciolo profumato di questa assolata primavera, le cui radici per dovere di cronaca vanno riconosciute. Si è, infatti, trattato di un processo lungo e assai articolato non privo di zone d'ombra e di opportunità politiche che previde, anni fa, l'istituzione di una commissione di studio voluta dall'allora Ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia Gagik Baghdassaryan. A tale commissione fu consentita l'attiva partecipazione delle associazioni armene presenti sul territorio italiano, che apportarono un grande contributo alla stesura del documento, pur nel loro pluralismo e nelle differenti visioni politiche.

21 Febbraio - Mozione per il riconoscimento del genocidio Armeno presentata alla Regione Lazio con la collaborazione dell’On. Gigliola Brocchieri. Vedi Allegato - Vedi Allegato modificato e ripresentato il 22 marzo 

 2007 dal Vice presidente della Regione Lazio On. Bruno Prestagiovanni


05 04 2007 - Vice Pes. della Regione Lazio presenta una MOZIONEper il riconoscimento del Genocidio del Popolo Armeno.
M O Z I O N E 
OGGETTO: Genocidio del Popolo Armeno.

PREMESSO
Che gli armeni sono un popolo le cui terre d’origine, un tempo dieci volte più estese dell’attuale Repubblica d’Armenia, nel corso dei millenni sono state contese da vari Imperi.
Che, all’inizio nel XIX secolo, il popolo armeno si trovò diviso tra l’Impero Russo e quello Ottomano, da antica data in lotta fra loro.
Che l’Impero Ottomano nel 1895 ordinò l’esecuzione di 300.000 Armeni, e nel 1909 i massacri ripresero grazie all’ascesa del movimento “Giovani Turchi”, in nome della purezza razziale ottomana.
Che durante la Prima Guerra Mondiale, tra il 1914 e il 1915, il Comitato Centrale del partito Unione e Progresso decise lo sterminio sistematico degli Armeni. Il popolo armeno fu fatto oggetto di un vero e proprio genocidio la prima operazione di “pulizia etnica” scientificamente deliberata ed organizzata da un governo, e messa in opera da esercito, polizia, magistratura, unità operative segrete.
Che il tragico bilancio di quel piano criminale risultò nello sterminio di un milione/un milione e mezzo di Armeni, eliminati nelle maniere più atroci. I due terzi della popolazione armena residente nei territori dell’Impero Ottomano venne soppressa, e circa 100.000 bambini vennero prelevati ed allevati da famiglie turche o curde, smarrendo la propria fede e la propria lingua.
Che la caduta del regime ottomano e la nascita della Repubblica di Turchia non cambiò la situazione: tra il 1920 e il 1922, con l’attacco alla Cilicia Armena ed il massacro di Smirne, il nuovo governo portò a compimento il genocidio.


CONSIDERATO
Che lo Stato Turco si rifiuta categoricamente di riconoscere ufficialmente il genocidio degli Armeni, al contrario di quanto hanno fatto Germania ed Austria riconoscendo il genocidio degli Ebrei.
Che il 18 giugno 1987 il parlamento europeo ha affermato che la Turchia non può diventare Stato membro dell’Unione Europea senza aver prima riconosciuto la responsabilità di tale genocidio.
Che le istituzioni pubbliche degli Stati, ivi compresa l’Italia, hanno il dovere di proclamare con forza e ricordare questa verità storica, riconoscendo ufficialmente quel tragico genocidio. 

Che la Commissione dei Diritti dell’Uomo dell’ONU nel 1985, il Parlamento Europeo nel 1987, oltre a numerosi Paesi (e alla stessa Corte Marziale Ottomana fin dal 1919), hanno riconosciuto formalmente lo sterminio del popolo armeno come genocidio.
Che nel novembre del 2000 la Camera dei Deputati ha riconosciuto il genocidio Armeno approvando una mozione che impegnava il Governo italiano a riconoscere il genocidio del popolo Armeno.
Che nel Lazio non ha trovato alcun seguito una mozione già presentata, il 21 febbraio 2001, in senso analogo alla presente, dal Cons. Regionale G. Brocchieri, alla stesura della quale avevano collaborato numerose associazioni che operano attivamente in Italia per promuovere la conoscenza della storia del genocidio armeno: l’Associazione della Comunità Armena di Roma e del Lazio, l’Associazione di volontariato “Amici dell’Armenia”, il Comitato per la Foresta dei Giusti – Sezione Armena, lo Hay-Dun (Casa Armena), e l’Unione degli Armeni d’Italia.
Che il Pontefice Giovanni Paolo II ha ricevuto in Vaticano il Patriarca degli Armeni, ricordando quel genocidio che tanti martiri ha creato nel Clero e nella popolazione.
Che il patrimonio architettonico cristiano armeno, presente in Turchia in modo significativo, versa oggi in uno stato di degrado tale da destare viva preoccupazione in tutti i maggiori esperti internazionale del settore (a tutt’oggi avvengono requisizioni e profanazioni degli edifici di culto cristiano appartenuti agli Armeni).

Tutto ciò premesso e considerato

IL CONSIGLIO REGIONALE IMPEGNA

LA GIUNTA REGIONALE

A esprimere piena solidarietà al popolo Armeno nella sua lotta per il riconoscimento della verità storica e per la difesa dei suoi diritti inviolabili.
A chiedere che il Parlamento Italiano possa impegnare – nella sua interezza: anche nel ramo del Senato, oltre alla Camera dei Deputati – il Governo italiano a riconoscere formalmente lo sterminio del popolo Armeno come genocidio, affiancando così l’Italia agli altri Stati che l’hanno già fatto.
A porre in essere ogni possibile iniziativa volta a diffondere i drammatici trascorsi storici della popolazione Armena – in primo luogo inserendo la storia del genocidio armeno nei libri di testo scolastici.
A considerare la possibilità di istituire un museo sul genocidio del popolo Armeno, nonché che il genocidio armeno venga ufficialmente riconosciuto in una Giornata Nazionale su tutti i Genocidi, alla stregua di quella istituita in memoria del genocidio del popolo Ebraico.
Ad intervenire presso gli organismi preposti alla cura ed alla salvaguardia dei monumenti artistici, storici e di culto, affinché vengano sollecitati e responsabilizzati i Governi – specificamente quello Turco – nei cui territori si trova il patrimonio architettonico Cristiano armeno, che versa in stato di grave degrado.
A invitare il Parlamento Europeo ad attivarsi affinché la Turchia, candidata a far parte dell’Unione Europea, riconosca formalmente e condanni il genocidio del popolo Armeno.

On. Antonio Cicchetti - On. Bruno Prestagiovanni
(data e il N° di presentazione 22 marzo u.s. (reca il n. 214) 
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00163 Roma, -Va della Pisana 1301
Consiglio regionale del Lazio
Gruppo Alleanza Naziona
V.V

Kistobad - azienda leader nell'hand made shoes Made in Armenia - in un servizio giornalistico di Canale 1

In Armenia proseguono finalmente gli sviluppi della tecnico pratici manifattura interna. Il territorio e le sue fabbriche non sono più solo porto franco per contoterzisti di mezzo mondo ma dalla Repubblica partono iniziative di sviluppo dei marchi del cosiddetto Made in Armenia
Ce ne eravamo accorti la scorsa estate ascoltando le parole del varchapet Nikol Pashinyan, che aveva affermato di voler preferire i prodotti dei brand made in Armenia, sopratutto durante le sue uscite pubbliche internazionali, mettendo così a disposizione la propria immagine come principale testimonial di una rete di attività produttive della Madrepatria. In quell'occasione avevamo fatto riferimento alle scarpe indossate dal Primo Ministro, durante un incontro pubblico a Bruxelles, suscitando la curosità della stampa locale.
La prima volta che personalmente ci siamo recati in Armenia, fu per noi una grande sorpresa negativa, scoprire che le attività produttive armene erano poche, e in ogni contesto si potevano acquistare soprattutto prodotti di importazione da qualunque paese. Nel 2015 alcuni negozi hanno iniziato ad esporre un marchio specifico che dichiarava che nessun prodotto da loro venduto era stato realizzato in Turchia.
In ogni caso il made in Armenia era riservato solo ad alcuni prodotti del settore agro alimentare, come formaggi stagionati e semi-stagionati, alcune qualità di frutta e verdura,  pane e salumi, birre e vini, peraltro mal pubblicizzati, e privi di un marchio di tutela. Accanto a questi prodotti, come mosche bianche spuntavano, rarissime, alcune aziende produttrici di beni di lusso. 
Il lettore immagini il mio disappunto, sommato però ad una punta di specifica indignazione leggendo nomi pseudo italiani dati a prodotti di ogni genere. In realtà tra pizze di Verona, e imparabili nomi italiani dati ai negozi di vestiti, o pelletteria, sembrava di essere a contatto con le tartarughe ninja (Donatello, Raffaello e Michelangelo)  tanto da farmi pensare - come nel film Quo Vado - "Non si pronuncia il nome dell'Italia invano". 
Invero, tra le mie prime informazioni circa l'Armenia millenaria essa era una delle patrie mondiali dell'artigianato di qualità: pizzi, tappeti, merletti, mosaici, scarpe, vini, birre e olio, vasellame dipinto. 
Cinque anni fa la prima volta che ho messo piede in Armenia non c'era quasi più traccia di tutto questo. Il made in Armenia si contava sulle punta delle dita di una mano. Poche aziende, molte tasse, molta fatica, e rischio imprenditoriale altissimo, stando sempre attenti che qualche oligarca, non si innamorasse troppo del prodotto, e in qualche modo, non cercasse di soffiare l'azienda, magari in combutta sedicenti uomini d'affare stranieri, da cui a loro volta avrebbero sottratto il becco d'un quattrino. 
premio conquista da Kristobad nel 2014
come miglior brand armeno dell'anno
Ma diamo il bandiamo alle tristia e valutiamo positivamente quel che accade di buono.
Quest'oggi il notiziario del primo canale televisivo armeno lurer.1tv ha trasmesso un servizio giornalistico su una  azienda che da anni si impegna per far rifiorire il made in Armenia. Si tratta di Kristobad. 
L'azienda è nata dall'iniziativa di due famiglie Kristosduryan e Badalyan, che a costo di sacrifici e ingenti investimenti personali hanno iniziato, passo dopo passo, a realizzare un marchio di scarpe fatte a mano made in Armenia, oggi fra i più apprezzati per la capacità di innovazione, la qualità manifatturiera, la variegata scelta delle materie prime. L'azienda era partita con un solo dipendente, oggi dopo 5 anni, ne conta 40 e vende i propri prodotti in varie parti del mondo, con prospettive di espansione in Russia e negli Stati Uniti. Kristobad nasce dall'idea di Mher Kristosduryan e Armen Badalyan, rispettivamente un laureato e plurispecializzato in design e un laureato in economia e management.  Avevano iniziato a progettare, disegnare fabbricare e vendere scarpe maschili in pelle e cuoio, poi sono passati agli accessori, come borse, cinture, borselli e guanti. Successivamente l'azienda si è affacciata anche al mercato femminile realizzando prodotti sia di gusto post-sovietico che europeo e americano. Entro la fine dell'anno, il piano di espansione industriale prevede di continuare l'esplorazione del settore della pelletteria, introducendo nel processo produttivo anche i cappotti.
I sacrifici imprenditoriali, la capacità di accettare nuove sfide e la qualità dei materiali, la competitività del designer, tutti in costante aggiornamento e studio, hanno ottenuto buoni riscontri, non solo in termini di ricavati economici ma anche di visibilità, come ha dimostrato nel corso del tempo l'interesse da parte di illustri clienti. A parlare - nel servizio giornalistico realizzato da Lilit Daniyelyan non sono, in tal modo i direttori dell'azienda, ma i capi delle maestranze, ottimi testimoni della serietà del loro lavoro. 

20 marzo 2019

Gemellaggio Italo-Armeno a Monopoli il 29 marzo 2019



Sarà il 29 marzo 2019 la giornata dedicata al gemellaggio italo-armeno all'interno del SUDESTIVAL giunto quest'anno al suo ventennale. 

In sala saranno presenti autorità Pugliesi e Armene tra cui: Angelo Annese, sindaco della Città di Monopoli, il Ministro della Cultura Armeno, l’Ambasciatore Italiano a Yerevan Vincenzo Del Monaco, il Presidente del GAIFF Pro Harutyun Khachatryan / Հարություն Խաչատրյան, il regista Piero Marrazzo nonchè Capo redattore sede Rai in Medio Oriente, Loredana Capone, Assessore Industria turistica e culturale della Regione Puglia, Carlo Coppola, Presidente del Centro Studi "Hrand Nazariantz", Viviana del Bianco, direttrice artistica del N.I.C.E. New Italian Cinema Events, Chiara Valenti Omero, presidente Shorts International Film Festival e Afic - Associazione Festival Italiani di Cinema.

Biglietti disponibili presso il botteghino del Cinema Vittoria - Ingresso 6€

La prima parte dell'evento si terrà dalle 9:00 alle 12:00 ed è riservata agli studenti.

Nel pomeriggio, invece, si terranno le proiezioni aperte al pubblico secondo il programma che segue:

ore 17:00 – Proiezione di Armenia! di Francesco Fei (41’)
ore 17:45 – La direttrice Chiara Valenti Omero introduce lo Spazio Shorts International Film Festival e la proiezione di Matria di Álvaro Gago corto vincitore dell’edizione 2018 (21’)
ore 18:15 – La direttrice Viviana del Bianco introduce lo Spazio N.I.C.E. New Italian Cinema Events e la proiezione del film “Premio della città di Firenze: EASY – Un viaggio facile facile di Andrea Magnani (91’).
ore 20:00 – Piero Marrazzo introduce la proiezione del suo documentario I figli dell’Ararat, l’avamposto (67’).
ore 22:30 – Cinzia Masotina, responsabile Sezione Sudestival DOC, e Brunella Filì, autrice, introducono Alla salute di Brunella Filì (75’).
ore 23:40 – Omaggio a Charles Aznavour - Proiezione di Tirate sul pianista di François Truffaut, 1960 (92’).

19 marzo 2019

"Նա է, ասում են / È lei, dicono" di Shushanik Kurghinian

La gratitudine di una moglie, madre e attivista politica nei confronti dell'uomo amato, intellettuale anche lui. Egli seppe sempre stare sempre un passo di lato rispetto all'amata moglie, considerata iniziatrice del movimento femminista armeno. Poetessa giornalista, promotrice dei diritti umani, in un momento storico in cui la parola socialdemocrazia aveva un senso ed era forse l'unica speranza di vita in un mondo di sopraffazione. 

Dedico questa traduzione a Arshak Kurghinian.



Նա է, ասում են

Նա՜ է, ասում են . . . բանաստեղծուհին -
Եվ լո՜ւռ, ակնապիշ նայում են դեմքիս.
Ոմանք հիասթափ մնում են՝ որ հին
Տձեւ ու անզարդ շորեր կան հագիս։

Նա՜ է, ասում են . . . բանաստեղծուհին -
Անսովոր ոչինչ՝ կին է հողեղեն . . .
Օ՜ մարդիկ գուցե տեսնե՞լ կուզեին
Ուսերիս թեւեր, դեմքս՝ լուսեղեն . . .

Դու ոչի՛նչ չասիր . . . բայց դու տեսար ինձ.
Ձեռքս բռնեցիր դողդոջուն եւ հեզ -
Այդ ակնթարթում իմ անկեղծ սրտից
Այնպե՜ս ջերմագին սիրեցի ես քեզ . . .

10 հունիս, 1907


È lei, dicono 

È lei, dicono, il poeta,
e fissi intensamente il mio viso in silenzio.
Alcuni sono delusi nel vedermi
nel mio vestito vecchio, senza forma e semplice.

È lei, dicono, il poeta,
niente di strano, lei è solo una donna mortale.
Forse la gente vorrebbe vedere
ali sulle mie spalle, il mio volto che emette raggi.

Non hai detto niente, ma mi hai guardato
mi hai preso la mano, tremante e docile.
In quell'istante, dal più profondo del mio cuore
Ti ho amato così...




18 marzo 2019

Il Ministro Hakob Arshakyan ha incontrato l'Ambasciatore d'Italia Vincenzo del Monaco


Ministro dei Trasporti, della Comunicazione e delle Tecnologie dell'Informazione Hakob Arshakyan ha ricevuto l'Ambasciatore d'Italia in Armenia Vincenzo Del Monaco, la notizia è stata comunicata dalle fonti del suddetto ministero alla stampa.


Durante la riunione il Ministro Arshakyan ha toccato i temi dell'effettiva cooperazione tra i due paesi nel campo della costruzione delle infrastrutture stradali e ha espresso il desiderio di approfondire ulteriormente tali relazioni, oltre a stabilire ed implementare la collaborazione nel settore delle high tech.


A sua volta, l'Ambasciatore italiano ha ringraziato per l'accoglienza e si è congratulato con il nuovo per i passi positivi realizzati dal governo armeno, affermando che l'Armenia e l'Italia hanno relazioni molto positive nei settori dei trasporti e della costruzione stradale, ma anche in diversi altri comparti dell'economia. Ha affermato che esistono tutte le opportunità per intensificare ulteriormente le partnership tra i due Stati amici.

Il ministro Arshakyan ha detto che la parte armena è alla ricerca di un buon partner, nella persona delle aziende italiane, e guarda le considera un partner molto affidabile nel campo dell' hi Tech. Ha quindi proposto di organizzare un business forum armeno-italiano realizzare un confronto fra le società specializzate nel settore.

L'Ambasciatore ha detto che ci sono molti progetti interessanti in Italia nel settore della tecnologia, le startup stanno attivamente sviluppando e la smart city è la filosofia del settore tecnologico.

I rappresentati dei due paesi hanno anche toccato il tema del Congresso mondiale sulle tecnologie dell'informazione (WCIT 2019) che si terrà in Armenia tra il 6 e il 9 ottobre. Il ministro armeno ha ribadito l'importanza della partecipazione delle aziende italiane a questo evento e rinnovato l'invito.

Durante l'incontro, le parti hanno raggiunto un accordo per sviluppare una tabella di marcia comune.

17 marzo 2019

Shushanik Kurghinian: iniziatrice del Movimento Femminista armeno





Tempo fa, scorrendo le pagine del mio immancabile Hrand Nazariantz ho individuato una sua lettera in lingua armena a una donna che egli tratta con familiarità e amicizia. Subito dopo un simile tono egli lo usa anche nei confronti del marito di lei. 

Dopo un po' di ricerche ho individuato chi fosse la personalità femminile in questione, e non mi sono sorpreso a scoprire che si trattava di una delle più luminose figure femminili armene del Novecento. 
Sto parlando di Shushanik Kurghinian

Di Lei ho curato la prima bozza della pagina wikipedia in lingua italiana che qui ripropongo.


Shushanik Kurghinian

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Shushanik Kurghinian
Shushanik Kurghinian (in armeno Շուշանիկ Կուրղինյան; Gyumri18 agosto 1876 – Erevan24 novembre 1927) è stata una scrittricepolitico e giornalista armena.

Shushanik Kurghinian (armeno: Շուշանիկ Կուրղինյան, 18 agosto 1876 - 24 novembre 1927) la sua poliedrica attività di scrittrice, giornalista e polemista la fecero diventare un elemento catalizzatore nello sviluppo della poesia socialista e dell'intera ideologia femminista dell'Unione Sovietica.[1]
Nacque col nome di Shushanik Popoljiants a Alessandrapoli, oggi Gyumri, in Armenia, in una famiglia di artigiani. La giovane Shushanik ha beneficiato dell'espansione dell'educazione armena alla classe operaia e ha frequentato una scuola elementare femminile in un monastero locale, prima di frequentare la Scuola Femminile Arghutian di |Alessandrapoli. Nel 1895 studia in un ginnasio russo, una delle tante scuole istituite dallo zar Alessandro III per russizzare il Caucaso e allargare i confini della Russia imperiale. Sin dalla scuola le ambizione letteraria di Kurghinian crescono e lei viene incoraggiata dai suoi insegnanti.
La sua prima poesia fu pubblicata nel 1899 nel 1900 il suo primo racconto apparve sulla rivista "Aghbyur". Dopo aver fondato il primo gruppo politico femminile legato al Partito Socialdemocratico Hunchakian ad Alessandrapoli, Kurghinian fuggì a Rostov sul Don per sfuggire agli arresti del regime zarista. Il suo primo volume di poesie, "Suono dell'Alba", è stato pubblicato nel 1907, e una delle sue poesie da questo volume, "The Eagle's Love", è stata tradotta e inclusa nella seconda antologia di Alice Stone Blackwell dal titolo "La Poesia armena: Resa in versi inglesi"(1917).[2]
A ventun'anni sposò Arshak Kurghinian, un membro della clandestinità socialista nel Caucaso. Nel 1903 si trasferì a Rostov sul Don con i suoi due figli, mentre Arshak rimase ad Alessandrapoli. Sperimentando le sempre maggiori difficoltà e la povertà, Kurghinian si immerse nell'ambiente rivoluzionario russo e alcune delle sue poesie più potenti furono scritte tra il 1907 e il 1909, durante gli anni della sua affiliazione con il proletariato clandestino di Rostov.
"Arshaluysi ghoghanjner" (Suono dell'Alba), il suo primo libro di poesie fu pubblicato a Nor Nakhichevan, quartiere armeno di Rostov sul Don nel 1907. Fu una risposta diretta alla fallita rivoluzione del 1905 e fu pubblicato con l'aiuto di Aleksandr Myasnikyan. Il secondo volume di Kurghinian fu pesantemente criticato e respinto dalla censura zarista. 
Dalla fine degli anni '10 alla Rivoluzione di ottobre, continuò a scrivere e partecipare a progetti sociali, ma le sue attività letterarie si ridussero drasticamente a causa della sua salute fragile. Nel 1921, l'anno dopo la sovietizzazione dell'Armenia, tornò a Alessandropoli, sua città natale. 
Nel 1925 si recò a Kharkov e a Mosca per cure mediche e tornò a casa delusa. Nel 1926, dopo il terremoto di Alessandrapoli, si stabilì a Yerevan, dove fu accolta con grande entusiasmo dai circoli letterari. A causa di complicazioni di salute, Kurghinian morì all'età di cinquantun anni a Yerevan il 24 novembre 1927. 
Fu sepolta nel Cimitero del Komitas Pantheon a Yerevan.

COLLEGAMENTI ESTERNI

NOTE

^ Victoria Rowe, A History of Armenian Women's Writing, 1880–1922 (London: Cambridge Scholars, 2003), page 170. ISBN 1-904303-23-4.
^ Alice Stone Blackwell, "Armenian poems, rendered into English verse"

Firmato il Memorandum di intesa tra Golden Apricot Festival di Yerevan e il Sudestival

D'ora in poi, il Golden Apricot Yerevan International Film Festival avrà una finestra  all'interno del Sudestival  di Monopo...

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