Archivio - Արխիվ

15 giugno 2009

Se indichi la Luna gli stupidi non guardano il dito


Sono davvero scandalizzato e indignato da Martelive sezione Teatro dall'andamento della serata svoltasi a Bari nel giungo 2009 dalla conseguente organizzazione e selezione. Di questo passo finiremo per vedere a teatro solo i capitoni nostrani nelle nuove pescherie sovvenzionate dall'ETI!
Non si tratta di svecchiamento, come qualcuno sostiene, ma di idiozie messe in scena con nessuna abilità nella coscienza ottenebrata da lune e falò, da organizzatori che comprano spettacoli immondi carichi di sensazionalismo, e passano il tempo a pomiciare in ex sale danzadi ex teatri, ora discoteche.
Anche io e altre giovani realtà abbiamo cercato spazi avendo potendo vantare competenze accertate di tutti i tipi, avendo e tutte le qualità, le abilità acquisite in anni di ricerca e lavoro, e ci siamo sempre visti superare da gente che si improvvisa a vomitare in scena, a lottare con capitoni a ficcarseli nel sedere, o a trovare analogie tra Obama e Mussolini tra fasci littori, simboli massonici e potere mondiale manco il peggior dei siti internet cercatore di complotti mondiali.
Se è quella la nuova ricerca del teatro italiano posso consigliare un testo di Fritz Fischer "Assalto al potere mondiale" che spiega in modo almeno razionale le tecniche e le modalità delle colpe tedesche nel primo e nel secondo conflitto mondiale.
E poi chissà perché l'ignoranza di chi giudica e gli apparentamenti sospetti fanno emergere queste realtà e non la mia e quella di altri. Sono le realtà da te sottintese che trasformano l'ETI in finanziatori di pescherie con la complicità di molti centri di produzione dislocati sul territorio, che in tempi ormai molto lontani nel tempo e nello spazio, rappresentavano un punto di eccellenza e oggi solo un coacervo di carni putride e varie pescherie.
Intelligenti Pauca!

01 giugno 2009


Sonnet XXI [by William Shakespeare]



So is it not with me as with that Muse,
Stirred by a painted beauty to his verse,
Who heaven itself for ornament doth use
And every fair with his fair doth rehearse,
Making a couplement of proud compare
With sun and moon, with earth and sea's rich gems,
With April's first-born flowers, and all things rare,
That heaven's air in this huge rondure hems.
O! let me, true in love, but truly write,
And then believe me, my love is as fair
As any mother's child, though not so bright
As those gold candles fixed in heaven's air:
Let them say more that like of hearsay well;
I will not praise that purpose not to sell.


traduzione Sonetto XXI di William Shakespeare


Io non sono come quella Musa ispirata alla poesia da bellezze artefatte, che usa come ornamento il cielo stesso ed ogni beltà compara al suo splendore, raggruppando in solenni paragoni sole, luna, terra e del mar le ricche gemme,i primi fiori dell'Aprile e quanto di prezioso racchiude il firmamento in questa immensa volta.
Onesto in amore, permettete ch'io scriva il vero e poi credetemi, il mio amore è bello quanto il figlio di ogni madre, anche se non brilla come quei lumi d'oro fissi nel firmamento: lasciate esagerare chi ama frasi di grande effetto;io non vanterò chi non intendo vendere.