27 giugno 2012

Սաղմոս 79 - Salmo 78 (79) Signore, non trattarci secondo i nostri peccati.


Asaph era un importante cantore levita e un veggente alla corte di David. Poeta sacro ebreo, era il figlio di Berachiah della famiglia levitica di Ghershon. 
Asaph è protagonista del Libro Biblico delle Cronache. Viene descritto come il capo dei leviti incaricati di prestare servizio davanti all'arca del Signore, e lui e i suoi fratelli vengono incaricati di Cantare canti del ringraziamento al Signore. I discendenti di Asaf formarono un'importante gilda di cantori del tempio nella ricostruzione dopo l'esilio. Tanto "Figli di Asaf" divenne sinomimo stesso di cantori del Tempio. Da Asaf vengono dunque gli Asafiti, e uno di loro Uzzi, che viene nominato sorvegliante dei leviti a Gerusalemme durante la ricostruzione del tempio.

Սաղմոս

79։1-13

Ասափի երգը։
  Ո՛վ Աստված, ազգերը մտան քո ժառանգության մեջ+,Քո սուրբ տաճարը պղծեցին+Եվ Երուսաղեմը ավերակների կույտ դարձրին+։  Քո ծառաների դիակները որպես կերակուր տվեցին երկնքի թռչուններին+,Քեզ նվիրվածների մարմինը՝ երկրի գազաններին+։  Նրանց արյունը ջրի պես թափեցինԱմբողջ Երուսաղեմում, և չկար մեկը, որ թաղեր նրանց+։  Մեր հարևանների առաջ նախատինք դարձանք+,Մեր շուրջը եղողների համար՝ ծաղրուծանակ+։  Մինչև ե՞րբ, ո՛վ Եհովա, պիտի բարկանաս։ Հավիտյա՞ն+։Մինչև ե՞րբ պիտի քո զայրույթը կրակի պես բորբոքվի+։  Թափի՛ր ցասումդ ազգերի վրա, որոնք քեզ չեն ճանաչում+,Եվ թագավորությունների վրա, որոնք քո անունը չեն կանչում+,  Որովհետև նրանք կերան Հակոբին+Եվ նրա բնակավայրը ամայացրին+։  Մի՛ պատժիր մեզ մեր նախնիների անօրենությունների համար+։Շտապի՛ր։ Թող քո ողորմությունը դիմավորի մեզ+,Որովհետև մենք խիստ հյուծված ենք+։  Օգնի՛ր մեզ, ո՛վ մեր փրկության Աստված+,Քո անվան փառքի համար+,Ազատի՛ր մեզ ու ների՛ր մեր մեղքերը քո անվան համար+։10  Ինչո՞ւ ազգերն ասեն. «Ո՞ւր է նրանց Աստվածը»+։Թող որ մեր աչքերը տեսնեն, թե ինչպես ազգերի մեջ հայտնի կդառնա+Քո ծառաների թափված արյան վրեժխնդրությունը+։11  Թող գերության մեջ եղողի հառաչանքը քո առաջը գա+։Քո բազկի մեծության համեմատ կենդանի՛ պահիր մահապարտներին+։12  Յոթնապատիկ հատուցի՛ր մեր հարևաններին, իրենց ծոցը դիր+Այն նախատինքը, որով նրանք նախատեցին քեզ, ո՛վ Եհովա+։13  Իսկ մենք, որ քո ժողովուրդն ենք և քո արոտի ոչխարները+,Պիտի մեր երախտագիտությունը հայտնենք քեզ հավիտյան,Սերնդից սերունդ քո փառքը պիտի հռչակենք+։


Salmo. 
Di Asaf.

O Dio, nella tua eredità sono entrate le genti:
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto Gerusalemme in macerie.

Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli agli animali selvatici.

Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme
e nessuno seppelliva.

Siamo divenuti il disprezzo dei nostri vicini,
lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.

Fino a quando sarai adirato, Signore: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia?

Riversa il tuo sdegno sulle genti che non ti riconoscono
e sui regni che non invocano il tuo nome,

perché hanno divorato Giacobbe,
hanno devastato la sua dimora.

Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri!

Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome.

Perché le genti dovrebbero dire:
“Dov'è il loro Dio?”.
Si conosca tra le genti, sotto i nostri occhi,
la vendetta per il sangue versato dei tuoi servi.

Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la grandezza del tuo braccio
salva i condannati a morte.

Fa' ricadere sette volte sui nostri vicini, 
dentro di loro,
l'insulto con cui ti hanno insultato, Signore.

E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di generazione in generazione narreremo la tua lode.

10 giugno 2012

Il 15 giugno il coro del Papa in concerto nella Cattedrale di San Sabino a Bari


da http://www.lsdmagazine.com/il-coro-del-papa-in-concerto-a-bari-il-15-giugno/11138/

Coro della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”
Si è tenuta ieri mattina a Bari nel foyer del Teatro Petruzzelli la presentazione di un evento epocale per la città di Bari d’ambito musicale. Il prossimo 15 giugno alle 21, infatti, nella Cattedrale di San Sabino si svolgerà un concerto della più antica istituzione corale del mondo il Coro della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. A presentare l’evento, di estrema importanza non solo per la cultura religiosa, ma anche per quella laica e civile del nostro territorio sono intervenuti oltre al padrone di casa, commissario straordinario prof. Carlo Fuortes, il presidente del Teatro Pubblico Pugliese Carmelo Grassi, accomunati dall’origine salentina, e i monsignori Domenico Ciavarella e Antonio Parisi.
Mons. CiavarellaVicario Generale dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, ha esposto con tono istituzionale, l’importanza dell’iniziativa rivolta a celebrare il 25° anniversario di ordinazione episcopale dell’Arcivescovo Francesco Cacucci. Nel ricordare l’evento dell’Ordinazione episcopale di S.E. Cacucci, mons. Ciavarella ha ricordato le parole dette dall’allora padre Arcivescovo Mariano Magrassi, che imponendogli le mani, disse incoraggiandolo “Don Franco il Signore ti ha chiamato alla vita, ti ha chiamato al sacerdozio, ora ti chiama alla vita episcopale”. Sottolineando proprio la dedizione verso le iniziative culturali da parte di mons. Cacucci, il Vicario ha sottolineato come sia un atto dovuto quello di offrire all’Episcopo barese una grande manifestazione in suo onore ed ha poi ricordato come quest’anno sia fondamentale per la storia religiosa della chiesa barese poiché all’inizio del 2012 sono ricorsi i 400 anni dalla fondazione del seminario arcivescovile di Bari. Dopo mons. Ciavarella, ha preso la parola mons. Antonio Parisi, Direttore dell’Ufficio Musica Sacra dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto. Mons. Parisi ha spiegato la grande importanza del Coro della Cappella Musicale Pontificia “Sistina” , ricordando come esso nasca nella sua attuale struttura nel 1471 ad opera del Pontefice Sisto IV della Rovere che riportò in auge l’antica tradizione delle cappelle musicali della Basilica Vaticana scomparse con la Cattività Avignonese. In pieno Rinascimento il papa della Rovere nella sua straordinaria opera di rinvigorimento delle istituzioni ecclesiastiche diede vita al coro della Cappella che da lui prese il nome.
A dare però l’assetto odierno al coro fu però mons. Perosi, maestro di Cappella, che a partire dal 1898 introdusse nel coro fanciulli cantori, espellendone gli oramai esigui cantori evirati, affiancandoli ai falsettisti già facenti parte del coro. I Pueri Cantores della Cappella Sistina nella attuale configurazione vennero istituiti ufficialmente nel 1956. Vengono selezionati in Terza elementare, nella loro scuola d’origine, e chiamati successivamente ad un’ audizione. I ragazzi scelti affrontano cinque anni di canto, di cui uno preparatorio, dalla Quarta elementare alla Terza media. Proprio in omaggio al maestro Perosi i cantori eseguiranno la sua Ave Maria, il Qui operatus est, il Tu es Petrus. Successivamente oltre a proporre alcuni brani della tradizione gregoriana come il Nos Autem e il Christus factus es, intoneranno alcuni capolavori del più famoso dei cantori della Sistina, Pierluigi da Palestrina, tra questi il Popule meus e il memorabile Stabat Mater.
La Cappella è attualmente composta da venti cantori adulti, maestro Don Massimo Palombella, e da circa trentacinque “Pueri Cantores”. Dipende dalla Prefettura della Casa Pontificia ed è presente durante tutte le Cappelle Papali. Il complesso corale, compatibilmente con le numerose Celebrazioni Papali, svolge attività concertistiche come quella che si terrà a Bari che si svolgerà con il sostegno della Fondazione Petruzzelli, il Teatro Pubblico Pugliese, Regione Puglia, Provincia di Bari e Comune di Bari oltre ai Fondi FESR destinati dall’Unione Europea alle attività culturali.
Per la serata del 15 giugno l’ingresso è libero ma data l’importanza dell’evento è prevista una folta affluenza di pubblico da ogni parte della regione.

09 giugno 2012

Si gira in Puglia “Ci vediamo domani” il film di Andrea Zaccariello con Enrico Brignano


http://www.lsdmagazine.com/11193/11193/


Ci vediamo domani
Nella splendida cornice della Masseria Lupoli sulla Provinciale Orimini-Grottaglie, in agro di Crispiano, si è svolta ieri pomeriggio la conferenza stampa del film “Ci vediamo domani” diretto daAndrea Zaccariello, che vede come protagonista di eccezione Enrico Brignano.


Attore co-protagonista è l’italo-americano Burt Young (pseudonimo di Gerald Tommaso De Louise) di chiare origini baresi. Young, anche noto come Jerry De Louise, è un poliedrico interprete la cui carriera spazia da collaborazioni con registi come Damiano Damiani in “Amityville Possession”, John G. Avildsen e Sylvester Stallone nella fortunata saga di “Rocky”, Sam Peckinpahn “Killer Elite” e in “Convoy-Trincea d’asfalto”, Sergio Leone nel suo ultimo capolavoro “C’era una volta in America”, fino a serie televisive come “Miami Vice”, “Walker, Texas Ranger”, “Law & Order”, “The Sopranos”.
Durante la conferenza stampa Enrico Brignano e Bart Young supportati dal regista Zaccariello, e dal produttore Giuseppe Pedersoli, figlio del “mitico” Bud Spencer, hanno raccontato la loro avventura in Puglia e qualcosa di questo film, giunto alla sua terza settimana di lavorazione.
Ci vediamo domani
Il punto di vista del personaggio interpretato da Brignano, che dimostra di essere un vero mattatore dentro e fuori e fuori dalla scena, è quello di un antieroe che fatica molto per non lavorare, la cui sconfitta è sempre dietro l’angolo.
Marcello Santilli è un uomo la cui vita è alla ricerca di una svolta attraverso il denaro facile, il cui sport preferito è giocare al Gratta e Vinci. Di fatto è una persona buona è irrequieta che un giorno legge sul giornale che in paesino del sud Italia tutti gli abitanti sono ultra ottuagenari. Decide allora di ipotecare la casa della nonna e aprire un’agenzia di pompe funebri. Un affare sicuro, spera lui, che ben presto si rivela un ennesimo buco nell’acqua perché nessuno muore.
Nel raccontare questa favola tragicomica, in cui  - promette Brignano - ci sarà anche da ridere, vi è, da parte dei relatori della conferenza stampa, anche una forte critica alla società contemporanea, arraffona e facilona. Il più duro in tale analisi è proprio Brignano che spiega come per lo studio del personaggio di Marcello Santilli si sia rifatto anche alla varia umanità che la trasmissione televisiva, di cui ha fatto parte in questa stagione, “Le Iene” ha individuato e smascherato.

L’attore romano, inoltre racconta del conflitto tra singolarità e pluralità di chi ha un cognome terminante al singolare, come il suo, ma che spesso viene declinato al plurale. Per Marcello Santilli il caso è l’esatto contrario. Spesso lo chiamano “Santillo” ed egli vorrebbe far valere l’idea di molteplicità presente nel suo cognome ma senza riuscirci in questo vi è un profondo conflitto uno dei motori interno del personaggio.
L’aspetto emozionale però è quello che viene maggiormente fuori dal racconto appassionato che fa Brignano. Il rapporto con gli anziani del paese è fondamentale tanto per l’attore quanto per il suo personaggio. Se Santilli sperava in una speculazione economica e finisce invece per essere sfruttato dai vecchi, Brignano si commuove davanti a loro rivedendo in essi padri, madri, zie, nonne.
L’attore ha perso, infatti, il padre da meno di un anno e a lui ha dedicato in una sorta di “Autodafé“, un volume e uno spettacolo autobiografici, nei quali racconta vita e i valori, capacità di impegno, amore per il lavoro che il padre gli aveva inculcato da strenuo lavoratore, “Povero ma bullo” come scrive in una didascalia ad una foto presente del libro “Tutto suo Padre”. In quel caso “bullo” è riferito ad un atteggiamento fisico Goliardico/Gagliardo con cui il padre e gli zii incedono pieni di gioventù incontro alla vita.
Ci vediamo domaniBurt Young poi precisa brevemente il suo ruolo, in questo caso non si tratta di qualcosa di pericoloso, e non si aspetta minacce o proteste da nessuno, come gli accadde nel 1978 per “Convoy - Trincea d’asfalto”  quando subì ritorsioni da parte delle Unions americane degli auto-trasportatori.
A concludere la conferenza stampa è un intervento di Luigi Perrone proprietario della Masseria Lupoli che ringrazia Apulia Film Commission, nella persona del consigliere Francesco Asselta, presente all’incontro con i giornalisti, il regista e tutte le maestranze per aver scelto la sua location ricca di storia millenaria e che da qualche tempo si proietta anche come naturale set cinematografico.

La Chiesa Armena Apostolica commemora le sofferenze di San Gregorio l'Illuminatore

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