è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

27 marzo 2014

Incendio della Chiesa di San Giorgio Martire a Bari

Le foto qui riportate sono di Sergio Chiaffarata che ringraziamo per la gentile concessione





Con Grande dolore a nome degli Amici della Comunità di Bari comunico che un grave incendio ha semi-distrutto la Chiesa di San Giorgio Martire a Bari. L'origine di questa, chiesa attribuita secondo alcune fonti alla presenza armena nella nostra città, resta incerta. Studi recenti, a partire dagli anni Sessanta, hanno dimostrato la scarsa possibilità di ricondurre ad origini armene questo sito, riconducendo ad altre zone rurali della Bari Medievale e al suo entroterra la presenza armena. Tale presenza è testimoniata ad esempio dal Codice Diplomatico Barese, e da altri documenti coevi. Si vedano ad esempio studi di Raffaele Licinio, Franco Porsia, Carlo e Franco Dell'Aquila e i numerosi interventi di indagine e pubblicistica più recente di Sergio Chiaffarata.

La perdita di un bene dal valore inestimabile come questo è  devastante per l'intero popolo barese, che come spesso capita in Italia di recente, ignora la Sua storia, più volte la denigra o la disprezza. Altre volte tale storia con le sue testimonianze finisce tra le grinfie e le pastoie di una burocrazia dei beni culturali che si arrovella tra il pubblico e il privato, cercando una via di uscita che non si trova se non con pesanti imbonimenti o prese di posizione dure al limite delle scontro.

Nella sua Visita Pastorale del 28 settembre 2013 a Bari  il responsabile spirituale della Chiesa Armena Apostolica d’Italia Padre Tovma Khachatryan aveva visitato la Chiesa Rupestre di San Giorgio, nella data in cui la Chiesa Armena ricorda la memoria liturgica del Santo. 

Nella medesima occasione, il rev.mo Hayr Tovma aveva pronunciato parole di incoraggiamento alla ristrutturazione del luogo, e recitato una preghiera ecumenica, alla presenza dei fedeli della Chiesa Apostolica Armena e di quella Cattolica Apostolica, ricordando la comunione delle due Chiese in nome dei Santi Gregorio Illuminatore evangelizzatore dell'Armenia e di San Giorgio Martire.

A partire dalla fine del 2012 alcuni esponenti della Comunità Armena Barese si sono recati più volte in pellegrinaggio alla Chiesa di San Giorgio, restando in preghiera e girando alcune importanti immagini che oggi forse restano ultima preziosa testimonianza di questo bene perduto dall'incuria e dal degrado. 

La stessa TelepaceArmenia, emittente televisiva in lingua armena dall'Italia, si preparava a trasmettere un servizio giornalistico al fine di promuovere una campagna di sensibilizzazione a favore di questo edifico di culto, con il contributo della comunità barese e in particolare del sign. Seiran Sarkisyan che da tempo è personalmente impegnato in tal senso, attraverso il suo blog Armeni in Italia e il suo canale Youtube 28.08.2013 Chiesa di San Giorgio.
Purtroppo i tempi e la buona volontà di tutti sono stati molto più lenti dei vandali.

@Le foto qui riportate sono di Sergio Chiaffarata che ringraziamo per la gentile concessione.

24 marzo 2014

Letter to Secretary General of UN, Mr. Ban Ki-Mon

APPELLO AL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU, BAN KI-MON

March 22, 2014
Mr. Ban Ki-Moon,
Secretary General of the United Nations
UN Headquarters
New York, NY 10017
Dear Mr. Secretary General:
The Kessab Educational Association of Los Angeles is seeking United Nations immediate intervention in Syria to protect the Christian Armenian minority living in their ancestral homeland in Kessab, Syria.
At the present time, there is a battle in northwestern Syria, at the border of Turkey. The ancient Christian-Armenian town of Kessab and its surrounding villages (population of 3,500) came under attack on Friday, March 21, as sniper gunfire and bombs from the hilltops surrounding Kessab hailed down on Kessab and its environs, damaging buildings, destroying streets and shattering windows. The Kessab Armenians were forced to flee from their ancestral homes and lands in the morning hours of March 21 and sought refuge in the nearby port city of Lattakia.
We are told from eyewitnesses in northern Syria that Turkey gave right of passage through their mountainous border with Syria to rebel forces that are battling the Syrian government troops. We also were told by eyewitnesses that external Turkish border troops have joined in the attack against the Syrian army.
Christian Armenians have lived peacefully in the northern Syrian region of Kessab for over four centuries, creating a beautiful agricultural eden in the foothills of the mountains that divide Syria and Turkey. During and after the Genocide of Armenians by the Turks in 1915, Syria took in tens of thousands of Armenian refugees, and Armenians have been law-abiding and productive citizens in Syria with no incident until today. It is a tragedy to see Armenians victimized yet again because of the indiscriminate violence and humanitarian calamity in Syria.
Various relief organizations in Lattakia are assisting the Armenians of Kessab, providing those with no family or friends in Lattakia with shelter and food at the Armenian Church and school facilities and Greek Orthodox Church. Many of the refugees were forced to flee with nothing more than their night clothes, unable to take with them official identification papers such as passports.
The principles of international humanitarian law require that all parties to the conflict, including opposition forces, promote conditions that would allow civilian populations to remain in their homes. All parties to an armed conflict must refrain from deliberate and indiscriminate attacks or strikes against civilians, should protect all civilians living in areas under their authority, including members of religious minorities, and facilitate the delivery of humanitarian assistance to them.
International humanitarian law also prescribes that all sides to an armed conflict have a responsibility not to intentionally attack, seize or cause damage to religious buildings, institutions or cultural property that are not being used for military purposes.
In the spirit of peace, international humanitarian law and respect for human rights, including those of religious minorities, we respectfully request:
• That the United Nations call for the immediate cessation of the bombardment of the Kessab region and the indiscriminate attack on its peaceful civilian population by rebels and Turkish border troops, which is in blatant violation of international human rights and humanitarian law;
• That the United Nations and its affiliated agencies intervene or otherwise ensure the physical safety and legal protection of the Kessab Armenians and of all Armenians and other religious minorities in Syria caught in the crossfire of this humanitarian calamity;
• That the United Nations provide humanitarian assistance to the displaced persons of Kessab and its surrounding villages (Karadouran, Sev Aghpiur, Baghjaghas, Eckez-Oloukh, Eskiuran, Dooz Aghach, and Chinarjek) who have been forcibly displaced from their ancestral homes, lands and livelihoods as a result of these bombardments and armed attacks;
• That the United Nations assist in the peaceful return and resettlement of Kessab Armenians to their ancestral homes, lands and livelihoods.
Respectfully,
Board of Directors
Kessab Educational Association of Los Angeles
Esther Tognozzi, chairperson
Vartan Poladian
Haig Chelebian
Anahit Yaralian
Hrach Marjanian
Soghomon Poladian
Krikor Terterian

Researching Center Hrand Nazariantz
support this Letter.

19 marzo 2014

Cara Mamma Rai, morto un don Peppe non si fa un Padre Pio

"... Chi ha visto la Fiction (Finzione), cosa penserà di noi? E' stato estremizzato tutto, per fare audience, in negativo. Di sicuro e parlo perché lo conoscevo bene, a Don Peppino non sarebbe piaciuto, il quale era un fiume piena di genuinità e sincerità senza artifici e finte poesie: Don Peppino è inimitabile per capacità ragionativa e dialettica oltre la norma. E tu da rivombrosa volevi accingerti a ciò? Sempre tu con tutto il cast, sei per me pronto per una nuova serie della fiction di rivombrosa che ti ha lanciato: promosso! "

grazie per la riflessione a mia cugina Daniela. 

...E dunque ieri sera l'attore ha affermato cose qualunquiste apprese da una sceneggiatura altrettanto ridicola, paragonando Casal di Principe ad una qualsiasi periferia napoletana di serie Z. 
Purtroppo la casalesità è molto più complessa di quanto uno scialbo qualunquista voglia dimostrare. Per capire quella attuale o meglio quella di pochi decenni fa rimandiamo alla lettura di "Nato a Casal di Principe", libro-intervista di Amedeo Letizia con Paola Zanuttini.
La RAI ancora una volta travisa, lasciando ai casalesi un'altra occasione persa, per rivendicare la bontà della parte migliore di una società che resta comunque in buona parte corrotta ancora oggi dai poteri forti e dallo Stato che si mette la maschera dell'Anti-Stato, per fare interessi di privati! Per capire questa società, si deve leggere la sociologia, non le cretinate d'occasione, e non guardare solo all'unica fiction RAI in cui il protagonista non assomiglia minimamente al personaggio che interpreta! Quindi qui, più che suggerisco la lettura del "Cammorrista" di Giò Marrazzo, suggerisco la lettura di "Le basi morali di una società arretrata" del sociologo americano Edward C. Banfield: si capiscono tante cose da come gli Americani ci guardavano negli anni '50/'60. Ci illuso di essere un po' più tecnologici ma siamo esattamente come allora! 
....Comunque l'abbiamo seguita, questa finzione (sic), cinematograficamente pura immondizia. Una sceneggiatura superficiale e neppure epidermica, scontata, banale, ridicola, che mostra personaggi vuoti e senza anima, ma la lor vuotezza è solo cattiva scrittura e non è un effetto voluto... ovvero da spernacchiarli sonorissimamente, e arcisonoramente ancora! A questo si aggiunga  qualche furbata ogni tanto, da strappar lacrime o voltar lo stomaco! 
E ancora sull'attore, non ci stupisce che egli abbia interpretato il Turco massacratore di Armeni... ma con tanto cuore, amore, calore e candore. Oggi torna a massacrare una storia, una vita, una comunità con la sua banalità sconfinata quanto il mare, gettando  il racconto stesso nel mare della mediocrità e del pressappochismo,  tanto da non aver studiato neppure l'accento o il modo di parlare, o se l'ha fatto l'ha fatto male. 
E alla fine così come fanno i contadini del "Sabato del Villaggio" leopardiano, plaudono i villici casalesi ad un cotanto strazio e non capiscono che li si prende in giro, li si vitupera nel loro essere, li si sfotte, sfotticchia e ci si fa beffa di loro, delle loro costumanze, pateticamente presentate, e presentate come "molto minchione assai" avrebbe scritto il Gadda del pastiche. Sono villici appunto, massacrati dalla retorica e dalla antifotogenia atavica e di loro, infine, non rimane che una lacrima nella notte, che non li rappresenta neppure, se ne fa un volgo indistinto, che non ha più neppure superbe ruine, a avendole sacrificate al dio del calcestruzzo, senza alcuna modernità e senza alcuna identità. Anche il loro male da perverso diventa scocco, bofonchiante parole senza senso, non ha neppure l'estro personale della cammurria, eroica e libertaria, perché anche quella viene conformata ad un retorica della mafia e dell'antimafia insieme. 
Alla fine senza retorica e senza riva-(l)ambrosiani e  - soprattutto senza cesarelombrosismi di sorta... - si è messo in secondo ordine il protagonista, Don Peppe e la forania di Casal di Principe! 
Infine, solo alla fine mi spiego perché nella fiction hanno chiamato attori tanto preziosi, bisognava dipingere i Casalesi come i villici abitanti di Riva(L)ombrosa! Cesare Lombroso, boia della questione meridionale, è sempre lì in agguato e i cari e buoni selvaggi corrono da ogni dove a farsi studiare, volontari, la fossetta occipitale. E corrono corrono Dai solchi bagnati di servo sudor Un volgo disperso repente si desta; Intende l’orecchio, solleva la testa Percosso da novo crescente romor.....

16 marzo 2014

ԽՈՍՔ ԻՄ ՈՐԴՈՒՆ - Messaggio a mio figlio



Սիլվա Կապուտիկյան։ ԽՈՍՔ ԻՄ ՈՐԴՈՒՆ


Այս գարնան հետ, այս ծաղկունքի,
Այս թռչնակի, այս առվակի,
Հետն այս երգի ու զարթոնքի
Բացվեց լեզո՜ւն իմ մանկիկի:

Ու թոթովեց բառ մի անգին
Հայկյան լեզվից մեր սրբազան,
Ասես մասունք հաղորդության
Դիպավ մանկանս շրթունքին...

- Լսի'ր, որդիս, պատգամ որպես
Սիրող քո մոր խո՜սքը սրտանց,
Այսօրվանից հանձնում եմ քեզ
Հայոց լեզո՜ւն հազարագանձ:

Կտրել է նա, հանց աստղալույս,
Երկինքները ժամանակի,
Շառաչել է խռովահույզ
Սլացքի հետ հայկյան նետի,

ՈՒ Մեսրոպի սուրբ հանճարով
Դարձել է գիր ու մագաղաթ,
Դարձել է հո՜ւյս, դարձել դրո՜շ,
Պահել երթը մեր անաղարտ...

Նրանո'վ է մրմրնջացել
Հայ պանդուխտը վերքն իր սրտի,
Նրանո'վ է որորտացել
Կռվի երգն իմ ժողովրդի,

Նրանո'վ է մայրս ջահել
Ինձ օրորոց դրել մի օր,
Հիմա եկել, քե՜զ է հասել
Նրա կարկաչը դարավոր...

Բա'ց շուրթերդ, խոսի՜ր, անգի'ն,
Ժիր դայլայլի՜ր, ի'մ սիրասուն,
Թող մանկանա' քո շուրթերին
Մեր ալեհե՜ր հայոց լեզուն...

Պահի'ր նրան բարձր ու վճիտ,
Արարատի սուրբ ձյունի պես,
Պահի'ր նրան սրտիդ մոտիկ,
Քո պապերի աճյունի պես,

Ու ոսոխի զարկիցը սև
Դու պաշտպանի'ր կրծքով նրան,
Ինչպես մո՜րդ կպաշտպանես,
Թե սո'ւր քաշեն մորդ վրան,

Ու տե'ս, որդիս, ո'ւր էլ լինես,
Այս լուսնի տակ ո՜ւր էլ գնաս,
Թե մո'րդ անգամ մտքիցդ հանես,
Քո մա՜յր լեզուն չմոռանա'ս:


Traduzione in Italiano di Irene Arnesano
*le parti in corsivo sono varianti della traduzione a cura di Carlo Coppola


Messaggio a mio figlio


Con questa primavera e infioritura
il volo degli uccelli e lo scorrere del torrente
con questi canti e questo risveglio
la lingua di mio figlio si sciolse 

Pronunciò una parola preziosa
della nostra sacra lingua di Haik
come se una particola del Santissimo Sacramento
avesse toccato il labbro del mio bambino

- Ascolta, figlio mio, il mio messaggio per te 
dal cuore della tua amata madre,
da questo giorno io ti affido 
la preziosa lingua Armena.

Ho aperto un varco nella luce delle stelle
dai cieli dei secoli,
si è incrinata con turbolenza
con il volo di una freccia armena.

Con l'intelligenza di San Mesrop
è diventata una lettera e una pergamena 
È diventata una speranza, è diventata una bandiera
ha mantenuto il nostro viaggio intatto

Con essa, sussurravano
gli immigrati armeni con le ferite nei loro cuori
Con essa tuonò 
il canto di battaglia della mia gente

con essa la mia anziana madre 
mi mise nella culla un giorno
io te l'ho trasmessa 
con un secolare sussurro

apri la bocca e parla, mio adorato
presto, canticchia, mio caro
lascia che sia ancora sulle tue labbra, 
la nostra lingua armena dai capelli grigi  

mantienila alta e pura
come la sacra neve dell'Ararat 
tienila vicina al tuo cuore
come le ceneri dei tuoi antenati...

e contro l'attacco del nemico
proteggila con il tuo petto
come proteggesti tua madre
quando minacciarono la sua vita con la spada

e vedi, figlio mio, non importa dove tu sia
in qualunque posto tu vada a vivere sotto la luna
anche se dimenticherai tua madre
non dimenticare tua lingua materna.

05 marzo 2014

8 marzo: una festa per Bene a Fasano



h21:00
Conversazione su Carmelo Bene a cura di Carlo Coppola e Gigi Ostuni con proiezioni video e foto da materiale inedito.
Presentazione del libro Figli di B.: «ad una voce per il teatro» di Carlo Coppola, edito da F.A.L. VISION EDITORE SNC - EDITORIA BRAILLE E LIS
Omaggi di Teatro, Musica e Cinema a Carmelo Bene a 10 anni dalla sua scomparsa terrena. Autori: Mariano Dammacco, Carlotta Vitale, Roberto Latini, Vincenza di Vita, Giuseppe De Trizio, Pierluigi Ferrandini, Carlo Coppola e un saggio di Antonella Gaeta.


h22:30
Mai Mai Mai è il moniker dietro cui si nasconde Toni C., già membro del collettivo noise Hiroshima Rocks Around e del duo Trouble Vs Glue, oltre che mente dietro l’etichetta NO=FI Recordings e gestore del club romano Dal Verme.

Un mix di Drone e Ambient, field recordings e soundscapes che ci conducono verso epoche arcane al confine fra la vecchia Europa ed il mistico Oriente.
Nato su una piccola isola dell'Egeo, ha fin da bambino seguito i genitori in giro tra Vicino Oriente ed Europa, assorbendo differenti culture, atmosfere e sonorità dei luoghi in cui veniva trasportato involontariamente: brevi periodi ma così intensi da lasciare tracce indelebili. Questo progetto è la messa in musica di questo suo passato; ciò che ne esce fuori è un miscuglio di drone e ambient, ritmiche vaporose, field recordings e ambientazioni sonore che ci trasportano in epoche passate e oscure, al confine tra oriente ed occidente.

Theta è il primo album ed esce per Boring Machines. Registrato a Roma da V. Fisik e mixato a Los Angeles da Jamie Stewart (xiu Xiu). Artwork by Canedicoda.

http://maimaimai.bandcamp.com/
http://maimaimaikr.blogspot.it/


h23:30
electronic liveset PRNX (aka pierinix): industrial synth textures


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Ingresso a contributo libero con tessera Arci

Eliogabalo Circolo Arci Fasano
1^ trav. Corso Garibaldi 153, Fasano (BR)

Info:
Tiziana - 3298044240
email: eliogabalo.fasano@gmail.com
http://www.eliogabalo.it/
twitter.com/EliogabaloArci
myspace.com/eliogabalo.fasano

Firmato il Memorandum di intesa tra Golden Apricot Festival di Yerevan e il Sudestival

D'ora in poi, il Golden Apricot Yerevan International Film Festival avrà una finestra  all'interno del Sudestival  di Monopo...

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