è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

31 agosto 2018

Conoscere e riscoprire la storia in una serata d’estate: la triste vicenda del popolo Armeno.


riceviamo e pubblichiamo dalla prof.ssa Milena Mancini, segretaria UCIIM di Polignano a Mare.



Gli incontri estivi assumono un tono storico nella serata del 30 agosto, organizzata presso il Caffè Letterario del Libro Possibile di Polignano a Mare dove, in un perfetto equilibrio tra accoglienza e vivacità culturale, è avvenuto l’incontro tra soci e simpatizzanti dell’Associazione UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori) e l’autore Carlo Coppola. La pausa estiva ha offerto un’interessante occasione di conversazione, moderata dalla Presidente della sezione UCIIM di Polignano, docente Maria Grazia Gravina e il docente e studioso della storia e cultura armena, nonché cofondatore del Centro Studi Hrand Nazariantz, Carlo Coppola. Partendo dalla presentazione del libro “Nella terra del terrore. Il martirio dell’Armenia” scritto nel 1917 dal giornalista Henry Barby e riscoperto e curato nella nuova edizione dal docente Carlo Coppola, il salotto letterario ha toccato tematiche didattiche ed educative, storiche e storiografiche, culturali e letterarie e di attualità ed economia. 
Si sente parlare poco di “Medz Yeghern” cioè del “Grande Male” inferto agli armeni per mettere in atto l’ideologia panturchista e panturanista, sposata dal Movimento dei Giovani Turchi qualche anno prima che l’umanità sprofondasse negli orrori della Grande Guerra. Diffondere la potenza turca significava eliminare completamente gli altri e, il popolo armeno, colpevole di essere cristiano, è il popolo su cui cade la condanna dello sterminio. Lo schema dei turchi è semplice quanto spietato: massacro degli uomini e deportazione di donne e bambini in un viaggio lento verso la morte, in cui la mancanza di cibo e cure e le inaspettate razzie compiute dalle tribù kurde, completavano il piano diabolico. 
Pochi conoscono questa triste pagina della storia dell’umanità di cui si continua a parlare e scrivere poco, rischiando di cadere in quella trappola che porta ancora oggi, in una civiltà che si adopera tanto per diffondere e tutelare i dei diritti del cittadino, a cadere negli stessi errori dei nostri padri: primo tra tutti l’indifferenza. Il mondo attuale possiede strumenti di informazione e di interazione culturale che dovrebbero stimolare una conoscenza critica: questo è il messaggio che scaturisce dalla piacevole conversazione in questa serata en plein air, che precede l’inizio delle prossime attività a cui i docenti si accingeranno prima del go dell’anno scolastico. L’impegno è di trovare nuovi percorsi didattici che possano sopperire al ridotto spazio riservato a questo tema storico, spesso sacrificato a pochi paragrafi dai nostri manuali di storia. L’entusiasmo e la curiosità, che alimenta le menti di persone avvezze allo studio, spinge molti partecipanti a chiedere un contatto con l’autore per poter portare e per poter, perché no anche celebrare tra i banchi di scuola, il giorno della Memoria della deportazione del popolo armeno che ricorre, come ben pochi sanno, il 24 aprile.  

             Polignano a Mare, 30/08/2018
Milena Mancini

Mi sembrava inizialmente inopportuno commentare le parole della collega, così lunsinghiere per il lavoro di divulgazione che da anni porto avanti quale parte di un grande movimento Pro-Armenia costituitosi a Bari intorno alla memoria di Hrand Nazariantz
Accolgo, tuttavia, questo plauso come uno sprone per tutti noi Armeni (di contiguità o discendenza) e amanti dell'Armenia ad impegnarci e a divulgare sempre di più la vita, la storia e la grande cultura di questo popolo vitalissimo e antichissimo.
Approfitto per ringraziare chi da tempo fa parte di questo progetto: gli amici Rupen Timurian (Decano della Comunità Armena di Bari) Diran Timurian e Dario Rupen TimurianKegham Jamil BoloyanCosma Cafueri, Arthur TimurianNicoletta Timurian,  Emilia Ashkhen De Tommasi Wyszynski, Diran Rupen De Tommasi, Astrigh De TommasiGigliola Papa TimurianSeiran Sarkisyan con la moglie Madlena, Rosalia Chiarappa, Michele NataleNellina GuarnieriPiero Fabris, Anna SantoliquidoAngela Maria Rutigliano, Cristiana Grandolfo, Daniela Ciriello,  Francesco Laricchia, Mimmo MaraziaLuigi Delfino, Lusine ManukyanTamar Badalyan, Araxi LillosianMariam Siranusc e Tito Quaranta, Dina Labianca, Emilio Jurlaro, Daniela Di Nunzio e i colleghi di Francavilla Fontana, Edgar Harutyunyan e Lilit Sargsyan, Rossella Schirone, Isabella Oztasciyan Bernardini d'Arnesano, Giancarlo De Pascalis e tanti altri che in questi anni si sono affacciati a condurre con noi anche solo un pezzo di strada.

                          Carlo Coppola

30 agosto 2018

Il Genocidio Armeno ricordato da UCIIM di Polignano a Mare



Il 30 agosto 2018 a Polignano a Mare il prof. Carlo Coppola presidente del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari presenterà il volume da lui curato per i tipi della casa editrice LB edizioni sul Genocidio Armeno.
Il volume dal titolo "Nella terra del terrore: Il martirio della Armenia" fu composto nel 1917 dal giornalista francese Henry Barby, al seguito delle truppe di volontari Armeni dell'esercito Russo e gode del Patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica di Armenia in Italia.
L'evento si svolgerà alle ore 19,00 en plain air presso il Libro Possibile Caffè, Piazza Caduti di via Fani, su in iniziativa dell'Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori.
La presidente della Sezione di Polignano a Mare prof.ssa Anna Maria Grazia Gravina, modereratrice della serata, invita alla partecipazione. 
Per ulteriori informazioni rimandiamo al sito dell'UCIIM della Puglia.

26 agosto 2018

Il satrapo Erdogan fa caricare le "Madri del Sabato"



Decine di arresti sono stati effettuati al raduno delle madri dei desaparecidos turchi durante la giornata di ieri.
Questa volta il satrapo e i suoi leccapiedi hanno usato lacrimogeni e proiettili di gomma contro la pacifica riunione di piazza. Durante il raduno giunto al 700° appuntamento sono stati richieste notizie dei quasi 800 i civili scomparsi nel nulla tra il 1992 e il 1996 e che come è noto erano stati prelevati dall'esercito e dalla polizia turca. Un metodo molto simile a quanto avveniva in America Latina tra anni Settanta e Ottanta e a cui la civilissima Europa non si è mai opposta esplicitamente lasciando che gli autori delle gravi violazioni dei diritti umani non solo circolassero liberi di agire ma lo facessero anche coperti dai servizi segreti di vari paesi. La chirurgica precisione nella replica dei metodi di repressione, e il simile modus operandi potrebbero far pensare che le autorità turche abbiano ben studiato la lezione videliana o quella di Pinochet.
Ieri mattina come accade in 700 occasioni, la polizia turca ha caricato con gas lacrimogeni e proiettili di plastica i manifestanti si riuniscono come le "Madres" di Plaza de Majo, in una gruppo chiamato le "Madri del Sabato", che si radunano a Galatasaray, centro di Istanbul.
A supporto delle madri del sabato anche tanti giovani e familiari di persone scomparse in particolare nel sud est della Turchia costellato da minoranze Curde e cripto cristiane.
Ieri la polizia turca si è, però, data particolarmente da fare in una operazione che ha dimostrato la limpida determinazione di uno stato ormai totalmente autarchico, gestito da personaggi in stato di periodica autoesaltazione, effetto, come molti commentatori sostengono, di abuso di psicofarmaci e potenti medicinali anti-epilessia.
La gente di Galatasaray continua a chiedere ai padroni del paese che sia luce sulla sorte di familiari e amici, o che siano almeno restituiti i loro corpi su cui piangere. Infatti, come in America Latina voci interne ai servizi turchi fanno peridicamente sapere, anche a pagamento, la sorte delle persone uccise e fatte a pezzi nei modi più strani e fantasioni che una mente sana è incapace di immaginare. Tali metodi dimostrano comunque mancanza di empatia, oltre che di assoluta assenza di rispetto per la persona umana. Si sarebbero, infatti, imitate e superate le torture latino americane, con il fuoco e con gli animali, i lanci di sacchi contenenti persone ancora vive dai portelloni degli aerei cargo, le esplosioni "casuali" di automezzi della polizia e non, contenenti persone vive o morte.
Ieri mattiana la polizia ha arrestato decine di manifestanti, anche le stesse "madri del sabato", decine di persone in età avanzata e anche numerosi giornalisti, nella certezza della totale impunità internazionale delle proprie azioni repressive.
Tra i giornalisti prelevati anche Faruk Eren, presidente del sindacato dei giornalisti Disk. Egli ha rivendicato la richiesta pacifiche di notizie sulla sorte di suo fratello Hayrettin Eren, scomparso il 21 novembre 1980 dopo un fermo di polizia. Tra i manifestanti sono intervenuti anche i deputati Garo Paylan, Huda Kaya e Ahmet Sik, che si sono qualificati agli ufficiali di polizia e sono stati affrontati spavaldamente dalle forze dell'ordine incuranti di ogni tipo di immunità del ruolo parlamentare.
Che si sia trattata dell'ennesima prova dei muscoli da parte delle autorità sarebbe testimoniato dal fatto che le persone arrestate sono state prima trasferite in ospedale dopo essere state violentemente strattonate e manganellate, per poi essere interrogati dalla polizia. Sono quindi state rilasciate a fine giornata.

18 agosto 2018

Kocharyan si prepara al rientro in politica


Il tribunale d'appello di Erevan aveva accolto il 13 agosto scorso la richiesta d'appello presentata dai legali dell'ex presidente contro la decisione di trattenerlo in carcere, ed ora arriva anche la clamorosa rivelazione, Robert Kocharyan annuncia il suo ritorno in politica. A nulla sembrano valere le pesanti accuse da più parti inviate contro di lui dai suoi avversari che lo vogliono mandante di omicidi, o quelle della magistratura che lo accusa di aver ordinato la pesante repressione del marzo 2008 che costò la vita ad una decina di persone. 
Kocharyan aveva anche organizzato per il 14 agosto scorso una conferenza stampa in cui avrebbe dovuto spiegare la sua posizione in merito a quelli ed ad altri fatti, ma la conferenza non si è svolta. Al contempo il Direttore del SIS, Sasun Khachatryan, ha dichiarato che un eventuale tentativo di Kocharyan di lasciare il paese sarebbe ritenuto una gravissima violazione che non sarebbe potuta restare impunita. 
Il 17 agosto, invece, la parola è ritornata all'ex presidente il quale ha fatto sapere di voler fare il suo ritorno in politica, senza specificare le modalità di questo gesto, né i tempi. Questa dichiarazione è uno shock per molti che vedono manifestarsi gli spettri della sua autocrazia, nuovamente paure, morte e limitazione di diritti umani e libertà personali, per altri si tratta di una ennesima forma di disprezzo per l'ordine appena costituito, contro la Costituzione ed il potere democratico, per altri invece è il coronamento del "sogno" del ritorno ad antico regime.

16 agosto 2018

Il volume di Askhen De Tommasi recensito in Inghilterra


Il Centro Studi "Hrand Nazariantz" di Bari è lieto di comunicare che sulll'ultimo numero (N. 71) appena uscito della rivista "Armenian Voice Issue" è presente la segnazione e breve recensione del volume di Emilia Ashken De Tommasi Wyszynski "Nor Arax - Storia del Villaggio Armeno di Bari. Ce ne da notizia Misak OhanianCEO del Centre for Armenian Information & Advice (CAIA), cui la rivista è organo di stampa. Il Centro di informazione e consulenza armena (CAIA) ed ha come mission principale prendersi cura per il benessere e le esigenze educative di oltre 20.000 armeni sparsi per Londra. CAIA ha celebrato il suo 20° anniversario nel 2006. La recensione proposta ricalca lo schema della scheda editoriale della casa editrice LB, responsabile tecnico del volume. La sola presenza sulla rivista di Londra può costituire un motivo di vanto per il volume e per l'autrice Emilia Askhen che da anni vive con la famiglia in Inghilterra. La pubblicazione, risalente al mese di ottobre 2017 costituisce una importante prosecuzione personale di un progetto per la salvaguardia della memoria della diaspora armena ideato in seno alla British Library. Soprattutto è la naturale conseguenza della tesi di laurea discussa più di 20 anni fa sotto la guida del prof. Bhogos Levon Zekiyan alla Ca' Foscari di Venezia. 
Le nostre congratulazioni all'autrice e ai suoi familiari che hanno atteso anni per questa significativa pubblicazione che riporta l'attenzione sulla stotica comunità armena di Bari.

13 agosto 2018

A Yerevan al via le iscrizioni alla Laurea Magistrale in Library and Information Sources


Il Centro internazionale di Educazione Scientifica dell'Accademia Nazionale delle Scienze della Repubblica di Armenia ha aperto le inscrizioni a per l'ammissione alla laurea magistrale in "Fonti di informazione Bibliotecarie"
Il dipartimento di "Fonti informative bibliotecarie" del Centro internazionale scientifico ed educativo dell'Accademia nazionale delle scienze della Repubblica d'Armenia è stato fondato nel 2009 nell'ambito del progetto internazionale UE 145021 - Tempus-2008UK-JPCR
La misson dell'istituzione di questo dipartimento è dettata dalla necessità di preparare personale altamente qualificato nel settore del progetto di biblioteca digitale.
Coloro che portano a termine con successo questo programma di studi sono pronti a lavorare nei settori dell'amministrazione delle biblioteche, dei servizi pubblici e tecnici, delle informazioni e della bibliografia, nonché nelle biblioteche pubbliche, scolastiche, accademiche e speciali.
Il diperatimento si prefigge obbiettivi assai ambiziosi di formare persone altamente specializzate nella conoscenza delle "Fonti di informazione Bibliotecarie". A tuttavia il compito di elaborare metodi moderni per la formazione del personale, effettuare ricerche scientifiche, didattico-metodologiche e scientifico-pedagogiche nell'ambito del progettazione e realizzazione di una biblioteca digitale, aggiornare e formare il personale accademico, promuovere la cooperazione scientifica ed educativa internazionale nel settore professionale. Si impegna, inoltre, a migliorare i contenuti di apprendimento, sviluppare e pubblicare libri di testo, manuali educativi e guide metodologiche.

I corsi accademici nel dipartimento vengono erogati da specialisti altamente qualificati nei settori dell'istruzione, dell'informatica, delle tecnologie dell'informazione.
Al termine dei corsi il titolo raggiunto sarà di Library and Information Sources, molto simile ai contenuti impartiti nelle discipline di Bibliografia e Biblioteconomia nelle Università Italiane. Inoltre l'approccio indicato dal Dipartimento di Fonti di informazione Bibliotecarie, prevede un approccio integrato e sistemico con la partezione agli organi della Facoltà di esperti di diverse discipline: 

Tigran Zargaryan: Capo Dipartimento, PhD in Scienze tecniche
Karapet Minasyan: Filologo e docente
Araik Manukyan: Matematico-programmatore e docente
Amatuni Virabyan: Dottore in Scienze Storiche
Arthur Petrosyan: PhD in Scienze tecniche
Gohar Petrosyan: PhD in Scienze fisiche e matematiche e professore associato
Ruzanna Kerobyan: Ingegnere dei sistemi tecnici e docente
Simon Babayan: PhD in Giurisprudenza
Armen Sargsyan: PhD in Scienze economiche
Aram Simonyan: PhD in Scienze economiche
Manuk Harutyunyan: Dottore in Scienze filosofiche
Lida Harutyunyan: PhD in Philological Sciences

La facoltà partecipa attivamente a varie conferenze internazionali, presentando alla vasta comunità scientifica di riferimento i risultati e le analisi e tutti i prodotti della ricerca. 
La facoltà ha pubblicato articoli accademici sui problemi della conservazione a lungo termine dei materiali attraverso la digitalizzazione, le norme sul diritto d'autore e la revisione delle disposizioni e dei regolamenti nell'era digitale. 
Ha partecipato a discussioni metodologiche finalizzate alla creazione e al consolidameto di ambienti di apprendimento a distanza.

10 agosto 2018

Sparapet (Generale) - Alla Levonyan


Սպարապետ


Ինչպես սուր անսասան
Ճեղքում ես ժայռեր
Քո ձայնը հաղթական
Շարժում է լեռներ
Դու հզոր արծիվ ես, 
Քո հոգուն ղուրբան
Քեզանով հետ կառնենք 
Մեր Սասունն ու Վան:
Դու հզոր արծիվ ես, 
Քո հոգուն ղուրբան
Քեզանով հետ կառնենք 
Մեր Սասունն ու Վան:
.
Հզոր բանակ, 
Մեր հաղթական
Դու մեր հույսն ես
Ու ապագան:
.
Երբ քայլում ես խրոխխտ
Երկիրն է շարժվում
Քո բազկի մեկ զարկից
Երկինքն է ջարդվում:
.
Դու հզոր արծիվ ես, 
Քո հոգուն ղուրբան
Քեզանով հետ կառնենք 
Մեր Սասունն ու Վան:
Դու հզոր արծիվ ես, 
Քո հոգուն ղուրբան
Քեզանով հետ կառնենք 
Մեր Սասունն ու Վան:
.
Հզոր բանակ, 
Մեր հաղթական
Դու մեր հույսն ես
Ու ապագան:
.
Երգում ենք ու նորից, 
Քեզ ենք մենք հիշում
Քո շուրթերից ելնող
Երգերն ենք երգում:
Ով դու քաջ զորավար
Հայոց սպարապետ
Հայ երկրի դու պաշտօան
Մեր քաջ զորապետ
Դու հզոր արծիվ ես, 
Քո հոգուն ղուրբան
Քեզանով հետ կառնենք 
Մեր Սասունն ու Վան:
.
Հզոր բանակ, 
Մեր հաղթական
Դու մեր հույսն ես
Ու ապագան:

06 agosto 2018

Addio a Arsène Tchakarian ultimo del gruppo Manouchian


"Mon père Arsène TCHAKARIAN, dernier survivant du groupe MANOUCHIAN, est mort hier soir." (Mio padre Arsène TCHAKARIAN, ultimo sopravvisuto del gruppo 
MANOUCHIAN, è morto ieri sera)
Con questa frase pubblicata su facebook Eve Bigot-Tchakarian ha annunciato questa mattina il decesso del padre di 102 anni, una di quelle rare personalità di cui la Francia può ancora oggi andare fiera. In un twitt delle 20:33 di oggi il presidente fracese Macron ha dichiarato:
"Hommage ému à Arsène Tchakarian, dernier survivant du groupe Manouchian.  De «l’affiche qui semblait une tache de sang» au travail de mémoire, il fut un héros de la résistance et un témoin inlassable dont la voix jusqu’au bout résonna avec force." (Omaggio ad Arsène Tchakarian, l'ultimo sopravvissuto del gruppo Manouchian. Dal "manifesto che sembrava una macchia di sangue" al lavoro della memoria, era un eroe della resistenza e un testimone instancabile la cui voce fino alla fine risuonava di forza)
Antifascista nato in Turchia, a Sapanca nel 1916. La famiglia Tchakarian seguiva il movimento migratorio di molte famiglie armene che verso la Bulgaria. Nel 1928, ottenne il passaporto Nansen che consentiva ai rifugiati apolidi di viaggiare. Grazie a questo, Arsène Tchakarian e la sua famiglia arrivarono a Marsiglia alla fine dell'anno 1930. Suo padre divenne un minatore a Decazeville e finì per andare a Parigi, dove divenne un sarto. Nel 1936 Arsène TCHAKARIAN conobbe Missak Manouchian e l'anno dopo, a 21 anni, fu chiamato a servire la patria in guerra. Solo nel 1940 dopo la resa della Francia, decise di unirsi alla resistenza e la prima azione fu l'attacco ad una formazione di fedelgendarmi presso Levallois-Perret. In seguito perseguì campagne di volontinaggio, sabotaggio e vera e propria guerriglia con Missak Manouchian e Marcel Rayman. Di lì a breve Manouchian fu nominato capo provvisorio della prima sezione dell'esercito segreto di Parigi e Tchakarian, in giugno, fu nominato capo della prima sezione di "triangles commandos". Dopo l'arresto di Missak Manouchian e di altri sedici membri del gruppo a metà novembre 1943, Tchakarian trovò rifugio a Parigi grazie alla polizia resistente della prefettura di Parigi. Nel maggio 1944, per la sua esperienza militare si trasferì a Bordeaux per aiutare a preparare il bombardamento del campo di aviazione di Mérignac dagli Alleati. È l'ultimo sopravvissuto del gruppo Manouchian, inclusi 22 membri giustiziati dai nazisti il 2 febbraio 1944 a Mont Valerian. In seguito, fu chiamato a Parigi all'inizio del giugno 1944, dove fu poi nominato tenente e guidò una ventina di combattenti della resistenza. 
Dopo la Liberazione, fu nominato sottotenente dell'esercito francese e insignito della Croce di Gurra, oltre alla Medaglia d'Argento del Ministero della Difesa.
Dal 1950 divenne membro della commissione Mont-Valérien Rifles e ricercatore presso il Ministero della Difesa.
Rimase apolide fino al 1958, quando fu naturalizzato francese. Riprese quindi ripreso la sua attività sartoriale. Fu quindi nominato presidente onorario dell'Associazione nazionale dei volontari, veterani e ricercatori armeni. 
Nel 2005, è stato nominato Cavaliere della Legione d'Onore. In quell'occasione dichiarò:
"Nous n'étions pas des héros. Il ne faut pas croire que nous n'avions pas peur. Nous avons résisté parce que nous en avions la possibilité: pas de famille, pas de travail. Et parce que nous aimions la France. Elle nous avait adoptés." (Non eravamo eroi. Non si deve credere che non abbiamo avuto paura. Abbiamo resistito perché avevamo le condizioni giuste: niente famiglia, niente lavoro. E perché abbiamo amato la Francia. Lei ci aveva adottato)

Si è spento il  nell'Ospedale Paul-Brousse di Villejuif. 
Alla famiglia Bigot-Tchakarian e a tutta la Comunità Armena di Francia si indirizza il ricordo e il cordoglio del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari.

05 agosto 2018

«Privet Rob» «Բարեւ, Ռոբ» : Una storia armena




Il 24 settembre 2001, un uomo armeno della Georgia, Poghos Poghosyan, si recò in Armenia per assistere ad un concerto di Charles Aznavour. Il concerto si svolgeva al jazz caffè "Aragast" all'interno del parco Paplavok, uno dei giardini cittadini del centro di Yerevan, dotato di un tranquillo laghetto artificiale, dove oggi, ignari della tragedia che vi accorse, giocano mamme e bambini, e, ieri come oggi, turisti ed indigeni sorseggiano caffè ed manducano altre pietanze. 
Terminato il concerto, per sua sfortuna, anche Poghos Poghosyan stava prendendo un caffè con alcuni amici, quando vide uscire nell'ordine, prima Aznavour che apostrofò con un riverente «Privet Charl» e quindi anche l'allora Presidente della Repubblica Robert Kocharyan. Nel vedere il Presidente che passava, Poghos Poghosyan, ripetè la frase appena pronunciata, cambiando solo la persona a cui si rivolgeva, questa volta il Presidente, esclamando «Privet Rob». Non è mai stato dato sapere se tale saluto sia stato volutamente irriverente, affettuosamente amichevole o solo goliardico. Sta di fatto che le guardie del corpo di Robert Kocharyan lo picchiarono brutalmente dopo averlo trascinato nel bagno del caffè, causandone la morte. 
Pochi giorni dopo l'omicidio, Robert Kocharyan dichiarò, con cinismo, che se Boghos Poghosyan fosse stato vivo avrebbe ancora qualcosa da replicare. Una delle guardie del corpo del Presidente, Aghamal Harutyunyan, detto Kuku, fu condannato a soli due anni di reclusione con sospensione della pena e quindi liberato sulla parola. È così che Robert Kocharyan i suoi uomini, a testimonianza che chi entrava nel cerchio magico dell'"Albanese" - come lo aveva apostrofato una volta il suo predecessore - non solo aveva diritto di vita e di morte su chiunque, ma godeva anche come James Bond-007 della famosa "Licenza di uccidere"
Nella sua sensazione di totale impunità - che dovrebbe essere studiata non solo da una buona equippe di psicologi ma anche da un buon gruppi di sociologi - Robert Kocharyan, molti anni dopo ha risposto alla domanda di un giornalista dichiarando che non ricordava neppure chi fosse Poghos Poghosyan. L'episodio, invece, lo ricordavano perfettamente quasi tutti i cittadini armeni che non avevano mai avuto nulla da guadagnare dall'arroganza del suo sconfinato potere. 
Nel frattempo spuntavano illazioni e dichiarazioni di fonti anonime secondo cui l'ex presidente avrebbe anche ordinato di uccidere i giornalisti che si ponevano contro di lui, di cui uno in particolare, di cui non è dato conoscere il nome, sarebbe stato costretto in questi anni a vivere in esilio in Inghilterra. Anche questo episodio dimostrerebbe l'obiettivo di Kocharyan di silenziare la libertà di parola di tutti coloro che non lo elogiavano spudoratamente e che non lo veneravano come un Dio.




Nel mese di settembre del 2014 davanti ai cancelli dell'Assemblea Nazionale Armena apparve uno striscione che riportava la frase «Բարեւ, Ռոբ» («Privet Rob», «Ciao Rob») che suonava come un atto di sfida non solo al potere ancora troppo persistente dell'ex Presidente Kocharyan, ma anche contro uno stato di cose che restava immutato. Mentre i giornalisti del canale televisivo armeno A1+ svolgevano il loro lavoro di cronisti e davano notizie di questo striscione, un energumeno dall'interno del giardino si presentò all'esterno e ostacolò il lavoro della giornalista afferrando la telecamera. Non solo, ma la guardia si rivolse in modo irriguardoso, insultando pesantemente i giornalisti e il loro lavoro. Per calmare le acque dal parlamento seguì una dichiarazione nella quale l'uomo ammetteva di essere stato "forse un pò rude".

04 agosto 2018

Vagharshak Harutyunyan: sarà il successore di Juri Khatchaturov?

Vagharshak Harutyunyan in una immagine di gioventù
L'Armenia intende proporre la nomina del generale Vagharshak Harutyunyan, già ministro della Difesa nel 1999 e nel 2000, alla carica di segretario generale dell'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (Csto). L’attuale segretario generale, Juri Khatchaturov, come è noto, la scorsa settimana, il tribunale di Erevan ha autorizzato il fermo di Khatchaturov, accusato di aver tentato di rovesciare l'ordine costituzionale in Armenia nel marzo 2008. Khatchaturov è stato rilasciato in seguito al pagamento di una cauzione del valore di 10 mila dollari. In carcere è rimasto l'ex presidente Robert Kocharyan a causa dell'estrema gravità delle accuse mosse contro di lui. Infatti l'accusa nei confronti di Kocharyan si riferisce ai sanguinosi scontri avvenuti il primo e 2 marzo del 2008 dopo le elezioni presidenziali. 
Il generale Harutiunyan ha alle spalle una lunga e articolata storia di fedeltà militare alla Repubblica di Armenia e la sua figura è per molti aspetti legata a quella del Primo Ministro ed eroe di guerra Vasghen Sargsyan trucidato nel parlamento armeno il 27 ottobre 1999. Nato ad Akhalkalaki, territorio a maggioranza armena dell'attuale Repubblica di Georgia, il 28 Aprile 1956 ha compiuto gli studi militari presso la Scuola Navale Superiore del Caspio nel 1978, combattendo subito dopo per 11 anni nella guerra russo-afghana. 
il gen. Vagharshak Harutyunyan
in una recente immagine tratta da wikipedia
Nel 1991, al termine di ulteriori studi in ambito tattico navale presso l'Accademia Militare Russa, alcuni mesi prima della caduta ufficiale dell'Unione Sovietica giurò fedeltà all'Armenia. 
Nel 1991 fu nomito vice presidente del Comitato di difesa dell'Armenia nel 1991, durante la guerra del Nagorno-Karabakh. Nel 1992, divenne il Vice Capo di Stato Maggiore dell'Alto Comando delle Forze Armate della CSI. 
A giugno 1999, Harutiunyan tornò in Armenia, sostituendo come Ministro della Difesa, Vazgen Sargsyan, divenuto Primo Ministro.  Lasciò il posto di Ministro della Difesa il 20 maggio 2000 e due mesi dopo nel luglio 2002 si unì al partito di opposizione "Repubblica", guidato da Aram Sargsyan, fratello di Vazgen Sarggsyan.

03 agosto 2018

Ricerca scientifica Italo-armena: Firmato protoccolo di Cooperazione



Il 31 luglio 2018 il prof. Samvel G. Harutyunyan, docente di Fisica molecolare presso la Facoltà di Fisica dell'Università di Yerevan e l'Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario d'Italia S.E. Vincenzo Del Monaco hanno firmato un Protocollo d'intesa tra la Commissione scientifica del Ministero dell’Istruzione e della Scienza della Repubblica dell’Armenia e Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). 
Tale firma è avvenuta a latere della visita di Stato del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e sotto il vigile ed entusiasta sguardo dei rispettivi Ministri degli Esteri prof. Enzo Moavero Milasi e dott. Zohrab Mnatsakanyan.
Le parti hanno voluto riconoscere l'attuale livello di cooperazione italo-armena nei settori della scienza e della tecnologia. Con il presente accordo desiderano attuare e promuovere programmi di cooperazione nelle aree di reciproco interesse. 
L’obiettivo è quello di implementare la cooperazione tra le comunità scientifiche di entrambi i Paesi, sviluppare e rafforzare la cooperazione tra scienziati e gruppi di ricerca, consentendo l'uso reciproco di attrezzature, incoraggiare lo scambio di dati e informazioni scientifiche, promuovere reciprocamente la ricerca di base e applicata e, infine, incoraggiare lo scambio di personale scientifico, dando la priorità ai giovani scienziati. 
I risultati attesi dal protocollo di intesa sono alti. Da anni, infatti, scienziati armeni e italiani lavorano fianco a fianco in singoli progetti di ricerca. Tali collaborazioni in ambito scientifico procede da diversi anni in diversi ambiti scientifici sia presso le università italiane in progetti internazionali.

01 agosto 2018

Pranzo di Stato del Presidente Sarkissian in onore di Sergio Mattarella



Ringrazio per i crediti fotografici mia cognata Kristine Badalyan, per la parte estratta dalla televisione, e il dott. Marat Mnatsakanyan per le fotografie in presenza.

Non sono abituato a parlare di me in prima persona su questo blog, o altrove, e quando lo faccio per dare ragione delle scelte o degli eventi culturali da noi organizzati, ciò avviene sempre senza enfasi. Ieri sera mi è capitato di partecipare ad un evento epocale, che dalle pagine di questo blog abbiamo per anni auspicato: le relazioni Italia-
Armenia ai più alti livelli istituzionali. 
In passato sono stato accusato di sostenere questa o quella parte all'interno della politica Armena: così non è! Da analista, quale per caso ho imparato ad essere dei fatti della terra d'Armenia, ho sempre cercato di rapportare ciò che accadeva non solo alle mie personali categorie politiche, ma soprattutto all'unico sguardo che posso avere nei confronti di questa terra: uno sguardo di Devozione ed Amore. 
Questo è per me l'Armenia, il luogo in cui si è formata la civiltà, e nel nome del quale si può servire l'intera umanità, più che altrove. In questi anni ho imparato a conoscere i nomi dei ministri, dei personaggi politici, degli intellettuali armeni, come, e meglio di quelli dei ministri italiani sottotesi a vecchie e nuove forme di oligarchia...spasimi strilloni di forme incartapecorite del neoliberismo che ci attanaglia e condiziona le nostre vite.
Ho seguito, ad esempio, la "rivoluzione di velluto", del Primo Ministro Nikol Pashinyan (Dukov Hayer) come altre vicende in precedenza, senza fare il tifo per nessuno, pregando cristianamente per il popolo e avendo sempre una personale indiosincrasia solo nei confronti di un politico armeno Robert Kocharyan, che la mia personale analisi ha sempre rifiutato e aberrato su tutti umanamente e politicamente.
Ordunque, non parlo di me e non amo pubblicizzare la mia persona ma giorni fa le rappresentanze diplomatiche congiunte mi hanno fatto sapere dell'invito alla visita del Presidente della Repubblica Italiana in Armenia.
Una grande emozione: poter vedere da vicino l'ultimo erede del partito politico a cui buona parte della mia famiglia ha ispirato le sue azioni nel XX secolo, il democristiano Presidente Sergio Mattarella, ultimo possibile e coraggioso erede di un percorso politico nato dalla Resistenza e ispirato a valori del cristianesimo sociale.
Assieme a lui nello stesso luogo, vedere accanto al mio tavolo il nostro addetto militare militare il Generale Alfonso Miro, di cui ho grande stima, o i collaboratori del Presidente della Repubblica di cui in pochi sanno il nome; o gli imprenditori italiani e armeni che portano il Made in Italy nel mondo. Una sorta di telenovela che seguo da tempo, con la simpatia e il calore dello spettatore tv dallo sguardo semplice e casalingo, che non critica e non sa, ma che si emoziona e dal vivo cerca di mangiare tutto con lo sguardo dello stupore innocente come in un film di Paolo Sorrentino.
Ero lì nella loro stessa sala, con tutti questi notatili intorno e io stesso, piccolo notabile, con la paura di sbagliare a scegliere la posata come nel film "Mayrig" (pur sapendo di essere in Armenia e non alla Corte imperiale di Vienna, nel rigido cerimoniale spagnolo).
Il processo mentale era quello della meta-osservazione, un dentro-fuori, un osservare coloro che stavano osservando e me per primo, come se fossi il primo osservatore di me stesso. 
Solo allora, solo in ultimo, e con questa strana consapevolezza in testa mi sono fatto gaddianamente coraggio e ho sceso la scala delle vaghezza. La paura di non conoscere le dimensioni e l'intrenseco:
"la distanza dalla terra, dai rimanenti pianeti tutti: e il loro andare e rivolvere. Molte cose aveva imparato e insegnato: e i matemi e le quadrature di Keplero." Guardavo "come cercando il sentiero misterioso"... (sic Gaddus).
Accanto a me personaggi di primo piano della cultura armena, e mi chiedevo perchè sono qui con questi signori che fino ad poco fa non avrei neppure osato contattare nonostante le interconnesioni personali. Mi sentivo come un ragazzino a quart'anni quasi. Stamane, poi, sono arrivate le prime foto, riprese dalla televisione e da internet. 
Non avevo intenzione di pubblicarle ma i cari amici mi hanno pregato di non nascondermi e di raccontare questa bella esperienza. Non trovo di meglio dunque che mettere qui qualche immagine e ripetermi nella testa, "Domine non sum dignus", ma grazie comunque. 
I lettori di questo blog vogliano perdonare questa autoferenzialità.

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