è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

25 novembre 2017

Alcune notizie su Enrico Cardile

Recuperiamo alcune notizie su Enrico Cardile dalla Pagina Wikipedia da noi ideata alcuni anni fa.
Enrico Cardile (1884-1951)

Enrico Cardilepseudonimo Rabbi Eli Drac (Messina19 marzo 1884 – Siracusa13 marzo 1951), è stato uno scrittorepoeta e giornalista italiano.

Sintesi Biografica
Nacque a Messina il 19 marzo 1884 da Salvatore, impiegato, e da Santa Barbera. 
Dopo gli studi di indirizzo tecnico, si diplomò ragioniere, frequentò con altri coetanei G. A. Cesareo che molto contribuì alla sua formazione e che egli considerò sempre come maestro. Fu estimatore di Giosuè Carducci, la cui poesia egli riteneva essere "quanto di meglio ha prodotto la nostra poesia dopo Dante e dopo Foscolo". In seguito fu attratto dalla personalità e dall'opera di Giovanni Pascoli, che allora insegnava a Messina, e infine da Gabriele D'Annunzio. Egli s'impegnò nel tentativo di una poesia di indirizzo "simbolista" di cui pubblicò numerosi saggi nella rivista messinese d'avanguardia Ars Nova, espressione di un gruppo di giovani intellettuali di cui egli stesso faceva parte, fra i quali dominava intellettualmente Angelo Toscano, anch'egli poeta. Con lo stesso fondò, nel 1900, un giornale letterario "Le Parvenze" che ebbe brevissima vita. Divenne amico di Gian Pietro Lucini, e gli restò amico e ammiratore anche a molti anni dall'esaurimento del movimento futurista.
Fu inoltre curatore di alcune opere italiane del poeta e intellettuale armeno Hrand Nazariantz, e si occupò dell'opera di Paul Vulliaud e di Raimondo Lullo.
Nel marzo del 1935 si trasferì a Siracusa, dopo una breve permanenza a Palermo nel 1940, dove collaborò al quotidiano locale "L'Ora". Di Cardile sono note alcune polemiche e i rapporti con alcuni intellettuali legati ai movimenti delle avanguardie primonovecentesche e al pensiero massonico ed esoterico.
Nel dopoguerra partecipò - mantenendo la sua posizione di esteta animato da un estremo idealismo - all'attività di un gruppo di giovani letterati siracusani impegnati in un generico ritorno alla "poesia". 
Deluso, anche sotto l'influsso degli eventi, da quelle correnti di pensiero che lo avevano attratto in precedenza, rivolse la sua attenzione più che mai alle antiche civiltà dell'Oriente e alle scienze esoteriche, occupandosi fra l'altro dell'opera di René Guénon
Morì a Siracusa il 13 marzo 1951.


Bibliografia (parziale)


  • Le poesie di Enrico Cardile dette le Apocalissi cui preambula il Cannizzaro, Messina, Toscano 1904.
  • I canti, Messina, Trinchera, 1906
  • Alessandro Manzoni. Introduzione allo studio sul Manzonismo, Milano, Edizioni Futuriste di Poesia, 1910.
  • Pel Verso Libero, Firenze, Edizioni del Quartiere Latino, 1913
  • Determinazioni, precedute dalla Metafisica di Determinazioni di Gian Pietro Lucini, Palermo, Trimarchi, 1915
  • L'istrumentazione verbale, Napoli, Morano, 1916
  • Sintesi, Catania, Studio editoriale moderno, 1923
  • L'Umanesimo come fondamento spirituale del genio italico, Bologna, Zanichelli, 1929
  • Esegesi del Ministero poetico, Lanciano, Carabba, 1931
  • Amore, tuo piccolo errore, Catania, Studio editoriale moderno, 1934
  • La Filosofia della tradizione e l'opera di Paul Vulliaud, Catania, Prampolini, 1934
  • Rapporto sulle cose Divine, l'Archeometro, edizione R. Mascali, 1946
  • Lettere a Lucini, a cura di Simone Nicotra, Caltanissetta, Lussografica, 2005.

23 novembre 2017

16 gennaio 2018 Siracusa ricorda Enrico Cardile


Si terrà a Siracusa il prossimo 16 gennaio 2018 dalle ore 16:00 un atteso simposio sulla figura di Enrico Cardile, intellettuale complesso e poliedrico pensatore, traduttore, scrittore, critico. Vicino alle prime avanguardie novecentesche che spesso ebbero a prendere il nome abusato di "primo futurismo", fu poeta definito troppo facilmente "simbolista". 
Il Simbolismo letterario era altra cosa. Fu feroce critico del manzonismo, non tanto nei suoi aspetti propriamente detti quanto più acutamente delle mode degeneri che da esso emersero per troppo tempo. Fu corrispondente e amico del grande poeta Gian Pietro Lucini e dell'altrettanto grande poeta armeno Hrand Nazariantz
Profondo cultore di kabbalah e di dottrine esoteriche, che apprese direttamente dai testi di Paul Vulliaud e di Raimondo Lullo, di cui fu egli stesso traduttore, fu appassionato lettore di René Guénon
Questa giornata di studio e la mostra documentaria che la accompagnerà concretizzano il desiderio di un gruppo di amici di recuperare finalmemte la figura di Enrico Cardile alla memoria di una città troppo spesso colpevolmente distratta. 
Rinviamo per questo all'evento Facebook dedicato Enrico Cardile: l'uomo, il poeta, l'iniziatoLa creazione di questa pagina Facebook, oltre che informare dell'evento, vuole anche rappresentare un primo tentativo di raccogliere i contributi di coloro che, per le più diverse ragioni, hanno avuto l'occasione di incrociare la produzione letteraria, la storia o la memoria di Enrico Cardile.

Al momento la lista di coloro che interverranno è la seguente: 

Prof. Luigi Amato
Prof. Elio Cappuccio
Dott.ssa Daniela Frisone
Dott. Luca Giuliano
Avv. Sebastiano Grimaldi
Prof. Salvatore Santuccio
Prof. Carlo Coppola

Lettura di brani: 
Davide Sbrogiò, Attore

Il Comune di Perugia dedica una rotatoria al Genocidio degli Armeni


Riceviamo e pubblichiamo con viva soddisfazione l'iniziativa del Comune di Perugia, primo in Italia a dedicare un tratto importante della propria viabilità cittadina al Genocidio Armeno
Il progetto ha avuto inizio più di un anno fa grazie all'iniziativa coraggiosa di alcuni membri del consiglio comunale ed in particolare dei consiglieri comunali Carlo Castori e Claudia Luciani. A loro si rivolge tutta la nostra gratitudine.
Tale atto pubblico prosegue il percorso delle relazioni tra il Capoluogo umbro e il popolo armeno che il 28.09.2015 ha avuto un momento di sviluppo fondamentale con il Riconoscimento del Genocidio Armeno da parte dell'Amministrazione Comunale Perugina. 
La manifestazione di intitolazione si terrà presso la Zona Centova a Perugia il 6 novembre 2017 alle ore 11.30 e vi prenderanno arte tra gli altri il sindaco di Perugia Andrea Romizi e l'Assessore delegato Dramane Diego Wague'.

18 novembre 2017

‘Nor Arax’, il villaggio armeno che restituisce la memoria alla città di Bari

Questo articolo dell'Amico Piero Fabris fa rivivere ciò che il volume "Nor Arax: storia del Villaggio Armeno di Bari" vuole ben rappresentare. 
La Memoria di una città che troppo spesso dimentica i propri punti di forza e una terra, quella di Puglia che dovrebbe avere più stima delle proprie eccellenze del passato. Grazie Piero!


‘Nor Arax’, il villaggio armeno che restituisce la memoria alla città di Bari: Il quotidiano dei pugliesi

di PIERO FABRIS - Arax o Arasse è il nome di un fiume che bagna l'Anatolia, ma per molti armeni approdati a Bari, il nome di quel corso d'acqua assume un significato particolare; è il simbolo di un nuovo corso. Il villaggio “Nor Arax” fu certezza di fertilità e Speranza.

Quanti scampati agli eccidi e deportazioni approdarono a Bari, trovarono accoglienza e possibilità di sognare, progettare, di avviare una fabbrica di tappeti di alta qualità.
Di Nor Arax, ovvero del villaggio armeno sulla vecchia via per Capurso, della vocazione all'accoglienza costruttiva e, quella al commercio dei cittadini baresi si era persa memoria. Peggio, se ne ha una blanda idea. Il grande merito di questa pubblicazione è quello di ridare con immediatezza colore alle cose, e alla gente di un tempo sbiadito, seppellito in una matassa d'asfalto. Si colgono le atmosfere della gente di buona volontà che non si è lasciata inaridire dal dolore.

Per lungo tempo del genocidio armeno nessuno ne parlava e per alcuni sembrava il frutto della fantasia di qualche pazzo visionario, un massacro da nascondere sotto i granelli di sabbia, nei manti del deserto, ma la luce della verità è una fiaccola che non tarda a riempire il buio e a chiarire i fatti.
Il testo di Emilia Ashkhen De Tommasi semplicemente intitolato “Nor Arax – storia del villaggio armeno di Bari” (LB Edizioni pag. 114 € 10,00), è un'operazione di archeologia della memoria che viaggia non solo sui binari del rigore scientifico, ma su quelli del sentimento. Le righe palpitanti di amore per un popolo martoriato, per la propria gente in attesa di giustizia sono impreziosite dai ricami delicati dei ricordi.
Questo libro è un mattoncino che ridona alla storia di Bari pagine gloriose, così fluide che sanno sussurrare di gente vivace e di grande cuore, di esseri di gran forza che hanno saputo rinascere senza perdere la propria identità, amalgamandosi magnificamente per il bene comune. Il testo si apre con un capitolo dedicato alla diaspora degli armeni, grazie al quale l'autrice ci aiuta a comprendere cosa accadeva già tra il 1894 e il 1896, quando era al potere il Sultano Abdul-Hamid. Un intero capitolo è dedicato a Hrand Nazariantz, il poeta Armeno che considerava la Puglia la sua terra d'esilio e che mai smise di guardare alla sua stella d'Oriente, ma ciò che ci sorprende di questo lavoro è la capacità evocativa che sboccia da spartiti di un villaggio nel quale il ritmo del telaio risuona ancora, si imprime e si espande insieme a canti e incenso che si innalza muto e profumato verso i cieli più alti, quelli dove gocce di luce sanno fare breccia nel buio e indicare il sentiero della bellezza, tante volte affidata alle geometrie di tappeti stesi sulla soglia della Speranza.

‘Nor Arax’, il villaggio armeno che restituisce la memoria alla città di Bari

‘Nor Arax’, il villaggio armeno che restituisce la memoria alla città di Bari: Il quotidiano dei pugliesi

04 novembre 2017

Nominato il nuovo Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie

Il Santo Padre Francesco ha nominato Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie (Italia) il Rev.do Mons. Leonardo D’Ascenzo, del clero della diocesi di Velletri-Segni, finora Rettore del Seminario Regionale “Pontificio Collegio Leoniano” di Anagni.

auguri a S. Eccellenza Rev.dissima 
Mons. Leonardo D’Ascenzo

Il Rev.do Mons. Leonardo D’Ascenzo è nato il 31 agosto 1961 a Valmontone, provincia di Roma e diocesi di Velletri-Segni. Dopo la maturità all’Istituto Tecnico Industriale Statale, è entrato nel Seminario Regionale “Pontificio Collegio Leoniano” di Anagni per gli studi filosofici e teologici, proseguiti successivamente presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha ottenuto la Licenza in Teologia Dogmatica e il Magistero in Scienze della Formazione. Presso il Teresianum ha conseguito il Dottorato in Teologia Spirituale.
Ordinato sacerdote il 5 luglio 1986 per la diocesi di Velletri-Segni, è stato Vicario parrocchiale di Santa Maria a Segni, Parroco di Santa Croce ad Artena, Vicario parrocchiale della Cattedrale di San Clemente a Velletri. È stato prima Assistente diocesano dell’Azione Cattolica dei Ragazzi e poi Assistente unitario.
È stato inoltre Padre Spirituale, Vicerettore e poi Direttore Responsabile dell’Anno Propedeutico nel “Pontificio Collegio Leoniano” di Anagni.
È stato Direttore del Centro Vocazioni, sia diocesano che regionale, e Vicedirettore del Centro Nazionale per le Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana.
È Docente di Teologia Spirituale presso il “Pontificio Collegio Leoniano” e collaboratore della parrocchia Santa Barbara di Colleferro. Dal 21 febbraio 2004 è Cappellano di Sua Santità.
Nel luglio 2015 è stato nominato Rettore del “Pontificio Collegio Leoniano” di Anagni.

03 novembre 2017

su TelepaceArmenia "Nor Arax: storia del villaggio Armeno di Bari"



Continua ad essere incrementata la rassegna stampa sul volume "Nor Arax: storia del villaggio Armeno di Bari" opera di Emilia Ashkhen De Tommasi, edita da LB edizioni di Bari, si arricchisce di numerosi articoli sulla carte stampata e anche on line. Ricordiamo tra glia altri:
1) il pezzo pubblicato su Barinedita da Salvatore Schirone http://www.barinedita.it/recensioni/n3048--“nor-arax”--in-un-libro-la-storia-dell-antico-villaggio-armeno-di-bari.
2) la recensione di Simona Paula Dobreescu apparsa in lingua rumena sulla rivista http://www.araratonline.com/nor-arax-istoria-satului-armean-din-bari/
3) la recensione di Rosalia Chiarappa sul suo sito CittàMeridiane https://www.cittameridiane.it/nor-arax-villaggio-armeno-bari/

Queste si aggiungono all'articolo di Manlio Triggiani su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 27 ottobre 2017.

 e a quello apparso lo stesso giorno sul "Quotidiano di Bari"

Firmato il Memorandum di intesa tra Golden Apricot Festival di Yerevan e il Sudestival

D'ora in poi, il Golden Apricot Yerevan International Film Festival avrà una finestra  all'interno del Sudestival  di Monopo...

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