"Nor Surhandak" è il blog del Centro Studi "Hrand Nazariantz". Questa Associazione Culturale ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico e nei suoi rapporti internazionali e con l'Italia in particolare.

26 agosto 2011

Sciur Padrun Da Li Beli Braghi Bianchi

alla mia amica Silvia Scarpello che mi chiedeva notizia di questo canto


Questo è il Canto delle mondine, reso celebre da Giovanna Daffini.
Fino a non moltissimi anni fa, le risaie della pianura padana erano diserbate a mano dalle mondine che passavano le giornate curve sotto il sole, con i piedi e le mani nell'acqua. I disagi e le speranze di queste donne erano testimoniate da un vasto repertorio di canti di lavoro, con cui esse cercavano di alleviare la fatica. "Sciur padrun" è il canto con cui le mondine nelle risaie del novarese e del vercellese sostenevano le loro richieste salariali. Il datore di lavoro viene descritto con "bèli braghi bianchi" (bei calzoni bianchi), a far risaltare la sua estraneità alle dure condizioni di vita delle risaie.
La strofa "Prèma al rancaun, e po' dopu a 'ls ciancaun" (prima lo sradicavamo, poi dopo lo rompevamo) allude al fatto che talvolta le mondine spezzavano senza sradicarlo il cosiddetto "pabi", un'erba acquatica (in italiano "giavone") che affonda profondamente le radici nel terreno: questo rendeva inefficace la monda in quanto il "pabi" ricresceva.
La versione originale del canto metteva prima l'azione del rompere e faceva seguire quella dello sradicare, riferendosi all'iniziale imperizia a cui allude anche la strofa precedente ("era la prima volta e non sapevamo come fare"); la Daffini invertì l'ordine delle due azioni, volendo alludere quindi ad una volontaria forma di sabotaggio e di protesta. Altre mondine, più esplicitamente, modificavano anche l'ultimo verso di questa strofa, sostituendo "l'em tot via" (l'abbiamo tolto via) con "l'em lassà" (l'abbiamo lasciato).


SCIUR PADRUN DA LI BÈLI BRAGHI BIANCHI,
FÖRA LI PALANCHI, FÖRA LI PALANCHI,
SCIUR PADRUN DA LI BÈLI BRAGHI BIANCHI,
FÖRA LI PALANCHI, CH’ANDUMA A CA’.

A SCÜSA, SCIUR PADRUN, SA L’EM FAT TRIBULÈR,
I ERA LI PRÈMI VOLTI, I ERA LI PRÈMI VOLTI
A SCÜSA, SCIUR PADRUN, SA L’EM FAT TRIBULÈR,
I ERA LI PRÈMI VOLTI, CA ‘N SAIÈVUM CUMA FÈR.

SCIUR PADRUN [...]

PRÈMA AL RANCAUN, E PO’ DOPU A ‘LS CIANCAUN,
E ADÈS CA L’ÈM TOT VIA, E ADÈS CA L’ÈM TOT VIA.
PRÈMA AL RANCAUN, E PO’ DOPU A ‘LS CIANCAUN,
E ADÈS CA L’ÈM TOT VIA, AL SALUTÈM E POI ANDÈM VIA.

SCIUR PADRUN [...]

AL NOSTAR SCIUR PADRUN L’È BON COM’È ‘L BON PAN,
DA STÈR INSIMA A L’ÈRSAN, DA STÈR INSIMA A L’ÈRSAN
AL NOSTAR SCIUR PADRUN L’È BON COM’È ‘L BON PAN,
DA STÈR INSIMA A L’ÈRSAN, AL DIS: «FÈ ANDÈR CAL MAN».

SCIUR PADRUN [...]

E NON VA PIÙ A MESI E NEMMENO A SETTIMANE,
LA VA A POCHI GIORNI, LA VA A POCHI GIORNI.
E NON VA PIÙ A MESI E NEMMENO A SETTIMANE,
LA VA A POCHI GIORNI E POI DOPO ANDIAMO A CA’.

SCIUR PADRUN [...]

INCÖ L’È L’ULTIM GIÜREN E ADMAN L’È LA PARTENZA
FAREM LA RIVERENZA, FAREM LA RIVERENZA.
INCÖ L’È L’ULTIM GIÜREN E ADMAN L’È LA PARTENZA
FAREM LA RIVERENZA AL NOSTER SCIUR PADRUN.

SCIUR PADRUN [...]

E QUANDO AL TRENO A S-CÉFFLA, I MUNDÈIN A LA STASSION
CON LA CASSIÈTTA IN SPALA, CON LA CASSIÈTTA IN SPALA.
E QUANDO AL TRENO A S-CÉFFLA, I MUNDÈIN A LA STASSION
CON LA CASSIÈTTA IN SPALA SU E GIÙ PER I VAGON.

SCIUR PADRUN [...]

QUANDO SAREMO A CASA DAI NOSTRI FIDANZATI
CI DAREMO TANTI BACI, CI DAREMO TANTI BACI.
QUANDO SAREMO A CASA DAI NOSTRI FIDANZATI
CI DAREMO TANTI BACI, TANTI BACI IN QUANTITÀ.
SCIUR PADRUN [...]

12 agosto 2011

Police di Maurice Pialat [di Carlo Coppola]


Menefreghismo ossuto di polizie deliranti spinge donne a crisi di nervi in letti al tecnicolor virati di turchese. Un'indagine su cittadini al di sotto di ogni sospetto, che dichiarano e che ritrattano come loro ben si conviene.Depardieau più bello di Sophie Marceau? Forse... o almeno più affascinante, o solo più rude del commissario Piedone from Naples, scherza coi fanti e forza la mano alla santità d'una Francia orfana dell'Inspector ClouseauLe barzellette sulla gendarmerie françoise sono lontane questa è la Police.

11 agosto 2011

Il placito Capuano... (Sao ke kelle terre...)


dedicato alla mia amica S. S.

Il Placito Capuano, risalente al 960 d.C. viene comunemente considerato l’atto di nascita dell’ italiano volgare.
 Fa parte di un gruppo di verbali processuali registrati tra il 960 e il 963 riguardanti delle controversie legate al possesso di alcune terre, tra l’abbazia di benedettina di Montecassino e il proprietario terriero Rodelgrimo d’Aquino.
Ciò che rende particolare questo documento è l’intenzionalità con cui viene usato il volgare.

La testimonianza a favore dei benedettini infatti non è registrata in latino volgarizzato o contenente errori rispetto alla norma, ma in una lingua nuova ed autonoma, che per la prima volta possiede la necessaria dignità per apparire in un documento. Ecco come si presenta la parte scritta in volgare all’interno del testo in latino:

 Sao ko kelle terre, 
per kelle fini que ki contene,
 trenta anni le possette
 parte sancti Benedicti

 
che può essere tradotto come:

 «So che quelle terre, entro quei confini che qui si descrivono, trent’anni le ha tenute in possesso l’amministrazione patrimoniale di San Benedetto»

da notare infine che gli unici due termini che hanno ancora una correttezza grammaticale e ortografica sono «Sancti Benedicti» ossia i due termini che si riferiscono all'attore della disputa che in questo caso è anche appartenente al mondo ecclesiastico.
Non saprei dire se nella fatti specie prevalesse il latino giuridico o ecclesiastico, ma certo è che «Sancti Benedicti» non è casuale ma dettato da una forma di rispetto verso l'istituzione religiosa che non avrebbe potuto essere citata in volgare.

06 agosto 2011

frammento da Franz Kafka


Due ragazzi sedevano sul muretto del molo e giocavano a dadi. Un uomo leggeva una rivista sui gradini di un monumento all’ombra dell’eroe che brandiva la sciabola. Una ragazza alla fontana riempiva d’acqua il suo mastello. Un fruttivendolo stava accanto alla sua merce guardando verso il lago. In fondo a una bettola, attraverso porte e finestre vuote, si vedevano due uomini con del vino. L’oste sonnecchiava davanti, seduto a un tavolo. Un battello scivolò silenzioso, come se fosse trainato, dentro il piccolo porto. Un uomo vestito di una casacca blu saltò a terra e tirò le funi attraverso gli anelli. Altri due uomini, in giacca scura con bottoni d’argento, portavano dietro al capitano una bara su cui evidentemente giaceva un uomo, sotto un grande telo di seta ornato di fiori e di frange. 


[Quaderno in ottavo B, fine dicembre 1916:]

01 agosto 2011

The Ballad Of Lucy Jordan [by Marianne Faithfull]


The morning sun touched lightly on the eyes of Lucy Jordan

Il sole del mattino sfiora gli occhi di Lucy Jordan
In a white suburban bedroom in a white suburban town
In una bianca camera da letto di periferia in una bianca periferia di una città
As she lay there 'neath the covers dreaming of a thousand lovers
Mentre lei è sdraiata sotto le coperte sognando migliaia di amori
Till the world turned to orange and the room went spinning round.
Fino a che il mondo si tinge di arancione e la stanza le gira attorno


At the age of thirty-seven she realised she'd never
All’età di trentasette anni ha capito che non attraverserà mai
Ride through Paris in a sports car with the warm wind in her hair.
Parigi su una macchina sportiva con il vento tiepido nei capelli
So she let the phone keep ringing and she sat there softly singing
Così lei lascia suonare il telefono e siede cantando sottovoce
Little nursery rhymes she'd memorised in her daddy's easy chair.
Semplici canzoni per bambini che ricorda da quando era sulla sedia a dondolo di suo padre


Her husband, he's off to work and the kids are off to school,
Suo marito è fuori al lavoro, e i suoi ragazzi sono fuori a scuola
And there are, oh, so many ways for her to spend the day.
E ci sono, sì, molti modi per lei per passare il giorno
She could clean the house for hours or rearrange the flowers
Lei potrebbe pulire la casa per ore o risistemare i fiori
Or run naked through the shady street screaming all the way.
Oppure correre nuda attraverso la strada alberata urlando per tutto il tragitto


At the age of thirty-seven she realised she'd never
All’età di trentasette anni ha capito che non attraverserà mai
Ride through Paris in a sports car with the warm wind in her hair
Parigi su una macchina sportiva con il vento tiepido nei capelli
So she let the phone keep ringing as she sat there softly singing
Così lei lascia suonare il telefono e siede cantando sottovoce
Pretty nursery rhymes she'd memorised in her daddy's easy chair.
Dolci canzoni per bambini che ricorda da quando era sulla sedia a dondolo di suo padre


The evening sun touched gently on the eyes of Lucy Jordan
Il sole della sera sfiora dolcemente gli occhi di Lucy Jordan
On the roof top where she climbed when all the laughter grew too loud
Sul terrazzo dove lei è salita quando le risate sono diventate troppo forti
And she bowed and curtsied to the man who reached and offered her his hand,
E lei si è prostrata e si è inginocchiata davanti all’uomo che l’ha raggiunta e le ha offerto la sua mano
And he led her down to the long white car that waited past the crowd.
E che l’ha accompagnata giù alla lunga automobile bianca che attendeva dietro alla folla


At the age of thirty-seven she knew she'd found forever
All’età di trentasette anni lei ha capito (quello) che sapeva da sempre,
As she rode along through Paris with the warm wind in her hair ...
quando attraversava Parigi con il vento tiepido nei capelli …

Un referendum popolare potrebbe risolvere la trappola di Amulsar?

Le recenti tensioni pubbliche sull'operazione di Amulsar sono state attribuite a dichiarazioni definite incoerenti da parte delle au...

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