"Nor Surhandak" è il blog del Centro Studi "Hrand Nazariantz". Questa Associazione Culturale ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico e nei suoi rapporti internazionali e con l'Italia in particolare.

31 marzo 2009

Omaggio a Giuseppe Ungaretti



Mattina
Santa Maria La Longa il 26 gennaio 1917

M'illumino
d'immenso.
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San Martino del Carso
Valloncello dell'Albero Isolato il 27 agosto 1916

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato
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Soldati
Bosco di Courton luglio 1918

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.
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27 marzo 2009

Alcuni iniziative dalle "Terre di don Peppe Diana" [da www.libera.it]

Contro le mafie. Per la legalità e lo sviluppo. Il 19 marzo a Casal di Principe sarà dato il via al progetto La mozzarella della legalità, una "iniziativa esemplare" sostenuta dalla Fondazione per il Sud e realizzata da Libera, per l'utilizzo sociale e produttivo di terreni, masserie e allevamenti bufalini confiscati alla camorra.
Nelle terre di don Peppe Diana, il parroco assassinato dalla Camorra quindici anni fa, sui beni confiscati al clan dei Casalesi, sorgerà un'impresa sociale per la produzione della "mozzarella più buona del mondo", per il suo inconfondibile gusto ma soprattutto per il suo sapore di libertà e giustizia.
Il progetto prevede appunto la costituzione di una cooperativa sociale di tipo B, con l'inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio sociale, che dovrà gestire il piano d'impresa di una fattoria sociale con caseificio didattico, realizzato su diversi beni confiscati alla camorra nel casertano, per promuovere la tradizione e i mestieri legati alla filiera della mozzarella in chiave di sostenibilità ambientale.
Per la produzione della mozzarella saranno utilizzate tecnologie produttive innovative e fonti di energia rinnovabili, sole e biogas. Inoltre, la cooperativa promuoverà forme di turismo responsabile ed eventi didattici mirati, tra cui una mostra sui mestieri legati alla produzione della mozzarella di bufala e un Festival dell'impegno civile.
Il 19 marzo, in occasione del XV anniversario dell'assassinio di don Diana, sarà avviato il processo di costituzione della cooperativa dedicata all'impegno di don Peppe. Verrà realizzato un bando pubblico per la selezione dei soci fondatori candidati all'attività della costituenda cooperativa "Le terre di don Peppe Diana - Libera Terra", che entrerà da subito in rete con le altre cooperative del progetto Libera Terra.
Saranno presenti, oltre al Direttore della Fondazione per il Sud, Giorgio Righetti, il Presidente di Libera, don Ciotti e altri rappresentanti delle istituzioni e della società civile.
Il piano d'impresa prevede la realizzazione di una fattoria sociale sperimentale, al servizio dello sviluppo ecosostenibile del territorio, dove vengano utilizzate tecnologie produttive innovative. Una fattoria in grado di produrre energia da fonti rinnovabili (sole e biogas); fortemente attenta alla salubrità e qualità dei prodotti e del territorio ed alla formazione delle maestranze del comparto.
Perché il 19 marzo passerà ma le "Terre di don Peppe Diana" dovranno restare.


Puoi aiutare Libera a continuare il proprio lavoro nella realizzazione
delle "Terre di Don Peppe Diana"!
Manda subito un SMS al numero 48544
da qualsiasi gestore dal 9 al 30 marzo 2009 !!!
Così potrai donare 2 euro!

Lettera a Giancarlo Siani di un figlio immaginario [di Helen Chiappini e Paolo Esposito]

riprendo dal sito http://caffenews.wordpress.com/ questo bell'esercizio di stile di Helen Chiappini e Paolo Esposito dedicato al giornalista Giancarlo Siani. Nei confronti di tutte le mafie e della Camorra della Terra di Lavoro in particolare l'importante è testimoniare, con qualunque mezzo.

Caro papà,

sono tuo figlio, sono il figlio che avresti avuto se soltanto qualcuno non ti avesse strappato via alla vita così giovane. Neanche il tempo di avere qualche capello bianco che già non c´eri più, che già eri ricordo. Ma mentre tu barbaramente morivi, io, figlio, non ero ancora nato.
Era il 23 settembre dello stesso anno in cui son nato io, papà, il 1985. Ora rileggo i tuoi articoli, pezzettini di carta che hai lasciato, inchieste, parole, a testimonianza di un ideale, di un amore per il giornalismo che oggi io non solo riesco perfettamente a comprendere, ma condivido e porto avanti con la tua stessa tenacia e con l´unico desiderio di poter raccontare la realtà dei fatti.
Rileggo il tuo ultimo articolo, parla di quella nonna che si serviva di suo nipote come corriere della droga e penso a quante poche cose siano cambiate oggi. Ma tu, papà, un segno lo avrai pur lasciato da qualche parte! Lo cerco nelle foto. Ti guardo sorridere, indossi i tuoi occhiali tondi. E pensare che oggi son di moda le lenti rettangolari: le mode cambiano e fanno sembrare le immagini del passato ancora più distanti, sbiadite.
La mia foto preferita, però, è quella che ho davanti a me in questo momento. Ti vedo in piedi, sulla tua Mehari, dietro di te il mare che si scorge da un altopiano. Non so perché, ma quella macchina mi fa pensare alla guerra, la guerra che tu hai combattuto per te, per noi, per lasciarci un mondo migliore, per vivere delle vite diverse. Sei fiero, sorridente, come se la tua battaglia l´avessi già vinta, come un soldato al ritorno dalla missione. La missione dalla quale tu non sei più tornato. E questa è l´immagine dell´eroe, quell´immagine che mi sono costruito negli anni, ma so che tu, in realtà, sei stato un eroe per caso.
So che quello che più volevi fare era il tuo lavoro: non cercavi fama, non cercavi successo nella gloria di un facile giornalismo.
Il tuo obiettivo era diventare un bravo cronista, capace di scavare a fondo nelle vicende. Sempre pronto a migliorarti, perché scrivere per te non era un traguardo, ma un’occasione per imparare.
Le tue parole erano come mattoni di un ponte col quale arrivavi dritto ai lettori ed i tuoi articoli non sono mai morti su una pagina di giornale, perché tu hai sempre creato quella continuità che fa attendere un seguito.
Mi chiedo se sapessi il rischio che correvi addentrandoti in inchieste sgradite, se ti rendessi conto della risonanza delle tue parole: un uomo qualunque che si trova davanti a qualcosa che scotta, chissà che cosa!?! Ho cercato di comprendere il perché della tua scomparsa, papà, cercavo giustizia, cercavo la verità, volevo sapere, capire. Poi ho pensato che questo compito non spetta a me, tuo figlio, figlio di un giornalismo genuino, figlio di un sogno che condivido: quello di scendere in strada e scrivere.
Io papà voglio ricordarti per l´uomo che eri, per quell´essere un ragazzo di ventisei anni che iniziava allora a vivere la sua vita. Voglio ricordarti alzare il pallone e schiacciare a rete durante gli allenamenti della tua squadra di pallavolo. Voglio ricordarti parlare con le persone con quella immensa dote comunicativa che ti ha sempre contraddistinto. Ed ancora, voglio rivederti lì, a Roma, a marciare per la pace, oppure al San Paolo a tifare la tua squadra del cuore. Desidero ricordarti nei sorrisi di ogni giorno, nella tua quotidianità, per quello che eri, per quello che di vero hai dato a tutte le persone che ti hanno conosciuto: i tuoi familiari, i colleghi, gli amici e chi ti ha anche incontrato una sola volta, perché ogni vita, papà, lascia un segno e tu a me hai insegnato tanto. Mi hai insegnato l´umiltà di essere un giornalista, mi hai insegnato a guardare alla verità, al mio lavoro con sorriso ed entusiasmo senza fermarmi alle apparenze.
Papà, io non ho i tuoi stessi occhi, non ho il tuo modo di camminare, di parlare alle persone e probabilmente non ho neanche nessun diritto di sentirmi tuo figlio, ma se ti scrivo questa lettera aperta è solo perché ho un sogno immenso: raccontarti per quello che eri veramente, un eroe per caso, ma non un giornalista per caso.

26 marzo 2009

Spesso il male di vivere ho incontrato [di Eugenio Montale]



Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.


(Eugenio Montale, Ossi di seppia)

Appello degli Armeni in Italia contro le minacce Turche

COMUNICATO STAMPA


Le comunità armene d’Italia esprimono perplessità, rabbia e sconcerto di fronte alla politica negazionista turca che in questi ultimi tempi riecheggia con insistenza sulle pagine della stampa locale ed internazionale dove vengono spesso riportate dichiarazioni di alti rappresentanti del governo turco che sostengono che un riconoscimento del “genocidio degli armeni del 1915” da parte degli Stati Uniti rischierebbe di “bloccare il dialogo tra Ankara ed Erevan”.
Constatano che ancora una volta la Turchia, che aspira a far parte della famiglia europea, ricorre alle solite intimidazioni e minacce, sostenendo il “blocco” di un dialogo ad oggi inesistente con la vicina Armenia, per contrastare una verità storica oramai acclarata e ultimamente comprovata da documenti anche ottomani.
In effetti non risulta che la Turchia abbia, ad oggi, deciso o abbia intenzione di riaprire i propri confini, chiusi unilateralmente dal 1993, con la vicina Armenia, malgrado le pressioni dell’Unione Europea in tal senso.
Non risulta che la Turchia abbia accettato la proposta del governo armeno di istituire, senza alcuna precondizione, una commissione bilaterale intergovernativa per instaurare quel dialogo da più parti auspicato.
Non risulta che la Turchia accetti che una parte dei suoi intellettuali e giornalisti professino una verità diversa da quella imposta dallo Stato. Sono per questo processati e marchiati come traditori della patria (vedi petizione intellettuali).
Non risulta che la Turchia abbia voglia e intenzione di fare i conti con la propria storia e con quel fardello che pesa da più di 90 anni, rinnegato con disprezzo.
Le comunità armene invitano l’opinione pubblica, le istituzioni e gli organi di stampa a non cadere nel tranello della demagogia attuata dall’abile mondo politico turco.
Le comunità armene invitano altresì il governo ed il mondo politico italiano ad adoperarsi nell’attuazione della politica di buon vicinato proposta dall’Unione Europea facendo pressioni sul governo turco per la riapertura delle frontiere senza precondizioni, e sostenendo l’opinione pubblica della Turchia in questo suo difficile cammino verso una presa di coscienza seria inerente il proprio passato e la propria storia. Una presa di coscienza minacciata dalla mancanza della libertà di espressione e di pensiero banditi da un codice penale alquanto discutibile.
Auspicano altresì che il nuovo Presidente degli Stati Uniti, sig. Barak Obama, prossimamente in visita in Turchia, mantenga fede alle promesse rivolte alla comunità armena durante la recente campagna elettorale e indirizzi al mondo intero un chiaro segnale affinché il diritto alla Memoria del popolo armeno non venga ancor di più oltraggiato o, peggio, schernito.

Le Comunità Armene d’Italia.

25 marzo 2009

"Il cinema in bocca" a Palermo [da Cinematocasa.it]



"Il cinema in bocca"
Rassegna a cura di Fabio Bagnasco
VENERDI' 27 MARZO 2009 ore 20.30AI FORNELLI LO CHEF LORENZO CARANDINO
http://www.cinematocasa.it/cinemeatocasa.asp


film + cena a 15 euro
(con 10 euro c'è anche il servizio taxi)

L'isola

Regia:
Titolo originale:
Drammatico, durata 112 min. -
Russia 2006. - Metacinema

Trama:
Seconda guerra mondiale: un marinaio russo, minacciato dal nemico, spara a un proprio superiore. Da quel momento vivrà, lacerato dalla colpa, su un'isola in cui alcuni monaci ortodossi gli danno rifugio, divenendo monaco lui stesso. All'inizio degli anni Settanta, il teologo Francesco Cacucci scriveva: «Il cinema ritornerà a essere sacro o religioso se accetterà di cominciare, o ricominciare dall'uomo» (Teologia dell'immagine, ed. i 7, Roma 1971). Se c'è una ragione per cui L'isola di Lounguine ci sembra un film che si avvicina — fino a stringersi — al sacro non è perché il protagonista è un prete ortodosso (magnifico l'ex punk convertito Pyotr Mamonov), o per certe inquadrature che richiamano icone da Andrej Rubliov. È proprio perché U monaco — santo, tormentato, faccia scavata — è soprattutto un uomo, in un'isola che sta tra acqua e cielo freddi, gelidi, proprio come la vita di ogni uomo. Nonostante tutto, si ostina a credere. Lounguine e Mamonov, uomini di fede, prestano il proprio sguardo e il proprio corpo a un cinema talmente antico, puro, fuori tempo — atto d'amore prima che di fede — da essere rivoluzionario.
Da Ciak, maggio 2008

Cena e film presso "Cinematocasa" Via Maqueda 129
prenotazioni: 091 6177559
www.cinematocasa.it - direttore@cinematocasa.it

24 marzo 2009

Nella imminenza dei quarant’anni


di Mario Luzi


Il pensiero m'insegue in questo borgo
cupo ove corre un vento d'altipiano
e il tuffo del rondone taglia il filo
sottile in lontananza dei monti.

Sono tra poco quarant'anni d'ansia,
d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide
com'è rapida a marzo la ventata
che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
lo strappo a mani tese dai miei cari,
dai miei luoghi, abitudini di anni
rotte a un tratto che devo ora comprendere.
L'albero di dolore scuote i rami...

Si sollevano gli anni alle mie spalle
a sciami. Non fu vano, è questa l'opera
che si compie ciascuno e tutti insieme
i vivi i morti, penetrare il mondo
opaco lungo vie chiare e cunicoli
fitti d'incontri effimeri e di perdite
o d'amore in amore o in uno solo
di padre in figlio fino a che sia limpido.

E detto questo posso incamminarmi
spedito tra l'eterna compresenza
del tutto nella vita nella morte,
sparire nella polvere o nel fuoco
se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.

Tutti contro la Cina [Adnkronos]

YouTube da ieri sera non è più accessibile in Cina, dove le autorità insistono nel sostenere di non avere paura di Internet. "Molte persone - ha spiegato nel consueto incontro con i giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Qin Gang - hanno la falsa impressione che il governo cinese tema Internet. In realtà, è tutto l'opposto".
Secondo la tesi sostenuta da Qin, che ha detto di non sapere nulla dell'oscuramento di YouTube, i 300 milioni di utenti cinesi della rete e i 100 milioni di blog dimostrano che "Internet è aperto abbastanza, ma ha anche bisogno di essere regolato per legge per prevenire la diffusione di informazioni dannose e di sicurezza nazionale".
Il sito di video era già stato oscurato in Cina nei giorni scorsi, in coincidenza con il primo anniversario delle rivolte in Tibet e del 50esimo anniversario dell'invasione della regione.
Secondo quanto scrive la BBC, YouTube sarebbe stato oscurato dopo la messa in rete di un video che mostra un gruppo di soldati cinesi fare irruzione in un monastero tibetano e malmenare monaci, alcuni dei quali per terra e con le mani legate. La data e la località dell'incidente ripreso nel video, mandato da un'organizzazione di esuli tibetani, non sono state precisate.

23 marzo 2009

Mi piaci quando taci



di Pablo Neruda

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.
Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.
Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

16 marzo 2009

31:7=Aldo Moro:Carmelo Bene


31 anni fa veniva rapito Aldo Moro e trucidata brutalmente la sua scorta.

Solo ipocrisia negli allori di stato,
silenzio su un progetto filmico
che i poteri forti non hanno voluto:
gli stessi che comandarono via Fani
hanno ordinato l'oblio sulla di lui giovinezza.
All'ipocrisia di istituzioni bacate e corrotte
si contrappone
solo il dolore dei familiari.

Caro ALDO
non ti dimenticheremo mai e non scorderemo il sacrificio degli uomini dello Stato, vittime innocenti con la sola colpa di far parte della tua scorta.
Un minuto di silenzio per la guardia di pubblica sicurezza Raffaele Iozzino, per il maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l’appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci, per la guardia di pubblica sicurezza Giulio Rivera e per il vice-brigadiere Francesco Zizzi.
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7 anni fa ci lasciava per sempre Carmelo Bene, il cui genio ha spaziato dall'arte alla musica, dalla poesia al romanzo, dalla filosofia alla teologia al teatro. Carmelo Bene ci lasciò in una notte nella sua casa di via Aventina a Roma e di là, l'oblio. A tutti quelli che lo amarono il mio commosso pensiero e il mio abbraccio più sincero.
_________________________

15 marzo 2009

"La Lampada di San Gregorio" poema di Hrand Nazariantz

Nella traduzione di Enrico Cardile




Sulla cima di Ararat
quando le nuvole pallide
si effondono
nel dissolversi degli orizzonti
e il nostro sogno abbagliante 
ascende
col tramutarsi dei cieli
religiosamente silenziosi
solennemente sereni,
e sovra le acque notturne
fiorisce la cupa tristezza
delle nostre speranze immortali invulnerabili,
in alto, in alto
sospesa irreale
la tua lampada, o San Gregorio,
arde arde
a traverso i secoli
sul cuore della Razza
la sua vasta epopea splendida e rossa
nella quale Tu versi
l'oro delle sonanti ferite
- fiamma agitante sul terrore dei venti - 
l'oro delle tue ferite tentacolari
- Oro pericoloso nel furore glauco di Araxe!...

Non è forse la tua anima stellare
o il tuo sguardo trasmutato in fuoco
che tu prodighi
sulla morte città
nelle notti di addio...
quando nelle braccia argentee della luna
che cingono la morte balsamica
dai profumi vertiginosi che la notte propaga
agonizza il nostro cuore immortale?...
Ah, Il nostro Amore!... Ella è pallida come un'Assente
- Sempre! - 
Fiammeggiamento solenne
- Musica!...
Fiammeggiamento che sposa alla pallidezza
delle nostre anime
- Per sempre!... - 
Quando la nostra voce - De Profundis! - s'abbissa...
- Addio!...
Quando il nostro cuore infinito divorato dalle brume
- Illusione!... -
è senza più lacrime,
quando canta la gru
nelle primavere del nostro cuore incenerito
sulla morta città!
Parla! Non è forse la tua anima immacolata
che vuole baciare i nostri occhi 
dalle funeree pupille,
colme d'implacabili follie
e che ben sanno il nostro santo Male?

Quando cacciato dai barbari
Un giorno - La morte nell'anima - 
avvinto dal terrore presente
non osando guardar l'Avvenire,
io mi vidi solo, abbandonato
senza patria senza tetto,
sul cammino dell'esilio
su cui la speranza fuggitiva come un vento infiammato ed ululante,
gli occhi ancor pieni dell'orgia spaventevole
                                                 del sangue
e del fosco dramma dei cieli
popolati da macabri corvi,
quando ho sentito le funebri cesoie sulla mia testa
grave di care assenze e the ti rivisti i distacchi,
il fuoco della tua Lampada
ha brillato d'un tratto sul mio cuore...
ha rinsaldate delle fibre dolorose
il tuo fuoco, o Gregorio...
E' disceso sì come un poema
nato da una Bellezza spaventevole,
un poema in cui languiva la Notte
con tutte le sue meraviglie e i suoi splendori
e il Giorno dalle ipocrite passioni
Con tutte le sue Disfatte, 
- il Poema
ricco di sangue, ricco della vita dai lirici singhiozzi...
Il Tuo fuoco, Gregorio,
io l'ho visto con i miei occhi mortali
che conobbero tutte le illusioni
nelle ore di oltraggio
sulle orme rosseggianti,
Il tuo fuoco col suo paradiso o di chiarità
eternizzato nell'amore inestinguibile
della Terra in cui ho portato ovunque
il pianto atroce per la pietà latina!...
E chiuderò un giorno i miei occhi 
pieni della tua luce,
O Gregorio, nostro Illuminatore;
i miei occhi, questo libro di memorie
nel quale si svolge una vita
in movenze fastose, 
una vita sorta in pieno sole
dal seno lussurioso
di un paese dalla volontà trionfatrice
e dalle pure passioni.

Così morirò una sera, 
laggiù,
sognando dolcemente,
(ah, cupo amante di dolorose attuazioni!)
chiudendo la tenera bontà della mia terra materna
nella misera argilla umana
dei miei occhi serrati, 
Ricordati Tu, allora, o santo della mia terra,
che i miei occhi, chiusi nella notte
custodiscono tutte le tristi saggezze
che l'anima e la carne in esilio
su tutte le strade
sotto tutte le stelle straniere
hanno solo sospirato,
e avvicinando la tua lampada
ai miei occhi velati,
guarda, Gregorio, guarda, 
nel fondo nel fondo
e vedrai profilarsi, come in un chiostro,
bianche forme senz'ali
singhiozzanti parole di cenere
e baci di sangue,

Saran gli odi, i dolori irrilevati,
quelli che ho chiusi nel geloso ardore
e niuno ha mai incontrati
sulle mie strade di esilio...

dal Poema di Hrand Nazariantz sulla Luna



Terzo Tempo 

Le litanie secondo il Rituale di Nostra Sorella la Luna

(in due, lentamente, scandendo)


Iride Verde dall'ali di Sogno!
Iride dall'ali di Chimera!

Domina Eccelsa, salga il coro lento
La mia offerta di nostre preghiere, 
con i gerani colti nelle sere
angeliche, sui margini d'argento
sbocciati dalle vasche del piacere!

                          Iride Verde!

Ti rechiamo gli anelli della Fede
scambiati sotto il raggio della Luna,
ci sia concesso pallida mercede
per il rito dei sette Rossignoli:
Sia benedetta la nostra fortuna, 
nel Sogno la tua luce ci consoli!
              
                         Iride Verde!

Domina bonda dai sette pugnali
riparaci col tuo manto sicuro
contro i dardi degli occhi fatali
che hanno tutti i malvagi sapienti
contro le insidie del nemico impuro
sotto l'egida tua, pure ed ardenti!
              
                         Iride Verde!

(crescendo)

E noi cercammo l'egida tua d'oro
per le nostre pallenti anime stanche,
perchè tu sai gli sguardi di coloro
che ci han voluti deboli ed umani,
noi che a Te ci votammo Puri e Bianchi
non per le voglie cupide ed insane!

                         Iride Verde!

(decrescendo, con passione)

Entro l'ultima notte levantina
sul battello dell'anima perduto
la lampeggiante e tacita marina
come nella celeste primavera
ci rivelò le bianche Nozze, il muto
songo della divina ora straniera...
              
                         Iride Verde!

Iride Verde, donaci l'ardenza
che ci ricolmi limpida nel voto:
siam fatti di candore e sofferenza,
e tu serbaci il grande Paradiso;
noi siam gli eterni amanti dell'Ignoto,
sul nostro labbro è timido un sorriso...

                         Iride Verde!

Le mani stanche unite alla preghiera
strette nel sogno del dolore eterno,
attendiamo che venga messaggera
per il destino luminoso e novo
la nuova consacrata primavera!

Iride Verde dall'ali di Sogno!
Iride d'ali di Chimera!...

12 marzo 2009

Oltre la Storia [di Carlo Coppola]

Croce e delizia questa SSIS e croce e delizia la mia famiglia. I nervi sono di nuovo a pezzi dopo anni. Il grande dolore che ora mi pervade e che mi sta consumando l'anima eccolo!
Ad iniziarlo nella sua estemporanea nullità fu un fitta di trame devote, querule, anzi ché no... e i miei nervi si involarono al crollo e al nulla. Accadde nel 2003 sul finale di quell'orribile anno. Sollecitate furono le mie salde basi dai Passages di violenza, e poi ci pensò essa, la falsa madre, la molestatrice d'ogni carità cristiana con ogni parola-suadente, colei che tenendo in mano le chiavi dello ben dello intelletto, massacrava altresì l'anima sensiente, turbava i sonni con veglie corte e improvvise e rapidi silenzi. Fu allora lo Xanax a ridurre peccato di troppo amore, fu allora quella ricerca a sovvenire e far vanire ogni pensiero pensato ed ogni sogno di ricerca. Ora che la ricerca è occupata da chi ne ha minor rispetto e la pia giace sul liquido trono puntando al ciel, nessuno ode più squilli di tromba! Nè a destra né a sinistra! Ora i pii e le vergini saliche escono 'nvidiate da stanze piene di libri e di grettezza, e il cortetteggio di questa sì gran papera vicereale se ne va girando smargiasso per tutta la città!
Quest'anno altri sono i responsabili di tale e tanto dolore, sconfinato, immeritato, immotivato, ancora una volta le pubblche istituzioni, ed in particolare quella che attiene al cinema in Puglia. Un progetto sulla vita giovanile di Aldo Moro, sta ulteriormente assottigliando la linea della mia vita giovanile e non. Qualche potere forte o qualche potere scemo, o qualche imbecille imberbe o affetto da invidioso psciconanismo, ha deciso di "passeggiare alla storia", di essere passato dalla storia. Così l'epopea di uno o due o più cialtroni, oscura un progetto d'amore. Un altro amore illuso e deluso non dall'oggetto dell'amore ma da chi questo amore pretende di gestirlo. Ma il mio amore continua ad essere puro, così puro da difenderlo con le armi della ragione e non con quelle della passione. La passione, lo studium, prevederebbe atti legali o schiaffi fisici, o duelli rusticani.
Nulla di tutto questo si compie, o mai si compierà, solo attendo la
de-pense, la stabilità di una idea pensata dalla Storia, e si badi nemmeno il giudizio della posterità, ma solo di varcare la Storia e non essere varcato da essa.

08 marzo 2009

Sincerità: dalla Basilicata per l'8 marzo



In onore di ARISA, ragazza ventisei enne di Pignola nella provincia di Potenza, decido di postare il video della canzone che l'ha fatta conoscere al grande pubblico.

Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità
Adesso è un rapporto davvero
Ma siamo partiti da zero
All’inizio era poca ragione
Nel vortice della passione
E fare e rifare l’amore
Per ore, per ore, per ore
Aver poche cose da dirsi
Paura ed a volte pentirsi
Ed io coi miei sbalzi d’umore
E tu con le solite storie
Lasciarsi ogni due settimane
Bugie per non farmi soffrire
Ma a volte era meglio morire
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità
Adesso sembriamo due amici
Adesso noi siamo felici
Si litiga quello è normale
Ma poi si fa sempre l’amore
Parlando di tutto e di tutti
Facciamo duemila progetti
Tu a volte ritorni bambino
Ti stringo e ti tengo vicino
Sincerità
Scoprire tutti i lati deboli
Avere sogni come stimoli
Puntando all’eternità
Adesso tu sei mio
E ti appartengo anch’io
E mano ella mano dove andiamo si vedrà
Il sogno va da se, regina io e tu re
Di questa storia sempre a lieto fine
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità…

Un referendum popolare potrebbe risolvere la trappola di Amulsar?

Le recenti tensioni pubbliche sull'operazione di Amulsar sono state attribuite a dichiarazioni definite incoerenti da parte delle au...

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