26 gennaio 2012

"Hrand Nazariantz: Fedele d'Amore" un articolo di Antonio Calisi



Hrand Nazariantz, Fedele D'Amore


Il prof. Paolo Lopane ha curato il testo a regola d’arte, dal punto di vista contenutistico, mettendo in relazione i diversi contributi di Cosama Cafueri, Rosalia Chiarappa, Carlo Coppola, Dorella Cianci e Paolo Lopane che hanno partecipato alla presentazione della vita e del pensiero di Hrand Nazariantz.
Elevata l’introduzione di Bhogos Levon Zekiyan, studioso armeno docente di Lingua e letteratura armena presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.
L’opera, realizzata dall’editore F.A.L. Vision, è veramente pregevole. Eccellente anche la presentazione grafica del libro.
Hrand Nazariantz, nato a Uskudar, quartiere periferico di Costantinopoli, l’8 gennaio del 1886 muore a Bari il 25 gennaio 1962. Interessato ad assicurarsi il favore degli intellettuali europei alla causa armena, trova in Italia molti sostenitori, tra questi Giovanni Verga, Luigi Pirandello e Umberto Zanotti Bianco. Nel 1913 è obbligato ad abbandonare la sua patria a motivo della politica anti-armena dell’Impero Ottomano per rifugiarsi nel Consolato italiano di Costantinopoli dove sposò la cantante e ballerina di Casamassima (BA), Maddalena De Cosmis
Nella primavera dello stesso anno si reca profugo a Bari dove moltiplicò le relazioni sia con personalità della diaspora armena che con personaggi principali della cultura italiana, francese ed inglese, viaggiando anche all’estero per ragioni di studio. 
Nello stesso periodo fu assunto come docente di lingua francese e inglese presso l’Istituto Tecnico, Nautico e Professionale di Bari.

Muore l'ultimo Ulisse: ciao Theo Angelopulos


E' morto Theo Angelopulos, prima di lui era morto Ingmar Bergman. Ora i grandi sono davvero pochi forse Herzog, e Béla Tarr. Il cinema oggi è più povero, manca un padre. La perfezione lirica della sua spinta gnoseologica, si inchina si inchinava al perfetto divenire del tempo. Nessun aggettivo, forse solo qualche sostantivo e la sospensione del tragico come la sospensione della vita. Un amaro destino porta via i grandi in questo mese stregato di gennaio. Lo scorso anno Mario Monicelli uscì di scena da eroe della vita scegliendo lui quando porvi fine. Pensiero non cristiano si dirà ma eroico in senso alfieriano. L'uomo che sceglie la sua fortuna. 


La sera del 24 gennaio 2012, mentre attraversava una strada, Angelopoulos ha subito un gravissimo incidente, finendo investito dalla moto di una guardia speciale non in servizio. L'incidente è avvenuto a Keratsini-Drapetsona, località dell'Attica a ovest del Pireo nella quale Angelopoulos stava effettuando delle riprese. Gravemente ferito, è stato soccorso e trasportato nell'ospedale del Falero, in condizioni disperate. La morte è sopraggiunta poche ore dopo, intorno alle 22:00, a causa di una emorragia interna, quando il regista aveva già subito diversi arresti cardiaci. 

Con Anghelopulos va via una delle parti migliori della società greca, fra le più vitali. Non è mai stato un regista prolifico ma un uomo dai tempi lunghi che ha saputo più volte riscrivere le sue storie, reinventandosi e reinterpretare il senso della vita. 

Ha più volte collaborato con l'Italia, in particolare con lo sceneggiatore Tonino Guerra, che dismessi i panni di collaboratore di Federico Fellini, riuscì a dare all'amico greco l'essenzialità dello sguardo mantenendo una perfetta dilatazione temporale. 

Oggi registi come Theo Angelopulos, che sappiano riempire lo sguardo di sensi, lasciando che lo spettatore possa agire da interprete, non ce ne sono più, o sono comunque molto rari. Ci prova qualche orientale, e tra gli italiani di nuova generazione, ne siamo certi potrebbe averne buone possibilità anche la premiata ditta Mezzapesa-Gaeta se scegliesse di superare le attuali tematiche giovanili che ora affronta.

23 gennaio 2012

"Hrand Nazariantz. Le tracce e il volto" volume illustrato a cura di Cosma Cafueri




È stato pubblicato il Catalogo fotografico a cura di Cosma Cafueri, creato in occasione della mostra-convegno-commemorazione del 50esimo anniversario della scomparsa di Hrand Nazariantz. Il volume edito della casa editrice FaLvision Editore, contiene fotografie inedite appartenute a Hrand Nazariantz e alla sua famiglia. Contiene tra l'altro anche immagini di varie epoche che lo ritraggono insieme ad alcuni amici, noti intellettuali armeni. Molti di essi perirono brutalmente trucidati nel Genocidio del 1915.




Curatore: C. Cafueri
Editore: FaLvision Editore
Collana: [zu:m]
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 1 gennaio 2012
Pagine: 96 p., ill. , Brossura
EAN: 9788896931202

Hrand Nazariantz: Le Tracce e il volto il 25 gennaio a Bari


evento facebook https://www.facebook.com/events/285938098130183/

25 gennaio 2012 ore 16:30
Bari - Biblioteca De Gemmis, Santa Teresa dei Maschi

Saluti
Prof.ssa Silvia Godelli - Assessore Regionale al Mediterrano
Dott. Trifone Altieri - Vice Presidente della Provincia di Bari
Dott. Michele Emiliano - Sindaco di Bari

Introduce e modera
Prof. Cosma Cafueri - Presidente del Centro Studi Hrand Nazarianztz di Bari

Intervengo:
Prof. Cosma Cafueri - Nazariantz Oltre Nazariantz
Prof. Carlo Coppola - Nuovi cenni biografici
Dott.ssa Dorella Cianci - Un aedo tra Oriente e Occidente
Prof. Paolo Lopane - Ermetismo e Gnosi nell'opera di Nazariantz
Dott.ssa Rosalia Chiarappa - Una voce dal Silenzio

Reading di Vito Lopriore Letture dal Poeta

Prof. Kegham J. Boloyan - Armeni... in versi
Avv. Giulio Gigante - Ricordando l'amico
Sig. Gino Locaputo - Un bambino e Nazariantz
Dott.ssa Nellina Guarnieri - Gli Armeni in Puglia

Dibattito-Confronto:
prof.ssa Isabelle Oztasciyan Bernardini d'Arnesano - dott. Murat Cinar

Concerto Omaggio a Hrand Nazariantz: musiche di Schumann, Albeniz, De Falla, Rota, Casavola
Baritono - Alexander Schmidt,
Pianoforte - Elena Méndez Gallego

Buffet

durante il Convegno sarà presentato il volume Hrand Nazariantz Fedele d'Amore della Casa Editrice F.A.L. a cura di Paolo Lopane

22 gennaio 2012

Hrand Nazariantz, Fedele d'Amore edito da FAL Vision



evento facebook https://www.facebook.com/events/252021434858495/

(a cura di Paolo Lopane), Hrand Nazariantz, Fedele d'Amore, con introduzione di Bhogos Levon Zekiyan, Bari, F.A.L. Vision, 2012

Il prof. Paolo Lopane ha curato il volume in modo 
impeccabile dal punto di vista contenutistico e  
straordinario come si addice ad un Uomo della sua levatura culturale, e morale, mediando tra le diverse anime di quest'opera, tra le componenti eterodosse e ortodosse, nell'interpretazione della vita e del pensiero di Hrand Nazariantz coinvolgendo pienamente gli autori che si sono approcciati al grande intellettuale!
Il Lavoro compiuto dall'editore F.A.L. Vision è davvero notevole. Ottima anche la confezione grafica dell'oggetto libro.
 Il libro è in stampa e dalla settimana prossima sarà in vendita...per cui potete già prenotarlo all'indirizzo mail 

assistenza.ordini@falvisioneditore.com oppure  
                                                   info@falvisioneditore.com.
Complimenti a tutti!

20 gennaio 2012

"Hrand Nazariantz: Le tracce e il Volto" convegno e mostra fotografica a Bari

evento facebook https://www.facebook.com/events/285938098130183/


25 gennaio 2012 ore 16:30
Bari - Biblioteca De Gemmis, Santa Teresa dei Maschi

Saluti

Prof.ssa Silvia Godelli - Assessore Regionale al Mediterrano
Dott. Trifone Altieri - Vice Presidente della Provincia di Bari
Dott. Michele Emiliano - Sindaco di Bari

Introduce e modera

Prof. Cosma Cafueri - Presidente del Centro Studi Hrand Nazarianztz di Bari

Intervengono:


Prof. Cosma Cafueri - Nazariantz Oltre Nazariantz

Prof. Carlo Coppola - Nuovi cenni biografici
Dott.ssa Dorella Cianci - Un aedo tra Oriente e Occidente
Prof. Paolo Lopane - Ermetismo e Gnosi nell'opera di Nazariantz
Dott.ssa Rosalia Chiarappa - Una voce dal Silenzio

Reading di Vito Lopriore Letture dal Poeta


Prof. Kegham J. Boloyan - Armeni... in versi

Avv. Giulio Gigante - Ricordando l'amico
Sig. Gino Locaputo - Un bambino e Nazariantz
Dott.ssa Nellina Guarnieri - Gli Armeni in Puglia

Dibattito-Confronto:

prof.ssa Isabelle Oztasciyan Bernardini d'Arnesano - dott. Murat Cinar

Concerto Omaggio a Hrand Nazariantz: musiche di Schumann, Albeniz, De Falla, Rota, Casavola

Baritono - Alexander Emanuel Schmidt
Pianoforte - Elena Méndez Gallego

Buffet


durante il Convegno sarà presentato il volume Hrand Nazariantz Fedele d'Amore della casa editrice F.A.L.


17 gennaio 2012

Il 25 gennaio a Santa Teresa dei Maschi si ricorda la figura di Hrand Nazariantz [di Michele Altieri]


da http://www.lsdmagazine.com/il-25-gennaio-a-santa-teresa-dei-maschi-una-giornata-per-ricordare-hrand-nazariantz/9515/


Il “Centro Studi Hrand Nazariantz” di Bari, ribadendo che la propria manifestazione in memoria dell’intellettuale armeno si svolgerà a Bari presso la Biblioteca di Santa Teresa dei Maschi il giorno 25 gennaio 2012 a partire dalle ore 16:30, intende fare alcune precisazioni.
Il “Centro Studi Hrand Nazariantz” è un’Associazione Culturale registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Bari il 6 luglio 2011 (atto n.15697) che si propone come scopo principale di diffondere la conoscenza della figura e dell’opera di Hrand Nazariantz nel mondo giovanile e non. L’Associazione si propone tra l’altro di:
- ampliare la conoscenza della cultura letteraria, artistica e musicale dei popoli del Vicino Oriente Europeo ed Asiatico, in particolare di quello armeno attraverso contatti fra persone, enti ed associazioni;
- allargare gli orizzonti didattici di educatori, insegnanti ed operatori sociali e culturali, riguardo alla cultura della diaspora dei popoli del Vicino Oriente Europeo ed Asiatico e di trasmettere l’amore per tale cultura come un bene per la persona e valore sociale;
- proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’ideale dell’educazione permanente.
- Promuovere, insomma, tutte le altre iniziative che siano ritenute idonee al raggiungimento dello scopo sociale.
L’Associazione è apolitica, apartitica e aconfessionale e non ha scopo di lucro. In questi primi sette mesi di vita il “Centro Studi Hrand Nazariantz” si è adoperato per cercare partner, pubblici e privati, che potessero contribuire alla piena assoluzione degli scopi
sociali. Per tale ragione, la prima iniziativa programmata è stata l’organizzazione della
manifestazione per i 50 anni dalla scomparsa dell’intellettuale armeno. Tale evento per ragioni logistiche è diviso in due tappe. Il primo appuntamento si è svolto a Conversano il 5 dicembre 2011.
In questa città il poeta visse e lavorò nei tardi anni della sua esistenza e lasciò un segno profondo, soprattutto di carattere pedagogico. collaborando a varie iniziative volte ad animare il panorama culturale della società conversanese dell’epoca, e in modo particolare l’Università Popolare. La seconda tappa si svolgerà a Bari, come si è detto il 25 gennaio 2012, nel giorno del 50° anniversario dalla scomparsa dell’autore.
L’intero evento si svolge sotto il patrocinio delle principali istituzioni politico-culturali
presenti sul territorio: Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, Provincia di Bari, Comune di Bari, Comune di Conversano, Comunità Armena di Roma.
L’iniziativa gode inoltre della collaborazione di importanti personalità della cultura armena,
turca, siriana, greca, spagnola e tedesca presenti in Italia: il prof. Bogos Levon Zekyian, la prof.ssa Isabelle Oztasciyan Bernardini d’Arnesano, il prof. Kegham J. Boloyan, il dott. Robert Attarian (quest’ultimo già in anni precedenti aveva preso parte ad iniziative organizzate a Bari dai membri del medesimo Centro Studi), il dott. Murat Cinar, i giovani musicisti Alexander Schmidt, Elena Méndez Gallego guidati dal maestro Domenico Di Leo; incontra l’incoraggiamento e il sostegno di personalità della cultura e della politica e italiana e armena a Bari quali la prof. ssa Silvia Godelli, il dott. Michele Emiliano, il prof. Francesco Schittulli, il signor Rupen Timurian, l’editore Luciano Pegorari, la famiglia del compositore Franco Casavola. Anche i curricula degli associati al Centro Studi testimoniano una consuetudine con lO studio dell’intellettuale armeno Hrand Nazartiantz. Ne è testimonianza una mostra svoltasi a Conversano circa venti anni fa su analoghi temi curata dal prof. Cosma Cafueri, la tesi di Laurea in Storia Contemporanea della dott.ssa Rosalia Chiarappa, la conferenza organizzata dal prof. Paolo Lopane, in collaborazione con il prof. Carlo Coppola tenutasi in data 24 aprile 2009 presso l’ Istituto Tecnico Commerciale e Linguistico “Marco Polo” di Bari.
Nonostante tutti gli sforzi organizzativi ed economici profusi, ben oltre il contributo delle
istituzioni, e la riuscita del primo evento a Conversano, come dimostrato anche da una robusta rassegna stampa, ora altri vogliono profittare del nostro impegno e della nostra opera creando altre manifestazioni, adoperando i contatti che in anni di lavoro, anche prima della fondazione del nostro Centro Studi, abbiamo creato.
Tali iniziative sono state organizzate da persone che hanno cercato collaborazione con il
nostro Centro Studi e, dopo averla ottenuta, hanno negato, di contro, sebbene sollecitati ed invitati ufficialmente, qualsiasi ulteriore contatto, non facendo neppure pervenire al “Centro Studi Hrand Nazariantz” alcuna notizia circa il contemporaneo svolgimento delle analoghe iniziative. Tali azioni non fanno altro che gettare confusione nell’opinione pubblica e nelle istituzioni, che, non comprendendo, rischiano di allontanarsi dall’argomento, gettandolo nuovamente in un imperdonabile oblio.
Il “Centro Studi Hrand Nazariantz”, certo di rendere miglior servigio alla memoria del
proprio autore con mostre e convegni interculturali, si è adoperato, e si adopera, a reperire risorse atte a garantire al proprio evento un respiro internazionale degno della figura e del messaggio di Hrand Nazariantz.
Lasciamo dunque ad altri l’istituzione di nuove superbe ruine, cippi, targhe ed altri
monumenti che l’intellettuale turco-armeno, vissuto da esule spartano e povero fino all’inedia, non avrebbe certamente gradito. Era uomo di libero pensiero, poeta, letterato, politologo, giornalista, per questo Hrand Nazariatz rappresenta per noi una ricerca continua d’umanità, attraverso le sue tracce e il suo volto.

16 gennaio 2012

Il Salento Metafisico di Carmelo Bene. F.A.L. VISION EDITORE



Finalmente ecco in anteprima mondiale la copertina del volume di Lorena LiberatoreIl Salento Metafisico di Carmelo Bene, con saggio introduttivo di Carlo Coppola, F.A.L. VISION EDITORE, collana [zu:m], www.falvisioneditore.com prezzo euro 13,50.

   Il libro è in stampa e dalla settimana prossima sarà in vendita...per cui potete già prenotarlo all'indirizzo mail assistenza.ordini@falvisioneditore.com oppure info@falvisioneditore.com.

13 gennaio 2012

Il 14 gennaio a Bari il direttore di “Famiglia Cristiana” Don Antonio Sciortino [di Carlo Coppola]



da http://www.lsdmagazine.com/immigrazione-il-14-gennaio-a-bari-il-direttore-di-famiglia-cristiana-2/9485/


Il 14 gennaio a Bari il direttore di “Famiglia Cristiana” Don Antonio Sciortino

12 GENNAIO 2012 NESSUN COMMENTO Stampa questo articolo STAMPA QUESTO ARTICOLO
Don Benedetto Labate


Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue in San Rocco
Via Putignani 237 – BARI

incontro con:

Don Antonio Sciortino
Direttore del settimanale FAMIGLIA CRISTIANA ed autore del libro
Anche Voi Foste Stranieri

sul tema:
IMMIGRAZIONE ED INTEGRAZIONE:
senza una degna accoglienza può esserci una degna convivenza?



Si svolgerà a Bari sabato 14 gennaio alle ore 17.00, nell’auditorium della Parrocchia Preziosissimo Sangue in S. Rocco  un convegno dal titolo Immigrazione ed integrazione: senza una degna accoglienza può esserci una degna convivenza?. L’evento è organizzato dalla Comunità Parrocchiale del Preziosissimo Sangue in S. Rocco e affronterà uno dei temi che suscitano il maggior interesse dei Baresi: l’integrazione dei migranti nella città di Bari.
«L’obiettivo principale dell’incontro-dibattito – afferma il giovane Parroco e missionario Don Benedetto Labate - è quello di capire come gli stranieri vivono l’integrazione nella nostra città, quali sono le principali problematiche riscontrate e come poter intervenire per poter contribuire alla formazione di una città che cresca valorizzando le diversità».
Ospite d’onore dell’incontro sarà Don Antonio Sciortinodirettore di “Famiglia Cristiana” e autore del libro: “Anche voi foste stranieri”.
Nel volume, edito dalla casa editrice Laterza, l’eminente sacerdote e giornalista ha sostenuto che oggi è in atto uno ‘scontro di civiltà’. Ma non tra Occidente e Oriente. O tra cristianesimo e islam. Il vero scontro di civiltà si gioca in Parlamento e nelle piazze. Temi della contesa, l’accoglienza e il rispetto della persona straniera. A prendere il sopravvento è il principio dell’indesiderabilità ha spiegato don Sciortino con disappunto. «Irregolari e clandestini sono da espellere. Sì, ci sono, ma non dovrebbero esserci. Non li vogliamo. Anche quando vivono come bestie, come a Rosarno, nessuno muove un dito. Se vogliono un’altra possibilità, la cerchino altrove. In altri Paesi, non in Italia. Per un Paese, come il nostro, che si dichiara cattolico, è difficile capire come si possa discriminare gli stranieri e atteggiarsi poi a difensori del crocifisso.»
Esistono quindi due italie che si contrappongono.
«A torto o a ragione. C’è chi soffia sul fuoco, alimentando paure e tensioni. Chi affronta il problema con superficialità e di fronte a un immigrato, sbuffa infastidito. Quasi non lo riguardasse. E chi capisce che una soluzione va trovata. Nell’accoglienza e nella legalità. Due Italie si contrappongono. Quella ‘arrabbiata’, pugno serrato e muso duro, che ‘digrigna i denti’ e sbava di livore. E l’altra, quella dei buoni sentimenti, accusata di ‘buonismo’, ma solidale, coi piedi per terra. Come chi guarda in faccia la realtà. Quale Italia prevarrà? In gioco c’è il nostro futuro. E la speranza del Paese.» Antonio Sciortino interviene con forza e senza reticenze: come in un reportage, racconta la diffusa xenofobia delle nostre città, il sospetto e i luoghi comuni alimentati dalla politica, le storie di discriminazione, le tante risposte sbagliate e aberranti ai problemi reali. E cosa fa la Chiesa in questa «società dei mille colori» che è già oggi il nostro Paese perché un essere umano sia un essere umano e basta.»
La posizione di don Antonio Scortino è quindi chiara sin dal suo libro-inchiesta. L’immigrazione costituisce una risorsa preziosa per l’Italia. Nel volume sono presenti le cifre del contributo al benessere del nostro Paese da parte degli immigrati, o come preferiamo definirli, migranti. Tante sono le storie del lavoro di persone che occupano i più diversi settori produttivi della società italiana. Tanti anche i racconti di ordinario sfruttamento, emarginazione e discriminazione, purtroppo alimentate da prese di posizione di una parte della classe politica. Contro questa ondata xenofoba, Don Sciortino ha condotto negli ultimi anni una vibrante e argomentata campagna di opinione attraverso le pagine del settimanale che dirige e che resta il più venduto e progressista dell’intero mondo cattolico. Molte sono state anche le polemiche che questa presa di posizione ha suscitato, per il modo chiaro e netto con cui don Sciortino ha affrontato il tema.

10 gennaio 2012

Salviamo la Reggia di Carditello


Salviamo la Reggia di Carditello, che tra saccheggi degrado e rifiuti, versa in condizioni disperate, nella totale assenza di tutela da parte della sopraintendenza senza fondi. Inutili le numerose iniziative adottate dalle associazioni locali e la proposta di legge per l' acquisto della reggia da parte della Regione nel 2007 che non è stata mai approvata in giunta, il tribunale di Capua ha ufficialmente messo all' asta l' intero sito e si temono future speculazioni, il rischio che il Reggia di Carditello possa finire nelle mani di privati o della malavita organizzata è sempre più elevato. Pertanto chiediamo l'iscrizione dell'intero Sito nella Lista dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco, insieme al Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta, con il Parco, l'Acquedotto Carolino e il complesso di San Leucio.

La Reale tenuta di Carditello, sita in San Tammaro, provincia d Caserta, detta anche Real sito di Carditello oppure, con riferimento alla palazzina ivi presente, Reggia di Carditello, faceva parte di un gruppo di 22 siti della dinastia reale dei Borbone di Napoli posti nella Terra di Lavoro: Palazzo Reale di Napoli, Reggia di Capodimonte, Tenuta degli Astroni, Villa d'Elboeuf, Reggia di Portici, Villa Favorita, Palazzo d'Avalos nell'isola di Procida, lago di Agnano, Licola, Capriati a Volturno, Cardito, Reale tenuta di Carditello, Reale tenuta diPersano, Fasano di Maddaloni, Selva di Caiazzo, Sant'Arcangelo, Reggia di Caserta, San Leucio, Casino del Fusaro, Casino di Quisisana, Mondragone e Demanio di Calvi. 
Questi siti non erano solo semplici luoghi per lo svago (soprattutto per la caccia) della famiglia reale borbonica e della sua corte, poiché, è importante sottolineare, che in alcuni casi costituivano vere e proprie aziende, espressione di imprenditoria ispirata dalle idee illuministiche in voga in quei tempi. Si citano per esempio gli allevamenti della Fagianeria di Caiazzo, la produzione della seta a San Leucio, la pesca al Fusaro, gli allevamenti della Tenuta di Persano e del Demanio di Calvi. 
 Nel 1920 gli immobili e l'arredamento passarono dal demanio all'Opera Nazionale Combattenti e i 2070 ettari della tenuta furono lottizzati e venduti. Rimasero esclusi il fabbricato centrale e i 15 ettari circostanti, disposti a ventaglio sui lati ovest, nord ed est del medesimo complesso, che nel secondo dopoguerra entrarono a far parte del patrimonio del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno. 
Nel 1943 fu occupata dalle truppe tedesche di occupazione che vi stabilirono il proprio comando. I vandalismi dei soldati contribuirono a incrementare lo stato di degrado. 
Da molti anni la tenuta è in uno stato di abbandono, che l'ha reso sconosciuto ai più e relegata in una posizione inferiore rispetto ad altre località e siti di interesse artistico. Nonostante il grave stato di decadenza e la scomparsa dei boschi che ne facevano da cornice, sono ancora intuibili la ricchezza e bellezza artistica e architettonica della Reggia e la stupenda veduta d’insieme del sito, elementi che hanno fatto nascere l'antico appellativo di "Reale Delizia". Tuttavia è anche evidente l'urgenza d'arrestare la razzia di decori, sculture, arredi architettonici, ormai in atto da troppi anni. 
Con Ordinanza del 27 Gennaio 2011 Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Ufficio Esecuzioni Immobiliari dispone le vendita all'asta del complesso monumentale denominato Real Sito di Carditello al prezzo base di € 20.000.000,00.

05 gennaio 2012

Tre Liriche di Nazariantz da "I Sogni Crocifissi"



"Sogni crocifissi" di Hrand Nazariantz 

Bari ha un ospite illustre, un Armeno: Hrand Nazariantz. Egli vive nella città nostra la vigilia ardente della sua grande e generosa Patria. Di lui che anche fra i nostri più graditi collaboratori ci siamo occupati altre volte; prossimamente diremo ampiamente di un suo libro in versi che fra qualche settimana la casa editrice concittadina "Humanitas" diretta con studio costante e con grande da Piero Delfino Pesce, pubblicherà.
Sono i sogni crocifissi nella versione italiana di albicocca vile che prossimamente presto recensiremo e di cui oggi si è dato offrire ai lettori una bella primizia, grazie alla cortesia dell'autore dell'editore.
Diamo alcune liriche fra le più significative, nell'ardita versione di quel forte ingegno originale che è Enrico Cardile.


SERA 

Vieni: nel oblio profondo
seppelliamo il Passato
i ricordi
e nella sera immensa deserta di opale
chiudiamo il libro d'oro
della nostra Speranza.

Così senz'avvertenze
trascorriamo:
come una stella sanguigna
per questo cupo firmamento
fra tante ardenza splendeva
la viva face del cuore
nostro
il nostro povero Me...

Ecco la notte:
o preparata ansia de le rose
per l'ora fatale e suprema!
Mentre la notte vasta si rischiara
l'anima nostra
superba sofferente
dopo aver sette volte
rabbrividito con i cipressi del bosco divino
- senza rimpianto -
s'eleva o vanisce.....



I BACI


Conosco i baci fioriti
senza rumor sulle bocche
pallide come morenti
Conosco i baci infuocati
Solo il materno pianto
Gorgoglio il ruolo profondo
conosco baci eternali
Fiore di labbra cristiane
a puri altari celesti
conosco i classici ardori
[perdutisi] in bacio che segna
tacita adorazione
[] per i cuori dolenti
di un bacio un unico bacio
che attenua sempre il dolore



SUL BATTELLO D'ESILIO


Battello d'Esilio, dove rechi
l'anima peregrina?
Nel vespero incantevole
da l'alito caldo,
le tue vele si incendiano
sanguinosamente...

Dove, in tal porto rechi
tu la triste anima
tragica e disperata
- in coma sotto gli allucinanti
bagliori del tramonto -
dove, dove o arcano
mio battello d'esilio?
verso qual meta t'[a]gita
il folle sogno
che rantola e sogghigna
ne l'infinito spazio
ed attende la Tenebra?
quale atroce secreto, o taciturno
ascondi a la mia anima,
a questa realtà fantastica
chiusa ne la sua amara nostalgia
per cui tu sembri un feretro ardente
nel tumultuar de la sera levantina
inconsolabile e inconsolata?

O mia anima!... Spinta ferocemente
verso il grande Miraggio
- e chiama e chiama invano -
tu incontri ovunque
sotto gli occhi dolorosi
gli esecrati orizzonti ove sta scritta
la superba parola,
vuota parola
costante sospiro e dileggio,
parola senza dio,
fredda e passionata,
ma cristiana a e pagana,
odio ed amore
meditazione tormento saggezza
La "Morte" La "Morte"....

02 gennaio 2012

Teresa De Avila - Nada Te Turbe (Taizè Version)


La-         Re-7  Sol               Mi- 
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi: 
Fa        Re-6  Mi           La- 
chi ha Dio   nulla gli manca. 
La-         Re-7  Sol               Mi- 
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi 
Fa    Re-6  Mi   La- 
solo Dio   ba - sta! 
La-         Re-7    Sol          Mi- 
Nada te turbe, nada te espante: 
Fa                   Re-6  Mi         La- 
quien a Dios tiene nada le falta. 
La-         Re-7    Sol          Mi- 
Nada te turbe, nada te espante 
Fa    Re-6  Mi   La- 
solo Dios ba - sta!


Nada te turbe,
nada te espante,
quien a Dios tiene
nada le falta.
Solo Dios basta.

Todo se pasa,
Dios no se muda,
la paciencia
todo lo alcanza.

Todo se pasa,
Dios no se muda,
la paciencia
todo lo alcanza.

Nada te turbe
Nada te turbe,
nada te espante
nada te espante,
quien a Dios tiene
quien a Dios tiene
nada le falta
nada le falta.
solo Dios basta
Dios basta.

Nada te turbe
Nada te turbe,
nada te espante,
quien a Dios tiene
Dios basta.

Solo Dios
Nada te turbe,
solo Dios
nada te espante,
solo Dios
solo Dios,
solo Dios
solo Dios basta.

01 gennaio 2012

«Io voglio: un tetto per ogni famiglia, del pane per ogni bocca, educazione per ogni per ogni cuore, luce per ogni intelligenza»


Bartolomeo Vanzetti

Una vita proletaria fu scritta nel 1923 da11'emigrante anarchico Bartolomeo Vanzetti in un carcere degli Stati Uniti d'America prima di essere ucciso - innocente - sulla sedia elettrica nel penitenziario di Charlestown la notte tra il 22 e il 23 agosto del 1927. L’autobiografia ebbe un grande successo e venne pubblicata immediatamente su venti giornali americani.

È la vita di un grande Uomo, onore e vanto dell'umanità che lotta per la libertà, la giustizia, la verità e la tolleranza. È uno straordinario documento umano e politico, nel quale un uomo, prossimo alla morte, ripercorre le tappe della propria vita senza trovarvi nulla che giustifichi l'ingiustizia che, insieme con Nicola Sacco, sta patendo: non ha mai rubato, non hai mai ucciso, anzi ha speso la propria esistenza lottando per condizioni migliori di vita per tutta l'umanità. 

Ma Sacco e Vanzetti erano due emigranti, per di più anarchici e italiani. Solo per questa «colpa» furono condannati a morte e la «civile» America restò sorda a tutti gli appelli che arrivavano da ogni parte per chiedere la revisione del processo per provare l’estraneità al delitto del quale erano stati accusati e il riconoscimento dell'innocenza dei due lavoratori italiani. 

Dopo cinquant'anni di ritardo, gli Stati Uniti d'America hanno riconosciuto ufficialmente l'errore giudiziario riabilitando i due anarchici, ritenuti innocenti già all'indomani del processo dai lavoratori di tutto il mondo, che si batterono con passione, rabbia e invincibile speranza per strapparli alle mani assassine del boia. 

Una vita proletaria è la vita di un onesto lavoratore che sfida gli Stati Uniti d'America e li mette in ginocchio, anche se alla fine, dopo lunghi anni di lotta e di resistenza, viene ucciso. Con la loro vicenda, Sacco e Vanzetti hanno segnato una pagina indelebile nella storia degli uomini liberi e - ancora oggi - sono, in tutto il mondo, simboli imperituri della libertà e della giustizia calpestata. 

Insieme al1'autobiografia di Vanzetti viene pubblicata anche la coraggiosa e avvincente arringa difensiva che lo trasforma da accusato ad accusatore. E un documento di cultura politica, proletaria e rivoluzionaria nel quale non si pente, ma accusa il potere della infame persecuzione che hanno patito solo perché anarchici e italiani. Queste, le loro uniche colpe! 

Sono presenti nel libro, oltre all'arringa difensiva di Nicola Sacco, le ultime e struggenti lettere che i due martiri scrissero dal carcere ai loro compagni e ai loro familiari, dove - come in tutte le azioni della loro vita - continuano a parlare il linguaggio de11'amore, della speranza, dell'anarchia e della libertà. 

Bartolomeo Vanzetti, Una vita proletaria. Prefazione di Giuseppe Galzerano, edizione, 2005, pagine 112 (con foto).

Buon Anno 2012


Se vuoi fare un lavoro fruttuoso per un anno,
semina del grano;
se vuoi farlo per dieci anni, pianta un albero di albicocche;
se, invece, per i secoli, educa un uomo.


(Proverbio armeno)

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