è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

30 dicembre 2012

Due ragazzi armeni muoiono nei pressi del CARA di Bari



Si chiamavano Haik S. e Senik T. (24 anni e 31 anni rispettivamente) i due ragazzi armeni morti il giorno 28 dicembre 2012 a Bari mentre camminavano lungo la ferrovia dalle parti di Fesca. Venivano dal CARA di Palese ed erano in Italia da un mese come immigrati 'richiedenti asilo politico'. 

Noi come Centro Studi Hrand Nazariantz portiamo il nome di un immigrato come loro e dovremmo riflettere anche noi su quanto avviene lungo le altre sponde al riguardo di tutte le migrazioni che stanno avvenendo. 

Ce n'è abbastanza per approfondire la sfortunata vicenda di questi due ragazzi e perchè si rifletta su queste giovani vite che si sono spente sulla porta di casa nostra mentre speravano di avere una possibilità. Si è sfortunati anche a morire alla vigilia dei soliti assurdi bagordi di chi ha tanto e lamenta miseria.

Non dimentichiamoci i loro nomi. Almeno noi. Invito tutti a porre un pensiero e una preghiera.

                                                 
                                                     Il presidente del Centro Studi Hrand Nazariantz
                                                                          prof. Cosma Cafueri

Bon voyage, madame Rita Levi Montalcini

Si spengono le stelle che hanno dimostrato cosa c'è di buono in questo Paese....

Si moltiplicano sulla rete i momenti di cordoglio per una grande donna italiana, che tenne testa senza parola eclatanti ma con l'efficacia della ricerca e della scienza al dilagare della dell'abuso della femminilità organizzato dalle televisioni commerciali italiane e dal loro mentore e capo di alcuni governi. I suoi appelli da tutti condivisi, però, restano inattesi ed è stato così che l'Italia si trova dov'è.
Noi tutti ci auguriamo che, a prendere il suo posto non giungano, altri Senatori a Vita modello Mario Monti che ora infangano lo Stato e la Chiesa Cattolica donando 5 milioni di euro ad una fondazione riconducibile ad un alto prelato, cercando di acquistare, così, il voto politico di una parte della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. 

La stessa Rita Levi Montalcini disse tra l'altro:

"Le Donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di "mostrare" nulla, se non la loro intelligenza." 
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"Tutti dicono che il cervello sia l'organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. 
Nei ragionamenti del cervello c'è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni."

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"Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella "zona grigia" in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi."

27 dicembre 2012

Buongiorno, Buonanotte di Carlo Coppola


                                                                                                                 
ad Aldo Moro
Quando lo Stato si fece sopraffare dalle cose
quando il fascismo delle anime incolte
allo spergiuro violò l'uomo sacro
alla sacralità dell'uomo.

Non fu mio nonno
non fu mio padre
ma forse fui io stesso, stremato.

Guardando la mia morte, piansi
guardando la mia vita, finita,
piansi quella infinita.

Ora che la speranza cedette il passo
al segno occulto.
Preso, trasformato,
trasfigurato, consustanziato.

Quanti pianti di fronte al Santissimo,
tutta l'Eucaristia vissuta tutta
sulla pelle con fervore più vivo
con sentimenti di Fede, di Speranza, di Carità.

Dove sono finiti tutti!

Afflizione etica ed estetica
E'sempre lo stesso film, solo a frammenti

Gli avieri che sparano precisi
ed allora fui stato, sono e che sarò.

Altro non v'è se non il richiamo del sangue,

verso un più bel giorno,
per un'oscura notte!

23 dicembre 2012

Casale che resiste, Casale che non muore



orgoglioso di essere casalese, 
 delle miei origini, 
 delle lacrime spese per questa terra martoriata, 
 per una antica nobiltà di Sangue, 
 persa negli evi persi al destino.
 Onore a tutti quelli che mi hanno fatto piangere, 
e gioire oggi come un bambino
che scopre il tramonto più bello del mondo,
 e la rinascita sotto i proprio occhi!

12 dicembre 2012

Permessi scolastici per la partecipazione al concorso MIUR




Sapete quale tipo di permesso bisogna chiedere per assentarsi da scuola per la partecipazione al concorso?

Commenti

Commento 1 il mio capo ha detto che ci tocca solo un permesso non retribuito

Commento 2 ma dobbiamo richiedere un giorno di ferie o un permesso? perchè su orizzonte scuola mi è parso di capire che il permesso implica sospensione del contratto per quel giorno..

Commento 3 il mio capo non vuole dare ferie perchè secondo lui non ci spettano

Commento 4 Cambio di giornata libera!

Commento 5 tutto questo questo è uno scandalo! il non corretto funzionamento della pubblica amministrazione era uno dei punti del ricorso!

Commento 6 http://www.orizzontescuola.it/news/concorso-scuola-lillegittimit-del-permesso-non-retribuito-precari

09 dicembre 2012

Bifest 2013 le prime novità, i laboratori, gli ospiti e le varie giurie


Si è svolta presso la sala Modugno del Hotel Boscolo (già Albergo delle Nazioni) di Lungomare Nazario Sauro a Bari, la conferenza stampa preliminare di medio termine del Bif&st-Bari International Film Festival 2013 che si terrà a Bari dal 16 al 23 marzo 2013. A presentare le iniziative in programma sono intervenuti gli organizzatori tecnici e alcuni dei principali sponsor, e non i rappresentanti politico-istituzionali, perché, come ha ribadito lo stesso Felice Laudadio, direttore artistico del festival, la conferenza stampa in oggetto era riservata agli addetti ai lavori. Infatti ad esporre il ricco programma sono stati Silvio Maselli, eAntonella Gaeta rispettivamente direttore e presidente della fondazione Apulia Film Commission, e lo stessoFelice Laudadio. La presidente Gaeta, giornalista e sceneggiatrice di chiara fama, ha tracciato un bilancio scientifico-sentimentale di questo suo primo anno di attività di presidenza in cui ha fin ad ora collaborato alla preparazione di ben due edizioni della kermesse barese, constatando - con l’entusiasmo che spesso le abbiamo sentito partecipare da spettatrice - quanto la manifestazione sia cresciuta in termini di numeri ed attenzione del pubblico e dei critici. Similmente si è espresso Silvio Maselli, il quale ha percorso un bilancio più approfondito delle passate edizioni ed ha ribadito come insieme a quello di Torino, il festival barese rappresenti un unicum in Italia, in quanto si propone di essere il luogo in cui l’industria del Cinema si incontra, dialogando, con lo spettatore. In tal senso due iniziative completamente nuove si propongono di rafforzare il rapporto tra pubblico e addetti ai lavori ed entrambe si svolgeranno sotto l’egida diretta della Apulia Film Commission: la prima si riferisce ad un laboratorio dal titolo Il mestiere del Critico, riservato a 30 partecipanti selezionati, che sarà tenuto dai critici Silvana Silvestri del Manifesto e Massimo Causo direttore di Sentieri Selvaggi. La seconda riguarderà invece le eccellenze tecniche pugliesi presenti nella Production Guide di Apulia Film Commission, i cui i membri più titolati ed esperti potranno essere ammessi a colloquio con produttori e tecnici del Cinema nazionale e internazionale che giungeranno in Puglia durante il festival, in una sorta di pitch
A prendere la parola infine è stato Felice Laudadio che ha descritto la struttura del festival di quest’anno e in particolare si è soffermato sulla parte del festival dedicata al genio di Federico Fellini con una retrospettiva, e tanti materiali di repertorio, documentali e inediti. Il festival aprirà i battenti con la mostra I disegni di Federico Fellini dal Libro dei sogni allestita dal 1° marzo nella Sala Murat e verrà ufficialmente inaugurata il 15 marzo, alla presenza di Francesca Fellini, nipote di Federico e curatrice della mostra, e di Fiammetta Profili, storica collaboratrice del regista. Il festival inoltre si propone di acquisire sempre più carattere multidisciplinare grazie all’apporto della letteratura, e in particolare con la messa in scena di opere teatrali tratte da Alda Merini, Carlo Emilio Gadda e Shakespeare, realizzate da grandi attori della scuola di Orazio Costa quali Marcello Prayer e Alessio Boni, Fabrizio Gifuni, e Roberto Herlizka.
Ampio spazio sarà dato come sempre ai laboratori come il Laboratorio per attori che sarà dedicato al “metodo” del maestro Orazio Costa e vedrà fra i suoi protagonisti alcuni dei suoi allievi quali Alessio Boni, Fabrizio Gifuni, Roberto Herlitzka, Luigi Lo Cascio e Marcello Prayer.
Il calendario di questo ciclo prevede alcuni incontri col pubblico (ad ingresso gratuito, mentre gli spettacoli avranno un costo di 7 euro) che verranno ospitati dal Teatro Forma alle ore 15: Marcello Prayer, che è stato prima allievo di Costa durante la sua esperienza barese del 1985-88 e in seguito suo assistente per 14 anni, terrà la sua introduzione il 16 marzo; il giorno successivo toccherà a Fabrizio Gifuni parlare di Costa alle 15, mentre nella stessa serata darà vita al suo spettacolo ispirato a Carlo Emilio Gadda; il 18 toccherà a Alessio Boni ricordare nel pomeriggio la sua esperienza formativa con Costa all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma e in serata dar voce, con Marcello Prayer, alle stupende liriche della grande poetessa Alda Merini; la drammaturga e massima studiosa di Orazio Costa, Maricla Boggio, parlerà della messa in scena dell’Amleto nel pomeriggio del 19 mentre nella stessa serata, mentre al Fortino, Roberto Herlitzka interpreterà il suo celebre monologo ExAmleto di cui parlerà nel pomeriggio del giorno successivo al Teatro Forma; nel quale alle 21 del 21 marzo si esibirà un altro famoso allievo di Costa in un monologo ispirato a Pirandello: Luigi Lo Cascio, che nel pomeriggio del 22 commenterà con il pubblico il suo spettacolo e il suo rapporto con Costa.
Altri Laboratori riguarderanno altri mestieri del cinema, lo sceneggiatore Giorgio Arlorio terrà un laboratorio di 7 giorni, con prove sperimentali di scrittura, dedicato al Mestiere dello sceneggiatore riservato a 50 partecipanti selezionati. Il cinematographer Roberto Girometti terrà un Laboratorio di cinque giorni dedicato al Mestiere del direttore della fotografia, riservato a 30 partecipanti selezionati. L’art director Gianni Quaranta terrà un Laboratorio di cinque giorni dedicato al Mestiere dello scenografo, riservato a 30 partecipanti selezionati. I bandi di partecipazione sono pubblicati sul sito www.bifest.it. Scadenza: 7 gennaio.
A consolidare il rapporto tra spettatori e BIFest ci saranno come sempre le giurie del pubblico. Saranno come sempre 3.
1. Panorama internazionale (Petruzzelli) Giuria composta da 50 spettatori e presieduta da Ulrich Felsberg. Attribuirà il Premio Bif&st del pubblico per il miglior film, la migliore attrice e il miglior attore protagonisti.
2. ItaliaFilmFest/Documentari (Multicinema Galleria) Giuria composta da 30 spettatori e presieduta da Gianluca Arcopinto. Attribuirà il Premio Vittorio De Seta per il regista del miglior film documentario.
3. ItaliaFilmFest/Cortometraggi (Multicinema Galleria) Giuria composta da 30 spettatori e presieduta da Daniele Vicari. Attribuirà il Premio Michelangelo Antonioni per il regista del miglior film di cortometraggio.
Gli spettatori interessati a far parte delle tre giurie 
dovranno inviare la propria candidatura rispettivamente agli indirizzi: giuria.panorama@bifest.it; ; giuria.documentari@bifest.it; giuria.cortometraggi@bifest.it entro il 7 gennaio 2013, con indicazione nell’oggetto: “Iscrizione giurie”, accompagnandola con un breve C.V. non superiore alle 10 righe e con indicazione della giuria cui si desidera partecipare (Panorama, documentari o cortometraggi). Possono partecipare i soli spettatori maggiorenni. E possono partecipare anche gli spettatori che hanno fatto parte delle varie giurie negli anni precedenti. Ovviamente ci si può candidare ad una sola giuria. Sarà cura della direzione artistica del festival selezionare gli ammessi che verranno prescelti sulla base dei curricula.
Argomento a parte riguarda i grandi ospiti previsti, tanti come al solito. Premi Fellini per l’eccellenza cinematografica verranno attribuiti – nel corso delle serate al Teatro Petruzzelli – ad alcune personalità del cinema italiano e internazionale cui saranno dedicati altrettanti Tributi e che terranno anche le Lezioni di cinema. Sono al momento confermate le presenze del regista Stephen Frears e dell’attrice Charlotte Rampling, pluripremiati esponenti del cinema britannico, e degli art director Premi Oscar Dante Ferretti Francesca Lo Schiavo. A questi nomi si aggiungeranno altre personalità del cinema internazionale insignite del Premio Fellini. Il Premio Fellini per l’eccellenza artistica verrà attribuito nella serata di mercoledì 20 marzo ad Adriano Celentano.

Testo e Foto di Carlo Coppola

05 dicembre 2012

“Dai tronchi d’ulivo ai tralci di vite” Olio e vino fra passato e presente


Verrà inaugurata Giovedì  6 dicembre alle ore 18.00, a Conversano, presso il Polo Museale MUSeCO – Castello Acquaviva d’Aragona  la Mostra   Dai tronchi d’ulivo ai tralci di vite Olio e vino fra passato e presente organizzata dall’Amministrazione Comunale di Conversano – Assessorato alle Politiche Culturali e cofinanziata dall’Unione Europea, con la quale si intende sottolineare l’interazione che da secoli lega il nostro territorio alla vite e all’ulivo, al vino e all’olio, legandosi ad importanti fasi evolutive dell’agricoltura, del commercio, delle produzioni olearie, enologiche ed agro-alimentari: risorse che per Conversano rappresentano tuttora un importante comparto del settore produttivo.
Il percorso scientifico della Mostra, curato dalla Storica dell’arte Michela Toccidell’Associazione Culturale Comunic’Arteventi, si articola in tre sezioni; la prima dedicata ad antichi manufatti ceramici per l’olio ed il vino provenienti della Collezione storica Vestita di Grottaglie, la seconda a testimonianze della civiltà contadina messe a disposizione da collezionisti di Conversano.
La terza sezione è dedicata, invece, ad una significativa selezione di opere d’arte contemporanea, ovviamente ispirate alla vite e all’ulivo, che  aiutano a comprendere quale sia l’interazione fra un’eredità millenaria e l’attuale contesto culturale “globalizzato”. Autori delle opere, realizzate con tecniche differenti ma ugualmente capaci di evocare atmosfere e suggestioni, sono alcuni fra i maggiori artisti pugliesi come Angiuli, Avellis, Conenna, Conti, Granito, Guaricci, Rapio, Rizzi, Sivilli.
La Mostra intende proporsi non solo come evento culturale ma - partendo da esso - diventare un volano per lo sviluppo economico del territorio e delle laboriose aziende che vi operano, rapportandosi ad eventi come Un filo d’olio: festa dell’olio extravergine d’oliva, che si svolgerà nel Borgo antico l’8-9-10 febbraio 2013.
All’inaugurazione prenderanno parte il Sindaco di Conversano, Giuseppe Lovascio, l’Assessore alle Politiche Culturali, Pasquale Sibilia, la Curatrice della Mostra, Michela Tocci e gli Artisti autori delle opere esposte. 
Info:
0804956517 (Iat),

04 dicembre 2012

omaggio a Sergio Zavoli


Omaggio e solidarietà al grandissimo giornalista Sergio Zavoli e presidente della Commissione di Vigilanza RAI.

Il 3 dicembre 2012 alcuni malviventi si sono introdotti nella sua villa a Monte Porzio Catone (Roma).

Zavoli è stato legato, picchiato e minacciato a scopo di rapina. Per rendergli degno tributo Pubblichiamo due sue poesie tratte dalla raccolta La parte in ombra (Mondadori, 2009) e una dalla raccolta l'Orlo delle Cose (Mondadori, 2004).



VERSI D’EPOCA

Vedo che una farfalla dove passa
lascia un’ombra per terra,
eppure le ali bianche attraversano il vento
e nulla di quel volo sembra pesi
nell’aria, ripetendo sotto di se la forma
trasparente del viaggio.
Chissà se apparteniamo all’ombra
o al chiaro, e se nel doppio andare
siamo gli stessi, oppure chi è l’intruso,
se più l’animo o il corpo,
magari sconosciuti l’uno all’altro,
chissà chi era il pinnacolo
e chi il vento.


VERSI CIVILI

Tra i nostri orrori umani nessuno
più ricorda le grida della tribù,
gli uomini si uccidono in battaglia
e le donne, di notte, rubano i resti nudi
dei guerrieri, chissà quali amici o nemici.
Li stendono su tappeti di brace e ritornano
in festa dai bambini e dai vecchi
dicendo “ecco la caccia, mangiatene, saziatevi”.
E’ in pezzi la parola, le somiglia soltanto
l’ascolto ammutolito che le diamo.


da L'Orlo delle Cose

Non m'imprimo su nulla,
vivo come di lato,
all'ombra del mio corpo;
se mi scosto lo perdo,
non so più dove sono.
Io e me, che fatica.

02 dicembre 2012

Non convince il Macbeth di Andrea De Rosa con Beppe Battiston

da http://www.lsdmagazine.com/non-convince-il-macbeth-di-andrea-de-rosa-con-beppe-battiston/12544/


Macbeth di Andrea De Rosa con Beppe Battiston
 





















Macbeth di William Shakespeare è una storia di umanità che si scontrano, di ambizioni, di ferocia, di ambizione in crescendo, di tentazioni. E’ una vicenda politica che diventa personale, dove la barbarie ha caratteristiche diverse, forme e nomi che si confondono con il destino, con la stregoneria, con i miti ancestrali delle terre del Nord e con il ghiaccio nel cuore. Di tutte queste caratteristiche c’è molto poco nel Macbeth per la regia di Andrea De Rosa, in questi giorni in scena al teatro Royal di Bari nella stagione del Teatro Pubblico Pugliese

Protagonista assoluto di Beppe Battiston, acclamato attore, che anche in questa occasione si mostra versatile e sapiente in grado di spaziare tra comicità e drammaticità, con onestà intellettuale, anche quando la concezione della macchina scenica costruita intorno a lui si scopre in una serie di ingenuità e di sfilacciamenti. 
Tutta l’operazione ha qualcosa di poco efficace, in un tentativo di scimmiottare il teatro e cinema soprattutto di area napoletana degli ultimi vent’anni, la cui lezione è recepita a macchia di leopardo e con una diffusa superficialità. Nè è esempio il monologo centrale di Macbeth troppo simile, nello stile recitativo a quello di Servillo dove Battiston/Macbeth scopiazza la lingua e lo stile di Andreotti nel "Divo" di Paolo Sorrentino, ne fotocopia le pause, gli accenti e quasi la cadenza, mancano solo "I migliori anni della nostra vita" di Renato zero in sottofondo.
La musica di sottofondo, che sembra voler coprire la pochezza di idee è troppo simile a “A room” di John Cage che Mario Martone e Daghi Rondanini insegnarono ad usare in “Morte di un matematico napoletano”. Inoltre in più d’un punto dalla Scozia sembra d’essere passati a Scampia, i sicari uccidono e sgozzano con la stessa ferocia, ascoltando in cuffia la stessa musica in cuffia, facendosi le stesse lampade, vestiti allo stesso modo, emettendo gli stessi versi rabbiosi dei sicari di camorra che uccidono più per noia e per far parte di un branco che per reale convinzione. 
Eppure la premessa iniziale era stata buona il ballo, la festa evidenziano una situazione intima di vita contemporanea, un uomo e una donna, la luce giusta, l’ubriachezza o forse qualche altro eccesso mettono in condizione di ascoltare le voci delle tre streghe, che per l’occasione si sono trasformate in bambolotti animati da voci metalliche e inquietanti stile "Cuchky La Bambola assassina".
L’utilizzo della tecnologia risulta complesso, in cerca di un significato senza per altro mostrare significanti, che non siano banalizzanti, nel gioco alla amplificazione quando l’azione si svolge intorno al divano/trono e nel rapporto tra vita domestica e vita pubblica. 
Interessante momento di regia quello in cui Lady Macbeth (interpretata da Frédérique Loliée) partorisce feti già morti, mentre in un’altra dimensione narrativa, il marito risponde alle domande e alla considerazioni sul suo governo come in un'intervista di Oriana Fallaci che lo incalza e lo innervosisce, mentre con accenti sibillini ne preannuncia la sconfitta.
Meno interessanti, e nettamente irritanti, le troppe risate, da ubriachezza molesta, che quasi tutti i personaggi re-citivano con foga, e con in testa la Lady, androgina, ubriaca, ma sopratutto straniera e per questo con accenti in qualche modo da maga, da Medea, foriera per sua natura di disastri, a cui attribuire tutte le colpe delle catastrofi accorse. 
Anche la traduzione della bravissima Nadia Fusini sembra essere maltrattata da questo tentativo di jazz a strumenti chiusi. La lingua poetica, che in altri casi sarebbe lingua piacevole divine lingua di oppressione e di distacco che allontana Macbeth dalla vita reale come il pubblico dalla rappresentazione a cui sta assistendo. 
Alla termine anche il gran finale - la morte di Lady Macbeth e la sconfitta imminente del marito - passa inosservato, come se gli attori avessero fretta di chiudere la scena.

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Rustam Badasyan, classe 1991, è nuovo Ministro della Giustizia

E'  Rustam Badasyan il nuovo Ministro della Giustizia.  Su proposta del Primo Ministro Nikol Pashinyan, il Presidente della Re...

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