"Nor Surhandak" è il blog del Centro Studi "Hrand Nazariantz". Questa Associazione Culturale ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico e nei suoi rapporti internazionali e con l'Italia in particolare.

24 settembre 2009

Il corpo di padre Pio

Oggi che la Chiesa ricorda il trapasso, il natale celeste del frate taumaturgo più venerato della nostra era, il suo corpo è stato nuovamente tumulato. Occultato agli occhi dei devoti e del mondo.
Il corpo del frate era stato trovato intatto o quasi a detta dei referti ufficiali della ricognizione canonica, tanto che se ne era decisa l'ostensione per l'uso e abuso delle folle necrofile e oceaniche, ma meno oceaniche di quello che si prevedeva.
Il mancato successo del voyeurismo forse avrà sorpreso le autorità competenti e quanti avevano organizzato l'ennesima ostentazione di corpi a fini lucrativi, un giubileo di carne. Nessuna polemica contro il santo o la santità ma solo contro chi ne ha oltraggiato le spoglie mortali, facendogli trucco e parrucco. Un monaco morto vestito da santo in vita ostacolato dalla Chiesa, amato e disprezzato dai papi a lui presenti e futuri. Una maschera quasi invisibile gli ricopre il volto appena consunto dal tempo ne resta la freschezza del sonno di pace che conduce alla morte. Ed ora la teca d'argento ne ricoprirà di nuovo le spoglie mortali ed il suo sarcofago assomiglierà ad un reliquiario di fattura barbara scolpito in modo imperfetto per varcare perfettamente le soglie del tempo.

De Schola [di Carlo Coppola]

....E dove ce ne andiamo a solcare i mari a e agire sconsideratamente alle cose umane e divine?
L'insegnamento, questa strana commistione di passaggi di nozioni, notizie, grida, richiami pastorali, fischi canini, ultrasuoni ed ogni ben di Dio che vi si aggiunga, atto al richiamare l'attenzione di questi studenti della scuola d'obbligo, obbligati a venirci loro malgrado.
Essi, i discepoli odiano più di noi la Maria Stella S-Terminetor.
Qui prodest?
Sui poster l'ardua sentenza e, n-facc a Crist la nostra semenza! Niente a che vedere con il precettore, magister plagosus, del Quinto Orazio Flacco che je menava e pure di brutto per i motivi più vari.
Così noi docenti siam diventati pastorali reggitori di greggi belanti, pascolanti, di agnelli allupati dalle contraddizioni di una società rutilante, demotivante, affaticante e sempre inutilmente dolente... E siamo tornati in Arcadia tra le montagne verdi, tra le piccole valli, con l'amico più sincero un coniglio dal muso nero. Qualcuno l'Arcadia già l'aveva vista, conosciuto il Sannazzaro arcadizzante appresso al Tateo commentante.
Che resta da dire? Viva la postorizia...
Ma attenti! I Banditi di Orgosolo eran anch'essi pastori !

14 settembre 2009

La mia quistione merdionale [Carlo Coppola]



Terra di Puglia che ti amai come fossi mia
Terra di Lavoro che piansi e piango ancora
Ritorno forzoso da lunge, d'ove venni.

Qui non c'è lavoro per gli onesti,
per chi non si cela dietro leggi inique
per chi combatte con la forza delle armi proprie.

Terra corrotta
Terra di raccomandazione
Terra di profittatori
Terra di politici gai e puttane
Terra d'amore e terra d'odio
Terra il cui sangue scorre e scorrerà in eterno
Terra di passione che da quel sangue viene
Terra di baci potenti e di morsi di tarante.

Eccomi parto come mio padre prima di me
ma non farò il suo errore e resterò lontano
a baciare la tua immagine e maledire il tuo nome
in Eterno!

Quistione meridionale [di Rina Durante]



Il nonno di mio padre era brigante
come Carmine Crocco e Ninco Nanco
è sua la testa mozza che financo
sopra i libri di storia hanno stampato
rubava ai ricchi per dare ai cafoni
per questo gli tagliarono i coglioni.

Per lui la Quistione meridionale
non è stata certo un buon affare.

Il nonno di mio padre era bracciante
disoccupato e morto di fame
un giorno fu preso a lavorare
nel tavoliere come stagionale
non sapeva che s'era scioperato
per questo si trovò morto ammazzato

Per lui la Quistione meridionale
non è stata davvero un buon affare

Il padre di mio padre non aveva
nemmeno terra dove lavorare
allora decise di occupare
un pò di terra incolta nell'Arneo
ma un poliziotto con la camionetta
gli fece a pezzi la sua bicicletta

Per lui la Quistione meridionale
non è stata davvero un buon affare

Mio padre infin è stato un emigrante
io dico è stato perchè non c'è più
non voglio ricordare come fu
a voi non interessa e a me fa male
non so neppure dov'è seppellito
perchè non scrisse più dopo partito

Per lui la Quistione meridionale
non è stata davvero un buon affare.

Conosco invece un tizio un professore
che studiando con cura la Quistione
del Mezzogiorno in breve è diventato
un grosso personaggio, un deputato
dirige enti corsi e scuole d'arte
e gli entrano quattrini da ogni parte
per lui la Quistione meridionale
è stata certamente un buon affare.

Ascolta " Quistione_Meridionale (1982).mp3 "

05 settembre 2009

Duetto [di Carlo Coppola]

- Non si può dire che non abbiamo cose in comune - disse lui accigliato e incazzato.
- Ma non ne abbiamo abbastanza perchè io ti possa amare come tu vorresti essere amato. - lei lo freddò subito. Gli mise la sordina al cuore. Lui salì sull'autobus ancora una volta e scomparve nella notte. Era il gelo della primavera che incombeva a fargli male a tagliare l'anima.
Lei restò di ghiaccio. Non poteva essere Anna Karenina, e nemmeno Sonecka. Era un'entità astratta, un pensiero malcelato, un racconto senza un lieto fine. Conteneva in sé coordinate francesi e portoghesi di drammi letterari in agguato. Era concreta come un desiderio kafkiano, la lama affilata per una ennesima shechità le cui carni considerate impure, alla fine sarebbero finite nella gehenna. E tutto quel sacrificio quel contorcersi di membra e tendini e fibre a cosa sarebbe servito? Chi ne avrebbe tratto vantaggio? Nessuno tranne l'agnello. Perchè sta scritto: "In media nos sui parte constituit et circumspectum omnium nobis dedit; nec erexit tantummodo hominem, sed etiam, habilem contemplationi factura, ut ab ortu sidera in occasum labentia prosequi posset et vultum suum circumferre cum toto, sublime fecit illi caput et collo flexili inposuit; deinde sena per diem, sena per noctem signa perducens nullam non partem sui explicuit, ut per haec quae obtulerat oculis eius, cupiditatem faceret etiam ceterorum."

"I Pastori" omaggio a Gabriele D'Annunzio



Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natía
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh'esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l'aria.
il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquío, calpestío, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?

Un referendum popolare potrebbe risolvere la trappola di Amulsar?

Le recenti tensioni pubbliche sull'operazione di Amulsar sono state attribuite a dichiarazioni definite incoerenti da parte delle au...

Etichette