26 luglio 2012

“Caratteri Mobili” al via dal 27 luglio a Conversano il Festival del Giornalismo [di Carlo Coppola]


dal sito http://www.lsdmagazine.com/caratteri-mobili-al-via-dal-27-luglio-a-conversano-il-festival-del-giornalismo/11641/

Caratteri Mobili
In un clima di relativismo etico, di precarietà sociale economica e politica una delle categorie maggiormente accusate di costituire “una casta”, i giornalisti, anche quest’anno provano ad interrogarsi sul senso del proprio operato e delle proprie scelte per far fronte alla contemporaneità incipiente.A Conversano, fascinosa capitale del sud est barese, fucina di esperienze e laboratori culturali, artistici, storici e politici da quasi cinquecento anni, sara al centro dell’opinione pubblica regionale nei giorni 27, 28 e 29 luglio per un festival di giornalismo intitolato “Caratteri Mobili” giunto alla sua seconda edizione con l’intento di interrogarsi e riflettere sulle tendenze del giornalismo italiano e contemporaneo, con uno sguardo attento a quello italiano.bAd organizzarlo è l’associazione culturale Demos, da anni impegnata in ambito culturale e politico e che gestisce anche il media on line GoConversano. Sulla scalinata di Rampavilla - che i conversanesi doc ancora chiamano salita del Vicciarolo - a partire dalle 19:30 durante le tre giornate si alterneranno 19 ospiti. Tra essi nomi emergenti dell’informazione giornalistica propriamente detta e esperti dei cosiddetti nuovi media ( tra cui il nostro direttire Michele Traversa per LSDmagazine) che si confronteranno con il pubblico, e con importanti firme di livello internazionale come Paolo Longo, Maddalena Tulanti, Pino Bruno, Costantino Foschini, Vito Giannulo. Ogni giornata sarà articolata in 4 momenti: 2 dibattiti, intervallati da un Editoriale a commento della giornata e momento di amalgama e riflessione a cura di Vito Giannulo, e a margine intermezzo satirico a cura del poliedrico attore e regista barese Alessio Giannone, in arte Pinuccio, aggiudicatosi la ribalta nazionale con le sue “telefonate”.
Nella prima giornata, il 27 luglio, i temi principali del festival saranno la Precarietà nel mondo del giornalismo il giornalismo d’inchiesta. In particolare si esamineranno il tema della libertà di stampa e quello del calcio-scommesse con Giuliano Foschini Antonio Bartolomucci che più di altri si sono interessati della scottante tematica del calcio-scommesse. Nella giornata di Sabato 28 luglio si discuterà di blog e socialnetwork come nuova forma di giornalismo con Dino Amenduni, Andrea Fama e Pino Bruno, straordinario inviato nella guerra dei Balcani, qui presente nella nuova veste di esperto osservatore e conoscitore dei nuovi media con il suo seguitissimo e premiato pinobruno.globalist.it. La serata proseguirà con Paolo Longo corrispondente RAI da Pechino, punto di riferimento dalle ultime generazioni di studenti di ambito orientalistico, che illustrerà al grande pubblico i pro e i contro del “Grande Colosso Cinese” sollecitato da alcuni critici quali Giovanni CassanoAngela D’Onghia,Carmelo Rollo e Dino A. Mangialardi.
Nella giornata di chiusura due distinti temi: esperienze di lotta alle mafie e giornalismo politico con l’esperienza di tre sindaci Michele Emiliano di Bari, Virginio Merola di Bologna e Gianni Speranza sindaco di Lamezia Terme a cui Maddalena TulantiLello PariseMichele De Feudis, e Pierluigi Cardone porranno riflessioni e domande, suggerimenti.
”Caratteri Mobili” anche nella sua seconda edizione non si propone di essere un “auto da fé” del giornalismo pugliese, né come convention di casta,  ma come una tre giorni di confronto, critica e riflessioni su prassi virtuose e meno virtuose, in cui ci sarà posto anche per un workshop “Scrivere di ambiente. Le buone pratiche” a cura di Silvia Dipinto e per un premio giornalistico “Racconti Mobili” dedicato ai reportage video e fotografici sul tema della mobilità sostenibile. Alla manifestazione collaborano circa 15 volontari, e più di una decina tra partner e sponsor di cui i capofila sono Unione Europea e Presidenza del Consiglio della Regione Puglia.

20 luglio 2012

Zartir Vortyag - ԶԻՆՈՒՈՐԻ ՄՕՐ ԵՐԳԸ

autore: Պ. Վ. Նաթանեան


Զարթի՛ր, որդեակ, ուշ բեր, վեր կաց,
Պատերազմի փողն հնչեց,
Զարթի՛ր, գոչեց ձայնն հայրենեաց,
Կենաց, մահու ժամ հընչեց:

Պատրաստել եմ քո զէնքերը,
Ահա գըլխիդ վերեւ կան,
Ինչպէս երբեմն քո գրքերը,
Երբ կ’երթայիր վարժարան:

Ելի՛ր կապեմ սուրը մէջքիդ,
Ասպար կապեմ քո ուսէդ,
Եւ սուրբ դրօշակն հայրենիքիդ
Թող ծածանի աջ թեւէդ:

Մի՞թէ դուն չես յիշեր, երբոր
Գըրիչ ու թուղթ տուի քեզ,
Փոխան դոցա, ըսի, մի օր
Ուրիշ բաներ կու տամ քեզ:

Փոխան գրքիդ ահա սուրեր,
Փոխան թղթի կռուի դաշտ,
Գնա՛ մեռիր ազգիդ համար,
Թող մայր - երկիրդ ապրի հաշտ:

Գըրչով ուսար ազգ, հայրենիք,
Գընա՛ սուրով փրկել զայն,
Մեր հայրենեաց վըշտաց հերի՛ք
Չըսաւ աշխարհը համայն:

Մեր հայրենեաց թշուառութիւն
Երկրիս վրայ մարդ չունի:
Մեր խեղճութեան կարեկցութիւն
Երկրիս վրայ մարդ չունի:

Գնա՛, որդեակ, այս սեւ չարիք,
Խեղդեց շունչը քո ազգի,
Գնա՛ փրկել քո հայրենիք,
Թէ ոչ՝ ինչո՞ւ ծնայ քեզ:

Քանի՜ տարի կերակրեցի,
Մինչ հասակըդ այդ առիր,
Բարձր հասկիդ մայրդ մեռնի,
Դուն ալ քո ազգիդ մեռիր:

Դո՛ւ հայրենեաց սեղանին զոհ,
Մարտի՛ր, որդեակ, ժամ հասաւ,
Երկինք ու ազգ յայդ մընան գոհ,
Մայրդ ալ վասն այդ քեզ ծընաւ:

Յառա՜ջ, որդեակ, ահա կ’երթան
Քու ընկերներդ բիւրաւոր,
Որպէս ընկեր դպրոցական,
Քաղցր է ընկեր կռուարար:

Յառա՜ջ, որդեակ, ի մարտ անմահ
Տո՛ւր անվախ կուրծք ու ճակատ,
Հոգ չէ թէ քեզ կը գտնէ մահ,
Զի յայնժամ է ազգն ազատ:


19 luglio 2012

La Malattia di Yerevan esiste davvero ma con Yerevan ha poco a che fare.


La Malattia di Yerevan è una malattia mediterranea rara ma che per molto tempo è stata assai comune tra diversi gruppi etnici storicamente diffusi nel bacino del mediterraneo come gli armeni, ebrei, arabi, curdi, greci, turchi e italiani. Molti hanno sentito parlare di questa malattia col nome di Febbre di Yerevan o Sindrome di Yerevan, ma le sue origini sono state fino al 1997 incerte. Prima di quella data si sapeva a grandi linee che la febbre mediterranea familiare (FMF) fosse una malattia infiammatoria ereditaria. Studi successivi hanno dimostrato che si tratta di una malattia auto-infiammatoria causata da mutazioni di un gene che codifica in modo non corretto una proteina dell'amminoacido 781 chiamata pirina.
Gli Armeni hanno chiamato questa malattia Malattia di Yerevan o malattia armena perché è molto popolare tra gli armeni. I casi di malattia sono attualmente registrati in tutto il mondo, ed hanno probabilmente a che fare con i sistemi migratori dei suddetti gruppi etnici.
Il gene in questione regola i processi infiammatori nel corpo e compromette la loro funzione con conseguente insorgenza di evidenze autoimmuni (processi infiammatori "senza causa"). Si tratta di una malattia degenerativa, con esacerbazioni e pause. La caratteristica più importante della malattia è la periodicità, da cui il nome di Febbre Periodica. Cioè, si ripete per un certo periodo di tempo. A seconda del tipo esatto di mutazione, la malattia può ripresentarsi più volte a settimana o nei mesi e anche più volte all'anno. I sintomi possono durare da alcune ore a diversi giorni e terminare da sé, senza intervento esterno di una terapia farmacologica. I pazienti sviluppano febbre (fino a 39,0 ° C) e forte dolore nel tratto toracico o all'addominale. Dopo l'attacco acuto possono persistere anche disturbi muscolo-scheletrici. 
Dal punto di vista genetico un bambino riceve 23 dei suoi 46 cromosomi da sua madre e 23 da suo padre. Cioè, ogni attributo è causato da due geni simili ereditati da due genitori. Va notato che il tratto viene espresso in base a quale genitore il gene è più "forte" (dominante). Il gene responsabile della malattia ricorrente si trova sul braccio corto del cromosoma 16. In precedenza, si riteneva necessario che una persona avesse il gene della mutazione ereditato da entrambi i genitori affinché fosse affetto dalla malattia periodica. Attualmente, tuttavia, si sono evidenziati casi in cui anche un solo gene mutante è sufficiente per la manifestazione della malattia, che è certamente più mite rispetto al caso della presenza delle due mutazioni.
Nel 1972, fu scoperta la colchicina per prevenire gli attacchi. Il collegamento con il gene MEFV è stato scoperto nel 1997 da due diversi gruppi di studiosi, ciascuno dei quali lavorava in modo indipendente: il consorzio francese FMF, e il consorzio internazionale FMF

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