è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

28 febbraio 2012

Info Libreria Roma (28 Febbraio e 1 Marzo)

Programma della settimana:

Martedi 28 febbraio ore 18.30 presso la Libreria Roma piazza Aldo Moro 13 Bari, la Psicologa Marcella Danon presenta: "Stop allo stress".


Lo stress, indispensabile alla sopravvivenza, consente all'organismo di fornirci un surplus di energia ogni qualvolta dobbiamo affrontare un imprevisto o una minaccia.

Ma è un meccanismo antico, ancora tarato sulla possibilità di incontrare, ogni tanto, una tigre dai denti a sciabola o un'orsa coi suoi cuccioli.
Oggi, un ingorgo stradale o una richiesta inaspettata, ci stravolgono fisicamente tanto quanto i pericoli con cui si confrontavano i nostri antenati.
La grossa differenza consiste nel fatto che non possiamo in nessun modo dare sfogo all'energia pronta all'uso né neutralizzare l'adrenalina ormai in circolazione nell'organismo. La reazione di difesa dell'organismo diventa, così, ben più pericolosa dei problemi che la generano.
Ad aggravare la situazione, gioca anche il diverso stile di vita e l'alta frequenza degli imprevisti con cui ci confrontiamo quotidianamente e quindi l'iperattivazione di questo prestito energetico senza il tempo necessario per il recupero dell'equilibrio alterato.
Stop allo stress vuole essere una guida pratica che ci accompagna nel conoscere la natura, la fisiologia e la dinamica dello stress, per insegnarci a non subirlo ma a gestirlo attraverso una maggior presenza a noi stessi e alla realtà da affrontare, per elaborare le strategie di volta in volta più adatte alla circostanza, per garantirci attività utili a scaricare le tensioni e tempi di recupero indispensabili dopo ogni picco.



- Giovedi 1 Marzo ore 18.30 il  Dott. Rocco Palmisano presenta: "IL MIRACOLO DEL PH ALCALINO".

L’equilibrio del vostro pH corporeo è la chiave per godere di una salute, un peso, una chiarezza mentale ed un vigore generale ottimali. Raggiungete il giusto equilibrio nutrendo il vostro corpo con determinati cibi capaci di creare un ambiente alcalino e dite addio alla scarsa energia, alla cattiva digestione, ai chili in eccesso, a dolori e sofferenze, e alle malattie.

Questo programma innovativo di comprovata efficacia, sperimentato da più decenni, incide sulla vostra chimica corporea per rivitalizzarvi e mantenervi in salute.
Ora completamente rivista, aggiornata ed ampliata questa collaudata guida include le ricerche più recenti e rivela il miracolo determinato da:
Nutrienti essenziali. Un programma totalmente nuovo che fornisce le più importanti sostanze di cui il vostro corpo ha bisogno: la clorofilla degli ortaggi vedi, gli indispensabili oli  e i sali minerali puri.
Acqua alcalina e ionizzata. La bevanda più importante; assicuratevi che la vostra sia sicura, pura e abbondante.
Depurazione. Rimuove le impurità e normalizza la digestione e il metabolismo con nuove modalità per disintossicare il corpo.
Integratori. Come selezionarli, comprarli e calcolarne il giusto dosaggio. Esercizio fisico adeguato. Un capitolo interamente nuovo in cui esercizi fisici alcalinizzanti aiutano a mantenere il corretto livello di pH.
Cibi alcalini. Più di trentacinque nuove ricette capaci di innalzare il pH, che aiutano ad equilibrare facilmente il vostro corpo, utilizzando cibi come pomodori, avocado, germogli, noci, limoni, lime, pompelmi ed ortaggi verdi.
Imparate a bilanciare la vostra dieta tramite questo programma rivoluzionario e la vostra vita otterrà incredibili benefici.


INGRESSO lIBERO

Libreria Roma
p.zza A.Moro 13
70122 Bari
tel/fax 0805211274
www.libreriaroma.it

Addio a Erland Josephson

È scomparso l'attore svedese Erland Josephson tra i più noti interpreti del cinema e del teatro di Ingmar Bergman.
Era nato a Stoccolma, 15 giugno 1923 ed è morto sempre a  Stoccolma, il 25 febbraio 2012.


Filmografia Incompleta

26 febbraio 2012

Noi Ricordiamo. Sumgait 28.02.1988 – 28.02.2012


Il 28 febbraio 1988 a Sumgait, sobborgo industriale a nord della capitale azera Baku, prese avvio una violenta caccia all'armeno.

Per tre giorni bande di nazionalisti e criminali saccheggiarono, bruciarono, violentarono, ammazzarono spargendo il terrore nella folta comunità armena locale.

Decine di armeni furono uccisi, decine di migliaia da tutto l'Azerbaigian furono costretti ad una precipitosa fuga
abbandonando tutti i loro beni. Fu quella la scintilla che accenderà di lì a poco la guerra per il Nagorno Karabakh, la piccola regione armena cristiana che assurde scelte staliniane assegnarono contro la volontà popolare all'Azerbaigian.

Oggi il Nagorno Karabakh è una repubblica libera, democratica ed indipendente con una propria organizzazione statale perfettamente funzionante. Ma la sua vita tranquilla è turbata dai continui proclami di guerra del presidente azero Aliyev che cerca di riportare morte e distruzione a quasi venti anni dalla fine del cessate il fuoco.

Contro ogni minaccia di guerra,
per la pace e la stabilità della regione.

Contro l’odio e la violenza
onorando i caduti.

22 febbraio 2012

Daniele Vicari e Max Von Sydow inaugurano il Bifest [di Carlo Coppola]

Diaz. Don’t Clean up this Blood di Daniele Vicari sarà il film inaugurale del Bif&st-Bari International Film Festival che si svolgerà dal 24 al 31 marzo. Interpretato fra gli altri da Elio Germano, Claudio Santamaria, Rolando Ravello, Diaz è reduce dalla trionfale accoglienza ottenuta al festival di Berlino dove ha vinto il premio del pubblico. La presentazione al Teatro Petruzzelli sarà l’anteprima italiana assoluta del film prodotto dal barese Domenico Procacci.

Un altro attesissimo titolo, candidato all’Oscar per il miglior film, si aggiunge a quelli già annunciati per le Anteprime del festival: è Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry (il regista di The Hours che fruttò l’Oscar a Nicole Kidman) interpretato da un cast stellare: Thomas Horn, Tom Hanks, Sandra Bullock e il grande Max von Sydow, lui pure candidato al Premio Oscar per il miglior attore non protagonista per questo film che a Bari si vedrà in anteprima il 25 marzo al Teatro Petruzzelli. Von Sydow, indimenticabile interprete di ben 14 film diretti da Ingmar Bergman, del quale era l’attore-feticcio, sarà al Bif&st per ricevere il “Premio Federico Fellini 8½ per l’eccellenza cinematografica” e per tenere nella mattinata del 26 marzo una preziosa Master Class che ripercorrerà l’eccezionale carriera di questo immenso attore snodatasi lungo i 145 film finora da lui interpretati. Von Sydow ha diretto un solo film, Katinka, che ebbe la sua anteprima proprio a Bari nel 1988 in occasione del festival EuropaCinema, anch’esso ideato e diretto da Felice Laudadio.

Altrettanto prestigiosi saranno i protagonisti delle altre Lezioni di cinema in programma al mattino nella Sala 1 del Multicinema Galleria. La prima sarà tenuta il 24 marzo da Liliana Cavani, cui faranno seguito, fra gli altri, Margarethe von Trotta, Richard Borg (capo della Universal che quest’anno compie 100 anni) e John Madden, il regista di Shakespeare in Love che a Bari presenterà in anteprima il suo ultimo film, The Best Exotic Marigold Hotel interpretato da due straordinarie attrici più volte premiate con l’Oscar, Maggie Smith e Judy Dench (quest’ultima proprio per Shakespeare in Love), che il 29 marzo brilleranno sul grande schermo del Petruzzelli sul quale scorreranno anche le immagini di Contraband di Baltasar Kormakur con Mark Wahlberg (26), 360 di Fernando Mereilles con Anthony Hopkins, Rachel Weisz e Jude Law  (27), del leggendario Titanic di James Cameron con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet nella nuova versione in 3D (28) e infine il 30 marzo, in anteprima europea, di un altro attesissimo film italiano, Le premier homme di Gianni Amelio con Jacques Gamblin e Maya Sansa.

Il Bif&st – presieduto da Ettore Scola - è un’iniziativa a valere su risorse del PO FESR Puglia 2007-2013, Asse IV, Azione 4.1.2, promossa dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo e organizzata dall’Apulia Film Commission.

12 febbraio 2012

Il cazzotto nell’occhio di Raffaele Di Florio


TEATRO ELICANTROPO
Vico Gerolomini, 3 – Napoli tel. 081 296640
dal al 19 Febbraio 2012

Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo
in collaborazione con Prospet

presentano

Il cazzotto nell’occhio
ad Antonio Gramsci

progetto, adattamento e regia
Raffaele Di Florio
Note.

Il 2012 celebra il 75° anniversario della morte di Antonio Gramsci, una data che, come tutte le commemorazioni, offre ai neofiti l’opportunità di avvicinarsi alla lucida acutezza del suo pensiero e ai suoi estimatori la possibilità di ribadirne l’attualità e la grandezza.
Attualità e grandezza che, al di là delle sue riflessioni a carattere politico, storico e letterario, non possono non prendere in considerazione le sue vicende biografiche.
Il cazzotto nell’occhio si ispira ad un momento storico della vita di Antonio Gramsci: nel 1930, mentre si stava consumando il fallimento dell’ “Internazionale”, a seguito delle scelte staliniane contro il “fronte unico”, Gramsci ribadiva le linee portanti del suo pensiero politico, tenendo delle lezioni agli altri detenuti durante il “passeggio” nel cortile del Carcere di Turi di Bari.
Queste lezioni sono diventate il fil rouge di  un’ opera teatrale corale in cui s’incontrano 18 interpreti, tra musicisti ed attori. Concepito per “movimenti” come se fosse una piccola sinfonia scenica, il lavoro di drammaturgia attinge, com’è d’obbligo, agli scritti gramsciani  (da le Lettere dal Carcere agli articoli diSotto la Mole, dagli Scritti Politici editi su Ordine Nuovo agli appunti tratti da i Quaderni), ma, al contempo, si dipana attorno alle sue vicende biografiche, a quel nucleo di affetti e pensieri che costituiscono il mondo del nostro protagonista.
L’ uomo Gramsci ha accompagnato il gruppo di lavoro in un viaggio, diventando gradualmente e in modo naturale una persona cara, quasi un parente ritrovato a cui dedicare attenzione e cura, pur restando un esempio dal quale ricevere risposte adeguate ai tanti interrogativi, politici ed esistenziali, nati nelle lunghe giornate di prova. Lo abbiamo conosciuto, apprezzato ed ora, consapevoli di essere molto parziali, portiamo in scena solo alcuni barlumi della sua caleidoscopica vita.
Il cazzotto nell’occhio pur non godendo di una produzione economica (non ha scene e costumi, essendo frutto di “volontariato collettivo”) ha l’urgenza di essere condiviso, di aprire al pubblico le porte dellabottega e farlo partecipe della dedica.
L’auspicio è che si diverta, come abbiamo fatto noi in questi mesi di preparazione.

            Raffaele Di Florio

P.S.      I proventi degli incassi finanzieranno la pubblicazione del “diario di un lavoro teatrale”.



Il cazzotto nell’occhio

 progetto, adattamento e regia       Raffaele Di Florio
con Antonio Agerola, Elisabetta Bevilacqua, Giuseppe Cerrone, Antonio D’Alessandro, Marco Di Prima, Alessandra D’Uonnolo, Valeria Frallicciardi, Cecilia Lupoli, Giulia Musciacco, Valentina Ossorio, Antonio Piccolo, Giuseppe Villa, Renato Zagari. 
assistente alla regia                          Eduardo Di Pietro
Musiche dal vivo  RUA PORT’ALBA (Marzia Del Giudice-voce, Martina Mollo-pianoforte, Caterina Bianco-violino, Antonio Esposito-percussioni, Massimo Mollo-chitarra)




10 febbraio 2012

Nanni Moretti Re per una sera al Teatro Petruzzelli di Bari [di Carlo Coppola]



Nanni Moretti

Ecco a Bari “Concerto Moretti“. Lo spettacolo-evento, frutto di un protocollo d’intesa tra Fondazione Musica per Roma e Puglia Sounds, dopo il grande successo riscontrato all’Auditorium Parco della Musica di Roma e la grande accoglienza a Parigi nell’ambito della rassegna “Suona Italiano”, è giunto giovedì 9 febbraio al Teatro Petruzzelli di Bari. Il calore degli ammiratori ha riscaldato l’algido Nanni che meno imperturbabile e meno cinico del solito ha gigioneggiato leggendo - e male - alcuni trai più emozionanti monologhi dei suoi film!
Diremo subito che ci è sembrata una sorta di Amarcord del mestiere dello spettatore, impegnato a cercare di ricordare le emozioni ricevute durante la visione dei film di Moretti. Infatti, il Nanni nazionale non evoca ma cita, con la scientificità  di chi ripete un vecchio se stesso evoluto nel tempo ma senza troppa convinzione. Solo in alcuni passaggi è sembrato ricordarsi del senso di quello che le sue parole potevano voler significare, per sè in un determinato momento della sua vita, e magari, per il suo pubblico che in taluni monologhi un tempo si era immedesimato. Di tutto il suo repertorio ciò che Moretti porge ancora al meglio - forse perché ancora oggi tali testi sfidano la contingenza della scrittura da cui nascono - sono stati il monologo finale di Bianca e l’epilogo del Caimano. 
Il primo, il noto “monologo delle scarpe”, era la confessione di un giovane professore di matematica che in una sorta di strano giallo ammazzava i suoi amici facendo di volta in volta perdere le sue tracce. Alla fine del film, la cui trama non girava intorno agli omicidi ma solo intorno all’assassino, il professore davanti ad un Commissario di Polizia improvvisa una piccola, quanto banale, critica alla società italiana di quegli anni partendo appunto dalla moda delle scarpe femminili, e spigando che ogni modo di camminare sia in realtà indicativo di una diversa interpretazione della realtà. Al termine di questa analisi sociologica Moretti, che aveva negato l’intento critico generazionale, confessa di aver ucciso i suoi amici perché lo avevano deluso, venuti meno ad una sorta di patto umano sentiment-affettivo intragenerazionale. Eppure anche in questa nuova modalità di lettura manca qualcosa, forse è venuta meno l’arroganza saccentina che caratterizzava e rendeva empatico quel primo Moretti, che ora nel 2012, non è più interessato neppure a sembrare antipatico… non è più interessato a sembrare… non è più interessato.
…E si giunge così al secondo e ultimo testo forte della serata il Caimano, uno dei motivi per i quali molti spettatori non hanno lasciato il loro posto anzitempo avvinti da una sorta di annoiata indifferenza. Moretti, lascia per ultimo la sua interpretazione di Berlusconi dopo aver detto tutto. Dopo aver letto anche il brano della morte di sua madre tratto da un diario personale, avvenuta durante la lavorazione di Habemus Papam e che, come ogni descrizione della morte di un genitore non ha cessato di cogliere qualche lacrima e tanti applausi di ammiccante cordoglio.
Il suo “Berlusconi processato” è una sorta di temerario eroe del male più profetico che reale, la cui indisponenza è però troppo più seriosa di quella del vero caimano, che rispetto a quello morettiano sembrerebbe una sorta di spaurita bestiola da terrario, anche se per molto tempo l’italiano medio di sinistra ha temuto che quella di Moretti fosse una profezia che si autoadempie.
A rendere meno indifferente la serata ci ha pensato, però, la musica di Franco Piersanti prima e poi quella di Nicola Piovani che si è esibito al pianoforte! Si è trattato di un excursus nella evoluzione compositiva del maestro Piersanti che, se negli anni ‘70, data probabilmente la scarsità degli strumenti a disposizione, scriveva e orchestrava per compagini ridotte, alla fine degli anni ‘90 dimostrava la sua forza narrativa con temi di respiro più ampio ed orchestre più corpose, dopo aver abbandonato un minimalismo necessitante più che concettuale.
L’Orchestra della Fondazione Petruzzelli ha saputo, poi,  ben supportare il grande evento. Diretti dallo stesso Franco Piersanti, i professori d’Orchestra hanno sorretto ottimamente le peripezie che musica e parole imponevano loro, e ad un tratto uno dei professori della prima fila ha rischiato di essere colpito da una bottiglietta piena d’acqua che lo stesso Moretti a scagliato a mo’ di coup de théâtre. 
Il vero minimalismo italiano di Nicola Piovani ha entusiasmato quanti sono intervenuti alla serata. Gli spettatori infatti hanno riservato a lui e all’orchestra capitanata dal primo violino Paçalin Pavaci - ormai amatissimo dal pubblico cittadino - oltre che al nome di Silvio Orlando, gli applausi più calorosi e spontanei!

07 febbraio 2012

Eventi Libreria Roma dal 7 al 9 febbraio 2012


-MARTEDI 7 FEBBRAIO 2012 ore 18.00, Franca Mazzei presenta il libro: "VA' DOVE TI PORTA VENERE".

Passionale, conquistatrice, romantica, trasgressiva, sognatrice, crocerossina o eterna bambina...

Come sei in amore? E quali sorprese ti riserva il futuro? L'oroscopo per scoprire come ami e vorresti essere amata, qual è il tuo lui ideale e cosa gli astri hanno in serbo per te.
I consigli dello zodiaco su come conquistarlo, tenerlo e, se è il caso, mollarlo.
Ciascuna delle dodici donne dello zodiaco vive l'amore a modo proprio, ma non sono solo le caratteristiche del tuo segno a svelarti come sei nelle questioni di cuore.
Molte - e fondamentali - sfumature dipendono dalla posizione della Luna e dei pianeti "affettivi" Venere e Marte.
E allora, se ti ritrovi sempre con quello che sembra lo faccia apposta a spezzarti il cuore, o quello che sarebbe anche il tuo principe azzurro ma... o ancora quello che vorresti farla finita però... potrebbero essere proprio le stelle a rivelartene la ragione.
E conoscerla aiuta! Aiuta a capire chi sei, ciò che vuoi, quali sono le tue armi segrete; ma soprattutto aiuta a capire come conquistare l'uomo giusto e, solo se ne vale la pena, portarlo dritto all'altare.

E se invece è un disastro totale, saranno di nuovo gli astri a sussurrare con discrezione al tuo cuore come liberarti definitivamente di lui. E vivere felice.



-MERCOLEDI 8 FEBBRAIO ore 18.00 presso la Libreria Roma piazza Aldo Moro 13 Bari, Roberto Parisi presenta: ”AMARE L'AMORE".


In un tempo in cui c’è l’inflazione della parola “ti amo”, in cui gli incontri si fanno attraverso un computer o un salotto televisivo, in cui le donne, tutte o quasi, non sentono più il bisogno di essere conquistate, in cui tutto viene dato per scontato c’è chi crede ancora nell’amore.
E se nel secondo decennio del terzo millennio ci fosse un nuovo messia dell’amore?
Un uomo capace di conquistare e di amare come ogni donna vorrebbe?

Dal secolo scorso ad oggi, quindi, la nostra società è veramente molto cambiata?
Negli anni Venti l’uomo trasmetteva alla donna la stessa passione di oggi?
Un secolo fa Rodolfo Valentino, primo sex symbol del cinema, riuscì a sconvolgere la vita di milioni di donne in tutto il mondo. Un secolo dopo cosa è veramente cambiato?
Tanti interrogativi che trovano possibili risposte in “Amare l’amore”, il nuovo libro del giornalista Roberto Parisi che, dopo il successo del romanzo storico “Codici dal passato”, propone un parallelo interessante tra l’innamoramento di ieri e di oggi.
Durante l'incontro interverrà la psicologa Aurelia Gagliano.



-GIOVEDI 9 FEBBRAIO  ore 18.00 Sujey Aleman Roldan presenta: "LE COSTELLAZIONI SISTEMICO FAMILIARI"

Le Costellazioni Familiari, messe a punto da Bert Hellinger consentono di scoprire, portare alla luce e sciogliere "irretimenti" familiari che si trasmettono di generazione in generazione e che sono causa di malattie e disturbi psichici e fisici.
Rappresentano dunque un valido contributo per affrontare varie problematiche, siano esse relazionali, professionali o legate a malattie.

Attraverso le Costellazionii Familiari possiamo allora rendere consapevoli certi processi destinati normalmente a restare e agire nell'oscurità e nello stesso tempo ristabilire il collegamento con le forze vitali delle origini, in accordo e all'unisono con gli "ordini dell'Amore".



06 febbraio 2012

Questione Armena: la Diaspora chiama l’Italia risponde [di Carlo Coppola]

 da http://www.lsdmagazine.com/questione-armena-la-diaspora-chiama-litalia-risponde/9681/

Questione Armena: la Diaspora chiama l’Italia risponde

NNazariantz-Fedele-d’amoreegli ultimi mesi molte sono state le iniziative in Italia che hanno avuto per argomento ilGenocidio Armeno del 1915, il cosiddetto “Metz Yèghern“ovvero il Grande Male, operato dal governo dei Giovani Turchi. Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Il governo dei Giovani Turchi, preso il potere nel 1908, attuò l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal 7° secolo a.C. Attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e le stime degli storici, morirono i due terzi degli Armeni presenti nell’Impero Ottomano, circa 1.500.000 di persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem.
La deportazione e lo sterminio del 1915 vennero preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo dei Giovani Turchi. Le responsabilità dell’ideazione e dell’attuazione del progetto genocidario vanno individuate all’interno del partito “Ittihad ve Terraki” (Unione e Progresso). L’ala più intransigente del Comitato Centrale del Partito pianificò la strategia dei massacri, e delle lunghe marce forzate, attraverso una struttura paramilitare. I politici responsabili dell’esecuzione del genocidio furono: Talaat, Enver, Djemal. Mustafa Kemal, detto Ataturk ossia padre dei Turchi avrebbe in seguito avallato e completato l’opera dei Giovani Turchi, con nuovi massacri, e negandole responsabilità dei crimini commessi.
Tra 2011 e il primo mese del 2012 si sono moltiplicate le iniziative sul territorio italiano in memoria del primo genocidio del XX sec. a quasi cento anni da quei fatti. Durante il 2011 sono state pubblicate ben 8 opere aventi per argomento temi relativi al “Metz Yeghern” ed esattamente: ”In cerca di un regno. Profezia, nobiltà e monarchia in Armenia tra Settecento e Ottocento” di Aldo Ferrari della casa editrice Mimesis di Milano; “Il libro dei sussurri” di Varujan Vosganian della Keller editore, “Terra ribelle. Viaggio fra i dimenticati della storia turca” di Joseph de Bellaigue, della EDT La Biblioteca di Ulisse; “Come sabbia nel Vento” di Sonia Raule e Vasken Berberian della Sperling & Kupfer; “La Chiesa armena Storia, Spiritualità, Istituzioni ” di Riccardo Pane, della ESDM. Neri Pozza ha inoltre pubblicato “Armenia” di Gilbert Sinoué e Barbés Editore ha dato alle stampe “Una storia armena Vita di Arshile Gorky” di Matthew Spender.
Si sono avute, inoltre, alcune singolari novità prima fra tutte: “Come l’olmo e l’edera” di Laura Efrikian della MGC edizioni  In cui la ex moglie di Gianni Morandi racconta la storia d’amore dei suoi nonni di origine armena. Si è avuto inoltre il ritorno alla scrittura della scrittrice Antonia Arslan alla narrazione del genocidio del popolo armeno, dopo la malattia. “Il Libro di Musch”, questo il titolo dell’opera edita da Skira editore, tratta un episodio storico, visto attraverso gli occhi di un piccolo gruppo di fuggiaschi che trasportano e custodiscono un antico libro in cui sono contenute le memorie della loro villaggio annientato per sempre dai massacri turchi.
Vi è infine un saggio miscellaneo sull’intellettuale armeno Hrand Nazariantz vissuto a Bari dal 1913 al 1962 anno della sua morte. Fuggito da Costantinopoli Nazariantz, giornalista e saggista turco-armeno si fermò nel capoluogo pugliese da cui avrebbe diffuso in tutta Italia una sensibilità filo armena, ed essendo il primo autore allofono della lingua italiana, avrebbe fondato a Bari il Villaggio Armeno di Nor Arax per accogliere i profughi provenienti dai campi raccolta della Grecia. Titolo del volume è “Hrand Nazariantz, fedele d’Amore” a cura di Paolo Lopane edito per i tipi FAL Vision editore.

Questione Armena: la Diaspora chiama l’Italia risponde [di Carlo Coppola]

 da http://www.lsdmagazine.com/questione-armena-la-diaspora-chiama-litalia-risponde/9681/

Questione Armena: la Diaspora chiama l’Italia risponde

NNazariantz-Fedele-d’amoreegli ultimi mesi molte sono state le iniziative in Italia che hanno avuto per argomento ilGenocidio Armeno del 1915, il cosiddetto “Metz Yèghern“ovvero il Grande Male, operato dal governo dei Giovani Turchi. Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Il governo dei Giovani Turchi, preso il potere nel 1908, attuò l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal 7° secolo a.C. Attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e le stime degli storici, morirono i due terzi degli Armeni presenti nell’Impero Ottomano, circa 1.500.000 di persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem.
La deportazione e lo sterminio del 1915 vennero preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo dei Giovani Turchi. Le responsabilità dell’ideazione e dell’attuazione del progetto genocidario vanno individuate all’interno del partito “Ittihad ve Terraki” (Unione e Progresso). L’ala più intransigente del Comitato Centrale del Partito pianificò la strategia dei massacri, e delle lunghe marce forzate, attraverso una struttura paramilitare. I politici responsabili dell’esecuzione del genocidio furono: Talaat, Enver, Djemal. Mustafa Kemal, detto Ataturk ossia padre dei Turchi avrebbe in seguito avallato e completato l’opera dei Giovani Turchi, con nuovi massacri, e negandole responsabilità dei crimini commessi.
Tra 2011 e il primo mese del 2012 si sono moltiplicate le iniziative sul territorio italiano in memoria del primo genocidio del XX sec. a quasi cento anni da quei fatti. Durante il 2011 sono state pubblicate ben 8 opere aventi per argomento temi relativi al “Metz Yeghern” ed esattamente: ”In cerca di un regno. Profezia, nobiltà e monarchia in Armenia tra Settecento e Ottocento” di Aldo Ferrari della casa editrice Mimesis di Milano; “Il libro dei sussurri” di Varujan Vosganian della Keller editore, “Terra ribelle. Viaggio fra i dimenticati della storia turca” di Joseph de Bellaigue, della EDT La Biblioteca di Ulisse; “Come sabbia nel Vento” di Sonia Raule e Vasken Berberian della Sperling & Kupfer; “La Chiesa armena Storia, Spiritualità, Istituzioni ” di Riccardo Pane, della ESDM. Neri Pozza ha inoltre pubblicato “Armenia” di Gilbert Sinoué e Barbés Editore ha dato alle stampe “Una storia armena Vita di Arshile Gorky” di Matthew Spender.
Si sono avute, inoltre, alcune singolari novità prima fra tutte: “Come l’olmo e l’edera” di Laura Efrikian della MGC edizioni  In cui la ex moglie di Gianni Morandi racconta la storia d’amore dei suoi nonni di origine armena. Si è avuto inoltre il ritorno alla scrittura della scrittrice Antonia Arslan alla narrazione del genocidio del popolo armeno, dopo la malattia. “Il Libro di Musch”, questo il titolo dell’opera edita da Skira editore, tratta un episodio storico, visto attraverso gli occhi di un piccolo gruppo di fuggiaschi che trasportano e custodiscono un antico libro in cui sono contenute le memorie della loro villaggio annientato per sempre dai massacri turchi.
Vi è infine un saggio miscellaneo sull’intellettuale armeno Hrand Nazariantz vissuto a Bari dal 1913 al 1962 anno della sua morte. Fuggito da Costantinopoli Nazariantz, giornalista e saggista turco-armeno si fermò nel capoluogo pugliese da cui avrebbe diffuso in tutta Italia una sensibilità filo armena, ed essendo il primo autore allofono della lingua italiana, avrebbe fondato a Bari il Villaggio Armeno di Nor Arax per accogliere i profughi provenienti dai campi raccolta della Grecia. Titolo del volume è “Hrand Nazariantz, fedele d’Amore” a cura di Paolo Lopane edito per i tipi FAL Vision editore.

Firmato il Memorandum di intesa tra Golden Apricot Festival di Yerevan e il Sudestival

D'ora in poi, il Golden Apricot Yerevan International Film Festival avrà una finestra  all'interno del Sudestival  di Monopo...

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