è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

28 febbraio 2019

Festività di San Vartan Mamikonian 2019


Vardan Mamikonian era nato nel 393 e fu trucidato insieme all'esercito armeno da lui comandato nella Piana di Avaryr, il 26 maggio 451

Seppure uscissero militarmente sconfitti, gli Armeni, con il loro valore, videro definitivamente garantita la possibilità di professare il Cristianesimo.

Egli, era discendente della nobile casata dei Mamikonian, suo padre era Hamazasp Mamikonian (in Armeno Համազասպ Մամիկոնյան) e Sahakanoush (in Armeno Սահականուշ), figlia di Isacco d'Armenia.

Dopo che Vardan diventò Sparapet (comandante supremo delle forze armate) nel 432, i persiani lo mandarono a Ctesifonte. Dopo il suo ritorno nel 450, Vardan ripudiò la religione persiana e istigò una ribellione armena contro i Sassanidi.

Eccola la tempesta di Mario Luzi

Eccola la tempesta,
è già nell’aranceto
tra i suoi pomi, le sue rame.
Furente il gelsomino,
a sprazzi, in quella raffica
acuisce il suo profumo,
esacerba il suo richiamo. 
È tutto in agonia il giardino
che lui dal padiglione
sfiora appena
con i suoi occhi sultani adusati alle stagioni, 
ai loro inganni, 
consci dei molti rimescolamenti
dell’unico principio. Ibi ipse est

___________________________

There, the stormis already in the orange grove,
among its fruits, its branches.
The jasmine rages
fitfully, it sharpens
its fragrance in that blast,
redoubles its call. The whole garden is in agony
that he from the pavilion barely grazes
with his sultan eyes
used to the seasons, to their deceits, conscious
of the many shufflings of the only principle.
Ibi ipse est.

27 febbraio 2019

Azerbaijan prosegue nella pratica di rapire cittadini armeni spacciandoli per terroristi e sabotatori.


La dittatura draconiana dell'Azerbaijan, nonostante gli sforzi e i tentativi di dialogo tra Armenia e Azerbaijan, promossi dalla comunità internazionale - prima fra tutti dall'OSCE - sta proseguendo nella pratica assai perniciosa di rapire cittadini armeni - e processarli - cercando di farli passare per terroristi e sabotatori. Questa volta tale sventura è capitata ad un cittadino armeno con numerosi problemi di salute che si sarebbe allontanato da casa, in una regione di confine, finendo col ritrovarsi nelle grinfie dei terribili gendarmi azeri. 

articolo a cura del prof. Grigor Ghazaryan

Il cittadino della Repubblica di Armenia Karen Ghazaryan è stato condannato a 20 anni di carcere in Azerbaijan per aver commesso “dei reati gravi” non meglio specificati tra cui il “tentativo di commettere un attacco terroristico”
La notizia riportata da factor.am https://factor.am/128222.html è stata messa in circolazione dai media azeri. 
Notiamo come Karen Ghazaryan, cittadino armeno del Tavush, regione contigua con l’Azerbaijan, è stato presentato dalla parte azera come “sabotatore”. 
Su ordine del tribunale azero, Karen Ghazaryan sconterà la pena in un penitenziario di massima sicurezza. 
Ricordiamo che Karen Ghazaryan, originario di Berdavan, zona confinante con il territorio azero è stato rapito dalla guardia di frontiera di Azerbaijan nel mese di luglio dell’anno scorso. 
In risposta alla dichiarazione di Baku di aver catturato un “sabotatore armeno”, la parte armena ha dichiarato che la notizia non corrisponde alla realtà e che Karen Ghazaryan non ha nessun legame o rapporto di alcun genere con il servizio militare. 
L'evento è stato confermato anche dal Capo dell'Ufficio Stampa del Ministero della Difesa della Repubblica di Armenia Artsrun Hovhannisyan in una dichiarazione pubblicata sulla sua pagina di Facebook. Il comunicato è stato poi ripreso dal giornale aravot.am. In tale sede è stato precisato che Karen Ghazaryan è un cittadino armeno nato nel 1984 e che è afflitto da gravi problemi di salute. Per tale ragione è seguito permanentemente da un presidio medico sanitario, presso un ambulatorio medico dal 2013.

25 febbraio 2019

"Umile Preghiera" di Hrand Nazariantz


Un #Poema di #HrandNazariantz


1. 


O Signora di Grazie,
accordami la felicità di amare,
la nostalgica felicità di amar gli uomini,
e, se ancora possibile, di credere in essi...
tu sorriso infallibile, tu silenziosa Speranza
insegnami l'Amore in mezzo alle innumeri onte,
l'arcano Amore rassegnato al cospetto delle vili calunnie,

l'Amor che troneggia supremo
sugli altari dei tempi secolari
dove agonizza ancora il Figliuol tuo, o Maria...


2. 

O piccola Madonna, 
o Signora di Grazie,
accordami la felicità di amare,
gli uomini, che si torturan di orgogli
e si uccidono in nome della Vita
e s'incatenano in nome della Libertà,
- qual mai cruda legge che può voler tanti morti?... -
accordami, o mia Signora di Grazie,
la felicità di Amare e la meravigliosa gioia di Vivere,
in mezzo a tante uggiose perversità!
Risveglino in me, le tue sublimi parole
altri puri pensieri, altri soavi sguardi
e sulla mia Strada, accendan la Lampa dai chiari getti d'oro....

3. 

O mia Signora di Grazie e di Misericordia
accordami la Grazia di Credere,
e fa' che sia men rude lo sdegno della vita,
nell’anima mia sognante; e consenti
che il sogno mi getti nella notte, grani d’oro purissimo
tra le mie sabbie amare...
fa che il mio cuor si conservi fra le innumeri onte
fiducioso ancora; e l’anima mia perduri
nella sua ingenuità; sì ch’io possa, come prima e sempre,
pregare Iddio tra le nubi; ed oltre l’innefabile
far fiorir di loti il mio dolce Nirvana....



5. 

O Signora di Grazie e di Misericordia
accordami la felicità di una tenda
nel deserto del mondo, fiorita,
cinta di liane ed alata dalla tua materna 
mano;
e l’innocenza di dormirti ai piedi
figgendo il tuo Lume, puro come il mio sogno,
carezzando il tuo dolce Secreto;
e che sempre colui che bussi alla mia porta
trovi un calice per dissetarsi o un letto per dormire
e il verdeggiante lauro all'ombra ospitale...



6. 

O Signora di Grazie
accordami la felicità di sapere
che il mio Canto, un giorno, consolerà d'amore
uomini sconosciuti, su plaghe lontane
in sere di dolcezza e di disastri
e colmerà le lor coppe delle mie rose di sangue;
e accrescerà dei loro sogni i sogni eterni...
accordami la felicità
d'essere amico dei Giusti e dei Sognatori,
e di far sorridere la primavera sulle labbra degli Amanti
e la canzone di Dio sui loro focolari deserti...

23 febbraio 2019

"ԱՂՕԹՔ / Preghiera" di Siamant'o

il poeta e giornalista Atom Yarjanian
meglio noto come Siamant'o

Siamant'o fu un noto poeta e giornalista armeno, nato il 5 agosto 1878 ad Akn, attuale Kemaliye, nella provincia di Erzincan in Turchia.

Viaggiò molto durante la sua vita, studiando a Istanbul e alla Sorbona di Parigi. Trascorse un anno a Boston come redattore del giornale armeno "Hayrenik" (Patria), tornando a casa quando pensava che stesse emergendo una nuova era, migliore e propositiva per l'Armenia. 
Aveva scelto il momento sbagliato e fu uno dei 761 intellettuali armeni massacrati nel 1915.



Կարապները թունաւորուած լիճերէն այս իրիկուն յուսահատօրէն գաղթեցին,
Ու տրտում քոյրեր, թիարանին պատերուն տակ, եղբայրներ կ՚երազեն…
Շուշանով ծաղկած դաշտերուն վրայ պատերազմները վերջացան,
Ու գետնափորներու մէջէն գեղեցկուհիներ դագաղներու կը հետեւին,
Եւ իրենց դէմքերը հողին ծռած՝ երգեցին.
«Օ՜, աճապարեցէ՛ք, մեր ցաւագին միսերը սառեցան այս անիրաւ խաւարներէն…
Աճապարեցե՛ք դէպի մատուռն, ուր կեանքն աւելի գթած պիտի ըլլայ.
Գերեզմանոցին մատուռն, ուր մեր եղբայրը կը քնանայ…»։
Հոգիիս մէջ այրի կարապ մը կը տանջուի,
Ու հոն նոր թաղուած մեռելներուն վրայ
Աչուըներէս վար արիւն անձրեւ մը կը տեղայ…
Անդամալոյծներու բազմութիւններ կ՚անցնին սրտիս ճամբաներէն,
Ու բոպիկ ոտքերով կոյրեր անոնց հետ՝
Աղօթողի մը պատահելու աստուածային յոյսով…
Եւ անապատներու կարմիր շուներն ամբողջ գիշեր մը լացին,
Յուսահատօրէն աւազներուն վրայ ողբալէ յետոյ,
Անծանօթ ցաւի մը համար, որ չի հասկցուիր…
Ու մտածումիս փոթորիկը անձրեւին հետ դադրեցաւ.
Սառած ջուրերուն տակ ալիքներն անգթօրէն բանտարկուեցան.
Հսկայական կաղնիներուն տերեւները, վիրաւորուած թռչուններու նման,
Հոգեվարքի ճիչերով վար ինկան.
Եւ խաւարչտին գիշերն անհունօրէն ամայացաւ,
Ու մենաւոր ու արիւնոտ լուսնկային հետ,
Մարմարեայ անշարժ ու բիւրաւոր արձաններու պէս՝
Մեր հողին բոլոր մեռելներն իրարու համար աղօթքի ելան…
******

(traduzione dall'inglese di Carlo Coppola)

I cigni, sconsolati, hanno migrato dai laghi avvelenati stasera
E tristi sorelle sogneranno i fratelli, sotto le mura della prigione
Le battaglie concluse sui campi fioriti di gigli,
E le donne oneste seguono bare da passaggi sotterranei,
E cantano con le teste chine verso la terra.

«Oh, fai in fretta!
I nostri corpi doloranti gelano in queste impietose tenebre.
Affrettati verso la cappella, dove la vita sarà più misericordiosa,
La cappella del cimitero dove dorme il nostro fratello!»

Un cigno vedovo sta nella mia anima tormentata
E là, sopra corpi appena sepolti,
Piove il sangue che si riversa dai miei occhi.

Una folla di storpi passa lungo i sentieri del mio cuore,
E con loro passano uomini ciechi e scalzi,
Nella divina speranza di incontrare qualcuno in preghiera.

E i cani rossi del deserto ululavano tutta la notte,
disperatamente piangendo lungo le sabbie 
per un dolore sconosciuto, incomprensibile.

E la tempesta dei miei pensieri cessò con la pioggia;
Le onde furono crudelmente imprigionate sotto le acque ghiacciate;
Le foglie di grandi querce, come uccelli feriti,
Cadono con grida di angoscia

E la notte oscura era deserta, come il vasto infinito;
E, con la luna solitaria e insanguinata,
Come una miriade di statue di marmo immobili,
Tutti i cadaveri della nostra terra sorsero per pregare 
gli uni per gli altri.

20 febbraio 2019

"Il vecchio enigmatico" di Hovhannes Tumanyan per la prima volta in lingua italiana


Ancora un ricordo di Hovhannes Tumanyan in occasione dei 150 anni dalla sua nascita. Questa volta la memoria è affidata alla traduzione dell'Italianista e amico prof. Grigor Ghazaryan. 
Iniziamo con breve racconto che non risulta essere mai stato tradotto in lingua italiana; il titolo originale è Խորհրդավոր ծերունին la traduzione qui presentata è inedita ed è datata 25 marzo 2011:


Il vecchio enigmatico

di Hovhannes Tumanyan
Traduzione di Grigor Ghazaryan


“Sei tu?”, mi disse, accarezzandomi la testa, e continuò per la sua via, senza fermarsi.
“Da dove mi conosci, vecchio?”
“Dal giorno in cui sei nato”.
“Allora mi conosci!”
“Conoscevo anche tuo padre sin dalla sua infanzia”. 
“Mamma mia, davvero?...”
“Ho visto anche tuo nonno, ah, che birichino ch’era da bambino.”
“Hai visto mio nonno quando lui era bambino?”
“Beh, ma da bambino il tuo bisnonno era più vivace”.
“Hai visto anche mio bisnonno?”
“Sì, sì, sì, sì, ti sei stupito. Ma ho visto anche i nonni dei loro nonni...”
“Allora, se è così, vecchio mio, raccontami per favore, che tipo di uomini erano, che cosa sai su di loro?”
“Che tipo di uomini?... Anche loro erano persone come te. Così – sognavano i tuoi sogni, nutrivano grandi, grandi speranze... All'inizio si sentivano incoraggiati: si sentivano incoraggiati dalle loro speranze e illusioni, e poi le perdevano una a una lungo la strada. Alcuni si scoraggiavano presto, si accasciavano, mentre gli altri venivano su con più fermezza e perseveranza, finché a un certo punto non cadevano esausti e... Ah, quanto ho riso di loro!”
“Accidenti, poveri nonni!!”
“Ma ho visto anche le loro passioni d’amore, ho visto i giochi dei loro bambini svegli e li ho sentiti balbettare per la prima volta, ho partecipato alle loro feste, ho unito la mia voce alle grida delle loro vittorie, ho servito le loro virtù e atti generosi... 
“O buon vecchio!” 
“Sì, erano con me. Hanno fatto un po’ di strada con me; uno entrò nel cimitero il primo, l’altro mise la sua testa canuta un po’ avanti - uno giovane, l’altro già vecchio, uno innamorato, l’altro infermo... Tutti i tuoi nonni hanno camminato con me e ognuno di loro si è fermato in un posto. 
“Dai, quanto sei grande!?!” 
“Grande! – sono l’inizio di ogni cosa che puoi vedere, sono dinanzi a ogni pensiero che ti passa, mi trovi sotto ogni sasso che sollevi, e ogni morto che trovi, l’ho sepolto io. 
“E vai ancora così veloce che non posso raggiungerti”.
“Sì, sì, sì, sì, sei stanco?... vedo che ormai lascio anche te. O, tu sei invecchiato presto... Vieni, vieni...!!”
“Aspetta, vecchio, mi hai consumato la forza, l’energia, son stanco, non ce la faccio a proseguire. 
“Vieni, vieni...!!”

David di Donatello 2019: annunciate le cinquine finaliste


David di Donatello 2019 sono state oggi annunciate le cinquine finaliste della 64esima edizione. 
I vincitori saranno proclamati mercoledì 27 marzo 2019 nel corso della cerimonia che si terrà a Roma, trasmessa in diretta da RAI 1.

MIGLIOR FILM:
Chiamami col tuo nome
Euforia
Dogman
Lazzaro Felice
Sulla mia pelle

MIGLIOR FILM STRANIERO:
Cold War
Boehmian Rhapsody
Il filo nascosto
Roma
Tre manifesti a Ebbing Missouri

MIGLIOR REGIA:
Mario MARTONE per Capri-Revolution
Luca GUADAGNINO per Chiamami col tuo nome
Matteo GARRONE per – Dogman
Valeria GOLINO per Euforia
Alice ROHRWACHER per Lazzaro felice

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE:
Luca FACCHINI per Fabrizio De André – Principe libero
Simone SPADA per Hotel Gagarin
Fabio e Damiano D’INNOCENZO per La terra dell’abbastanza
Valerio MASTANDREA per Ride
Alessio CREMONINI per Sulla mia pelle

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE:
Dogman
Euforia
Lazzaro Felice
Sulla mia pelle
La terra dell’abbastanza

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Chiamami col tuo nome
Ella & John
La profezia dell’Armadillo
Sono tornato
Il testimone invisibile

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA:
Marianna Fontana per Capri-Revolution
Pina Turco per Il vizio della speranza
Elena Sofia Ricci per Loro
Alba Rohrwacher per Troppa grazia
Anna Foglietta per Un giorno all’improvviso

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA:
Marcello Fonte per Dogman
Riccardo Scamarcio per Euforia
Luca Marinelli per Fabrizio De André – Principe libero
Toni Servillo per Loro
Alessandro Borghi per Sulla mia pelle

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA:
Donatella FINOCCHIARO per Capri-Revolution
Marina CONFALONE per Il vizio della speranza
Nicoletta BRASCHI per Lazzaro felice
Kasia SMUTNIAK per Loro
Jasmine TRINCA per Sulla mia pelle

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Ennio Fantastichini per Fabrizio De André – Principe libero
Massimo Ghini per A casa tutti bene
Edoardo Pesce per Dogman
Valerio Mastandrea per Euforia
Fabrizio Bentivoglio per Loro

La musica è appena iniziata...



una lirica wagneriana di Carlo Coppola a #ElisabettaPani


L'atto esecutivo è come un preghiera:
le dita rapide sulla testiera,
il tocco esatto e il cuore vibra.

Lì dietro ci son anime amanti:
creatore, trascrittore, esecutore.

Poi c'è chi gira le pagine,
legge con gli occhi,
il cuore nella mano e il gesto è unico.

Ah se la mano trabocca, o sbaglia...!
Guai se il cuore tentenna e si spezza!

D'imperativo categorico
necessita d'un atto creativo.

La Ruota del Tempo,
fa vibrare con fragore assordante
la falce affilata dell'Eternità;
Le Sfere luminose del Cosmo immenso
son circondate dalla sfera terrestre;

La Creazione non si ferma:
è inarrestabile Klinamen.

Si cerca di arrestare la volontà creatrice,
Volontà prima, che eternamente genera:

Il respiro, (
è un impulso addomesticato)
Si sta lì muti!
Le Arterie pulsano soffocando il battito;
oh qual mirabile volontà di Essere!

Ecco il dolce oblio:
Quando, in estasi, si incrociano le anime:
compositore, trascrittore, esecutore,
anima con anima, mani si sfiorano:

Un Essere nell'altro trova compimento,

Le labbra si chiudono in muto stupore,
il cuore non sente più desideri:
e l'umanità avverte la traccia dell'Eterno,
e tu, sacra Natura, riveli il tuo mistero!"

19 febbraio 2019

"Quando un giorno"- 150 anni dalla nascita di Hovhannes Tumanyan


Tumanyan fu sepolto nel cimitero di Khojivank a Tbilisi nel 1923. Era il 15 aprile.
Ma c'era qualcosa che molti non sapevano. Il fatto è che durante l'autopsia a Mosca, suo figlio, Areg, chiese in segreto che ai medici che gli fosse consegnato il cuore del padre. 

Nella sua lettera indirizzata a Amleto, suo fratello scrisse: "Ho fatto un passo ... Ho rubato il cuore di mio padre. È vero, devi essere molto audace nel rubare il cuore che abbraccia il mondo intero..."

Per anni, i parenti hanno tenuto il cuore in casa di uno scrittore, in un piccolo armadio. Ma una volta che Avetik Isahakyan venne a visitare la casa dei Tumanyan. Era sera tardi, e rimase per la notte. Come ospite, gli fu assegnata una stanza che era stata dello scrittore. Appena fu giorno, i padroni di casa notarono che Isahakyan era estremamente turbato. Infine quest'ultimo confessò di non aver dormito tutta la notte e il motivo per cui dormiva era il cuore. Dopo quell'incidente, il cuore del poeta fu consegnato al Museo del Museo di Medicina di Erevan.

Solo nel 1994 tutto fu compiuto come doveva essere originariamente il cuore fu sotterrato al centro nel cortile di casa paterna. E la terra accolse quel cuore perché era il poeta di tutti gli Armeni, l'Ararat si era traferito nella sua nuova sede.


Եթե մի օր, անո՜ւշ ընկեր,
Գաս այցելու իմ շիրմին,
Ու նորաբույս վառ ծաղիկներ
Տեսնես փըռված չորս կողմին,

Դու չը կարծես թե հասարակ
Ծաղիկներ են ոտքիդ տակ,
Կամ թե գարունն է այն բերել,
Իմ նոր տունը զարդարել:

Նրանք չերգած իմ երգերն են,
Որ սրտումըս ես տարա,
Նըրանք սիրո այն խոսքերն են,
Որ դեռ չասած ես մեռա:

Նրանք իմ ջերմ համբույրներն են,
Այն աշխարքից ուղարկված,
Որի ճամփեն քո առաջև
Գերեզմանով է փակված…

1894


Quando un giorno


Dolce amico che un giorno 
verrai a visitar la mia tomba
e a contemplar sparsi d'intorno 
i fiori fioriti in sì freschi germogli,

Non pensar che quelli sian fiori comuni,
Che ai tuoi piedi son nati,
O che costà la primavera l'abbia recati
La mia nuova dimora ad adornare.

Queste son le mie canzoni non cantate
Che ho recato nel cuore
Queste saran le parole d'Amore non dette
Quand'ero ancora in vita.

Questi sono i baci ardimenti,
Indirizzati a te dal mio mondo
da chi è andato via prima di te
E sta rinchiuso in un cimitero.

18 febbraio 2019

"Las Mariposas" una poesia di Hrand Nazariantz in Lingua Spagnola

Dalla rivista spagnola «El Nuevo Tesoro De La Juventud» Tomo 07.

Hrand Nazariantz, considerado uno de los más grandes poetas armenios, nació en Iskudar en  1880. Cursó estudios superiores en París y Londres, Vive desterrado en Italia, Su poesía "Las mariposas" se basa en una creencia oriental según la cual el día en que aparecerá la antigua luz divina, todos renaceremos convertidos en mariposas. La traducción es del poeta catalán Alfonso Maseras.



Te lo confieso, amigo; como un sueño 
de gloria, en el reposo de los muertos 
y en la alegría de los vivos, una 
tarde profunda y triste 
surgirán infinitas mariposas, 
dóciles y obedientes, que los cielos 
tornarán castos con su castidad; 
después, con gran dulzura, tiernamente, 
descenderán sobre la tierra antigua, 
sobre la historia triste de la tierra, 
como un sueño de gloria, para todos, 
muertos y vivos. 

Nube de incienso, nube inmaculada. 
Que como un ala múltiple, opulenta, 
se deslizara en el incendio rojo 
de los crepúsculos; 
nube movible en la inmovilidad 
del horizonte vasto. Blanca, extática, 
consoladora bendición. Las alas 
de cada mariposa ritmarán 
un preludio de paz, radiante olvido 
ara el viejo planeta sollozante 
que todavía albergará a los hombres, 
sus preces, sus locuras y sus ansias... 
Sobre las aguas férvidas, tranquilas, 
y junto a las riberas sin murmullos, 
las mariposas tenderán el vuelo 
que apagará la esclavitud terrena; 
cesará entonces toda ley tiránica 
que mueve las esferas 
y será libre el horizonte inútil, 
cuando descenderán en haces de oro 
las leves mariposas, 
como un sueño de gloría para todos, 
muertos y vivos. 

Será en el plenilunio. Su blancura 
se cernerá sobre la angustia humana, 
secando llantos y cubriendo horrores; 
con su blancura suave cubrirán 
todas las fealdades de la tierra. 
Habrán de descender con su purísima 
candidez matutina, encantadora; 
más pura, digo, que la nieve pura; 
más pura que ¡a leche maternal; 
más pura aún que el alma de los ángeles, 
para gloria y ornato de los vivos, 
por el reposo eterno de los muertos. 
Como lluvia inocente y bienhechora, 
por todos los caminos del Oriente, 
vendrán, innumerables y en silencio. 
¡Oh, ilusión de los ojos que soñaron 
amor en demasía! ¡ Oh, ilusión 
de los que han suspirado en demasía 
por la pureza, y con exceso amaron 
el sueño y la locura! 
En tal revelación, ¡qué gran silencio! 
¡Qué tremolor alado y misterioso! 
La vieja humanidad quedará atónita 
cuando esa Navidad venga a la tierra. 
Por ella nacerá a una nueva vida; 
por ella abordará a la playa ignota 
de un nuevo continente afortunado, 
meciéndose en el ritmo melodioso 
de las olas del mar de lo infinito. 
Y todo será blanco, de exquisita 
blancura. Todo blanco, todo blanco, 
bajo la nieve de las mariposas. 

En esa noche, noche semejante 
a una noche de amor, dulce, seráfica 
como un sueño de gloria, 
todos los peregrinos del Oriente 
cargados andarán de las delicias 
que en la ilusión del paraíso hallaron. 
De luz se vestirá el oscurecido, 
lo hará el desengañado de esperanza; 
miel y granadas llevarán consigo 
los amargados. Les darán escolta 
musas y mariposas. Cruzarán 
efímeros países, los países 
del sueño y de la muerte. 
Cumplirán, los ingentes peregrinos, 
un voto de estupor, y hollarán, graves, 
el florido camino donde crecen 
la salvia y el tomillo; blanca ruta 
nunca colmada, cuando en ella se oye 
la apelación suprema del destino. 

A media noche, apasionadamente, 
los peregrinos 
penetrarán en las ciudades santas, 
en las dulces ciudades ideales 
que cordialmente les acogerán. 
ante las trémulas constelaciones, 
las calladas ciudades vaporosas 
se tornarán risueñas, 
para dicha inefable de los vivos, 
bajo la nieve de las mariposas, 
cándida y pura 
como un sueño de gloria, y blanca, 
     blanca.

17 febbraio 2019

134 anni dalla nascita di Ruben Sevak e riflessione sui falsi amici



Lo scorso 15 febbraio sono appena trascorsi i 134 anni dalla nascita di Ruben Sevak. Secondo Nazariantz era "un poesia gentile", un medico, intellettuale, poeta e scrittore armeno di Costantinopoli. Anche se poco dopo sarebbero prima entrati in conflitto e poi si sarebbero persi a causa dell'esilio volontario di Nazariantz e la morte di Sevak. Lo ricordiamo con una fotografia che ritrae Arshak Chopanyan, Hrand Nazariantz, Maddalena De Cosmis (moglie di Nazariantz), Ruben Sevak.
Noi da Bari cerchiamo di fare tanto per tenere alta la memoria di quegli uomini e di quei giorni; nonostante tanti in Italia siano contrari a questa nostra costante opera di divulgazione. Non solo i Turchi o gli Azeri ma soprattutto i falsi amici, che cercano ogni scusa per farci fare la figura degli Ottentotti africani. - Non ci sappiamo scegliere il posto a teatro, vi andiamo con vestito sbagliato (sic) e perché meridionali, saremmo anche in grado di fiancheggiare il malaffare, "lavaggi", "riciclaggi", di danari e altri botulismi -.
Nonostante le ignominie gettate sul nostro conto anche da coloro che dovrebbero tutelarci a livello nazionale o internazionale, noi non disertiamo la lotta... 
Anzi così è la vita... dopo Levon ci fu Robert e dopo Robert ci fu Serzh, e quindi Armen... così Mikayel, Boris, Gago, Robert, Rouben, Sako...
La vita è una breve pausa nell'attesa di un altro Presidente, o di un altro Ambasciatore... 
Per fermarmi gli attuali signori dovranno spararmi e anche con armi di precisione e grosso calibro... 
Il fango a me non basta... Nel fango ci andavamo a fare le cure termali ad Agnano!!!

16 febbraio 2019

Intervista di Gohar Hakobyan al dott. Gianmichele Laquale: "La vita può darci più di quanto ci aspettiamo"




Siamo onorati di pubblicare in lingua italiana l'intervista che la giornalista armena Gohar Hakobyan del prestigioso quotidiano armeno Aravot Daily ha fatto allo psicologo Gianmichele Laquale
Il dott. Laquale è un'eccellenza barese che lavora con grande professionalità in Armenia, da tempo, contribuendo a diffondere i valori del #sistemapaese e quelli propri della sua professione. Il titolo dell'intervista, che pubblichiamo con il permesso dell'autrice Gohar Hakobyan è:



La vita può darci più di quanto ci aspettiamo


Gianmichele Laquale è uno psicologo e psicoterapeuta. Lavora presso il United World College of Dilijan. Ama l'Armenia e gli piace esplorare il paese e incontrarne la gente. In risposta all'inchiesta "Aravot" sul ruolo di uno psicologo all'UWC Dilijan, che ospita studenti provenienti da diverse nazionalità e culture, Gianmichele Laquale sottolinea che gli United World Colleges, che sono una rete educativa di scuole internazionali, e valorizzano non solo l'aspetto cognitivo ma anche lo sviluppo emotivo e il benessere degli studenti. 
la giornalista armena Gohar Hakobyan
Gianmichele afferma che l'educazione può unire studenti e persone. Chiarisce che gli adolescenti affrontano richieste e sfide sfaccettate, che a volte possono portare a difficoltà psicologiche ed emotive. Lo sviluppo emotivo, il processo per il quale impariamo a conoscere e regolare le nostre emozioni, non è un processo lineare, ma un'esperienza rizomatica e complessa, che presenta delle sfide. Pertanto, l'aiuto e la facilitazione di uno psicologo può essere essenziale per supportare gli adolescenti a elaborare le loro esperienze e imparare dalle loro difficoltà. Inoltre, gli studenti internazionali, che vivono ogni giorno con persone provenienti da tutto il mondo in un contesto diverso da quello da cui provengono, possono anche affrontare uno "shock culturale" e per attraversare questa dimensione il ruolo di uno psicologo è cruciale.

Secondo l'intervistato, uno psicologo non dovrebbe essere visto solo come un professionista che aiuta le persone con difficoltà emotive, ma è un professionista che lavora anche sulla prevenzione del disagio e sulla promozione del benessere. Lui / lei può facilitare il processo di sviluppo emotivo.
Lo psicologo afferma che lui stesso è un ex studente dell'UWC. Si è laureato presso la UWC Adriatic in Italia. Ha studiato psicologia, ha conseguito un dottorato in psicologia clinica e una specializzazione in analisi di gruppo. Prima di arrivare in Armenia, ha lavorato come consulente per studenti all'Università di Bari, nel Sud Italia, è stato in uno studio privato ed è stato anche impegnato in attività di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia della stessa Università.

"Uno dei miei obiettivi e passioni è sempre stato quello di unire pratica clinica e ricerca", afferma Gianmichele. Inoltre, aggiunge che ha sempre voluto lavorare in un ambiente internazionale con persone provenienti da culture diverse.

E continua "Ho iniziato a cercare opportunità di lavoro e ho trovato l'offerta per lavorare in un UWC in Armenia. Sapevo molto poco dell'Armenia, ma questa opportunità è diventata in qualche modo molto affascinante per me. Sapevo che l'Armenia è un paese con una ricca storia e cultura. Così ho deciso di unirmi a un ambiente internazionale in cui avrei potuto lavorare con studenti di culture diverse in un paese che si trova al crocevia di civiltà".

lo psicologo Gianmichele Laquale
Non è cosa comune in Armenia vedere uno psicologo o uno psicoterapeuta, dato che parenti, amici e conoscenti possono sostituire questo "ruolo", ma egli afferma che crede che le persone abbiano iniziato a dare importanza alla salute mentale anche qui. Inoltre, osserva che vedere uno psicologo non è una tendenza o uno stereotipo culturale legato a particolari contesti culturali. "In alcuni casi è necessaria la segnalazione a uno specialista. Uno psicologo non ha il ruolo di cambiare cultura, tuttavia la cultura di vedere uno psicologo può essere un input importante anche in Armenia per aiutare e sostenere le persone".

Nella nostra chiacchierata, abbiamo anche parlato dell'uso dei social network e della dipendenza. Lo psicologo sottolinea che è importante sapere perché e come le persone usano i social network. Da un lato, le persone possono utilizzare i social network come strumento per essere in contatto con gli altri, promuovendo valori e diritti umani, ma d'altra parte, le persone possono sviluppare una forte dipendenza nei loro confronti.

"A volte le persone preferiscono comunicare attraverso i social network, piuttosto che mantenere relazioni nella vita reale", dice lo specialista. Aggiunge che, in questo caso, il problema non è costituito dai social network in sé, ma a proposito, le persone li usano, le persone, che hanno problemi emotivi, possono sviluppare dipendenza da shopping, sostanze o molte altre cose, e anche all'uso dei social network.


"Le relazioni possono essere dolorose, questo è il motivo per cui alcune persone preferiscono comunicare attraverso i social network e si sentono più protetti di quanto non sarebbero nella vita reale. Le persone potrebbero pensare inconsciamente di poter controllare le proprie emozioni online, ma spesso non è così", aggiunge lo psicologo. Lo specialista sottolinea l'importanza dei media e dell'alfabetizzazione emotiva per bambini e giovani. Ciò consentirebbe di utilizzare i social network con una migliore consapevolezza di sé.


Parlando del ruolo di una persona "istruita" nella società, lo psicologo afferma che qualsiasi società non dovrebbe investire solo sulla crescita economica e tecnologica. Crede che ci dovrebbe essere anche un'attenzione e cura adeguate per la salute mentale e il benessere emotivo delle persone. "In realtà, le persone mentalmente sane ed equilibrate sono importanti anche per lo sviluppo economico.

Sappiamo quanto è grande l'impatto dei problemi di salute mentale sulla crescita economica. Inoltre, se siamo abbastanza istruiti, ci rendiamo conto di quanto poco sappiamo di noi stessi ... ci rendiamo conto che la razionalità è un'illusione che non possiamo affrontare la vita usando solo la razionalità ...

Non è un caso che diciamo di non essere i proprietari della nostra mente. Da un lato, questo può sembrare deprimente, ma in realtà questo è un punto interessante - è essenziale ascoltare noi stessi, essere in contatto con i nostri desideri e le nostre esigenze, per imparare dall'esperienza. La vita può darci più di quanto ci aspettiamo, se usciamo dai limiti della razionalità ... Molto spesso, cerchiamo qualcosa e troviamo qualcos'altro, forse una cosa completamente diversa. Solo più tardi ci rendiamo conto che ciò che abbiamo trovato è qualcosa di prezioso ... La vita diventa vuota e sterile se proviamo a controllarla eccessivamente. Diventa molto più colorata se permettiamo che ci essa sorprenda", conclude lo psicologo.

14 febbraio 2019

151° anniversario della nascita di Hovhannes Kajaznuni Primo Presidente Armeno

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Ricordiamo oggi il 151° anniversario della nascita di Hovhannes Kajaznuni (Յովհաննէս Քաջազնունի), Primo Presidente e Padre Fondatore della Repubblica Democratica Armena. 
Hovhannes Kajaznuni era nato il 14 febbraio 1868 ad Akhaltsikhe nell'impero russo, attualmente in Georgia, e il suo nome d'origine era Hovhannes Ter-Hovhannisian.
Da Diplomatico partecipò a varie conferenze di pace Trebisonda 14 marzo 1918 e di Batumi l'11 maggio del 1918. 
Il Consiglio nazionale armeno elesse Kajaznuni il 6 giugno 1918 e il suo gabinetto fu formato il 30 giugno dello stesso anno. Kajaznuni mantenne questa carica fino al 7 agosto 1919. Dopo diversi viaggi e missioni diplomatiche tra Europa e Stati Uniti tornò in Armenia per diventare Presidente del Parlamento il 4 novembre 1920. Kajaznuni fu arrestato dopo che i bolscevichi salirono al potere nel dicembre 1920, ma fu liberato durante la rivolta del febbraio 1921 contro il regime sovietico.
Morì all'età di 69 anni nel 1938.

12 febbraio 2019

Nikol Pashinyan ricorda lo scrittore Hrant Matevossian in diretta Facebook




Questa mattina il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha ricordato l'84° anniversario della nascita di Hrant Matevosyan, romanziere e sceneggiatore scomparso nel 2002.

Il Varchapet ha affidato suo ricordo alla lettura di un brano tratto dal racconto Ծառերը (Alberi) del 1978 e ha mostrato anche la copertina del libro.


Per tutti gli approfondimenti su Hrant Matevosyan facciamo riferimento al sito http://hrantmatevossian.org.

La lettura è avvenuta tramite connessione diretta sulla sua pagina Facebook. 
https://www.facebook.com/pg/nikol.pashinyan/

Nella sua lettura appassionata, che scandiva il ritmo e la musicalità di ciascuna parola, abbiamo rivissuto, con passione la ponderatezza del lottatore Nikol Pashinyan che nei giorni della Rivoluzione di Velluto affidava i suoi pensieri alla rete - face to face su Facebook - per raccontare le fasi e le conquiste quotidiane fino alla liberazione

Nikol Pashinyan è stato, forse, il più grande cronista del nostro tempo e, tra aprile e ottobre 2018, ha prodotto così tanto materiale, interessante, che questo può diventare un oggetto di studio per tesi di Dottorato in "Storia delle dottrine politiche", "Teoria della comunicazione "o" Letteratura ". In modo simile fece nella storia solo Giulio Cesare raccontando ai posteri i suoi combattenti, le sue azioni.

Nella lettura odierna, dopo tanto tempo, il Varchapet è tornato ad avere uno sguardo sereno ad abbracciare tutti, a raccontare una buona novella, una favola bella, a mostrarsi intimo, riflessivo, domestico. La sua parola è tornata piana, rotonda, soffiata, espressiva, amorevole ma non melensa, senza gli spigoli o le lame di coltello. 

Nella lettura odierna Nikol Pashinyan è tornato ad essere affascinante e che con gentilezza di chi si prepara a scalare una vetta. 

Nella lettura di oggi abbiamo rivisto lo sguardo dell'uomo che ci ha fatto sognare che un'altra Armenia fosse possibile e nel cui nome siamo stati amorevolmente circuiti. 
Il miracolo di restituirci quel Nikol lo ha fatto Hrant Matevosyan, nato nel villaggio di Ahnidzor, nella regione di Lori in Armenia. Un correttore di bozze della rivista "Sovetakan Literature", "Grakan Tert". 

Il miracolo di riportarci a quel Nikol lo ha fatto un narratore magro con la faccia scavata, la testa pelata, e due ciuffi di capelli al lato della testa, the "most prominent and accomplished contemporary novelist". 

Rivogliamo la gioia di quel Nikol nelle cui marce il nostro cuore ha sussultato, la cui mano ferita ci siamo indignati, in nome del quale  abbiamo ballato Kochary e arrostito Korovaz per le strade. 

Nikol Pashnyan remembers Hrant Matevosyan





This morning, Armenian Prime Minister Nikol Pashinyan recalled the 84th anniversary of the birth of Hrant Matevosyan, novelist and screenwriter who died in 2002.


The Varchapet entrusted his memory to the reading of a short novel Ծառերը (the Trees) of 1978, and also showed the cover of the book. 

For all the insights on Hrant Matevosyan we refer to the site http://hrantmatevossian.org.

The reading took place via direct connection on his Facebook page.
 https://www.facebook.com/pg/nikol.pashinyan/

In his passionate reading, which marked the rhythm and the musicality of the words, we relived the passion and the deliberateness of Nikol Pashinyan. We loved this great features during the days of the Velvet RevolutionDuring the evening conversations, Pashinyan confided his thoughts to the network - face to face on Facebook. He told the phases and the daily conquests up to liberation.

Nikol Pashinyan was, perhaps, the greatest reporter of our time and between April and October 2018 he produced so much material, of such interest, that he could be used as an object of study for doctoral thesis in "History of political doctrines", "Theory of Communication" or "Literature". Resembling Julius Caesar he has described and told his fighters and his decisions to contemporary people and the posterity.

In today's reading, after a long time the Varchapet has returned to have a sweet look, to embrace everyone, to tell a good story, a beautiful story, to show itself intimate, thoughtful, domestic. His word is back to be flat, round, blown, expressive, evocative, loving but not melancholy, without the edges or the knife blades.

In today's reading, Nikol Pashinyan is back as charming and wise as a man of opposition, with the kindness of those who are preparing to climb a peak and look for companions for his enterprise.

In today's reading, we saw the look of the man who made us dream that another Armenia was possible and in whose name we were lovingly dragged towards a new season of democratic struggle.

Hrant Matevosyan did the miracle - of restoring us our Nikol that we love. Hrant Matevosyan was born in the village of Ahnidzor, in the Lori region of Armenia, he was a proofreader of the magazine "Sovetakan Literature", "Grakan Tert".

The skinny narrator with the dug face, the bald head, and two tufts of hair beside the head - the "most prominent and accomplished contemporary novelist" - did the miracle.

We want the our Nikol. With that Nikol our heart marched, with that Nikol we were outraged by his wounded hand, with that Nikol we danced Kochary and roasted Korovaz in the streets.

10 febbraio 2019

Un'intervista per il bimestrale della Diocesi di Andria recensisce "Il Martirio dell'Armenia"


Lo scorso 30 gennaio 2019, il Presidente del Centro Studi "Hrand Nazariantz" di Bari, Carlo Coppola, ha rilasciato una lunga intervista alla testata giornalistica on-line CanosaWeb. L'intervista è stata realizzata dalla nota animatrice culturale foggiana Luciana Fredella, che da anni è impegnata in operazioni di diffusione della lettura e in particolare della letteratura contemporanea di area meridionale e napoletana in particolare.
Le domande sono partite dal volume Nella Terra del Terrore: Il Martirio dell'Armenia di H. Barby curato dal prof. Carlo Coppola per la casa editrice LB di Bari nel 2016 e si sono sviluppate sul tema della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo di cui lo scorso 10 dicembre sono stati festeggiati i 70 anni dalla promulgazione. L'intervista è quindi confluita nella rubrica dal titolo il "Crepuscolo letterario".
Luciana Fredella
Con il prezioso intervento di editing di Mons. Felice Bacco, "Il Campanile" il prestigioso notiziario bimestrale della Cattedrale di San Sabino di Canosa, afferente alla Diocesi di Andria, ha ripreso l'intervista suddetta con alcune riduzioni opportunamente segnalate dallo stesso editor. 
Nel ringraziare per l'attenzione mostrata verso la propria attività e, verso la Causa Armena in generale, il Centro Studi "Hrand Nazariantz" di Bari auspica un futuro incontro ad Limina Sancti Savini apud Canusium in cui continuare ad affrontare i temi della prevenzione e della lotta al crimine di Genocidio, per il popolo armeno e per l'intera umanità.

09 febbraio 2019

Supreme Certifying Committee in Armenia avvia uno studio sistematico per la lotta al plagio

Università Statale di Yerevan
immagine tratta dalla pagina Facebook 
del Supreme Certifying Committee

Il plagio non è solo un tumore maligno del sistema di degenerazione scientifica, ma anche l'istruzione superiore. 

Il Supreme Certifying Committee (Բարձրագույն որակավորման կոմիտեին) ha avviato un gruppo di lavoro che coinvolge specialisti in vari campi dell'attività scientifica che coordineranno e svilupperanno approcci pluralisti. 

Il primo incontro si terrà il 15 febbraio alle 15:00 nella sala delle sessioni del Consiglio accademico dell'Università Statale di Yerevan (via Alek Manukyan 1, 5° piano, edificio centrale).
Anche in Italia occorre una seria riforma del diritto d'autore per combattere la piaga del plagio.

Ci auguriamo che in questo gruppo di studio non finisca - come in Italia - per favorire ulteriormente questa turpe abitudine dato che spesso chi detta le regole sono le stesse che agiscono questi comportamenti. Ci auguriamo che in Armenia si apra un dibattito serio ed efficace. 
Il problema però riguarda sempre - come in tutti i campi - le convenienze scientifiche e riguarda in molti casi la politica accademica. 
L'Italia ad esempio ha leggi sono vecchie e favoriscono sia il plagio scientifico che quello artistico. 
Allo stesso modo l'accusa di plagio è una delle più infamanti che possano essere addebitate ad uno studioso: è molto facile accusare qualcuno di plagio, molto più difficile dimostrare tali accuse e il marchio di infamia resta a chi viene ingiustamente accusato, sulla base di dicerie, pettegolezzi e calunnie.

Diventa operativo il Centro Armeno-Italiano per il restauro, lo sviluppo, la gestione e la conservazione del patrimonio culturale

La Galleria Nazionale d'Arte in Piazza Repubblica  Una solenne cerimonia di apertura operativa del centro regionale armeno-italia...

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