21 gennaio 2010

Uomini, Anni, Vita [by DinamoCulturale]

Nell'ambito dell'interesse da questo blog per la tematica della cultura armena diamo voce ad una interessante iniziativa dell'Associazione Culturale Dinamoculturale di Olginate (Lecco).
Accanto a questo evento rendiamo noto che sui social network www.anobii.it e www.facebook.com è stato creato un gruppo dal titolo "La Diaspora del popolo armeno" curato da me e da Stefania DeT. [Carlo Coppola]




Sabato 30 gennaio 2010


ore 18.00: Villa Sirtori, Piazza Marchesi D’Adda - Presentazione della giornata, inaugurazione mostra “ARMIN T. WEGNER E GLI ARMENI IN ANATOLIA, 1915”
ore 20.30: Sala consiliare, Piazza Roma - Proiezione del film “Screamers” di Carla Garapedian
ore 22:30: Sala consiliare – Proiezione del film “Ararat” di Atom Egoyan.


Domenica 31 gennaio 2010


Dalle 11.00 in Villa Sirtori – Proiezione dei documentari di Artavadz Peleshian per tutta la giornata
Ore 15.00 presso la Sala consiliare - “Armenia, ferita aperta” documentario della Televisione Svizzera Italiana
ore 16.30 presso la Sala consiliare - Conferenza storica con Baykar Sivazliyan, docente di Lingua e letteratura armena presso l’Università Statale di Milano nonché Presidente dell’Unione Armeni d’Italia
ore 18.30 in Villa Sirtori - aperitivo armeno e intrattenimento musicale tematico
ore 21.00 al Cinema Jolly, via Don Gnocchi 13 - Spettacolo teatrale “ARMENIA” di Antonio Carletti


Tutti gli appuntamenti si terranno a Olginate (LC).

15 gennaio 2010

é troppo facile [by meg]

Da me a te come prima da te a me
e sempre sarà così tra noi
e perché non si confondano i sogni
e i nostri soli ci spronino come agavi sulle scogliere.



Ti penso piano, senza volerlo, dentro un pensiero segreto
cerco riparo nel mio silenzio sperando sia un buon nascondiglio
ogni istante insieme a te è minaccia dolce
sento il pericolo perché

è troppo facile innamorarsi di te e tu lo sai
sorridimi ancora così, prima di uccidermi

cerco il tuo sguardo, salto nel vuoto, un altro ostacolo è caduto
e non c'è dubbio, non uno solo, che l' impossibile sia vero
le tue parole sono le prove che scorri tu nelle mie vene

è troppo facile innamorarsi di te e tu lo sai
sorridimi ancora così prima di uccidermi

hai tutto il mondo in una mano e già predici il mio futuro
mentre mi scoppia il cuore sai che indietro non puoi più tornare

è troppo facile innamorarsi di te e tu lo sai
sorridimi ancora così prima di uccidermi

10 gennaio 2010

Il mazzo di fiori di Jacques Prevert


Che fai laggiù bambina
Con quei fiori appena colti
Che fai laggiù ragazza
Con quei fiori seccati fiori
Che fai laggiù bella donna
Con quei fiori che appassiscono
Che fai laggiù già vecchia
Con quei fiori che muoiono


Aspetto il vincitore.

09 gennaio 2010

Carme 5 [di Catullo]



Vivamus, mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum seueriorum
omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit breuis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus inuidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.


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Viviamo mia Lesbia e amiamo, e ogni mormorio dei perfidi vecchi
abbia per noi il peso della più vile moneta.

I soli possono tramontare e ritornare;

noi, una volta che la breve luce è tramontata,
dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
Dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille e altri cento ancora.
E quando ne avremo a migliaia li confonderemo, per non sapere, perché nessuno getti il malocchio invidioso per un così alto numero di baci.

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l carme si articola in quattro momenti fondamentali:
1. Un grido della felicità sembra colmare la vita (vv.1-3).
2. Il turbamento che viene dalla presa di coscienza della sua caducità (vv. 4-6).
3. L’ebbrezza furiosa dei baci (vv. 7-9).
4. L'espediente di mescolarli e perderne il conto per allontanare gli influssi maligni degli invidiosi (vv. 10-13).

PREMIO TEATRALE DEGLI AMICI DI FACEBOOK

BANDO DI AMMISSIONE A FAR PARTE DELLA GIURIA

E' indetto fra gli amici di Facebook un BANDO DI AMMISSIONE per far parte della giuria del PREMIO TEATRALE DEGLI AMICI DI FACEBOOK 2010.
Possono fare domanda tutti coloro che siano amanti del teatro di prosa e abbiano un account su Facebook.

La domanda deve contenere:
A. l'account FB esatto
B. la città in cui si desidera essere iscritti come giurati
C. l'impegno formale ad assistere, nella Stagione di Prosa 2009-10, ad almeno 10 spettacoli teatrali.

PREMIO TEATRALE DEGLI AMICI DI FACEBOOK 2010 è una indagine popolare

che ha l'obiettivo di indicare il meglio del teatro per la stagione 2009-10.
Una giuria estesa in tutto il territorio nazionale alla fine della stagione sarà chiamata a votare:

MIGLIORE SPETTACOLO
MIGLIORE ATTORE
MIGLIORE ATTRICE
MIGLIORE REGIA
MIGLIORE ATTORE GIOVANE (under 35)
MIGLIORE ATTRICE GIOVANE (under 35)
MIGLIOR REGISTA GIOVANE (under 35)
MIGLIORE NOVITA' ITALIANA
PEGGIORE SPETTACOLO
PEGGIORE ATTORE
PEGGIORE ATTRICE

La giuria sarà a numero chiusto.
Essa sarà composta da
20 giurati di Napoli,
20 giurati di Roma. 20 giurati di Milano,
20 giurati di Torino.

Inoltre la giuria comprenderà fino a
10 giurati di Genova,
10 giurati di Venezia,
10 giurati d Trieste,
10 giurati d Firenze,
10 giurati d Bologna,
10 giurati d Bari,
10 giurati d Palermo,
10 giurati d Catania.

fino a
10 giurati della Regione Piemonte (escluso il capoluogo)
10 giurati della Regione Lombardia (escluso il capoluogo)
10 giurati della Regione Veneto (escluso il capoluogo)
10 giurati della Regione Emilia Romagna (escluso il capoluogo)
10 giurati della Regione Liguria (escluso il capoluogo)
10 giurati della Regione Lazio (escluso il capoluogo)
10 giurati della Regione Campania (escluso il capoluogo)
10 giurati della Regione Sicilia (escluso il capoluogo)

fino a
5 giurati della Regione Valle d'Aosta
5 giurati della Regione Trentino
5 giurati della Regione Friuli Venezia Giulia
5 giurati della Regione Umbria
5 giurati della Regione Marche
5 giurati della Regione Abruzzi
5 giurati della Regione Molise5 giurati della Regione Basilicata
5 giurati della Regione Calabria
5 giurati di Cagliari
5 giurati della Regione Sardegna
5 giurati della Regione Sicilia

fino a
5 giurati di Modena
5 giurati di Reggio Emilia
5 giurati di L'Aquila
5 giurati di Pescara
5 giurati di Lecce
5 giurati di Potenza
5 giurati di Reggio Calabria

Dopo aver verificato la ammissibilità l'Organizzazione del Premio ammetterà i giurati che in ordine di tempo hanno fatto pervenire per primi la loro canditatura a seconda della città o della regione di loro appartenenza. I giurati si impegneranno a vedere almeno 10 spettacoli in un anno.
Alla fine della stagione (maggio-giugno 2010) i giurati saranno chiamati a votare.Le schede di voto saranno rese pubbliche sull'account del premio.

02 gennaio 2010

Un racconto [di Carlo Coppola]

 Il professor Ernesto 

Aveva deciso di domandare di più su di sé, al di là di astratti tentativi di approdare a qualcosa di certo che fosse lontano dal solito o da ciò che poteva scorgere dalla sua finestra.
Non vedeva il mare ormai da anni, e di voglia di lottare per vederlo ne aveva accumulata sempre meno nel corso del tempo. Eppure ogni mattina quando si alzava sapeva che la sua missione sarebbe stata di andare verso il mare, movendo da quella situazione così strana in cui si trovava. Aveva bisogno di sentire la sabbia nelle scarpe, ed imprecare, se non sarebbe riuscito a mettere passi agilmente.
Poi ogni sera quando tornava a casa sempre più stanco s’immergeva nella poltrona e, accesa la televisione, nei dettami di una società che progredisce da sé, e per sé soltanto. Aspettava mezzanotte tutte le sere, perché ogni sera era l’ultima dell’anno ed egli avrebbe potuto avere 30 - 40 - 50 anni, forse più vecchio ma difficilmente più giovane.
La sua faccia era sempre quella, non passava; aveva tre abiti nell’armadio, tre cravatte, tre paia di scarpe. Non era mai davvero contento o scontento di nulla, né delle condizioni meteorologiche, né della politica, né per la squadra di calcio, anche perché non seguiva più nessuno sport dacché intorno ai diciott’anni si era fratturato la caviglia sinistra giocando una memorabile partita di pallone.
Almeno così si era convinto, e ricordava, ma in realtà aveva solo messo un piede in fallo ed era inciampato, malamente, attraversando la strada, di ritorno da un’accesa lite con l’unica donna che avesse mai amato.
Una mattina, dopo tanto tempo, decise di prendersi una pausa ed andò sul mare, o meglio fu il mare a venire da lui. Un vento strano dal profumo di gelsomino e violetta lo inebriò non appena uscito dal portone di casa. Subito si guardò intorno per vedere se ci fosse qualcuno accanto a lui con quell’aroma o, magari fosse un fenomeno mistico, indicante una tardiva vocazione religiosa, di cui da anni andava cercando invano i segni. Non appena si fu girato, trovò dietro di sé la ragazza che da pochi mesi abitava al terzo piano, e che con fare sbarazzino nonostante andasse ormai per i trenta, lo salutò con un largo sorriso ed un buon giorno professore. Come ogni giorno la sua piccola valigia di pelle graffiata era nella mano sinistra, ed il cappello a falde strette nella destra. Fece per metterlo in testa ed il vento iniziò a tirare da tutte le parti, gli sembrò meglio così ed in pochi minuti si trovò davanti al mare. Cercò il molo dove attraccavano le navi, con l’intento di evitare la massa di gente che si sarebbe accalcata. Andò dall’altro lato del porto dove ricordava di aver visto certe barche ormai ridotte a rottami, ma si rese conto di non voler ricordare. Ogni volta quando vedeva per strada qualcuno dei suoi vecchi conoscenti, con un rapido cenno simulava una fretta irrefrenabile voltando l’angolo ancor più presto, per non impazzire. Il professor Ernesto aveva intorno e dentro di sé, tanti più fantasmi di quanti egli stesso ne potesse contare.

Krikor Bedros XX Ghabroyan tiene una lezione sul popolo armeno a Bari

Ieri sera al termine della Santa Messa vespertina, nella Parrocchia di Santa Maria del Monte Carmelo, affidata alla cura dei Frati Carm...