Archivio - Արխիվ

27 dicembre 2015

Corsi di Lingua Armena a Bari / "Սովորե՛նք Հայերեն" ծրագիր


La Comunità Armena di Bari organizza corsi di Lingua Armena per vari livelli e per tutte le età con insegnanti qualificati e di Madre Lingua. 
I Corsi prenderanno il via il 10 e 11 gennaio. 

Per informazioni sugli orari e sui costi contattare: comunitaarmenadibari@gmail.com

15 dicembre 2015

Ruben Sevag - Ռուբեն Սեւակ nel 130° anniversario della Nascita





Nato come Ruben Chilingirian il 15 febbraio 1885, frequentò le scuole elementari presso la scuola Askanazian, a Silivri, suo distretto natale. Tale istituto fungeva da scuola preparatoria per le classi successive degli istituti di Istanbul. Infatti, a Costantinopoli studiò presso il prestigioso Collegio Berberian. Terminati gli studi secondari si trasferì a Losanna, Svizzera studiare presso la facoltà di medicina.
Dopo aver completato gli studi in Europa, affrontati anche grazie al contributo economico di Diran Nariantz, padre del celebre scrittore Hrand Nazariantz, decise di tornare a Costantinopoli. Tale decisione gli costò la vita. L'anno dopo il suo arrivo fu arrestato e vittima del Genocidio Armeno. Arrestato il 24 aprile 1915 fu ucciso nel mese di agosto dello stesso anno.
La sua prima opera poetica venne pubblicata nel 1905. Per lo più conosciuto come poeta lirico, compose nello stile tradizionale della poesia d'amore armena. I versi da lui composti emersero in particolare per la loro sensibilità e profondità spirituale. La freschezza e la precisione del linguaggio costituiscono le principali caratteristiche del suo stile. Inoltre, la sua poesia è nota per il metro variabile e la sua ritmica. È inoltre annoverato tra i poeti patriottici, e onorato come eroe armeno. La sua è una poesia che ripropone stilisticamente la storia e l'essenza della letteratura armena occidentale, ma i notevoli tratti di sperimentazione introducono interessanti elementi innovativi.
Riportiamo qui un esempio del suo talento poetico si tratta di un componimento tratto dalla rivista "Hayreniki Knar" e pubblicato nel numero di agosto del 1908. La poesia, scritta a Losanna il 17 luglio 1908, è dedicata, come si legge nel sottotitolo a Léna De Cosmis, che nel febbraio 1913 sarebbe divenuta la prima moglie del poeta Hrand Nazariantz.

Conferenza e Tradizioni culturali armene alla Cantina di Cianna Cianne


Riceviamo e pubblichiamo la notizia di questo interessante evento che avrà luogo a Bari il 17 dicembre 2015. Non ce ne vogliano altri:
L'antica cantina di Cianna Cianne informa la gentile clientela che il il giorno 17/12/2015 organizza "A TAVOLA CON GLI ARMENI" un viaggio nella cultura di questo fantastico popolo, ricco di musica e poesia, con degustazione di piatti tipici armeni

Per INFO contattare 
Tel. 080/5289382 - Cell.333/7669107.

11 dicembre 2015

È un anno di svolte di Carlo Coppola

di Carlo Coppola

[ "Vorrei capire con i miei piccoli occhi mortali..." (A.M)
 "Perdono tutti e a tutti chiedo perdono"...  (C.P) ]

Unirò attorno a me

Chi si sente offeso
dai miei comportamenti passati.

E non avrò mai più fantasmi

A tormentare il mio vello!

È un anno di Misericordia, E Perdono,

Deposito i rancori ai piedi dell'altare,
Di Uomini e donne famelici in gabbia!

Il cuore or quieto,
Dalla tenebra degli anni
Attende il nascituro.

Capo e uomo sarà 
Invitto e CruceSignato,
Cavaliere fra Levante e Ponente
Simile al pagano Vahakn, 
col cimiero del prode e santo Vartan
Sarà ricoperto,
Di che diede ad Ario, il perfido,
Il suo primo è giusto ceffone, 
porterà il Sacro Nome.
Come quello, 
Tre sfere di Fede terrà sul Vero Libro
E il giunco del pastore 
brandirà con l'altra mano.  

Che al suo controllo non sfugga mai bestia feroce, 
ogni agnello sparuto belante 
Correrà sotto il suo manto!

10 dicembre 2015

Alla cara memoria di Amedeo Rainone, mio bisnonno

Alla cara memoria del mio bisnonno Amedeo Rainone che mi dispiace di aver conosciuto per poco tempo che mi donò il disco di questa canzone; per non dimenticare che anche in Panni (Fg) sono le mie origini.
 Il mio bisnonno, quando lo conobbi tardivamente nell'estate del 1984, mi apparve come un tenace vecchietto, lui che da giovane si era arruolato volontario in quel che restava delle truppe garibaldine, che conservava valorosamente la maschera antigas da guerra, e la camicia nera, e contemporaneamente il santino di Carlo Marx e che era al contempo anche un nobile decaduto. Allora mi apparve come la controfigura di Edoardo de Filippo, e così ancora qualche modo lo ricordo ogni volta che vedo in televisione Edoardo da vecchio. 
Ricordo anche quando una volta per il raduno dei bersaglieri a Bari mi porto alla sfilata lo ricordo anche ogni volta che vedo i bersaglieri per strada con il loro pennacchio sul cappello, niente a che vedere con le piume di struzzo con cui qualche fanatico del transgender vorrebbe identificarli per insulto. Correvano i vecchi e i giovani, e in quel caso il nonno Amedeo estrasse dalla tasca non so quale distintivo o medaglia che appese alla giacca. Ed io  inventai nell'euforia un grido di saluto che ripeteva soprattutto quando passavano i vecchi dell'età del mio bisnonno: "Bravi bravissimi issimi issimi". 
Non ricordo che anno fu ma probabilmente dovette essere di primavera o autunno, credo nel 1985. Vorrei scrivere questa messaggio a coloro che non hanno conosciuto il nonno Amedeo. Il ricordo che si ha di lui potrebbe essere di una persona che pensava a cose di un tempo andato o che in apparenza non stavano più né in cielo né in terra. Era il suo momento che forse non c'era più, o lui era stato sempre sospeso tra un presente quello del 1986 quando morì ed uno finito quando lui era ancora giovane. A lui il mio affettuoso ricordo.