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Il Centro Studi 'Hrand Nazariantz'

intende contribuire a:
1) diffondere la conscenza dell'opera di Hrand Nazariantz (Üsküdar 1880 ? - Bari 1962).
2) ampliare la conoscenza della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

info: centrostudihrandnazariantz@gmail.com

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sabato 21 luglio 2018

Note sulla visita di Paola Severino in Armenia

Incontro della prof.ssa Paola Severino con il vice Ministro degli Esteri Ashot Hovakimyan
alla presenza dell'Ambasciatore Italiano
Vincenzo Del Monaco

Al termine della sua visita in Armenia, dove ha avuto incontri decisivi relativi al suo mandato di "Rappresentante speciale della presidenza italiana dell'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (Osce)", la prof.ssa Paola Severino già Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana, ha tracciato un bilancio della sua brevissima permanza nel paese.
"Nel paese traspare la volontà di trasformare la rivoluzione culturale - attualemente in atto - in una rivoluzione normativa, con la consapevolezza che si deve passare ai fatti concreti". La Severino sembra essere tra i primi rappresentanti e analisti internazionali a prendere ufficialmente atto della nuova situazione e delle volontà di cambiamento concrete. Da docente attenta alle nuove generazioni, mette in luce come in Armenia si sia svolta una “rivoluzione di tipo culturale che ha portato ad un capovolgimento di governo in maniera assolutamente pacifica”, con un grande contributo dei giovani, “che hanno voluto affermare i principi di legalità come dei principi che devono fortemente ispirare il nuovo governo”, dando vita a qualcosa di “straordinario ed eccezionale”.
Nel corso delle 19 ore di permanenza nel paese, in cui è stata accompagna da S.E. l'Ambascitore Vincenzo del Monaco, la Severino ha avuto una fittissima agenda. Ha incontrato  l'Associazione degli avvocati armeni, protagonista positivo del cambiamento e della lotta alla corruzione. Ha di seguito incontro il viceministro degli Esteri, dott. Ashot Hovakimyan, con il quale ha stato esaminato approfonditamente il primo pacchetto di riforme intraprese, ispirate alla più recente legislazione italiana e internazionale. La Severino ha confermato che ci si trova sulla "strada giusta". Il poliglotta (parla Armeno, Russo, Englise, Serbo, Croato e Polacco) e pluridecorato (Commandatore di Gran Croce dell'Ordine al Merito di Polonia, della Croce di Terra Mariana di seconda classe di Estonia, Medaglia dell'Ordine di Mkhitar Gosh d'Armenia per il contributo alla diplomazia) vice-ministro Hovakimyan ha osservato che la lotta alla corruzione è una delle priorità del nuovo governo dell'Armenia. Ha presentato i risultati registrati in quella direzione e il processo di cooperazione internazionale dell'Armenia nel quadro dell'ONU e dell'OSCE nella lotta alla corruzione.

Incontro del Primo Ministro Nikol Pashinyan con la prof.ssa Paola Severino 
alla presenza dell'Ambasciatore Italiano 
Vincenzo Del Monaco
La prof.ssa Severino ha ricevuto imput positivi anche dall'incontro avuto con il ministro della Giustizia armeno, dott. avv. Artak Zeynalyan, e con il premier Nikol Pashinyan. “Già il fatto che il ministro della Giustizia mi abbia invitato come rappresentante della Presidenza italiana per avere uno scambio di idee, credo rappresenti un punto di partenza molto importante”, ha affermato la prof.ssa Severino. Il motivo dell’invito da parte del ministero della Giustizia armeno è legato alla grande considerazione che le autorità armene hanno dei modelli legislativi italiani e della lotta alla corruzione nel nostro paese, sul quale esemplare la loro legislazione corrente e futura. 
La Severino ha colto anche l'occasione per ricordare che in materia anti-corruzione l'Italia ha positivamente completato il suo set legislativo che nell'ultimo trentennio a subito una "piccola rivoluzione culturale" "che parte da ‘Mani pulite’ e poi percorre un itinerario che arriva fino ai giorni nostri, con non solo l’adeguamento alle direttive europee ma anche l’implementazione continua della normativa anticorruzione". Naturale si presenta, quindi, "l’idea di una cooperazione fra Italia e Armenia, con la richiesta di “una sorta di piano d’appoggio" al sistema nuovo sistema armeno. 
L'invito ad essere presente a Yerevan è giunto dal governo armeno ed è stato recipito e accolto come "un atto di grande sensibilità e attenzione" che testimonia "la volontà di trasformare una rivoluzione culturale in una rivoluzione normativa", istituendo un sistema efficiente di lotta alla corruzione, "nella consapevolezza che se non si passa dall’ideologia all’attuazione concreta dei principi anticorruzione", in tal sento si perderebbe l’occasione di incidere davvero sulla realtà del paese.
Nell'incontro con il premier Pashinyan è emersa la necessità che avvenga anche uno scabio culturale anche attraverso il confronto con magistrati italiani, "particolarmente apprezzati nella lotta alla corruzione", ma anche tramite la nostra Guardia di Finanza, fino a giungere magari alla creazione di una struttura con simili competenze all'interno dell'organizzazione statale armena.
Tavolo di incontro tra Ministro Zeynalyan e la delegazioni Italiana
Altro tema importante discusso con Pashinyan è stato quello del recupero dei capitali, dei sequestri e delle confische di beni, sui quali ancora non esiste una legislazione in Armenia. È giusto ricordare che in questo campo l'Italia ha una delle legislazioni più progredite del mondo "seguendo l’insegnamento di Giovanni Falcone", a cui si è fatto più volte riferimento durante la visita.
La priorità immediata dovrà essere quella di perfezionare un attento programma di cooperazione. Il primo atto in tal senso è stato l'invito rivolto al Ministro Zeynalyan, da parte della prof.ssa Severino, ad convegno internazionale a Roma nei giorni 12-13 novembre. Sarà l'occasione per fare il punto sulla lotta alla corruzione nella varie parti del mondo.

giovedì 19 luglio 2018

La prof.ssa Paola Severino oggi a Yerevan

La prof.ssa avv. Paola Severino
"Rappresentante Speciale OSCE per la lotta alla corruzione"
La prof.ssa avv. Paola Severino, orgoglio napoletano nel mondo e rettore della LUISS Guido Carli, sarà oggi a Yerevan per sostenere, in qualità di "Rappresentante Speciale del Presidente in esercizio OSCE per la lotta alla corruzione", le progettualità di ricerca e studio nell'ambito dell'anticorruzione. La visita della prof.ssa Severino è fortemente voluta dall'ambasciata italiana e ed avviene in rispondenza alle a quanto prospettato dall'attuale governo armeno. Infatti, come ha più volte sostenut lo stesso Primo Ministro Nikol Pashinyan, nella sua agenda di riforme e innovazione delle struttura statale ai primissimi posti vi è la lotta alla corruzione che non consente il pieno sviluppo economico e produttivo del paese.
Nel corso della sua carriera professionale, accademica e istituzionale la prof.ssa Paola Severino ha posto particolare attenzione al tema della prevenzione e del contrasto alla corruzione in ogni sua declinazione. Appare, dunque, interlocutore naturale e privilegiato per la sua ampia esperienza sul campo.
Durante la sua attività ha portato all’approvazione del Parlamento la Legge n.190/2012 riguardanti “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”. E’ attualmente Presidente dell’ “Osservatorio per il monitoraggio dell’efficienza complessiva del sistema giustizia e per la valutazione dell’efficacia delle riforme necessarie alla crescita del Paese” presso il Ministero della Giustizia della Repubblica Italiana. E’ Presidente del Gruppo italiano dell’AIDP (Association Internationale de Droit Penal) e componente di numerosi comitati, tra cui il Consiglio dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”.
Ministro della Giustizia della Repubblica di Armenia
dott. 
avv. Artak Zeynalyan
Anche queste ultime specializzazioni costituiscono temi molto cari al governo armeno e in particolare al Ministro della Giustizia avv. dott. Artak Zeynalyan che si occupa da sempre di difesa dei diritti umani e di giustizia penale. Come Zenalyan, inoltre, la prof.ssa Severino è una persona coraggiosa che ha saputo ottenere grandi risultati nella vita nonostante l'amputazione di un arto. Sicuramente tra i due intellettuali scatterrà anche in tal senso una reciproca simpatia. Infatti la Severino ha spesso parlato con efficacia del suo "handicap piuttosto visibile", come lei stessa lo ha definito in passato, avendo perso il braccio destro, amputatole in seguito ad una malattia. "So che vuol dire avere a che fare con chi ti guarda e ti chiede: che cosa ha fatto al braccio? O dice: mi farei tagliare un braccio per riuscire a ..., oppure ti fissa e non ti toglie gli occhi di dosso". Allo stesso modo Artak Zeynalyan è la grande prova per tutti gli Armeni che le virtù intellettuali sono pari a quelle militari. Ci vuole, infatti, straordinaria caparbietà nel conseguire ben due lauree in materie tanto differenti, medicina e giurisprudenza, soprattutto in un paese come l'Armenia che poco o nulla ha fatto fino ad ora per i vetereni e per gli invalidi, tanto militari, quanto civili.

mercoledì 18 luglio 2018

Arshak II di Tigran Tchoukhajian in scena il 19 luglio a Yerevan



All'interno del programma #VIVEREALLITALIANA il 19 luglio 2018 ore 19:00 al Teatro dell'Opera Alexander Spendaryan - di Yerevan andrà in scena una appresentazione dell'Opera "Arshak II", di Tigran Tchoukhajian, prima opera lirica armena, con libretto scritto nel 1868 in italiano e armeno. 
Il compositore Tigran (Dikran) Tchoukhajian
  
(1837-1898)
L'iniziativa si svolge con il sostegno dell'Ambasciata della Repubblica Italiana a Jerevan e avviene in coincidenza con la visita in Armenia di prof. avv. Paola Severino, già ministro della Giustizia del Governo presieduto dal sen. prof. Mario Monti e Rappresentante Speciale, con delega alla Lotta alla Corruzione, dell'Organizzazione per la sicurezza e Cooperazione Europa . 
L'evento è frutto della collaborazione tra l'Ambasciata e il Maestro Constantine Orbelian, Direttore del Teatro dell'Opera di Yerevan.
Ma cerchiamo di capire di più su quest'opera. L'autore è figura ponte della musica lirica tra Italia, Armenia e Impero ottomano. Considerato padre della lirica Amena fu anche anche autore della prima opera lirica ottomana. La famiglia aveva svolgeva tradizionamente la professione di orologiai imperiali, mentre il padre era amministratore artistico in varie imprese. Il Giovane Dikran si formò nella capitale della Sublime Porta assistendo alle lezioni di composizione del maestro Gabriel per poi trasferirsi a Milano dove studiò sotto la guida del maestro Manzoni nel Conservatorio meneghino dal 1861 al 1864. I risultati furono da subito con tanto soddisfacenti che il critico Riccardo Torre lo definì come "il Verdi Armeno", in grado di "combinare tra loro le melodie dei popoli d'Oriente". Un altro critico, Adolfo Talasso, ne mise in luce l'origininalità delle idee, la freschezza del linguaggio musicale, l'orchestrazione colorita. Se ne evidenziava l'uso dell'armonia e del contrappunto in grado di assicurare una struttura robusta alle composizioni, così piene di potere e incanto. Tutti questi elementi venivano messi in relazione con i "raggi d'Oriente". Non è chiaro, però, se l'Oriente a cui i critici sembrano ammaccare fosse solo un Oriente goegrafico, o uno molto meno materiale, a cui erano legati molti compositori Italiani e Ottomani. In tal senso anche le chiavi di lettura verdiane non sarebbero solo il segno di una contiguità compisitiva con genio di Busseto ma di una ben più radicata fratellanza di idee. La stessa si riscontrerebbe anche nella vicinanza del Tchoukhajian alla personalità legate alle prime logge dell'impero ottomano. In tal senso affidò la sua prima e forse più nota opera alla scrittura di un grande intellettuale armeno della Polis, l'armeno-veneziano Tovmas Terziyan
Il poeta e pedagogista armeno
Tommaso Terziyan (1842-1909)

Terzyan era nativo di Pera come Tchoukhajian, di padre Greco-armeno cattolico e madre greco-veneziana era stato allievo era stato allievo del Collegio Moorat-Raphael di Venezia. Non fu poeta prolifico, quanto più  certamente tra i grandi pedagosti armeni della Polis. Insegnò  in modo indimenticabile al collegio Nersesian, e al Gedronagan Varjaran. Tra i nomi dei suoi allievi diretti figuravano Yeghia Temirjipashyan, Grigor Zohrab, Reteos Berberian, ovvero la generazione dei grandi intellettuali armeni che più di tutte cambiò la storia culturale della Diaspora. Terziyan fu anche in corrispondenza epistolare con il maestro Giuseppe Verdi con cui più volte si confronti circa il libretto d'della
Il suo libretto d'opera dell'Arshak II fu scritto in due versioni armena e italiana, e non è solo una priceps per la storia della musica, ma anche un unicum in cui i momenti di realismo e di vigore narrativo incontrano la ricerca linguistica in entrambe le tradizioni letterarie. Ashak II, non più Arsace, non è più solo il figlio di Tigrane, è cresciuto in tutti i sensi ed è libero di uscire dalle catene dalla tradizione letteraria e musicale. Albinoni, Vivaldi, Handel, Scarlatti, Gluck - Goldoni non lo costringono più, ma esso è ormai libero di conoscere cantare nello stile di Donizetti o di Bellini, sino a che con un salto mortale non diventa anch'egli "verdiano".  Ma lo fa con lo spessore conferitogli dalla carica morale tipica dei padri della tradizione letteraria armena Movses Khorenatsi (Mosè di Korene) e Pavstos Buzand (Fausto il Bizantino). I suoi tratti assumono un chè profondamente alfieriano nella costruzione del personaggio. Ne derivano così arie musicali di ampio respiro, potentemente poetiche anche nella cura dei dialoghi, che fanno vibrare e sussualtare gli spettatori.

Mostra «Առաջինները» (I Primi) al Museo di Architettura di Yerevan

«Առաջինները» (I Primi)
Manifesto della Mostra
«Առաջինները» (I Primi) sembra una delle tante mostre dedicate quest'anno al primo centenario della Prima Repubblica di Armenia. Ma si tratta di un evento unico nel suo genere, una mostra tematica  organizzata dal Comitato per lo sviluppo urbano della Repubblica d'Armenia.
La mostra è stata inaugurata ieri 17 luglio 2018 alla ore l5.00, presso la Sala Tamanyan del National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan.
Il titolo della mostra è anche la sua ragione d'essere. Infatti, nell'anno di commemorazione del primo centenario della Prima Repubblica gli organizzatori hanno voluto ripercorrere la strada  di tre primati. La prima sezione è dedicata al primo primo ministro della Prima Repubblica fu proprio un architetto Hovhannes Kajaznuni, ed il percorso espositivo che lo riguarda comprende gli anni 1924-1938. La seconda parte della mostra è dedicata al primo architetto capo delle Repubblica Yerevan Nikoghayos Buniatyan e, mentre la terza parte, ma non ultima parte della mostra è dedicata al primo architetto donna dell'Armenia, Anna Ter-Avetikyan
Il percorso comprende, piante, rilievi e progetti dei tre architetti, ma anche articoli teorici che dimostrano l'efficacia delle loro idee sull'architettonica, perfettamente integrata in un tessuto urbanistico della capitale armena. Si trattava di una città in cui il razionalismo poteva coincidere con l'eleganza delle linee e la ricerca formale non entrava in contrasto con le forme arrotondate e sinuose tipiche della tradizione architettonica dell'Armenia che consideriamo classica. 
L'innaugurazione è stata preceduta da una relazione di Anush Ter-Minasyan, direttice del Museo, che nella sua relazione rigorosamente senza effettuata a braccio ha ripercorso i significati dell'evento, la sua importanza menzionando i suoi collaborati e tutti coloro che hanno reso possibile l'evento. Ha raccontato, inoltre, come la mostra sia stata realizzata utilizzando materiali presenti negli archivi e nel museo dell'Istituto ma anche attraverso la ricognizioni dell'archivi familiare dei discendenti di Yerevan Nikoghayos Buniatyan. All'inaugurazione della mostra era presente anche la signora Elizavetta Mehrabyan, nipote del penultimo Primo Ministro Hamazasp "Hamo" Ohanjanian della Prima Repubblica d'Armenia (in carica 5 maggio 1920 – 25 Novembre 1920). Hamo ricoprì il ruolo di Ministro degli Esteri prima dell'invasione sovietica.
La mostra sarà visitabile per un mese. Il National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan ha sede in Hanrapetutyan Sq., Government House 3, ed è visitabile dal martedi al venerdi dalle 10.00 alle 17.00 e dalle 10.00 alle 16.00 nei fine settimana.

martedì 17 luglio 2018

Incontro con i vertici della Biblioteca Nazionale di Yerevan

Tigran Zargaryan
Direttore della Biblioteca Nazionale d'Armenia 
Questa Mattina il presidente del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari, prof. Carlo Coppola, ha incontrato a Yerevan nella sede via Teryan 72il dott. Tigran Zargaryan, direttore della Biblioteca Nazionale d'Armenia. 
Coppola è stato ricevuto da Zargaryan nel suo ufficio con sobria eleganza, restando colpito dalla figura e dal carisma del direttore. A lui e alla biblioteca ho fatto dono di una copia del volume Nella Terra del Terrore: Il Martirio dell'Armenia, di Henry Barby curato con la collaborazione di Rupen Timurian, sotto gli auspici del Centro Studi Hrand Nazariantz e con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica di Armenia in Italia. Il libro, come ricorderanno i nostri lettori - 25 numero Manzoniano è qui numero perfetto - è stato pubblicato del mese di aprile del 2016. Purtroppo a causa di un problema tecnico non si è potuto filmare o fotografare l'evento. 
Coppola ha proposto al direttore Zargaryan, di realizzare in futuro delle collaborazioni volte in primo luogo alla conoscenza e allo studio del poeta Hrand Nazariantz. Il direttore, da parte sua, si è impegnato a promuovere un'indagine biobibliografica sul poeta coinvolgendo anche i suoi collaborati. Egualmente sarà fatto anche con altri autori della diaspora armena sodali di Nazariantz, che per motivazioni di carattere ideologico letterario sono stati tenuti lontani dalla diffusione presso il grande pubblico.
Haykanush Khazaryan,
vicedirettore della Biblioteca Nazionale
La seconda parte del colloquio è proseguita con la dott.ssa Haykanush Khazaryan, vicedirettore della Biblioteca Nazionale.
Anche lei si è dimostrata molto cordiale e ha prospettato positiva collaborazione alla realizzazione di progettualità da svolgersi in partenariato con le Biblioteche Italiane e con il Centro Studi Hrand Nazariantz.
Il prof. Coppola, che per l'occasione è stato accompagnato dalla prof.ssa Nvard Sargsyan, docente dell'Università Statale di Yerevan, è stato accolto dal settore dell'edificio ove hanno sede gli uffici amministrativi.

Alla piacevolezza e cordialità di questi due incontri di oggi si è aggiunta l'emozione - conclude Coppola - di salire lungo lo scalone d'onore in stile neoclassico progettato dal grande architetto Alexander Tamanyan. Ho potuto vedere una galleria di busti dei maggiori autori armeni degli ultimi due secoli, da Mikael Nalbandian a Avetik Isahakyan, passando per Komitas, Hagop Baronian e Alexander Shirvanzade. In particolare la figura di Baronian (o Paronian) è legata alla Costantinopoli armena del nostro Hrand Nazariantz, e certamente il suo realismo, così come quello di Bedros Turian, ebbero grande influenza sull'opera del mio maestro.

venerdì 13 luglio 2018

Nuovo incontro dell'Ambasciatore Italiano con il Presidente Armen Sarkissian

Incontro Sarkissian - Del Monaco del 12 luglio 2018

Il Presidente della Repubblica d'Armenia Armen Sarkissian ha ricevuto ieri 12 luglio l'Ambasciatore della Repubblica italiana in Armenia S.E.  dott. Vincenzo Del Monaco.
I temi discussi sono stati quelli relativi alla visita di Stato del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, prevista nella Repubblica di Armenia nei giorni 30 e 31 luglio prossimi. 
Gli interlocutori hanno nuovamente toccato la possibilità di cooperazione diretta tra le strutture presidenziali dei due paesi, tenendo conto della ricca esperienza e delle antiche e consolidate tradizioni parlamentari della Repubblica Italiana. 
La notizia è stata estrapolata direttamente dal sito istituzionale della Presidenza della Repubblica di Armenia, che ringraziamo per averci messo a disposizione anche il materiale fotografico.

Nikol Pashinyan e il Made in Armenia

Nikol Pashinyan indossa il Made in Armenia
Il Primo Ministro armeno Nigol Pashinyan apprezza e indossa prima di tutto i prodotti Made in Armenia (Պատրաստված է Հայաստանում) frutto del duro lavoro di artigiani e imprenditori armeni chi si impegnano a resistere a mille tentazioni nella Madrepatria. 
Nonostante le difficoltà riservate al commercio e all'imprenditoria locale, il difficilissimo e sconveniente accesso al credito per le aziende locali, infatti, da alcuni anni sono riprese le produzioni altamente specializzate che utilizzano materie prime autoctone o accuratamente selezionate in loco con standard di eccellenza. Le idee imprenditoriali, il designer, lo sviluppo del marchio e la manodopera impiegata sono certamente armeni. Altrettanto difficile è restare sul mercato onestamente e con mille sacrifici, quasi impossibile far conoscere i propri prodotti all'estero.
Il Premier ha più volte dichiarato di voler prediligere e incentivare le produzioni realizzate in patria al fine di rilanciare la produttività interna del paese.
E questa volta ha mostrato la sua predilezione indossando capi di abbigliamento, accessori e scarpe realizzate in Armenia negli odierni incontri a Bruxelles.
A godere della preferenza è stata questa volta, la nota azienda di handmade shoes Kristobad di Yerevan. Ne dà notizia la stessa azienda i cui responsabili si sono dichiarati onorati di continuare lavorare, come sempre, per la crescita positiva della Nazione e di sentiersi utili nel servire concretamente la patria, supportando il cammino del Primo Ministro in un consesso internazionale di così alto prestigio. 

Nel frattempo dallo staff del Primo Ministro affermano di non poter essere totalmente certi che le scarpe in questione, indossate oggi da Nikol Pashinyan siano proprio quelle della ditta Kristobad. Con questa precisazione il discorso non cambia e il senso di questo articolo non è fare pubblicità ad un brand o ad un altro ma promuovere l'intero settore manifatturiero armeno come propone lo stesso Premier Pashinyan. 

giovedì 12 luglio 2018

Giuseppe Conte incontra Nikol Pashinyan


Questa mattina, a latere del vertice NATO tenutosi a Bruxelles, il Presidente del Consiglio dei Ministri prof. Giuseppe Conte ha incontrato il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan
La notizia, diffusa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e dall'ufficio stampa del Primo Ministro Armeno è corredata da filmati della stessa Presidenza e fotografie presenti sulla pagina Web istituzionale del Primo Ministro armeno. 
All'incontro, i cui contenuti non sono stati diffusi nel dettaglio, hanno partecipato anche i rispettivi Ministri degli Esteri. Per la parte italiana il prof. Enzo Moavero Milanesi, già Giudice di primo grado presso la Corte di Giustizia dell'Unione europea, e il dott. Zohrab Mnatsakanyan, già rappresentante permanente della Repubblica di Armenia presso le Nazioni Unite con ruolo di Ambasciatore. 

L'incontro si ottenuto attraverso l'intensa attività delle rispettive missioni diplomatiche, in Armenia e in Italia e conferma la volontà, più volte espressa dalle parti, di intraprendere una serie di incontri ai più alti vertici istituzionali.

Il Presidente Conte, certamente ben informato circa le relazioni esistenti tra i due pesi ha tenuto a sottolineare al Primo Ministro Pashinyan come l'Italia vanti legami amichevoli e profondamente radicati con l'Armenia, sottolieneando l'importanza e la necessità del loro rafforzamento e della reciproca implementazione.

sabato 7 luglio 2018

Cosa significa per me Ecumenismo

H.G. Hovakim Manukyan, Carlo Coppola, His Holiness Aram I Catholicos della Grande Casa di Cilicia, Mariam Siranusc e Tito Quantanta
"Ecumenismo" come riconscimento dei Maestri di Fede Cristiana anche in personalità diverse dalla propria Confessione. Report di un incontro carismatico.

Anche questo è per me Ecumenismo: Il grande privilegio di incontrare i Maestri della Fede in Cristo e riconoscerli come tali. 
Tutti conoscono Sua Santità Aram I, Catholicos della Grande Casa di Cilicia. Uno degli incontri più belli della mia vita. Grazie al Primate Apostolico del Regno Unito, Sua Eminenza Hovakim Manukian
L'emozione di un incontro! Il cuore comprende che è un momento di Verità, oltre le parole. Il Santo Padre Aram I ci riceve nell'Anticamera della Sua Stanza. Lo vediamo uscire, ieratico, incede con un passo fermo e lento come a se si staccasse dal suolo, nonostante appaia  figura alta e robusta. La Sua voce è possente come se tuonasse, è accogliente e gentile. Si informa circa il numero degli Armeni a Bari, quanti conservino la lingua dei Padri e la provenienza delle famiglie. Mariam risponde, in un emozionato francese, io in un inglese povero e sgrammaticato. 
Il Santo Padre Aram I ci riferisce con un'ombra di positivo stupore  di aver notato la bandiera armena che sventolava sulle transenne e di esserne rimasto colpito. 
Il Suo assistente e Sua Eminenza hanno riconosciuto Tito. Lui si è accorto di quella che reggevamo DoraMariam Siranusc e io. Erano le uniche bandiere che sventolavano attaccate alle transenne. 
Stimavo molto Aram I, più volte nominato in questo blog, ora ne sono conquistato pienamente. 
Grazie Santità, non dimenticheremo questa breve udienza.

venerdì 6 luglio 2018

Due Famiglie Armene di Bari pregheranno col Papa e i Patriarchi

Domani 07 luglio 2018 anche due famiglie armene-italiane di Bari parteciperanno alla Preghiera Ecumenica del Santo Padre Francesco con i Patriarchi delle Chiese d'Oriente cattolici e ortodossi e di tutti i riti orientali. Si tratta del prof. Kegham Jamil Boloyan, armeno siriano di Aleppo con la moglie Angela Maria Rutugliano e l'imprenditore barese di origine armena Rupen Timurian con la moglie Gigliola Papa.
La loro partecipazione avviene in continuità con un ampio percorso di anni di ricerche, pubblicazioni ed eventi su temi armeni e del medio oriente in generale. 
In particolare in questa settima si sono svolti due incontri. Il primo, presentazione della graphyc novel "ARKAD | CORRO" di Chiara Cannito a Villa de Grecis in collaborazione con Porta d'Oriente della prof.ssa Cettina Fazio Bonina, si è svolto il 3 luglio scorso. 
La presentazione è stata moderata da Chiara Buttiglione e ha visto l'intervento di Kegham Boloyan con la moglie Angela, di Rupen Timurian, Mariam Siranusc e Tito Quaranta e di Carlo Coppola.
Ieri 05 luglio 2018 presso la libreria "Bari Ignota" in cui si è discusso Question(i) d'Oriente. L'evento voluto da Luigi Bramato proprietario della libreria Bari Ignota, è stato ideato da Carlo Coppola.
All'incontro hanno preso parte rappresentanti delle comunità del Villaggio Trieste - avv. Paolo e Antonio Scagliarini, degli Armeni di Bari - Rupen Timurian, Araxi Lilosyan, Mariam Siranusc e Tito Quaranta, il prof. Kegham J. Boloyan arabista armeno della Siria e responsabile del Centro St del Centro Studi "Hrand Nazariantz" di Bari - il prof. Cosma Cafueri, il poeta Piero Fabris, il prof. Carlo Coppola, del GEB il prof. Antonio Calisi, l'avvocato ecclesiastico Ivano Sassanelli, il giornalista e docente Salvatore Schirone.   

Mikael Varantian: storia di un eroe e primo ambasciatore in Italia

Il giovane storico Armeno Mikle Babayan mi fa sorgere oggi la curuosità di leggere e diffondere qualche notizia su Mikael Varantian.

Mikael Varantian
Mikael Varantian
Primo Ambasciatore d'Armenia a Roma
Mikael Varantian è stato uno dei principali ideologi della Federazione Rivoluzionaria Armena (ARF). Commentatore politico e giornalista attivo, ha pubblicato numerosi articoli importanti in "Droshak" (il Manifesto) ed è stato autore di numerose pubblicazioni. Tra cui: "La preistoria dei movimenti armeni", "Le rivendicazioni della patria e la nostra regola", "Dashnaktsutiun e i suoi avversari", "La storia della Federazione Rivoluzionaria Armena". Mikael Varantian, il cui nome era  Mikael Hovhannisian, nacque tra il 1872 e il 1874 a Keyatoug sobborgo della città di Varant Artsakh. Più tardi assunse lo pseudonimo con cui divenne famoso proprio in omaggio alla sua città natale. Iniziò i suoi studi nella scuola comunale di Shushi, che a quel tempo era un focolaio di movimenti progressisti, e iniziò a scrivere all'età di 18 anni. I suoi saggi sono stati pubblicati sui periodici "Mourj" (martello) e "Meshag" (coltivatore), con lo pseudonimo Ego. 


Proseguì gli studi superiori di sociologia e filosofia a Ginevra a partire dal 1890 e con l'aiuto di uno dei suoi parenti a Tbilisi. Frequentò ulteriori corsi in Germania e lì incontrò e fu influenzato da alcuni dei suoi professori tutti ferventi apostoli del nuovo socialismo. Cominciò a collaborare con Stepan Zorian (Rostom, uno dei fondatori dell'ARF) nel 1892 e iniziò ad operare accanto a Edgar Agnouni, Sarkis Minasian e Avetis Aharonian come redattore di "Droshak", l'organo ufficiale dell'ARF. "Droshak" fu pubblicato per la prima volta da Kristapor Mikaelian nel 1890 a Tbilisi, poi nei Balcani, a Ginevra, a Parigi, a Beirut, ad Atene e oggi ancora a  Yerevan. Varantian ha lavorato freneticamente preparando editoriali e articoli di scrittura, oltre alle sue responsabilità come membro del Western Bureau dell'ARF (a Ginevra), essendo stato eletto dopo il quarto congresso mondiale nel 1904. 
via Palestro 41, Roma
Residenza del Primo Ambasciatore Armeno a Roma
Per la Federazione Rivoluzionaria Armena gestiva anche rapporti con i media ma anche  i rapporti con l'Internazionale socialista. Fu attraverso i suoi sforzi che l'Հայ Յեղափոխական Դաշնակցութիւն (Hay Heghapokhakan Dashnak). divenne membro dell'Internazionale socialista. Varantian fu profondamente colpito dal genocidio perpetrato dal governo turco-ottomano. Di conseguenza, lasciò Ginevra per Tbilisi e presto divenne redattore di "Horizon", il giornale dell'ARF in Georgia. Più tardi, è tornato in Europa e ha servito nella delegazione nazionale armena di Boghos Noubar fino all'indipendenza dell'Armenia. Nel 1915, Varantian propose di formare una grande unità militare armena volontaria agli ambasciatori russo, britannico e francese per conto del Western Bureau della stessa Federazione. Propose di far addestrare l'unità militare a Cipro per poi bloccare le forze ottomane in Cilicia, creando così un nuovo fronte di guerra atto a spaccare l'esercito turco. Nonostante le approvazioni degli ambasciatori russo e britannico, i francesi ottenute sulla carta come me noto tale fronte non fu mai veramente aperto rifiutarono di approvare la proposta. Di conseguenza, l'unità militare proposta non ha mai visto la luce del giorno. Dopo l'indipendenza, Varantian fu nominato ambasciatore della nuova Repubblica di Armenia a Roma e qui pose la sua abitazione e ufficio al civico 41 di via Palestro sul palazzo campeggiava la frase enigmatica "Fleoret Desertis Excita Roma Locis". 
Tuttavia, fu profondamente rattristato dalla relativa indifferenza del mondo per la difficile situazione degli Armeni e dalla Gravità del Genocidio perpetrato sul suo popolo a cui i paesei eruropei restavano sostanzialmente silenti. Era anche disilluso dall'atteggiamento mostrato dai comunisti sovietici che a suo dire avevano tradito, con errata interpretazione, il socialismo. Negli ultimi 10 anni di vita, gradualmente iniziò ad allontanarsi dalla politica. Tuttavia, continuò a scrivere in un difficile stato di prostrazione psicologica. Tale condizione si aggravò soprattutto dopo che il suo caro amico, Avetis Aharonian, ebbe un ictus mentre teneva una conferenza in sua presenza. Varantian morì poco dopo il 22 aprile 1934. La meticolosa concezione della sua opera principale "La storia della Federazione Rivoluzionaria Armena" rimane un'opera emblematica fino ad oggi, esempio di come è possibile conciliare il rigore storico e la personale interpretazione dei fatti.