"Il King Arthur di Purcell: l'opera lirica che stravolse il barocco europeo" di Carlo Coppola
What power art thou, who from below Hast made me rise unwillingly and slow From beds of everlasting snow? See'st thou not how stiff and wondrous old Far unfit to bear the bitter cold, I can scarcely move or draw my breath? Let me, let me freeze again to death. Quando nel 1691 andò in scena King Arthur , Henry Purcell realizzò qualcosa di radicalmente nuovo nel panorama musicale europeo. L’opera, su libretto del poeta John Dryden , non appartiene infatti alla tradizione dell’opera italiana né a quella francese: è una semi-opera , genere tipicamente inglese che unisce teatro parlato, musica, danza, cori e spettacolari apparizioni allegoriche. In un’epoca dominata dai modelli continentali — il melodramma italiano centrato sul virtuosismo vocale e la tragédie lyrique francese improntata alla magnificenza di corte — Purcell compie un gesto quasi rivoluzionario. In King Arthur la musica non domina la scena in modo esclusivo, ma dialoga con il teatro, creando un organismo drammatico flui...
