"Nor Surhandak" è il blog del Centro Studi "Hrand Nazariantz". Questa Associazione Culturale ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico e nei suoi rapporti internazionali e con l'Italia in particolare.

13 maggio 2011

Monna Lisa: dopo 500 anni eccone i resti!


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Monna Lisa: dopo 500 anni eccone i resti!

31 MAGGIO 2011NESSUN COMMENTO Stampa questo articolo STAMPA QUESTO ARTICOLO
mona lisaPer la comunità scientifica la notizia non è ancora ufficiale ma molte agenzie di stampa gridano, con entusiasmo al ritrovamento del secolo. Pare, infatti, che nei giorni scorsi sia stato ritrovato lo scheletro di Lisa Gherardini, più nota come Monna Lisa. Leonardo da Vinci rese celeberrimo il suo sorriso proponendolo nell’enigmatico ritratto conservato al Louvre di Parigi e che da lei prende il nome. Gli scavi per ritrovare i resti della donna erano iniziati alla fine del mese di aprile tra molte polemiche, non ultime quelle dei suoi discendenti che chiedevano che dovunque fosse sepolta potesse riposare in pace. Vari erano stati i progetti a favore dell’impresa alcuni dei quali erano iniziati con la riscoperta artistica dei decenni immediatamente successivi all’Unità d’Italia e quest’anno nel 150° dell’Unità, hanno visto il compimento con un grande scavo guidato da Giorgio Gruppioni, docente di archeologia presso l’Università di Bologna e coordinatore delle ricerche. Luogo dello scavo è il chiostro del convento di S. Orsola a Firenze, in cui tradizione orale e documenti d’archivio collocano la sepoltura avvenuta nel luglio 1542. Il ritrovamento consiste, al momento, in uno scheletro con cranio e bacino schiacciati dal peso del terreno. Altri pezzi del cranio e del bacino devono essere recuperati prima che gli archeologi ne stabiliscano il sesso in modo definitivo. Una volta individuate tutte le parti del cranio, la squadra di studio e ricerca dell’università diBologna tenterà di ricreare un possibile volto della donna, confrontandolo con il dipinto leonardesco al fine di svelare il mistero secolare che circonda l’identità della Gioconda. I ricercatori metteranno a confronto il DNA con quello di due dei suoi figli sepolti nella chiesa della Santissima Annunziata di Firenze, per avere maggiori certezze. In ogni caso molti esperti ritengono che il ritratto elaborato dal da Vinci non sia un classico esempio di fedele riproduzione fisiognomica, bensì un insieme di volti di donne fiorentine della stessa epoca. Una curiosità importante sul capolavoro di Leonardo da Vinci conservato a Parigi è che questo non fu trafugato come molti credono durante le campagne di Napoleone Bonaparte in Italia, ma regolarmente venduto a Francesco I re di Francia, in cambio dell’ospitalità a corte, dallo stesso artista, nel 1516 per la somma di 4.000 ducati d’oro, cifra assai considerevole per i tempi. I Francesi ne tennero grande cura durante tutti i conflitti che videro colpita la loro capitale nascondendo l’opera di volta in volta in siti segreti come facente parte dei tesori di Stato.

11 maggio 2011

'MMIEZ' Ô GGRANO (Nicolardi – Nardella)


E 'a sera, sott''o pásteno
d''e mméle annurche, passa
stu core sempe gióvane
ca ride e ch'arrepassa...
E 'a luna, pazziánnose
nu ramo e n'atu ramo,
'nterra, cu 'e file d'èvera,
ricama nu ricamo...

Oje Stella, Sté'...ch'aspiette nu signale,
'o ggrano ammaturato è culor d'oro:
E sti capille tuoje só' tale e quale...
E 'o ssaje ca i' mme ne moro,
si 'mmiez'ô ggrano, nun mm''e ffaje vasá!...

Quanno 'e marite dòrmono,
stracque 'e fatica ancora,
ll'ammore, che sta pésole,
sceglie 'a quartata 'e ll'ora...
St'arille comme cantano
sott'a 'sta luna chiara!
E comm'addora 'o ccánapa
pe' tuorno a 'sta pagliara...

 Ma tu nun duorme: è inutile...
stu core tujo mme sente
quanno, pe' sott'a ll'albere,
passo annascostamente...
E ghiésce fore pallida,
bella comm'a nisciuna...
E 'a luna, zenniánnoce,
cufféa...'sta 'mpésa 'e luna!...

07 maggio 2011

Frammento da Cesare Pavese



Hai un sangue, un respiro.
Sei fatta di carne
di capelli di sguardi
anche tu. Terra e piante,
cielo di marzo, luce,
vibrano e ti somigliano ‒
il tuo riso e il tuo passo
come acque che sussultano ‒
la tua ruga fra gli occhi
come nubi raccolte ‒
il tuo tenero corpo
una zolla nel sole.

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