"Nor Surhandak" è il blog del Centro Studi "Hrand Nazariantz". Questa Associazione Culturale ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera del poeta Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico e nei suoi rapporti internazionali e con l'Italia in particolare.

28 gennaio 2014

In memoria di Hrand (1962-2014) di Carlo Coppola



Quando i grandi uomini ci lasciano, per lo più tardi, ne iniziamo a sentire la mancanza, il desiderio, profondo come un disagio, necessitante come una preghiera detta da un bambino inconsapevole al suo Creatore.
Qualunque sia il pensiero sull'arte e sulle sue declinazioni, oggi pare indubbio che uomini come Hrand Nazariatz possano toccare il suolo terrestre con estrema rarità. Poeta, letterato e giornalista, esule e profugo, animatore culturale e promotore della venuta in Italia di almeno 500 uomini, donne e bambini di etnia, lingua, religione e cultura armena tra il 1913 e il 1930, Nazariantz ebbe la capacità di attirare su di sè ampi consensensi e atroci dissenzi. Amato, odiato, osannato e vilipeso per i suoi ideali Cristiani e Laici di Pace, Amore, Fraternità e Giustizia per tutta l'Umanità, Nazariantz non è solo l'esempio più fulgido della possibilità di sopravvivere ad un Genocidio quello del popolo Armeno, ma anche possibilità di adattamento abilite e discreto alle necessità del dopo.
Seiran e Maddlena Sarkisyan sulla Tomba di Hrand Nazariantz
Tra coloro che lo conobbero c'è chi lo ricorda come un uomo alto e magro sempre fumante, o con i vestiti impregnati del fumo di sigaretta, i capelli lunghi poco consoni ad un uomo italiano all'epoca, come un vecchio che dispensava insegnamenti ai bambini, e ai giovani che sul finire della sua esistenza lo vollero come maestro, amico e sodale. Altri ne ricordano la voce calda e sensuale, appassionante quando lavorava per Radio Bari, con un leggero accento che dava sul francese. Non era un uomo bello, forse, ma affascinante senza dubbio.
Nacque da ricca famiglia a Costantinopoli in un anno imprecisato tra il 1877 e il 1886. La vulgata contemporanea propende per il 1886, sulla base di alcune dichiarazioni dello stesso Nazariantz che più volte pubblicamente e privatamente alterava la fatidica data, ma è più probabile che fra le tante date quella del 1880 sia la più attendibile per una serie di informazioni incrociate, rivelate sopratutto negli ultimi anni dal confronto di fonti e studi specifici in lingua armena e in lingua italiana. 
Dopo una vita attiva ed operosa morì vecchio, povero e molto malandato nel policlinico di Bari, assistito dalla seconda moglie Maria Lucarelli e dal prof. Arthur Timurian, allora giovane medico.
Vogliamo ricordarlo come sempre con semplicità. Ieri due Armeni e un Italiano si sono recati in preghiera sulla sua tomba al Cimitero di Bari. Oggi e nel prossimi giorni altri accorreranno per augurare alla Sua Anima immortale l'Eterno Riposo e porgere un fiore.
Di qualunque confessione religiosa siate, e anche se non vi è dato il Dono di nessuna Fede, chiediamo a chi legge un pensiero di Pace, Amore e Fratellanza per Hrand Nazariantz, che per lui sia leggera la terra e che continui ad esserlo per tutta l'Eternità.
AMEN


25 gennaio 2014

Hrand Nazariantz 1962-2014. Ricordo nell'Anniversario della nascita



Quando i grandi uomini ci lasciano, per lo più tardi, ne iniziamo a sentire la mancanza, il desiderio, profondo come un disagio, necessitante come una preghiera detta da un bambino inconsapevole al suo Creatore.
Qualunque sia il pensiero sull'arte e sulle sue declinazioni, oggi pare indubbio che uomini come Hrand Nazariatz possano toccare il suolo terrestre con estrema rarità. Poeta, letterato e giornalista, esule e profugo, animatore culturale e promotore della venuta in Italia di almeno 500 uomini, donne e bambini di etnia, lingua, religione e cultura armena tra il 1913 e il 1930, Nazariantz ebbe la capacità di attirare su di sè ampi consensensi e atroci dissenzi. Amato, odiato, osannato e vilipeso per i suoi ideali Cristiani e Laici di Pace, Amore, Fraternità e Giustizia per tutta l'Umanità, Nazariantz non è solo l'esempio più fulgido della possibilità di sopravvivere ad un Genocidio quello del popolo Armeno, ma anche possibilità di adattamento abilite e discreto alle necessità del dopo.
Tra coloro che lo conobbero c'è chi lo ricorda come un uomo alto e magro sempre fumante, o con i vestiti impregnati del fumo di sigaretta, i capelli lunghi poco consoni ad un uomo italiano all'epoca, come un vecchio che dispensava insegnamenti ai bambini, e ai giovani che sul finire della sua esistenza lo vollero come maestro, amico e sodale. Altri ne ricordano la voce calda e sensuale, appassionante quando lavorava per Radio Bari, con un leggero accento che dava sul francese. Non era un uomo bello, forse, ma affascinante senza dubbio.
Nacque da ricca famiglia a Costantinopoli in un anno imprecisato tra il 1877 e il 1886. La vulgata contemporanea propende per il 1886, sulla base di alcune dichiarazioni dello stesso Nazariantz che più volte pubblicamente e privatamente alterava la fatidica data, ma è più probabile che fra le tante date quella del 1880 sia la più attendibile per una serie di informazioni incrociate, rivelate sopratutto negli ultimi anni dal confronto di fonti e studi specifici in lingua armena e in lingua italiana. 
Dopo una vita attiva ed operosa morì vecchio, povero e molto malandato nel policlinico di Bari, assistito dalla seconda moglie Maria Lucarelli e dal prof. Arthur Timurian, allora giovane medico.
Vogliamo ricordarlo come sempre con semplicità. Ieri due Armeni e un Italiano si sono recati in preghiera sulla sua tomba al Cimitero di Bari. Oggi e nel prossimi giorni altri accorreranno per augurare alla Sua Anima immortale l'Eterno Riposo e porgere un fiore.
Di qualunque confessione religiosa siate, e anche se non vi è dato il Dono di nessuna Fede, chiediamo a chi legge un pensiero di Pace, Amore e Fratellanza per Hrand Nazariantz, che per lui sia leggera la terra e che continui ad esserlo per tutta l'Eternità.
AMEN

19 gennaio 2014

Hrant Dink un dolore che qualcuno dimentica!

A poche ore da quel tragico evento venne di getto la scrittura di un dramma in versi, che non ha mai visto la luce ancora sulla scena. "Ipotesi - Dink", un suono strano quel Dink come di un campanello mozzato da un colo da una cesura, un taglio netto a spezzare le gambe, a morire sul selciato FACCIAATTERRA riverso come un animale, come chi non deve vedere che il nero della terra, che l'asfalto duro dell'amata Istanbul Allora trovai un'attrice turca disposta a dare una lettura al testo - divenuta famosa per un "Giulietta e Romeo" di livello nazionale. Qui a Bari di Armeni non parlava ancora nessuno, per parlare di Armeni e con Armeni andai, allora, a Roma dall'unica persona che mi volle gentilmente dare udienza, un affetto che non si dimentica. Anche per questo io non rinnego gli Amici che altri vorrebbero farmi rinnegare. Oggi più che mai la presenza armena in Italia non pare unita ma spaccata, lacerata da invidie e gelosie, da comportamenti malsani, da revanscismo di parte. Si fanno le classifiche a chi è più Armeno, a chi è più fedele alla vera parola dei Padri. In questi giorni si prega per l'unità dei Cristiani e qualcuno li vuole divisi i Cristiani, per interessi personali, per beghe che crocifiggono ancora Nostro Signore, per una foto sui giornali, o per il potere! Il sangue degli innocenti con Hrand Dink è perso e vilipeso da chi ingiuria gli altri, da chi chiacchiera e fa polemica sterile, da chi insulta e disprezza senza peraltro produrre, da chi dissimulando sbeffeggia il lavoro degli altri, da chi lo ruba e lo vilipende al contempo. 
Amici cari, se onestamente pensate di essere figli di Haik e avete il senso della moralità che i vostri Padri vi hanno insegnato, non disprezzate i vostri fratelli e quanti si associano alla vostra causa, ve ne prego! Il nemico che ieri ebbe la faccia del Turco crudele assassino, oggi si annida nei vostri malanimi, nelle mancanze di Carità Cristiana, in quelle mancanze di empatia che generano i Genocidi. Oggi il mio premio alla memoria di Hrand Dink io lo do a tutti quanti coloro che hanno lavorato a favore della causa armena quando questa non era di moda, ricevendo in cambio, pedinamenti, spionaggi, cancellazioni di materiale dalla posta elettronica, da youtube, violazione della privacy, come ad esempio accade da anni a vari membri del "Centro Studi Hrand Nazariantz", i cui pedinamenti risalgono al mese di aprile del 2009!
Hrand Dink sognava di vivere in pace con gli altri e in accordo, cosa alquanto utopica dato la recrudescenza, oggi, di atteggiamenti nazisti e da mattanza di tonni che ancora persistono tra chi si dice, ignominiosamente, di provenire dalla sua genia.

Hrant Dink (2007 - 2014) noi non dimentichiamo!!!




Sono trascorsi ormai sette lunghi anni ma quello che è accaduto al direttore della rivista Aghos, sembra successo ieri. Sono trascorsi ben 7 anni. Qualcuno se ne ricorda appena!
"Posso vedere me stesso nell’inquietudine psicologica di una colomba, ma so che in questo paese gli uomini non toccano le colombe. Le colombe conducono la loro vita fin nel cuore della città, tra le folle umane."
Hrant Dink


Hrant Dink credeva nella possibilità, anzi nel dovere, di convivere: armeni e turchi, cristiani e musulmani. Non per questo rinunciava a scrivere del genocidio degli armeni, ed era stato infatti condannato a sei mesi di carcere per «insulto all’identità turca». I suoi articoli, che possiamo leggere qui raccolti, vivono di questa duplice sostanza: il timore della colomba e la fiducia nella possibilità di condividere emozioni, desideri, pensieri: in una parola l’umanità.
 
dal sito http://www.guerini.it/index.php/l-inquietudine-della-colomba.html

13 gennaio 2014

Per i miei 35 anni poesia di mia Zia Ester


Questa me l'ha dedicata mia zia Ester Vox e ne vado orgoglioso!


Tanti augurii a Coppolian
per tutti gli anni che verran. 
Tanti augurii in stile armeno
di un futuro più sereno!

Tanti baci dalla zia, 
che si picca di poesia.
Ma la prosa è più importante, 
col presente da insegnante:
tieni i sogni nel cassetto, 
resta sempre buono e retto
e coltiva i tuoi interessi 
e ne coglierai le messi.

e mo' chiudo che zio Dino
mi rimbrotta per benino!

12 gennaio 2014

Bari 11 gennaio 2014 Armeni, Amore, Pace

Cosma Cafueri, intervistato da Enzo Del Vecchio
Il Centro Studi Hrand Nazariantz intende ringraziare tutti gli amici intervenuti alla giornata di Pace e Amicizia di ieri 11 gennaio 2014.
Rupen Timurian intervistato da RAI 3
Cosma Cafueri, Rosalia Chiarappa e Carlo Coppola, in particolare ringraziano l'Amico Rupen Timurian per l'affetto mostrato e per il sostegno e il supporto dato alle loro iniziative. 
Ringraziano, inoltre, S.E. l'Ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia dott. Sargis Ghazaryan, per la stima mostrata nei confronti dell'operato del Centro Studi Hrand Nazariantz. Tutti noi ci stringiamo attorno all'Amico Kegham Jamil Boloyan nella preghiera per la Pace nella martoriata e bella terra di Siria, in cui molti Armeni furono accolti alla fine del Genocidio del 1915.

11 gennaio 2014

Ultimi preparativi per la Giornata di Pace e Amore con i fratelli Armeni

Tutti pronti per questa giornata di riflessione e di pace assieme ai nostri fratelli e alle nostre sorelle Armeni per un evento che resterà storico: https://www.facebook.com/events/723646380986884


Dolci Armeni di Marine Gasparyan
Oggi non vogliamo prime donne e primi uomini di cui non sentiamo bisogno, Oggi la storia si compirà nel nome del maestro Hrand Nazariantz, per cui gli Armeni arrivarono a Bari.
Oggi non abbiamo bisogno di estremisti. Gli Anticattolici (che ci sono) e gli Anti-Apostolici (se ce ne fossero) restino alle loro case e rispettino la gioia degli altri almeno una volta, dato che non sanno farlo per il resto della loro vita.
Preghiamo per la vera unità dei Cristiani, per la Giustizia e la Pace nel Mondo, ideali di Hrand Nazariantz e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà!

L'etica del Popolo Armeno è di PACE e AMORE, NON COMPRENDE né gelosia, né invidia, né cattiveria, né menzogna, né furto delle idee altrui e delle opere altrui, non prevede il tradimento degli amici.
Mettiamo in pratica le parole di Surp Vartan Mamigonian: "Chi credeva che il Cristianesimo fosse per noi un abito, ora saprà che non potrà togliercelo, come il colore della nostra pelle". Sentiamo davvero il Cristianesimo che è in noi e portiamo testimonianza della nostra Fede vera! L'ipocrisia lasciamola agli altri!


Buona Giornata a tutti!

08 gennaio 2014

sabato 11 gennaio 2014 - primo Anniversario dell'Inaugurazione del Khachkar a Bari




Il prossimo 11 gennaio 2014, ricorrerà il 1° anniversario della apposizione della stele realizzata dallo scultore arch. Ashot Grigoryan ubicata presso l'Autorità Portuale di Bari che suggella il legame di amicizia della comunità armena con il popolo barese: 

 La Comunità Armena e l'Amministrazione Comunale intendono ricordare l'evento con una breve cerimonia che sarà così articolata:

 - Ore 11.00: momento di raccoglimento presso la stele ubicata sul lungomare Vittorio Veneto; 

- Ore 12.00: premiazione dei volumi "Hrand Nazariantz: Fedele d'Amore" e "Il richiamo del Sangue" presso la sala Consialiare "E. Dalfino" - Palazzo Municipale - C.so Vittorio Emanuele II, n.84

(seguirà rinfresco)

Italia e Armenia più vicine grazie ai voli di Ryanair

Ryanair Irish Lochster lancerà voli sulle tratte Roma (Ciampino) - Yerevan e Yerevan-Roma (Ciampino) e   Milano (Orio al Serio) ...

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