è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

31 luglio 2018

Inaugurato il Centro per la valorizzazione del Patrimonio Culturale


Inaugurazione del Centro Regionale per la 
valorizzazione del Patrimonio Culturale italo-armeno
Durante la visita ufficiale di questa mattina il Presidente della Repubblica d'Italia Sergio Mattarella e il Presidente della Repubblica di Armenia Armen Sarkissian hanno inaugurato il Centro per la conservazione, la gestione, e la valorizzazione del patrimonio culturale. 
Si tratta di un centro Italo Armeno che nasce a carattere regionale. 

Alla conferenza di presentazione e inaugurazione del Centro erano presenti il ministro degli Esteri italiano prof. Enzo Moavero Milanesi e il Ministro della cultura della Repubblica di Armenia prof.ssa Lilith Makunts che hanno tenuto due discorsi nei quali hanno evidenziato i rapporti culturali plurimillenari fra i due stati, le principali città, le realtà nell'imprenditoria culturale e le iniziative in corso. 
L'Ambasciata d'Italia a Yerevan, nella persona di S.E. l'Ambasciatore Vincenzo Del Monaco, è stata principale promotrice dell'evento, congiuntamente all'Ambasciata della Repubblica d'Armena in Italia guidata da S.E. Victoria Bagdassarian. Grazie alle buone pratiche di cooperazione sono stati superati gli innumerevoli impedimenti di ordine burocratico e organizzativo. 
Inaugurazione del Centro Regionale per la valorizzazione del Patrimonio Culturale italo-armeno
All'evento era presente anche la prof.ssa Anna Sirinian del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell'Università di Bologna, che insieme ad alcune istituzioni armene in Italia, tra cui il Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena di Venezia, hanno collaborato, seppur in modo silente, all'apertura del Centro.
Nella sala centrale al nono piano della Galleria nazionale d'Armenia dove si è svolto l'evento, si trovava una statua in bronzo di Michelangelo, raffigurante una Madonna con bambino la cui presenza è stata a lungo poco nota al grande pubblico della Galleria.
Il Centro Studi Hrand Nazariantz nella persona del suo attuale presidente prof. Carlo Coppola ha promesso attiva collaborazione al neonato centro italo-armeno e presto farà pervenire alla biblioteca in esso presente le proprie pubblicazioni realizzate dall'Istituzione barese.
L'evento è stato, inoltre, seguito da copiosa stampa italiana in particolare dal servizio pubblico radiotelevisivo dalla RAI per cui abbiamo potuto salutare l'apprezzatissima dott.ssa Mariolina Sattanino, Responsabile RAI Quirinale.

Pranzo di Stato in onore del Presidente Mattarella



Il Presidente della Repubblica d'Armenia Armen Sarkissian e la gentil consorte Nouneh hanno offerto questa sera un pranzo presidenziale in onore del Presidente Sergio Mattarella e dalla figlia Laura. Alla cena erano presenti tra i maggiori uomini e donne di cultura, imprenditori, e personalità dello Stato Armeno. 
Il Presidente del Parlamento Armeno Ara Babloyan 
con la signora Nouneh Sarkissian, di spalle.

Tra le personalità di spiccolo il primo ministro Nikol Pashinyan con la moglie Anna, il presidente del parlamento armeno Ara Babloyan e consorte, il Ministro degli Esteri Zohrab Mnatsakanyan e consorte. Tra gli intellettuali il compositore maestro Tigran MansouryanHarutyun Khachatryan direttore del Golden Apricot Festival, Vahan Ter-Ghevondyan, direttore del famoso Museo-Biblioteca dei Manoscritti Matenadaran di Yerevan.
I Presidenti, nei loro discorsi di benvenuto reciproco, si sono soffermati sul plurimillenari rapporti bilaterali tra i due Penisola Italica e Armenia, ricordando in particolare l'esperienza della traslazione di San Gregorio Illuminatore, la figura di Giacomo Luigi CiamicianMekitar di Sebaste. 
il Primo Ministro Nikol Pashinyan e di spalle
la signora Laura Mattarella
Il presidente Mattarella ha ricordato come le città di Venezia, Bari, Genova e Palermo si siano distinte per i rapporti italo-armeni in avari epoche. Ha ricordato le figure di Narsete, Isaccio, e Mussele, illuminiti governatori nell'Italia Bizantina. Ha menzionato, inoltre, l'impegno bilaterale a favore della pace in Libano. Allo stesso modo il Presidente Sarkissian ha ricordato il Colleggio Armeno di Roma  ma anche villa Abamelek e la Chiesa di San Biagio di Roma, il collegio di Venezia, il comune di Erice e l'Università di Bologna dove aveva tenuto lezioni da docente di Fisica. 
Il presidente Sarkissian ha concluso il suo Brindisi con una citazione da Giuseppe Garibaldi a proposito dell'autodeterminazione dei popoli e delle persone in generale: "Insisto sul fatto che le persone hanno il diritto di disporre del proprio destino o dovrebbero sempre permettere agli altri di disporne."

30 luglio 2018

Grande accoglienza in Armenia per il Presidente Mattarella

Il presidente della Repubblica Italiana saluta la delegazione Armena e in particolare l'Ambasciatrice armena in Italia Victoria Bagdassarian
In un clima di grande coordialità, tra grandi sorrisi e strette di mano assai amichevoli, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha iniziato questa mattina la Sua visita di Stato in Armenia giungendo con assoluta puntualità presso l'Areoporto Internazionale Zvartnots di Yerevan.
Ad accogliere il Presidente, che è stato come sempre accompagnato dalla figlia Laura e da una delegazione composta dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale prof. Enzo Moavero Milanesi ed altri funzionari, sono accorsi il Ministro degli Affari Esteri armeno Zohrab Mnatsakanyan, l'Ambasciatore Italiano a Jerevan S.E. dott. Vincenzo del Monaco e l'Ambasciatrice Armena in Italia S.E. avv. Victoria Bagdassarian.
Secondo fonti di palazzo vicine allo staff del Presidente della Repubblica d'Armenia, il presidente Armen Sarkissian avrebbe desiderato una maggior apertura alla stampa sin dalle varie fasi della visita del Presidente Mattarella, per quella che entrambe le parti celebrano come una visita che segna un momento storico nelle relazioni bilaterali e non solo, di questo avrebbe discusso con il Ministro Mnatsakanian. 

mentre il Presidente Mattarella saluta le autorità Militari sullo sfondo l'Ambasciatore Italiano in Armenia V. Del Monaco e l'Ambasciatrice Armena in Italia V. Bagdassarian accolgono la first lady Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica.

29 luglio 2018

L'Armenia si fa bella per la visita del Presidente Sergio Mattarella

In questi ultimi giorni l'Armenia continua a fare piazza pulita del vecchio establishment. L'ex presidente Robert Kocharyan è stato posto due giorni fa in stato di arresto con l'accusa di aver sovvertito l'ordine costituzionale. La misura cautelare è scattata in base alla sentenza della corte di Yerevan. Kocharyan è stato preso in custodia dal tribunale, come ha confermato il suo avvocato Aram Orbelyan ai giornalisti.
In precedenza, il Servizio investigativo speciale (SIS) dell'Armenia aveva accusato ufficialmente Robert Kocharyan nell'ambito delle indagini penali sui cosiddetti eventi del 1° marzo - la repressione post elettorale dopo le presidenziali del 2008 durante la quale otto civili e due poliziotti furono uccisi.
Kocharyan aveva dichiarato lo stato di emergenza di 20 giorni, con l'approvazione del parlamento armeno. La grave accusa è stata quella di aver vietato le pubbliche e democratiche manifestiazioni, successive alla sua presunta illeggittima presa di potere, ma anche di aver "mobilitato illegalmente le forze armate dell'Armenia contro i manifestanti pacifici" sintesi di entrambe le accuse è quella di aver "violato l'ordine costituzionale". Kocharyan, ha respinto naturalmente le accuse attribuendole ad una vendetta politica ordita dai suoi nemici oggi al potere.
Collegato al caso di Robert Kocharyan, vi è quello che riguarda il Colonnello Generale Yuri Khachaturov, attuale Segretario Generale presso il (CSTO) Collective Security Treaty Organization. Il genelare è accusato di aver rovesciare l'ordine costituzionale in Armenia nel 2008 nell'ambito delle indagini sui cosiddetti eventi del 1° marzo. Per i suoi "meriti" e lo zelo nella repressione il generale, il 15 marzo, fu stato nominato dall'allora presidente Robert Kocharyan come capo di stato maggiore delle forze armate dell'Armenia. Diversamente di quanto avvenuto per Kocharyan, a Khachaturov è stato concesso il rilasciato su cauzione venerdì notte, come previsto dalla giurisprudenza armena vigente. Precisiamo che secondo la legge armena la stato di fermo e quello di arresto sono cose ben diverse che non possono esse, dunque, confuse. 
Sono queste le premesse politiche con le quali l'Armenia prepara la prima visita di Stato dopo la cosiddetta rivoluzione di velluto che ha portato alla ribalta mediatica, prima, e al poter il leader di Alternativa Yelk, il 43 enne Nikol Pashinyan. Così mentre scemano gli interrogativi su chi ci sia realmente dietro "Nikol Duxov"- colui che si ripromette di dare nuova speranza agli Armeni di tutte le età e fasce sociali dal 23 aprile 2018, che garantisce di non aver nessuno alle spalle se non il sostegno del Popolo armeno e in particolare della sua famiglia - l'Armenia attende il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Matterella. Il Presidente Matterella, giungerà, domani 30 luglio, a Yerevan accompagnato dalla figlia Laura, poichè come è noto il 77enne presidente della Repubblica è vedevo dal 2012. Della delegazione del Presidente farà parte il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale prof. Enzo Moavero Milanesi e diversi funzionari tra cui l'Ambasciatore residente a Yerevan S.E. dott. Vincenzo del Monaco. Lo stesso giorno, la delegazione ufficiale del Presidente italiano sarà ospitata nella residenza del Presidente della Repubblica di Armenia. I due due presidenti terranno una conversazione privata, a cui ne farà seguito una aperta alla partecipazione delle delegazioni dei due paesi. Al termine di questo incontro i presidenti Sargsyan e Mattarella faranno una dichiarazione congiunta alla stampa.
Nell'ambito della visita di stato, il Presidente della Repubblica terrà  incontri con le più alte cariche istituzionali armene e sarà ospite di Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli armeni.
La delegazione guidata dal Presidente Mattarella visiterà il Memoriale del Genocidio, depositerà una corona al memoriale delle vittime del genocidio armeno. Inoltre  Sarkissian e Mattarella presenzieranno alla cerimonia di apertura di una nuovo istituto italo-armeno il Centro culturale regionale per la Conservazione, la Gestione e la valorizzazione del Patrimonio culturale.

27 luglio 2018

"Yeravan-Erebuni" di Paruyr Sevak: una traduzione di Carlo Coppola

una poesia di Paruyr Sevak
messa in musica da Edgar Hovhannisyan


Երեւան դարձած իմ Էրէբունի,

Դու մեր նոր Դուին, մեր նոր Անի,

Մեր փոքրիկ հողի դու մեծ երազանք,

Մեր դարէ կարօտ, մեր քարէ նազանք։

Երեւան դարձած իմ Էրէբունի,

Դարեր են անցել, բայց մնացել ես պատանի,

Քո Մասիս հօրով, քո Արաքս մօրով,

Մեծանաս դարով, Երեւան։

Մենք արեան կանչեր ունենք մեր սրտում,

Անկատար տենչեր ունենք դեռ շատ։

Մեր կանչն առանց քեզ՝ իզուր կը կորչի,

Առանց քեզ՝ մեր տաք տենչն էլ կը սառչի։

Կեանքում ամէն սէր լինում է տարբեր,
Իսկ մենք բոլորս ենք քեզնով հարբել,

Տաք է սէրը մեր՝ շէկ քարերիդ պէս,

Հին է սէրը մեր՝ ձիգ դարերիդ պէս։


Trascrizione in caratteri latini:

Yerevan dartsats im Erebuni
Du mer nor Dvin mer nor Ani
Mer pokrik hoghi du mets yerazank
Mer dare karod mer kare nazank

Yerevan dartsats im Erebuni

Darer en antsel bayts mnatsel yes patani

Ko Masis horov ko Araks morov

Metsanas darov Yerevan

Menk aryan kantcher unenk mer srtum

Ankatar tentcher unenk der shat

Mer kantchn arants kez izur kkortchi

Arants kez mer tak dentchn el ksartchi

Kyankum amen ser linum e darber

Isk menk bolors enk keznov harpel

Tak e sere mer shek karerit pes

Hin e sere mer dzig darerit pes



Traduzione In Lingua Italiana 
dall'inglese di Carlo Coppola

Mia antica Erebuni che sei diventata Yerevan
Tu sei la nostra nuova Dvin, la nostra nuova Ani.
... Un sogno che abbellisce il nostro piccolo angolo della terra,
Dopo secoli di nostalgia, con rocce scolpite nelle facciate di pizzo.


Yerevan, mia antica Erebuni,
I secoli sono venuti e andati, ma tu rimani giovane.
Con Tuo padre Masis e tua madre Arax al tuo fianco
Possa tu prosperare, Erevan.

Nella vita, ogni amore è unico,
Ma siamo tutti presi d'amore per te.
Il calore dei nostri sentimenti si riflette nella tua pietra
Maestosa e solida.

Yerevan, il mia antica Erebuni,
I secoli vanno e vengono, ma tu rimani giovane.
Con tuo padre Masis e tua madre Arax al tuo fianco,
Possa tu prosperare, Erevan.

23 luglio 2018

Non siamo nella posizione di dover chiedere la pace


«La posizione costruttiva dell’Armenia non dovrebbe far equivocare che l’Armenia si presenti come la parte richiedente la pace. Consiglierei all’Azerbaijan di non essere così sicuro di avere controllo sulla questione dell’inasprimento della situazione militare. D'ora in avanti non sarà così scontato, da parte dei mediatori internazionali riuscire a convincere la parte armena a cessare le azioni di controffensiva, qualora l'Azerbaijan iniziasse nuovamente le azioni militari. Nel caso in cui l’Azerbaijan dovesse ripetere lo scenario di aggressione dell’aprile 2016, la parte armena potrebbe, infatti, non astenersi dall'usare tutti i mezzi presenti nel suo arsenale militare per reagire vigorosamente e con determinazione su larga scala. Non permetteremo all’Azerbaijan di decidere il luogo, il momento e la gradiualità dell’inasprimento della situazione․Per ogni tipo di arma, ce n'è una in grado di contrastarla, e il versante armeno non se ne sta immobile a far nulla. Siamo preoccupati dalle fonti di acquisizione di questi armamenti. I paesi che sono alleati e partner dell'Armenia vendono armamenti a uno stato che ha ambizioni territoriali non solo in relazione a parti separate della nostra Repubblica, ma anche in relazione alla capitale. In particolare, i copresidenti del gruppo di Minsk dovrebbero astenersi dal vendere alcuni tipi di armamenti all'Azerbaigian. Infine, veniamo alla domanda: perché dovremmo prima rompere l'equilibrio militare tra le parti e poi provare a ripristinarlo»


Davit Tononyan 
Ministro della Difesa della Repubblica d’Armenia


tradotto dall'Armeno da
Grigor Ghazaryan

21 luglio 2018

Note sulla visita di Paola Severino in Armenia

Incontro della prof.ssa Paola Severino con il vice Ministro degli Esteri Ashot Hovakimyan
alla presenza dell'Ambasciatore Italiano
Vincenzo Del Monaco

Al termine della sua visita in Armenia, dove ha avuto incontri decisivi relativi al suo mandato di "Rappresentante speciale della presidenza italiana dell'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (Osce)", la prof.ssa Paola Severino già Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana, ha tracciato un bilancio della sua brevissima permanza nel paese.
"Nel paese traspare la volontà di trasformare la rivoluzione culturale - attualemente in atto - in una rivoluzione normativa, con la consapevolezza che si deve passare ai fatti concreti". La Severino sembra essere tra i primi rappresentanti e analisti internazionali a prendere ufficialmente atto della nuova situazione e delle volontà di cambiamento concrete. Da docente attenta alle nuove generazioni, mette in luce come in Armenia si sia svolta una “rivoluzione di tipo culturale che ha portato ad un capovolgimento di governo in maniera assolutamente pacifica”, con un grande contributo dei giovani, “che hanno voluto affermare i principi di legalità come dei principi che devono fortemente ispirare il nuovo governo”, dando vita a qualcosa di “straordinario ed eccezionale”.
Nel corso delle 19 ore di permanenza nel paese, in cui è stata accompagna da S.E. l'Ambascitore Vincenzo del Monaco, la Severino ha avuto una fittissima agenda. Ha incontrato  l'Associazione degli avvocati armeni, protagonista positivo del cambiamento e della lotta alla corruzione. Ha avuto di seguito un incontro con viceministro degli Esteri, dott. Ashot Hovakimyan, con il quale ha stato esaminato approfonditamente il primo pacchetto di riforme intraprese, ispirate alla più recente legislazione italiana e internazionale. La Severino ha confermato che ci si trova sulla "strada giusta". Il poliglotta (parla Armeno, Russo, Englise, Serbo, Croato e Polacco) e pluridecorato (Commandatore di Gran Croce dell'Ordine al Merito di Polonia, della Croce di Terra Mariana di seconda classe di Estonia, Medaglia dell'Ordine di Mkhitar Gosh d'Armenia per il contributo alla diplomazia)vice-ministro Hovakimyan ha osservato che la lotta alla corruzione è una delle priorità del nuovo governo dell'Armenia. Ha presentato i risultati registrati in quella direzione e il processo di cooperazione internazionale dell'Armenia nel quadro dell'ONU e dell'OSCE nella lotta alla corruzione.

Incontro del Primo Ministro Nikol Pashinyan con la prof.ssa Paola Severino 
alla presenza dell'Ambasciatore Italiano 
Vincenzo Del Monaco

La prof.ssa Severino ha ricevuto imput positivi anche dall'incontro avuto con il ministro della Giustizia armeno, dott. avv. Artak Zeynalyan, e con il premier Nikol Pashinyan. “Già il fatto che il ministro della Giustizia mi abbia invitato come rappresentante della Presidenza italiana per avere uno scambio di idee, credo rappresenti un punto di partenza molto importante”, ha affermato la prof.ssa Severino. Il motivo dell’invito da parte del ministero della Giustizia armeno è legato alla grande considerazione che le autorità armene hanno dei modelli legislativi italiani e della lotta alla corruzione nel nostro paese, sul quale esemplare la loro legislazione corrente e futura. 
La Severino ha colto anche l'occasione per ricordare che in materia anti-corruzione l'Italia ha positivamente completato il suo set legislativo che nell'ultimo trentennio a subito una "piccola rivoluzione culturale" "che parte da ‘Mani pulite’ e poi percorre un itinerario che arriva fino ai giorni nostri, con non solo l’adeguamento alle direttive europee ma anche l’implementazione continua della normativa anticorruzione". Naturale si presenta, quindi, "l’idea di una cooperazione fra Italia e Armenia, con la richiesta di “una sorta di piano d’appoggio" al sistema nuovo sistema armeno. 
L'invito ad essere presente a Yerevan è giunto dal governo armeno ed è stato recipito e accolto come "un atto di grande sensibilità e attenzione" che testimonia "la volontà di trasformare una rivoluzione culturale in una rivoluzione normativa", istituendo un sistema efficiente di lotta alla corruzione, "nella consapevolezza che se non si passa dall’ideologia all’attuazione concreta dei principi anticorruzione", in tal sento si perderebbe l’occasione di incidere davvero sulla realtà del paese.
Nell'incontro con il premier Pashinyan è emersa la necessità che avvenga anche uno scabio culturale anche attraverso il confronto con magistrati italiani, "particolarmente apprezzati nella lotta alla corruzione", ma anche tramite la nostra Guardia di Finanza, fino a giungere magari alla creazione di una struttura con simili competenze all'interno dell'organizzazione statale armena.
Tavolo di incontro tra Ministro Zeynalyan e la delegazioni Italiana

Altro tema importante discusso con Pashinyan è stato quello del recupero dei capitali, dei sequestri e delle confische di beni, sui quali ancora non esiste una legislazione in Armenia. È giusto ricordare che in questo campo l'Italia ha una delle legislazioni più progredite del mondo "seguendo l’insegnamento di Giovanni Falcone", a cui si è fatto più volte riferimento durante la visita.
La priorità immediata dovrà essere quella di perfezionare un attento programma di cooperazione. Il primo atto in tal senso è stato l'invito rivolto al Ministro Zeynalyan, da parte della prof.ssa Severino, ad convegno internazionale a Roma nei giorni 12-13 novembre. Sarà l'occasione per fare il punto sulla lotta alla corruzione nella varie parti del mondo.

19 luglio 2018

La prof.ssa Paola Severino oggi a Yerevan

La prof.ssa avv. Paola Severino
"Rappresentante Speciale OSCE per la lotta alla corruzione"
La prof.ssa avv. Paola Severino, orgoglio napoletano nel mondo ed ex rettore della LUISS Guido Carli oltre che Ministro della Giustizia del Governo Monti, sarà oggi 19 luglio 2018 a Yerevan per sostenere, in qualità di "Rappresentante Speciale del Presidente in esercizio OSCE per la lotta alla corruzione", le progettualità di ricerca e studio nell'ambito dell'anticorruzione. 
La visita della prof.ssa Severino è fortemente voluta dall'ambasciata italiana ed avviene in rispondenza a quanto prospettato dall'attuale governo armeno. Infatti, come ha più volte sostenuto lo stesso Primo Ministro Nikol Pashinyan, ai primissimi posti, nella sua agenda di riforme e innovazione delle struttura statale, vi è la lotta alla corruzione che non consente il pieno sviluppo economico e produttivo del paese.
Nel corso della sua carriera professionale, accademica e istituzionale la prof.ssa Paola Severino ha posto particolare attenzione al tema della prevenzione e del contrasto alla corruzione in ogni sua declinazione. Appare, dunque, interlocutore naturale e privilegiato per la sua ampia esperienza sul campo.
Durante la sua attività ha portato all’approvazione del Parlamento la Legge n.190/2012 riguardanti “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”. È attualmente Presidente dell’ “Osservatorio per il monitoraggio dell’efficienza complessiva del sistema giustizia e per la valutazione dell’efficacia delle riforme necessarie alla crescita del Paese” presso il Ministero della Giustizia della Repubblica Italiana. È Presidente del Gruppo italiano dell’AIDP (Association Internationale de Droit Penal) e componente di numerosi comitati, tra cui il Consiglio dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”.
Ministro della Giustizia della Repubblica di Armenia
dott. 
avv. Artak Zeynalyan
Anche queste ultime specializzazioni costituiscono temi molto cari al governo armeno e in particolare al Ministro della Giustizia avv. dott. Artak Zeynalyan che si occupa da sempre di difesa dei diritti umani e di giustizia penale. Come Zenalyan, inoltre, la prof.ssa Severino è una persona coraggiosa che ha saputo ottenere grandi risultati nella vita nonostante l'amputazione di un arto. Sicuramente tra i due intellettuali scatterrà anche in tal senso una reciproca simpatia. Infatti la Severino ha spesso parlato con efficacia del suo "handicap piuttosto visibile", come lei stessa lo ha definito in passato, avendo perso il braccio destro, amputatole in seguito ad una malattia. "So che vuol dire avere a che fare con chi ti guarda e ti chiede: che cosa ha fatto al braccio? O dice: mi farei tagliare un braccio per riuscire a ..., oppure ti fissa e non ti toglie gli occhi di dosso". Allo stesso modo Artak Zeynalyan è la grande prova per tutti gli Armeni che le virtù intellettuali sono pari a quelle militari. Ci vuole, infatti, straordinaria caparbietà nel conseguire ben due lauree in materie tanto differenti, medicina e giurisprudenza, soprattutto in un paese come l'Armenia che poco o nulla ha fatto fino ad ora per i vetereni e per gli invalidi, tanto militari, quanto civili.

18 luglio 2018

Arshak II di Tigran Tchoukhajian in scena il 19 luglio a Yerevan



All'interno del programma #VIVEREALLITALIANA il 19 luglio 2018 ore 19:00 al Teatro dell'Opera Alexander Spendaryan - di Yerevan andrà in scena una appresentazione dell'Opera "Arshak II", di Tigran Tchoukhajian, prima opera lirica armena, con libretto scritto nel 1868 in italiano e armeno. 
L'iniziativa si svolge con il sostegno dell'Ambasciata della Repubblica Italiana a Jerevan e avviene in coincidenza con la visita in Armenia di prof. avv. Paola Severino, già ministro della Giustizia del Governo presieduto dal sen. prof. Mario Monti e Rappresentante Speciale, con delega alla Lotta alla Corruzione, dell'Organizzazione per la sicurezza e Cooperazione Europa.

Il compositore Tigran (Dikran) Tchoukhajian
  
(1837-1898)
L'evento è frutto della collaborazione tra l'Ambasciata e il Maestro Constantine Orbelian, Direttore del Teatro dell'Opera di Yerevan.
Ma cerchiamo di capire di più su quest'opera. L'autore è figura ponte della musica lirica tra Italia, Armenia e Impero ottomano. Considerato padre della lirica Amena fu anche anche autore della prima opera lirica ottomana. La famiglia aveva svolgeva tradizionamente la professione di orologiai imperiali, mentre il padre era amministratore artistico in varie imprese. Il Giovane Dikran si formò nella capitale della Sublime Porta assistendo alle lezioni di composizione del maestro Gabriel per poi trasferirsi a Milano dove studiò sotto la guida del maestro Manzoni nel Conservatorio meneghino dal 1861 al 1864. I risultati furono da subito con tanto soddisfacenti che il critico Riccardo Torre lo definì come "il Verdi Armeno", in grado di "combinare tra loro le melodie dei popoli d'Oriente". Un altro critico, Adolfo Talasso, ne mise in luce l'origininalità delle idee, la freschezza del linguaggio musicale, l'orchestrazione colorita. Se ne evidenziava l'uso dell'armonia e del contrappunto in grado di assicurare una struttura robusta alle composizioni, così piene di potere e incanto. Tutti questi elementi venivano messi in relazione con i "raggi d'Oriente". Non è chiaro, però, se l'Oriente a cui i critici sembrano ammaccare fosse solo un Oriente goegrafico, o uno molto meno materiale, a cui erano legati molti compositori Italiani e Ottomani. In tal senso anche le chiavi di lettura verdiane non sarebbero solo il segno di una contiguità compisitiva con genio di Busseto ma di una ben più radicata fratellanza di idee. La stessa si riscontrerebbe anche nella vicinanza del Tchoukhajian alla personalità legate alle prime logge dell'impero ottomano. In tal senso affidò la sua prima e forse più nota opera alla scrittura di un grande intellettuale armeno della Polis, l'armeno-veneziano Tovmas Terziyan


Il poeta e pedagogista armeno
Tommaso Terziyan (1842-1909)

Terzyan era nativo di Pera come Tchoukhajian, di padre Greco-armeno cattolico e madre greco-veneziana era stato allievo era stato allievo del Collegio Moorat-Raphael di Venezia. Non fu poeta prolifico, quanto più  certamente tra i grandi pedagosti armeni della Polis. Insegnò  in modo indimenticabile al collegio Nersesian, e al Gedronagan Varjaran. Tra i nomi dei suoi allievi diretti figuravano Yeghia Temirjipashyan, Grigor Zohrab, Reteos Berberian, ovvero la generazione dei grandi intellettuali armeni che più di tutte cambiò la storia culturale della Diaspora. Terziyan fu anche in corrispondenza epistolare con il maestro Giuseppe Verdi con cui più volte si confronti circa il libretto d'della

Il suo libretto d'opera dell'Arshak II fu scritto in due versioni armena e italiana, e non è solo una priceps per la storia della musica, ma anche un unicum in cui i momenti di realismo e di vigore narrativo incontrano la ricerca linguistica in entrambe le tradizioni letterarie. Ashak II, non più Arsace, non è più solo il figlio di Tigrane, è cresciuto in tutti i sensi ed è libero di uscire dalle catene dalla tradizione letteraria e musicale. Albinoni, Vivaldi, Handel, Scarlatti, Gluck - Goldoni non lo costringono più, ma esso è ormai libero di conoscere cantare nello stile di Donizetti o di Bellini, sino a che con un salto mortale non diventa anch'egli "verdiano".  Ma lo fa con lo spessore conferitogli dalla carica morale tipica dei padri della tradizione letteraria armena Movses Khorenatsi (Mosè di Korene) e Pavstos Buzand (Fausto il Bizantino). I suoi tratti assumono un chè profondamente alfieriano nella costruzione del personaggio. Ne derivano così arie musicali di ampio respiro, potentemente poetiche anche nella cura dei dialoghi, che fanno vibrare e sussualtare gli spettatori.

Mostra «Առաջինները» (I Primi) al Museo di Architettura di Yerevan

«Առաջինները» (I Primi)
Manifesto della Mostra
«Առաջինները» (I Primi) sembra una delle tante mostre dedicate quest'anno al primo centenario della Prima Repubblica di Armenia. Ma si tratta di un evento unico nel suo genere, una mostra tematica  organizzata dal Comitato per lo sviluppo urbano della Repubblica d'Armenia.
La mostra è stata inaugurata ieri 17 luglio 2018 alla ore l5.00, presso la Sala Tamanyan del National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan.
Il titolo della mostra è anche la sua ragione d'essere. Infatti, nell'anno di commemorazione del primo centenario della Prima Repubblica gli organizzatori hanno voluto ripercorrere la strada  di tre primati. La prima sezione è dedicata al primo primo ministro della Prima Repubblica fu proprio un architetto Hovhannes Kajaznuni, ed il percorso espositivo che lo riguarda comprende gli anni 1924-1938. La seconda parte della mostra è dedicata al primo architetto capo delle Repubblica Yerevan Nikoghayos Buniatyan e, mentre la terza parte, ma non ultima parte della mostra è dedicata al primo architetto donna dell'Armenia, Anna Ter-Avetikyan
Il percorso comprende, piante, rilievi e progetti dei tre architetti, ma anche articoli teorici che dimostrano l'efficacia delle loro idee sull'architettonica, perfettamente integrata in un tessuto urbanistico della capitale armena. Si trattava di una città in cui il razionalismo poteva coincidere con l'eleganza delle linee e la ricerca formale non entrava in contrasto con le forme arrotondate e sinuose tipiche della tradizione architettonica dell'Armenia che consideriamo classica. 
L'innaugurazione è stata preceduta da una relazione di Anush Ter-Minasyan, direttrice del Museo, che nella sua relazione rigorosamente senza effettuata a braccio ha ripercorso i significati dell'evento, la sua importanza menzionando i suoi collaborati e tutti coloro che hanno reso possibile l'evento. Ha raccontato, inoltre, come la mostra sia stata realizzata utilizzando materiali presenti negli archivi e nel museo dell'Istituto ma anche attraverso la ricognizioni dell'archivi familiare dei discendenti di Yerevan Nikoghayos Buniatyan. All'inaugurazione della mostra era presente anche la signora Elizavetta Mehrabyan, nipote del penultimo Primo Ministro Hamazasp "Hamo" Ohanjanian della Prima Repubblica d'Armenia (in carica 5 maggio 1920 – 25 Novembre 1920). Hamo ricoprì il ruolo di Ministro degli Esteri prima dell'invasione sovietica.
La mostra sarà visitabile per un mese. Il National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan ha sede in Hanrapetutyan Sq., Government House 3, ed è visitabile dal martedi al venerdi dalle 10.00 alle 17.00 e dalle 10.00 alle 16.00 nei fine settimana.

17 luglio 2018

Incontro con i vertici della Biblioteca Nazionale di Yerevan

Tigran Zargaryan
Direttore della Biblioteca Nazionale d'Armenia 
Questa Mattina il presidente del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari, prof. Carlo Coppola, ha incontrato a Yerevan nella sede via Teryan 72il dott. Tigran Zargaryan, direttore della Biblioteca Nazionale d'Armenia. 
Coppola è stato ricevuto da Zargaryan nel suo ufficio con sobria eleganza, restando colpito dalla figura e dal carisma del direttore. A lui e alla biblioteca ho fatto dono di una copia del volume Nella Terra del Terrore: Il Martirio dell'Armenia, di Henry Barby curato con la collaborazione di Rupen Timurian, sotto gli auspici del Centro Studi Hrand Nazariantz e con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica di Armenia in Italia. Il libro, come ricorderanno i nostri lettori - 25 numero Manzoniano è qui numero perfetto - è stato pubblicato del mese di aprile del 2016. Purtroppo a causa di un problema tecnico non si è potuto filmare o fotografare l'evento. 
Coppola ha proposto al direttore Zargaryan, di realizzare in futuro delle collaborazioni volte in primo luogo alla conoscenza e allo studio del poeta Hrand Nazariantz. Il direttore, da parte sua, si è impegnato a promuovere un'indagine biobibliografica sul poeta coinvolgendo anche i suoi collaborati. Egualmente sarà fatto anche con altri autori della diaspora armena sodali di Nazariantz, che per motivazioni di carattere ideologico letterario sono stati tenuti lontani dalla diffusione presso il grande pubblico.
Haykanush Khazaryan,
vicedirettore della Biblioteca Nazionale
La seconda parte del colloquio è proseguita con la dott.ssa Haykanush Khazaryan, vicedirettore della Biblioteca Nazionale.
Anche lei si è dimostrata molto cordiale e ha prospettato positiva collaborazione alla realizzazione di progettualità da svolgersi in partenariato con le Biblioteche Italiane e con il Centro Studi Hrand Nazariantz.
Il prof. Coppola, che per l'occasione è stato accompagnato dalla prof.ssa Nvard Sargsyan, docente dell'Università Statale di Yerevan, è stato accolto dal settore dell'edificio ove hanno sede gli uffici amministrativi.

Alla piacevolezza e cordialità di questi due incontri di oggi si è aggiunta l'emozione - conclude Coppola - di salire lungo lo scalone d'onore in stile neoclassico progettato dal grande architetto Alexander Tamanyan. Ho potuto vedere una galleria di busti dei maggiori autori armeni degli ultimi due secoli, da Mikael Nalbandian a Avetik Isahakyan, passando per Komitas, Hagop Baronian e Alexander Shirvanzade. In particolare la figura di Baronian (o Paronian) è legata alla Costantinopoli armena del nostro Hrand Nazariantz, e certamente il suo realismo, così come quello di Bedros Turian, ebbero grande influenza sull'opera del mio maestro.

13 luglio 2018

Nuovo incontro dell'Ambasciatore Italiano con il Presidente Armen Sarkissian

Incontro Sarkissian - Del Monaco del 12 luglio 2018

Il Presidente della Repubblica d'Armenia Armen Sarkissian ha ricevuto ieri 12 luglio l'Ambasciatore della Repubblica italiana in Armenia S.E.  dott. Vincenzo Del Monaco.
I temi discussi sono stati quelli relativi alla visita di Stato del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, prevista nella Repubblica di Armenia nei giorni 30 e 31 luglio prossimi. 
Gli interlocutori hanno nuovamente toccato la possibilità di cooperazione diretta tra le strutture presidenziali dei due paesi, tenendo conto della ricca esperienza e delle antiche e consolidate tradizioni parlamentari della Repubblica Italiana. 
La notizia è stata estrapolata direttamente dal sito istituzionale della Presidenza della Repubblica di Armenia, che ringraziamo per averci messo a disposizione anche il materiale fotografico.

Nikol Pashinyan e il Made in Armenia

Nikol Pashinyan indossa il Made in Armenia
Il Primo Ministro armeno Nigol Pashinyan apprezza e indossa prima di tutto i prodotti Made in Armenia (Պատրաստված է Հայաստանում) frutto del duro lavoro di artigiani e imprenditori armeni chi si impegnano a resistere a mille tentazioni nella Madrepatria. 
Nonostante le difficoltà riservate al commercio e all'imprenditoria locale, il difficilissimo e sconveniente accesso al credito per le aziende locali, infatti, da alcuni anni sono riprese le produzioni altamente specializzate che utilizzano materie prime autoctone o accuratamente selezionate in loco con standard di eccellenza. Le idee imprenditoriali, il designer, lo sviluppo del marchio e la manodopera impiegata sono certamente armeni. Altrettanto difficile è restare sul mercato onestamente e con mille sacrifici, quasi impossibile far conoscere i propri prodotti all'estero.
Il Premier ha più volte dichiarato di voler prediligere e incentivare le produzioni realizzate in patria al fine di rilanciare la produttività interna del paese.
E questa volta ha mostrato la sua predilezione indossando capi di abbigliamento, accessori e scarpe realizzate in Armenia negli odierni incontri a Bruxelles.
A godere della preferenza è stata questa volta, la nota azienda di handmade shoes Kristobad di Yerevan. Ne dà notizia la stessa azienda i cui responsabili si sono dichiarati onorati di continuare lavorare, come sempre, per la crescita positiva della Nazione e di sentiersi utili nel servire concretamente la patria, supportando il cammino del Primo Ministro in un consesso internazionale di così alto prestigio. 

Nel frattempo dallo staff del Primo Ministro affermano di non poter essere totalmente certi che le scarpe in questione, indossate oggi da Nikol Pashinyan siano proprio quelle della ditta Kristobad. Con questa precisazione il discorso non cambia e il senso di questo articolo non è fare pubblicità ad un brand o ad un altro ma promuovere l'intero settore manifatturiero armeno come propone lo stesso Premier Pashinyan. 

12 luglio 2018

Il Presidente del Consiglio Conte incontra Nikol Pashinyan


Questa mattina, a latere del vertice NATO tenutosi a Bruxelles, il Presidente del Consiglio dei Ministri prof. Giuseppe Conte ha incontrato il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan
La notizia, diffusa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e dall'ufficio stampa del Primo Ministro Armeno è corredata da filmati della stessa Presidenza e fotografie presenti sulla pagina Web istituzionale del Primo Ministro armeno. 
All'incontro, i cui contenuti non sono stati diffusi nel dettaglio, hanno partecipato anche i rispettivi Ministri degli Esteri. Per la parte italiana il prof. Enzo Moavero Milanesi, già Giudice di primo grado presso la Corte di Giustizia dell'Unione europea, e il dott. Zohrab Mnatsakanyan, già rappresentante permanente della Repubblica di Armenia presso le Nazioni Unite con ruolo di Ambasciatore. 

L'incontro si ottenuto attraverso l'intensa attività delle rispettive missioni diplomatiche, in Armenia e in Italia e conferma la volontà, più volte espressa dalle parti, di intraprendere una serie di incontri ai più alti vertici istituzionali.

Il Presidente Conte, certamente ben informato circa le relazioni esistenti tra i due pesi ha tenuto a sottolineare al Primo Ministro Pashinyan come l'Italia vanti legami amichevoli e profondamente radicati con l'Armenia, sottolieneando l'importanza e la necessità del loro rafforzamento e della reciproca implementazione.

07 luglio 2018

Cosa significa per me Ecumenismo

H.G. Hovakim Manukyan, Carlo Coppola, His Holiness Aram I Catholicos della Grande Casa di Cilicia, Mariam Siranusc e Tito Quantanta
"Ecumenismo" come riconscimento dei Maestri di Fede Cristiana anche in personalità diverse dalla propria Confessione. Report di un incontro carismatico.

Anche questo è per me Ecumenismo: Il grande privilegio di incontrare i Maestri della Fede in Cristo e riconoscerli come tali. 
Tutti conoscono Sua Santità Aram I, Catholicos della Grande Casa di Cilicia. Uno degli incontri più belli della mia vita. Grazie al Primate Apostolico del Regno Unito, Sua Eminenza Hovakim Manukian
L'emozione di un incontro! Il cuore comprende che è un momento di Verità, oltre le parole. Il Santo Padre Aram I ci riceve nell'Anticamera della Sua Stanza. Lo vediamo uscire, ieratico, incede con un passo fermo e lento come a se si staccasse dal suolo, nonostante appaia  figura alta e robusta. La Sua voce è possente come se tuonasse, è accogliente e gentile. Si informa circa il numero degli Armeni a Bari, quanti conservino la lingua dei Padri e la provenienza delle famiglie. Mariam risponde, in un emozionato francese, io in un inglese povero e sgrammaticato. 
Il Santo Padre Aram I ci riferisce con un'ombra di positivo stupore  di aver notato la bandiera armena che sventolava sulle transenne e di esserne rimasto colpito. 
Il Suo assistente e Sua Eminenza hanno riconosciuto Tito. Lui si è accorto di quella che reggevamo DoraMariam Siranusc e io. Erano le uniche bandiere che sventolavano attaccate alle transenne. 
Stimavo molto Aram I, più volte nominato in questo blog, ora ne sono conquistato pienamente. 
Grazie Santità, non dimenticheremo questa breve udienza.

06 luglio 2018

Due Famiglie Armene di Bari pregheranno col Papa e i Patriarchi

Domani 07 luglio 2018 anche due famiglie armene-italiane di Bari parteciperanno alla Preghiera Ecumenica del Santo Padre Francesco con i Patriarchi delle Chiese d'Oriente cattolici e ortodossi e di tutti i riti orientali. Si tratta del prof. Kegham Jamil Boloyan, armeno siriano di Aleppo con la moglie Angela Maria Rutugliano e l'imprenditore barese di origine armena Rupen Timurian con la moglie Gigliola Papa.
La loro partecipazione avviene in continuità con un ampio percorso di anni di ricerche, pubblicazioni ed eventi su temi armeni e del medio oriente in generale. 
In particolare in questa settima si sono svolti due incontri. Il primo, presentazione della graphyc novel "ARKAD | CORRO" di Chiara Cannito a Villa de Grecis in collaborazione con Porta d'Oriente della prof.ssa Cettina Fazio Bonina, si è svolto il 3 luglio scorso. 
La presentazione è stata moderata da Chiara Buttiglione e ha visto l'intervento di Kegham Boloyan con la moglie Angela, di Rupen Timurian, Mariam Siranusc e Tito Quaranta e di Carlo Coppola.
Ieri 05 luglio 2018 presso la libreria "Bari Ignota" in cui si è discusso Question(i) d'Oriente. L'evento voluto da Luigi Bramato proprietario della libreria Bari Ignota, è stato ideato da Carlo Coppola.
All'incontro hanno preso parte rappresentanti delle comunità del Villaggio Trieste - avv. Paolo e Antonio Scagliarini, degli Armeni di Bari - Rupen Timurian, Araxi Lilosyan, Mariam Siranusc e Tito Quaranta, il prof. Kegham J. Boloyan arabista armeno della Siria e responsabile del Centro St del Centro Studi "Hrand Nazariantz" di Bari - il prof. Cosma Cafueri, il poeta Piero Fabris, il prof. Carlo Coppola, del GEB il prof. Antonio Calisi, l'avvocato ecclesiastico Ivano Sassanelli, il giornalista e docente Salvatore Schirone.   

Mikael Varandian: storia di un eroe e primo ambasciatore in Italia

Il giovane storico Armeno M. Babayan mi fa sorgere oggi la curuosità di leggere e diffondere qualche notizia su Mikael Varantian.

Mikael Varantian
Mikael Varantian
Primo Ambasciatore d'Armenia a Roma
Mikayel Varandian è stato uno dei principali ideologi della Federazione Rivoluzionaria Armena (ARF). Commentatore politico e giornalista attivo, ha pubblicato numerosi articoli importanti in "Droshak" ("La Bandiera" o "Il Manifesto") ed è stato autore di numerose pubblicazioni. Tra cui: "La preistoria dei movimenti armeni", "Le rivendicazioni della patria e la nostra regola", "Dashnaktsutiun e i suoi avversari", "La storia della Federazione Rivoluzionaria Armena". Mikael Varandian, il cui nome era Mikael Hovhannisian, nacque tra il 1872 e il 1874 a Keyatoug sobborgo della città di Varant Artsakh. Più tardi assunse lo pseudonimo con cui divenne famoso proprio in omaggio alla sua città natale. Iniziò i suoi studi nella scuola comunale di Shushi, che a quel tempo era un focolaio di movimenti progressisti, e iniziò a scrivere all'età di 18 anni. I suoi saggi sono stati pubblicati sui periodici "Mourj" (martello) e "Meshag" (coltivatore), con lo pseudonimo Ego. 


Proseguì gli studi superiori di sociologia e filosofia a Ginevra a partire dal 1890 e con l'aiuto di uno dei suoi parenti a Tbilisi. Frequentò ulteriori corsi in Germania e lì incontrò e fu influenzato da alcuni dei suoi professori tutti ferventi apostoli del nuovo socialismo. Cominciò a collaborare con Stepan Zorian (Rostom, uno dei fondatori dell'ARF) nel 1892 e iniziò ad operare accanto a Edgar Agnouni, Sarkis Minasian e Avetis Aharonian come redattore di "Droshak", l'organo ufficiale dell'ARF. "Droshak" fu pubblicato per la prima volta da Kristapor Mikaelian nel 1890 a Tbilisi, poi nei Balcani, a Ginevra, a Parigi, a Beirut, ad Atene e oggi ancora a  Yerevan. Varantian ha lavorato freneticamente preparando editoriali e articoli di scrittura, oltre alle sue responsabilità come membro del Western Bureau dell'ARF (a Ginevra), essendo stato eletto dopo il quarto congresso mondiale nel 1904. 


via Palestro 41, Roma
Residenza del Primo Ambasciatore Armeno a Roma

Per la Federazione Rivoluzionaria Armena gestiva anche rapporti con i media ma anche  i rapporti con l'Internazionale socialista. Fu attraverso i suoi sforzi che l'Հայ Յեղափոխական Դաշնակցութիւն (Hay Heghapokhakan Dashnak). divenne membro dell'Internazionale socialista. Varantian fu profondamente colpito dal genocidio perpetrato dal governo turco-ottomano. Di conseguenza, lasciò Ginevra per Tbilisi e presto divenne redattore di "Horizon", il giornale dell'ARF in Georgia. Più tardi, è tornato in Europa e ha servito nella delegazione nazionale armena di Boghos Noubar fino all'indipendenza dell'Armenia. Nel 1915, Varantian propose di formare una grande unità militare armena volontaria agli ambasciatori russo, britannico e francese per conto del Western Bureau della stessa Federazione. Propose di far addestrare l'unità militare a Cipro per poi bloccare le forze ottomane in Cilicia, creando così un nuovo fronte di guerra atto a spaccare l'esercito turco. Nonostante le approvazioni degli ambasciatori russo e britannico, i francesi ottenute sulla carta come me noto tale fronte non fu mai veramente aperto rifiutarono di approvare la proposta. Di conseguenza, l'unità militare proposta non ha mai visto la luce del giorno. Dopo l'indipendenza, Varantian fu nominato ambasciatore della nuova Repubblica di Armenia a Roma e qui pose la sua abitazione e ufficio al civico 41 di via Palestro sul palazzo campeggiava la frase enigmatica "Fleoret Desertis Excita Roma Locis". 
Tuttavia, fu profondamente rattristato dalla relativa indifferenza del mondo per la difficile situazione degli Armeni e dalla Gravità del Genocidio perpetrato sul suo popolo a cui i paesei eruropei restavano sostanzialmente silenti. Era anche disilluso dall'atteggiamento mostrato dai comunisti sovietici che a suo dire avevano tradito, con errata interpretazione, il socialismo. Negli ultimi 10 anni di vita, gradualmente iniziò ad allontanarsi dalla politica. Tuttavia, continuò a scrivere in un difficile stato di prostrazione psicologica. Tale condizione si aggravò soprattutto dopo che il suo caro amico, Avetis Aharonian, ebbe un ictus mentre teneva una conferenza in sua presenza. Varantian morì poco dopo il 22 aprile 1934. La meticolosa concezione della sua opera principale "La storia della Federazione Rivoluzionaria Armena" rimane un'opera emblematica fino ad oggi, esempio di come è possibile conciliare il rigore storico e la personale interpretazione dei fatti.

04 luglio 2018

Il Presidente Mattarella a Yerevan il 30 luglio

Durante la visita ufficiale del Presidente della Repubblica d'Armenia Sergsyan svoltasi a Roma lo scorso aprile, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella aveva espresso la sua volontà di accettare l'invito ad una visita ufficiale in Armenia durante l'estate. 
Da allora tante cose sono cambiate in Armenia. E' cambiato l'establishment politico e a Yerevan si è anche insediato  pienamente l'Ambasciatore Italiano Vincenzo Del Monaco che in pochi mesi ha saputo muoversi con accortezza sul territorio, incontrando tra gli altri  anche i principali ministri del nuovo governo compreso il Premier Nikol Pashinyan e il Presidente del Parlamento Ara Babloyan.
In ciascuno degli incontri gli interlocutori - e tra essi il Presidente della Repubblica d'Armenia Armen Sarkissian giunto in visita all'Ambasciata d'Italia il 2 giugno scorso - avevano ribadito la volontà di effettuare incontri tra le figure apicali dei rispettivi stati al fine di rafforzare la cooperazione istituzionale tra i più alti vertici. 
Così questa mattina il sito della Presidenza della Repubblica d'Armenia - ripreso dalle principali testate giornalistiche armene - ha comunicato quanto segue: 
Su invito del Presidente della Repubblica di Armenia, Armen Sargsyan, il 30 luglio, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, arriverà in Armenia per una visita di Stato di due giorni.
Lo stesso giorno nella residenza del Presidente della Repubblica di Armenia si terrà l'incontro dei Presidenti Armen Sargsyan e Sergio Mattarella.
Nell'ambito della visita di stato, il Presidente della Repubblica Italiana avrà incontri con il Primo Ministro Nikol Pashinyan, Presidente dell'Assemblea Nazionale Ara Babloyan e sarà ricevuto da Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni.
La delegazione guidata da Sergio Mattarella visiterà il memoriale del genocidio, depositerà una corona al memoriale delle vittime del genocidio armeno.

03 luglio 2018

Patriarchi Armeni a Bari il 7 luglio


Il Centro Studi "Hrand Nazariantz" saluta i Patriarchi Cattolici e Ortodossi del Medio Oriente che il giorno 7 luglio 2018 saranno presenti a Bari per l'incontro di Pace organizzato da Sua Santità Papa Francesco.
Per la Chiesa Apostolica Armena prenderà parte all'incontro Sua Eminenza Hovakim Manukyan, Primate d'Inghilterra della Chiesa Apostolica Armena che interverrà in rapprensentanza di Sua Santità Karekin II Catolicos di Tutti gli Armeni.
All'incontro prenderà parte Sua Santità Aram I Catolicos Patriarca della Grande Casa di Cilicia, le cui diocesi sono competenti per la maggior parte delle aree geografiche del medio-oriente.
Per la Chiesa Cattolica Armena interverrà Sua Beatitudine Krikor Bedros XX, Patriarca di Cilicia degli Armeni degli armeni-cattolici accompagnato dal Rettore del Pontificio Collegio Armeno mons. Nareg Naamo.
A tutti loro il più cordiale saluto e l'augurio di una serena e proficua permanenza a Bari.


Diventa operativo il Centro Armeno-Italiano per il restauro, lo sviluppo, la gestione e la conservazione del patrimonio culturale

La Galleria Nazionale d'Arte in Piazza Repubblica  Una solenne cerimonia di apertura operativa del centro regionale armeno-italia...

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