"Nor Surhandak" è il blog del Centro Studi "Hrand Nazariantz". Questa Associazione Culturale ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera del poeta Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico e nei suoi rapporti internazionali e con l'Italia in particolare.

31 dicembre 2018

Nor Sunrhandak - Settima_Puntata_31_dicembre_2018



Oggi 31 dicembre è andata in onda l'ultima puntata del 2018 di Nor Sunrhandak

Si tratta della settima puntata del nostro bollettino audio-video on line. 
La puntata odierna ha avuto come oggetto le ultime notizie dal fronte armeno e gli auguri di fine anno 2018.

30 dicembre 2018

Un ricordo di Giorgio Gaber in lingua armena



Oggi vorremmo proporre a tutti gli amici Italiani e Armeni che ci leggono, un autore straordinario a noi caro, Giorgio Gaber
Noto per aver sviluppato, innovato e introdotto in Italia il genere poetico-letterario del Teatro Canzone, Gaber fu sopratutto un uomo di grande libertà. Un anarchico nel senso più profondo di questo termine. 

ՋՈՐՋՈ ԳԱԲԵՐ (Ջորջո Գաբերշիկ, 25.01.1939 – 01.01.2003)՝ Իտալիայի հեղինակային երգի ամենախոշոր ներկայացուցիչներից մեկը, թատրոնի դերասան, մշակութային գործիչ:

Giorgio Gaber (Giorgio Gaberščik famiglia di origine Slovena goriziana) (25/01/1939 - 01/01/2003), uno dei più grandi cantautori italiani, attore, figura culturale.

Qui proponiamo il testo di Preghiera, che ben rappresenta questa tendenza alla Libertà, alla Chiarezza, all'Autenticità

Preghiera non è una canzone ma viene definita una prosa, pur essendo scritta in versi. 

E' contenuta nell'album Il Signor G del 1970. Questo che fa, e farà, sempre venire i brividi e sussultare per la sua modernità, è un testo senza retorica, autenticamente laico.

Quella che proponiamo in lingua armena è la traduzione realizzata da Gagik Baghdassarian, ex ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia. 

Gagik Baghdassarian è, come Gaber, un uomo dalla raffinata cultura, dalla penna ardita, dallo stile elegante, uno di quegli uomini concreti, esperti e capaci, che realizzano grandi cose senza darsi arie. 

Gagik Baghdassarian è uno di coloro che andrebbero innalzati a padri nobile, alla guida anche della nuova Armenia, e che ringraziamo per aver realizzato senza retorica o paludamenti le prime autentiche relazioni tra Armenia e Repubblica Italiana.

Preghiera
Signore delle domeniche
prova ad esserlo anche dei lunedì
e di tutti quei giorni tristi
che ci capitano sulla terra.
Signore dei ricchi e dei fortunati
prova ad esserlo se puoi
anche di quelli che non hanno niente.
Anche di chi ha paura e soffre
anche di chi pena e soffre
anche di chi lavora e lavora e lavora
e soffre e soffre e soffre.
Signore dei gentili e dei buoni
prova ad esserlo se vuoi
anche di quelli che sono cattivi e violenti
perché non sanno come difendersi
in questo nostro mondo.
Signore delle chiese e dei santi
Signore delle suore e dei preti
prova ad esserlo se credi
anche dei cortili delle fabbriche
delle puttane dei ladri.
Signore Signore dei vincitori
prova ad esserlo se ci sei
anche dei vinti.
Amen.
_______________________

ԱՂՈԹՔ

Տեր կիրակիների, փորձիր Տերը լինել նաև երկուշաբթիների և բոլոր այն տխուր օրերի, որ պատահում են Երկրագնդի վրա:
Տեր հարուստների և բախտավորների, փորձիր, թե կարող ես, Տերը լինել նաև նրանց, որոնք չունեն ոչինչ, նաև նրանց, որոնք վախենում ու տառապում են, նաև նրանց, որոնք չարչարվում ու տառապում են, նաև նրանց, որոնք աշխատում են ու աշխատում… ու տառապում են, տառապում են ու տառապում:
Տեր սիրալիրների ու բարիների, փորձիր, թե ուզում ես, Տերը լինել նաև նրանց, որոնք չար են ու դաժան, քանզի չգիտեն՝ ինչպես պաշտպանվեն մեր այս աշխարհում:
Տեր եկեղեցիների և սրբերի, Տեր միանձնուհիների ու քահանաների, փորձիր, թե հավատում ես, Տերը լինել նաև բակերի, գործարանների, պոռնիկների ու գողերի:
Տեր, Տեր հաղթանակների, փորձիր, եթե կաս, Տերը լինել նաև պարտվածների:
Ամեն:
Ջորջո Գաբեր, 1970

(Թարգմանությունը՝ Գ. Բաղդասարյանի)

29 dicembre 2018

Nomine e spostamenti degli Ambasciatori della Repubblica di Armeni in Europa



Negli ultimi due giorni il Ministero degli Esteri della Repubblica di Armenia ha iniziato a chiudere alcune delicate situazioni pendenti circa la nomina di alcuni ambasciatori. 

Prima fra tutte la nomina del successore dell'Ambasciatore Mikayel Minasyan, eccellente diplomatico su cui pesava come una spada di Damocle l'essere genero dell'ex Presidente della Repubblica Serzh Sargsyan. 

Il nome del suo successore circolava da mesi tra gli organi di stampa. Il vice Ministro degli Esteri ed ambasciatore era pronto, talmente pronto che la sua nomina a via della Conciliazione sarebbe stata sul punto di saltare. Si è attesa, però, la conclusione di alcune decisioni interne all'establishment. 

Si doveva attendere fino alle decisioni post elettorali e c'erano da stabilire, varie questioni, tra cui, il nome del successore di Armen Sarkissian, divenuto Presidente della Repubblica, alla guida della Missione Diplomatica in Inghilterra. 

L'imperativo categorico - ci pare di cogliere - era quello di assicurare per importanti nazioni altrettanti efficienti funzionari, reclutati interamente tra il personale diplomatico, senza dover far ricorso, come in passato, ad alti esponenti della società civile, che non fossero già inquadrati tra i funzionari del Ministero degli Esteri. 

Si è proceduto alla nomina di Arman Kirakossian ad Ambasciatore nel Regno Unito e al suo posto, in Austria, alla nomina del promettente - e secondo i ben informati, talentoso - Armen Papikyan.

Tigran Seiranyan è stato nominato richiamato da Ambasciatore in Repubblica CecaRepubblica di Slovacchia e nominato Ambasciatore in Ucraina, Ashot Hovakimian, già viceministro degli Esteri, è stato nominato Ambasciatore in Repubblica Ceca.

Artak Apitonyan è stato richiamato da Ambasciatore in Svezia e Finlandia e nominato oggi Viceministro degli Esteri.

Nella giornata odierna anche Grigor Hovhannisyan è stato nominato viceministro degli Affari Esteri

Infine - ma non in ordine temporale - Varuzhan Nersesyan è stato nominato nuovo Ambasciatore negli Stati Uniti.

Ma, c'è da crederlo, tra sorprese e attese lo scenario delle nomine non è ancora terminato.
A tutte le Loro Eccellenze, come osservatori della politica estera armena, formuliamo gli auguri di buon lavoro.

27 dicembre 2018

La riforma dei dicasteri armeni: alcune riflessioni


Oggi, che la gente ripone assoluta fiduciosa nelle decisioni del Primo Ministro e nella sua squadra è naturale che sia il Primo Ministro a determinare le principali scelte per lo sviluppo del paese. 

Ad ammetterlo è l'ex Ministro della Diaspora Hranush Hakobyan in un'intervista al quotidiano «Զարթոնք» in Libano. Nella medesima sede la Hakobyan ha anche espresso la propria volontà di domandare al premier Pashinyan di non chiudere il Ministero da lei fondato.

Dal canto nostro abbiamo una serie di proposte da suggerire al Primo Ministro Nikol Pashinyan prima di tutto la creazione di un Ministero per gli Affari Interni il cui capo delegato abbia anche la delega di vicepremier e che si occupi anche delle riforma protezione civile, abbia le deleghe all'ordine pubblico interno, con funzioni di Capo della Polizia. 

Suggeriamo, inoltre, la creazione di un Ministero delle Attività culturali che abbracci vari campi del sapere tra cui: la ricerca scientifica e innovazione tecnologia, le attività di formazione della persona in generale e della gioventù in particolare.

Un Ministero della Giustizia al quale dovrebbe essere delegato anche l'impegno della riforma pubblica amministrazione armena. 

Un unico Ministero Economico potrebbe sovrintendere agli aspetti economici e finanziari dello stato con il preciso scopo di attrarre gli investimenti stranieri e gestire il loro corretto utilizzo interno, costituire un piano di sviluppo adeguato e sinergico con tutti gli altri settori, volto ad individuare  le aree strategiche e le priorità in maniera da non disperdere gli eventuali capitali in entrata.

Un altro ministero per le Risorse Territoriali potrebbe occuparsi invece degli aspetti di sviluppo agricolo, tutela ambientale, implementazione e sviluppo energetico e dei trasporti in stretta correlazione tra le diverse parti del territorio.

Un ministero degli Affari logistici si dovrebbe interessare del rafforzamento della protezione civile e delle situazione di emergenza oltre che degli aspetti militari e strategici per il mantenimento della pace.

Infine un Ministero per i Rapporti con gli altri stati dovrebbe contenere oltre alle necessarie indicazioni di politica estera anche i necessari rapporti con la Diaspora. I rapporti con la Diaspora sono soprattuto un problema di linea di governo. Se l'Armenia intende mantenere i rapporti con le sue millenarie comunità diasporiche non può farlo in modo ambiguo ma le intese devono essere chiare e palesi alla luce del sole. Solo così il pluripremiato decennale cerchiobottismo potrà divenire una opportunità altrimenti la repubblica armena rischierà di trovarsi stratta in una morsa di convenienze fino a più totale isolamento.

26 dicembre 2018

Rupen Timurian re dei tappeti in uno scatto di Reedyoung.com


In occasione del Santo Natale Cristiano Cattolico non abbiamo inviato auguri a nessuno, a titolo associativo, cercando di mantenere un profilo comunitario il più possibile laico. 

Oggi desideriamo spostare, anche se di poco, l'attenzione e richiamare i nostri lettori su di una campagna fotografica realizzata da reedyoung.com in collaborazione con l'art director Antonio Piccirilli. Protagonista di una fotografia di questa campagna è stato il nostro decano degli Armeni di Bari Rupen Timurian

La fotografia che ritrae il nostro Rupen avvolto in un magnifico tappeto è apparsa il 17 dicembre scorso ma di questa immagine riceviamo notizia solo oggi attraverso il canale istagram https://www.instagram.com/p/BrfhvTMAYs9/

L'immagine è accompagnata da una descrizione molto interessante anche se a tratti enfatica in lingua inglese che così recita:

Rupen Timurian is a descendant of the Armenian exiles that docked in Bari in the 1920s, under the help of the Jewish Italian Prime Minister Luzzatti and of Hrand Nazariantz, the Ottoman Poet. Nazariantz died in poverty and his body was thrown in a mass grave in Bari’s cemetery. On his deathbed, Rupen’s father Diran told him that the Poet’s body could found in the family chapel, in the space that was reserved for himself. Rupen’s father had rescued the poet’s body in secret, and kept it hidden for nearly 40 years. Rupen grew up in Bari and started knitting rugs in his father’s factory and shop when he was 8 years old: only women and children have fingers that are thin enough to do it. An Armenian carpet takes at list two years to be weaved. Some require a decade. Rupen likes to say that one should hang a carpet on the wall to be admired, and leave the floor as it is.

La traduzione del testo in lingua italiana è più o meno la seguente:

Rupen Timurian è un discendente degli esuli armeni che giunsero a Bari negli anni '20, con l'aiuto del primo ministro ebreo italiano Luzzatti e di Hrand Nazariantz, poeta ottomano. Nazariantz è morto in povertà e il suo corpo è stato sepolto in una fossa comune nel cimitero di Bari. Sul letto di morte, il padre di Rupen, Diran, gli disse che il corpo del poeta poteva essere trovato in un loculo, nello spazio che egli stesso aveva riservato per sé. Il padre di Rupen aveva salvato il segreto del corpo del poeta e l'aveva tenuto nascosto per quasi 40 anni. Rupen è cresciuto a Bari e ha iniziato a lavorare i tappeti presso l'impresa e il negozio di suo padre quando aveva 8 anni: solo donne e bambini hanno dita abbastanza sottili per farlo. Un tappeto armeno richiede due anni per essere tessuto. Alcuni richiedono un decennio. A Rupen piace dire che si dovrebbe appendere un tappeto sul muro e lasciare il pavimento così com'è.

Così commenta la moglie di Rupen Timurian, Gigliola Papa Timurian, attraverso il suo account Facebook: 

Uno scatto importante !!
Frutto di un lavoro di una equipe di tanti professionisti che hanno saputo cogliere l'Amore e l'intimo rapporto di Rupen con il suo mondo: i tappeti !!!

20 dicembre 2018

Successi della diplomazia culturale Italiana in Armenia



L'Ambasciata d'Italia a Jerevan sta attuando diversi programmi volti al rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Italia e Armenia in vari campi, culturale ed enogastronomico, economico al fine di accorciare le distanze geografiche e mostrare la vera Italia contemporanea, dinamica e fuori dagli schemi tradizionali e stantii che pervadono la ricezione del Sistema Italia nel mondo. 
Ne è artifex un diplomatico dinamico e di grande classe, un autentico maestro di stile, apprezzatissimo anche da chi come noi non è avvezzo alle frequentazioni di sì alto livello istituzionale, ma che - come il pastore della meraviglia - resta incantato dalle mirabolanti imprese del bello che tocca il cuore, dall'αἴσθησῐς prima che dalla σύνϑεσις.
Tutti gli eventi culturali prodotti negli ultimi mesi sono stati particolarmente degni di nota: proiezioni di film italiani, master class musicali e di cuochi italiani, mostre di primissima importanza atte a rivoluzionare l'accoglimento dell'arte e dei linguaggi italiani in Armenia. 
Accanto a queste iniziative non potevano mancare quelle di interesse precipuamente musicali e teatrali, come il patrocinio ad una replica dell'Arshak II prima opera lirica in lingua armena - dalla decisa impronta verdiana nel libretto e nella partitura musicale - o il balletto Cipollino tratto da un soggetto originale di Gianni Rodari. Ancora, grande spazio è dato alla diffusione della lingua italiana con la rinascita della Dante Alighieri a Jerevan, e l'apertura di un Centro Regionale dedicato alla conservazione e salvaguardia del patrimonio artistico, con la collaborazione di Ministeri, Enti e Istituzioni di primaria importanza.
Per raccontare al pubblico armeno l'Italia, le opportunità e il vero modus vivendi, il nostro ambasciatore non disdegna il mezzo televisivo. 
Richiestissimo ospite nei più importanti salotti televisivi armeni S.E. l'ambasciatore Vincenzo Del Monaco, spesso è accompagnato da personalità che danno di per sé lustro alla cultura italiana, come lo storico dell'Arte prof. Francesco Petrucci. 
Qualche giorno fa, l'ambasciatore del Monaco accompagnato dalla sua collaboratrice Christina Hakobyanè intervenuto nella trasmissione Bari Luys, Բարի Լույս, Good Morning, dando prova di affascinante loquela, senza eccessi, tale da poter essere tradotta anche in lingua armena.

15 dicembre 2018

L’autodeterminazione del Nagorno-Karabakh dal punto di vista del diritto internazionale

Abbiamo scelto di pubblicare questo breve saggio del prof. Grigor Ghazaryan, Diplomatico con Diritto di Legazione, della Repubblica di Armenia. #grigorghazaryan 



Nel sistema delle Nazioni Unite, l’autodeterminazione dei popoli (Art. 1, punto 2, Statuto dell’ONU) e l’integrità territoriale degli stati (Art. 2, punto 4, Statuto dell’ONU) sono dei principi importantissimi.

Alla luce delle caratteristiche del caso concreto, ogni Nazione può dare priorità al diritto dell’autodeterminazione dei popoli e riconoscere il nuovo stato (il territorio staccato). Nonostante si tratti di una decisione politica, il riconoscimento di un nuovo Stato da parte di altri Paesi dipende maggiormente dal fatto che il nuovo Stato staccato rappresenti un fatto politico e irreversibile («recognition is largely dependent on whether secession has become a political and irreversible fact»).

Nel diritto internazionale esiste una differenza fondamentale tra la volontà delle nazioni/popoli di essere indipendenti ed il possesso del diritto a quell’indipendenza, e ciò si riflette anche nella dottrina del “diritto alla secessione correttiva” («right of remedial secession»). Questo vuol dire che (principalmente) il diritto di autodeterminazione si riserva ai popoli che ne hanno usufruito come ultimo rimedio possibile* per liberarsi dalle oppressioni e persecuzioni (di uno Stato), e quindi lo hanno scelto come via per staccarsi dallo Stato perseguitante e creare un'Entità indipendente. Ciò significa che hanno il diritto alla ‘remedial secession’ («secession as the last resort for ending oppression»). [Qui, innanzitutto, si deve ricordare i pogrom (massacri) di Sumgait e Baku che avvennero alla fine del febbraio 1988 e nel gennaio 1990 e sono strettamente collegati alla questione relativa al Nagorno Karabakh poi sfociata nella guerra nel 1992].

Per staccarsi/diventare indipendenti è anche necessario che il popolo che si stacca dal resto rappresenti un ethnos (completo/sviluppato) e sia distinto sotto l’aspetto linguistico-culturale-religioso e incompatibile con il popolo/ethnos della maggioranza dello stato in questione.
Inoltre, per avere diritto all’indipendenza non basta neanche un referendum (anche se legale); anzi, il referendum è soltanto il primo passo; anche le altre condizioni menzionate sopra devono essere soddisfatte.

Prendendo in considerazione quanto esposto in precedenza, possiamo costatare che la Scozia, la Catalogna, le regioni d’Italia, il Quebec (Canada) non hanno un diritto internazionale all’indipendenza e non possono servire da valido precedente per la Repubblica del Nagorno-Karabakh, perché in tutti i territori menzionati sopra, i popoli corrispondenti hanno tutte le garanzie obiettive/statali/legislative che occorrono per mantenere e sviluppare i propri valori linguistici, culturali e religiosi. Vuol dire che questi popoli non subiscono persecuzioni, e quindi non hanno bisogno del diritto della ‘remedial secession’. Comunque, se, ad esempio, la Scozia volesse diventare indipendente con un referendum e la Gran Bretagna (senza negare questo referendum), si basasse sui risultati di esso e riconoscesse la Scozia come uno stato indipendente, ciò sarebbe possibile, essendo, però, una decisione politica da parte della Gran Bretagna.

Il Nagorno-Karabakh/NKR, ha, senza dubbio, il diritto internazionale all’indipendenza, siccome aveva/ha (anche) un diritto alla ‘remedial secession’: una delle cause principali della mancanza di riconoscimento della Repubblica del Nagorno-Karabakh consiste nel fatto che essa è stata esclusa dai negoziati, perdendo lo status di negoziatore, ed il conflitto ha cominciato ad essere percepito come una disputa territoriale tra la Repubblica d’Armenia e l’Azerbaijan. Prima o poi, l’Armenia sarà costretta a riconoscere l’indipendenza dell’NKR.

Occorre ricordare e sottolineare anche il fatto che Nakhicevan è stata svuotata dalla presenza di popolazione armena ed i monumenti di storia e cultura armena sono stati distrutti per l’iniziativa dello stato azero. Ciò significa che l’NKR non potrà mai reincorporarsi nell’Azerbaijan, e l’esempio del Nakhicevan è la prova de facto dell’impossibilità di tale passo, poiché alla popolazione armena di Artsakh (NKR) toccherebbe lo stesso destino.

*Liberamente tratto da: Syuni V., Il Kosovo, la Crimea ed il Karabakh dal punto di vista del diritto internazionale, Amsterdam, 2014, (testo originale in armeno - Կոսովոն, Ղրիմն ու Ղարաբաղը՝ միջազգային իրավունքի տեսանկյունից) http://hetq.am/arm/news/53573/kosovon-xrimn-u-xarabaxy-mijazgayin-iravunqi-tesankyunic.html#.VwSzCE3Om6c.facebook 06/04/16

** "Gli esperti di diritto internazionale che sostengono l'integrità territoriale come elemento morale e legale della democrazia costituzionale ammettono che una nazione o un gruppo possiede il diritto generale «a secedere se e solo se ha sofferto certe ingiustizie, per le quali sa secessione costituisce l'ultimo rimedio possibile»", Karapetian, R. Nagorno Karabakh e autodeterminazione // Geopolitica - Rivista internazionale dell'ISAG, Vol.1 N2, Roma, 2012, p248.

13 dicembre 2018

Nor Surhandak Sesta Puntata


E' andata in onda questa la sesta puntata di Nor Surhandak bollettino di informazione italo-armena in lingua italiana a cura del Centro Studi Hrand Nazariantz
Nella prima parte della trasmissione andata in onda questa mattina sono stati ospiti Andrea Carapetiani, imprenditore di origine armena che da anni abita in Italia, Bernardo Natale,  Presidente del Centro di Documentazione San Biagio Vescovo e Martire d'Armenia. Sopraggiunta la telefonata di Rupen Timurian, Decano della Comunità Armen di Bari. 
Nella seconda parte abbiamo approfondito il tema del terremoto di Spitak-Gymry, del 3° Forum sul tema della Prevenzione dei Genocidi, lo spettacolo teatrale La Bestia sulla Luna al Teatro Kismet di Bari.

12 dicembre 2018

Il Ministro facente funzioni Zohrab Mnatsakanyan apre il 3° Forum Globale Contro il Crimine di Genocidio


Eccellenza, Presidente dell'Armenia, Signor Armen Sarkissian,

Sua Eminenza, arcivescovo Natan Hovhannisyan,

Eccellenze,

Signore e signori, cari amici,

Un caloroso benvenuto in Armenia,
Un caloroso benvenuto alla prima mattina dell'Armenia post-elettorale.

Benvenuti nel terzo forum globale. Benvenuti al Matenadaran, istituto e museo di manoscritti antichi,  monumento di conoscenza, idea, creazione e istruzione, retaggio del contributo secolare dell'Armenia alla civiltà mondiale e bastione contro il lato oscuro della natura umana, contro la discriminazione, l'odio e l'intolleranza.
Benvenuti in Armenia, anche, in un momento in cui la comunità internazionale commemora il 70° anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio. 72 anni fa, l'ONU adottò una risoluzione storica, la 96/1, che fu presentata a comune firma di India, Cuba e Panama, e che ratificò il termine "genocidio", e che aprì la strada alla successiva adozione due anni dopo, il 9 dicembre nel 1948, della Convenzione delle Nazioni Unite sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio. Era ovviamente un giorno di trionfo per un uomo in particolare, Raphael Lemkin, che dedicò tutta la sua vita ad affrontare questo crimine, che arrovella la coscienza dell'umanità - il crimine del genocidio.
Benvenuti, anche, in Armenia in un giorno in cui la comunità internazionale commemora il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che è esattamente oggi. Ancora 70 anni fa, nel 1948, una commissione di esperti si riunì per redigere un documento importante, che divenne il fondamento di ciò che nei successivi settanta anni è stata la costruzione del meccanismo di protezione dei diritti umani a livello globale, a livello internazionale. E ancora un'ottima occasione per riconoscere e celebrare l'eredità di quegli esperti sotto la guida di Eleanor Roosevelt e di noti avvocati come Charles Malick, William Hutchison, Fernand Santa Cruz, John Humphrey, René Cassagne, Peng Chun Chang, Alexander Bogdanov.
Nel corso di settant'anni, le Nazioni Unite hanno avuto un discreto successo nel costruire basi considerevoli, considerevoli pilastri per riunire le nazioni nel combattere la discriminazione, le violazioni dei diritti umani, per la protezione della dignità umana e dei diritti dell'essere umano. Ci sono volute due guerre mondiali per riconoscere la devastazione provocata dalla devianza dell'attenzione umana, la distruzione dell'identità umana.
In settant'anni abbiamo sia realizzato un solido corpus giuridico che un meccanismo pratico per affrontare collettivamente la questione dei diritti umani. Venti anni fa l'Armenia ha avviato un processo per innalzare il livello della cooperazione internazionale e lo sforzo internazionale per rafforzare il concetto di prevenzione contro le atrocità. Al momento del cinquantesimo anniversario della Convenzione, l'Armenia ha presentato una risoluzione per ricordare alla comunità internazionale che esiste un documento del genere, che è ancora attuale e che richiede riconoscimento, impegno, attuazione, soprattutto nel livello nazionale, il principale livello di protezione e promozione dei diritti umani. Successivamente abbiamo sviluppato ulteriormente la legge internazionale sulla prevenzione.
Abbiamo celebrato e sostenuto lo sforzo del Segretario generale delle Nazioni Unite nel 2004 per creare un organo speciale all'interno delle Nazioni Unite. Le sue ambizioni erano un po' più alte di ciò che si è ottenuto, ma i membri delle Nazioni Unite hanno purtroppo abbassato quelle ambizioni. Abbiamo ottenuto quello che è stato creato come l'ufficio di Consigliere speciale del Segretario generale per la prevenzione del genocidio. Penso che all'interno delle Nazioni Unite abbiamo creato basi abbastanza solide per aumentare la consapevolezza dei rischi di genocidio nella comunità internazionale e per consolidare gli sforzi internazionali contro questo crimine. E in particolare voglio ringraziare il signor Adama Dieng per tutti i suoi grandi sforzi nel promuovere questo programma.
Nel 2015 l'ONU ha adottato una risoluzione nell'Assemblea Generale per proclamare il 9 dicembre come giornata internazionale della commemorazione e della dignità delle vittime del genocidio e per la prevenzione di questo crimine. Dal 2005 al 2018 abbiamo promosso il metodo di prevenzione contro il crimine di genocidio ed questo è uno sforzo continuo.
Nel 2015 l'Armenia ha dato un altro contributo a questo sforzo collettivo creando questo forum globale. E sono profondamente grato a tutti voi per aver radunato oggi qui in Armenia - un gruppo di eminenti studiosi, rappresentanti di spicco del mondo accademico, professionisti del diritto, professionisti, per elaborare il metodo di prevenzione con un'attenzione particolare all'educazione.
Settant'anni dopo, con il settantesimo anniversario della Convenzione, abbiamo pronunciato le parole "mai più" purtroppo troppo spesso. Il crimine di genocidio non è scomparso dall'agenda internazionale. I rischi del genocidio non sono scomparsi dall'agenda internazionale. Viviamo in un mondo turbolento, viviamo in un mondo di crescente radicalismo, populismo, discriminazione, intolleranza. Viviamo in un mondo pericoloso dove i diritti umani sono sospinti sul sedile posteriore e questo è molto pericoloso.
Sappiamo che nell'epoca dei crescenti social media e della proliferazione di idee - sfortunatamente questi sono un canale di tutte le idee, comprese quelle che coltivano l'intolleranza, la discriminazione, la glorificazione dell'odio - questa è una sfida. Sfida a livello nazionale, regionale, internazionale. Questa è l'idea del Terzo Forum Globale oggi.
Sono molto ansioso di vedere un risultato, la nascita di idee e pensieri sui modi in cui possiamo beneficiare di queste discussioni nei prossimi due giorni, sarebbe utile portare avanti queste idee,  potarle all'ordine del giorno all'interno dell'ONU, a livello regionale livello nazionale e internazionale, in modo da poter contribuire ad un ulteriore rafforzamento istituzionale della nostra capacità di resistere alle tendenze genocidiarie che coltivano i rischi di atrocità di massa.
Ancora una volta, vi do il benvenuto in questo Terzo Forum Globale. Attendo con ansia la proficua discussione e i risultati pratici di questa conferenza.
Grazie!

10 dicembre 2018

(Nikol jan) Դուխով - Con Coraggio




Alla Rivoluzione di Maggio non c'era solo Nikol Pashinyan, lui leader e centinaia di migliaia dietro di lui, non solo del suo passo!

A mio figlio Nicola (col nome del leader) - italiano e armeno - ho da dare questo primo insegnamento, non lasciare, Nicola mio, che nessuno strumentalizzi il tuo cuore, le tue emozioni, i tuoi pensieri e le cose in cui credi.

Sii sempre uomo libero, non ci sono premi per la tua libertà, la tua libertà è solo tua.

Se forze oscure fermeranno tuo padre con le armi e con l'arroganza tu sii sempre più forte. Le tue idee prevarranno se prevarrà il tuo cuore.

A te Nicola mio, a te con coraggio tuo padre chiede di non disertare la lotta, il tuo cuore sia sempre rivoluzionario, la tua mente sia sempre aperta, la tua anima sempre pulita.

Non avere una sola Patria ma considera tutto il mondo la tua Patria, il luogo per cui lottare, vivere e al momento giusto dedicare tutto te stesso, con il coraggio che gli Italiani misero contro l'Austrougheria, che gli Armeni misero per la libertà interna ed esterna del loro popolo.

Nikol jan, duxov


Քայլ արա՝ ձեռքդ վերև,
Բռունցք արա՝ դուխով,
Մենք ենք տերը մեր երկրի,
Հայեր ջան դուխով,
Ես ու դու միասին,
Հաղթելու ենք շուտով,
Ազատ, անկախ ժողովուրդ,
Հայեր ջան դուխով,
Հայեր ջան դուխով:
Քայլ արա՝ ձեռքդ վերև,
Բռունցք արա՝ դուխով,
Մենք ենք տերը մեր երկրի,
Հայեր ջան դուխով,
Ես ու դու միասին,
Հաղթելու ենք շուտով,
Ազատ, անկախ ժողովուրդ,
Հայեր ջան դուխով:
Երիտասարդ եմ, Արյունս եռումա,
Բայց համբերատար եմ,
Ամեն առավոտ հարցնում են ոնցես,
Ժպտում ազգիս ասում եմ լավ եմ․․․
Չեմ գնում տուն, Կան հարցեր լուծելու,
Քաղաքում եմ,
ես իմ տանն եմ,
Կա ժամանակ,
Դեռ որ պետքա միասին Սիրելով շատ բանի հասնենք,
Երգում եմ ասում եմ ՝ ԴՈՒԽՈՎ,
Շարժվի ու խոսա դու ՆՅՈՒԽՈՎ,
Քայլդ արա, Դե վազի արագ,
Խառնվելա ժամ ու պատարագ,
Կարևորը սերը կա, Ուժը կա, Կյանքը կա, Արդեն պիկ ա, Հերիքա Բոլ,
ՄԵՐՍԻ ՔԵԶ ՓԱՇԻՆՅԱՆ ՆԻԿՈԼ։
Քայլ արա՝ ձեռքդ վերև, Բռունցք արա՝ դուխով, Մենք ենք տերը մեր երկրի, Հայեր ջան դուխով,
Ես ու դու միասին, Հաղթելու ենք շուտով, Ազատ, անկախ ժողովուրդ, Հայեր ջան դուխով։
ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ ՋԱՆ, ԴՈՒԽՈՎ, ԴՈՒԽՈՎ․․․ ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ ՋԱՆ, ԴՈՒԽՈՎ ԴԵ ԴՈՒԽՈՎ․․․ ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ ՋԱՆ, ԴՈՒԽՈՎ, ԴՈՒԽՈՎ․․․ ՄԵՆՔ ԵՆՔ ՏԵՐԸ ՄԵՐ ԵՐԿՐԻ, ԵՍ ՈՒ ԴՈՒ ԴՈՒԽՈՎ.
55 հոգի ուշադիր լսի,
Ու ականջիդ օղ արա,
Էս նոր սերունդա,
Մի հատ նայի աջ ու ձախ,
Զգույշ էղնի, Դող արա.
Ցույց ես տվել, որ եղել ես բարի, արդեն ուղիղ տասը տարի
Ուզել ես Հայի արևը մարի,
Ազգը ոտքի ա ու պիտի պարի
Երգում եմ ասում եմ ՝ ԴՈՒԽՈՎ,
Շարժվի ու խոսա դու ՆՅՈՒԽՈՎ, 
Քայլդ արա,
Դե վազի արագ,
Խառնվելա ժամ ու պատարագ,
Կարևորը սերը կա,
Ուժը կա, Կյանքը կա,
Մենակ դու հավատա,
Որ տիրոջ Ուժը մեր հետա
Քայլ արա՝ ձեռքդ վերև,
Բռունցք արա՝ դուխով,
Մենք ենք տերը մեր երկրի,
Հայեր ջան դուխով,
Ես ու դու միասին,
Հաղթելու ենք շուտով,
Ազատ, անկախ ժողովուրդ,
Հայեր ջան դուխով,
ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ ՋԱՆ, ԴՈՒԽՈՎ, ԴՈՒԽՈՎ․․․ ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ ՋԱՆ, ԴՈՒԽՈՎ ԴԵ ԴՈՒԽՈՎ․․․ ՀԱՅԵՐ, ՀԱՅԵՐ,
ՀԱՅԵՐ ՋԱՆ, ԴՈՒԽՈՎ, ԴՈՒԽՈՎ․․․
ԱԶԱՏ ԱՆԿԱԽ ԺՈՂՈՎՈՒՐԴ, ՀԱՅԵՐ ՋԱՆ ԴՈՒԽՈՎ!!!

Traduzione Italiana

Fai il tuo passo, alza le mani,
Mostra i tuoi pugni, Con Coraggio,
Governiamo le nostre terre,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Io e te, insieme,
Vinceremo presto
Nazione libera e indipendente,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Fai il tuo passo, alza le mani,
Mostra i tuoi pugni, Con Coraggio,
Governiamo le nostre terre,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Io e te, insieme,
Vinceremo presto
Nazione libera e indipendente,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Sono giovane, paziente,
Ogni mattina la gente mi chiede: 
come faccio?
Sorridendo, rispondo alla mia nazione: 
sto bene,
Non vado a casa, lì,
Sono in città
È casa mia,
Abbiamo il tempo
Dobbiamo raggiungere,
Io canto e dico "Con Coraggio", 
trasferisco e dico "Con Coraggio"
Fai il tuo passo, passo più veloce,
Ecco che arriva, una vera ora e ora,
C'è amore, c'è amore, c'è potere, c'è vita,
Ecco che arriva, siamo in cima,
MERCI, GRAZIE, NIKOL PASHINYAN
Fai il tuo passo, alza le mani,
Mostra i tuoi pugni, Con Coraggio,
Governiamo le nostre terre,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Io e te, insieme,
Vinceremo presto
Nazione libera e indipendente,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Fai il tuo passo, alza le mani,
Mostra i tuoi pugni, Con Coraggio,
Governiamo le nostre terre,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Io e te, insieme,
Vinceremo presto
Nazione libera e indipendente,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Armeni Jan, Con Coraggio,
55 ragazzi, ascoltate attentamente, 
aprite le orecchie,
È una nuova generazione.
Guardati intorno e stai attento
Per tutti quei 10 anni,
Desiderando che il Sole armeno salga,
La nazione è in piedi
Io canto e dico Con Coraggio, 
trasferisco e dico "Con Coraggio,"
Fai il tuo passo, passo più veloce,
Ecco che arriva, una vera ora e ora,
C'è amore, c'è amore, c'è potere, c'è vita,
Credi e basta
Il potere di Dio è nostro
Fai il tuo passo, alza le mani,
Mostra i tuoi pugni, Con Coraggio,
Governiamo le nostre terre,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Io e te, insieme,
Vinceremo presto
Nazione libera e indipendente,
Armeni Jan, Con Coraggio,
Armeni Jan, Con Coraggio,
ARMENI, ARMENI, ARMENI, 
DUKHOV, DUKHOV,
ARMENI, ARMENI, ARMENI DEL MONDO, ARMENI, ARMENI,
ARMENIANI JAN, DUKHOV,
PERSONE LIBERE, INDIPENDENTI, ARMENI GENI, DUKHOV!

09 dicembre 2018

Una bestia sulla luna al Teatro Kismet Opera di Bari il 15 e 16 dicembre 2018


Il prossimo fine settimana (15 e 16 dicembre 2018) presso il Teatro Kismet Opera di Bari andrà in scena lo spettacolo teatrale UNA BESTIA SULLA LUNA.
Il lavoro racconta una storia ambientata a Milwaukee, 1921. Il difficile rapporto tra Aram Tomasian scampato al Genocidio Armeno è l'unico sopravvissuto della sua famiglia e Seta, sua moglie sposata per procura. Il punto di vista è quello del loro figlio adottivo ormai 70 enne, che racconta in una sorta di "Tram chiamato desiderio" la vicenda di una ordinaria famiglia americana che si porta dietro tutti i dolori, i conflitti e le barbarie a cui i superstiti al Genocidio Armeno hanno dovuto assistere.


Ma l'opera non è un piagnisteo sull'esilio e sul tema dei rifugiati, ormai così scottante al giorno d'oggi. Oltre il dolore del passato, si apre la speranza di un futuro su cui rifondare e ricostruire la propria identità.
La pièce teatrale è stata messa in scena in tutto il mondo ed è risultata vincitrice di cinque premi Molières in Francia. In Italia è prodotta dal Produzione Fondazione Teatro Due, CTB centro teatrale bresciano per la regia di Andrea Chiodi. Scritto da Richard Kalinoski e tradotto in Italia da Beppe Chierici. Ne sono protagonisti:


Elisabetta Pozzi, Alberto Mancioppi, Fulvio Pepe e Luigi Bignone
Scene: Matteo Patrucco
Luci e video: Cesare Agoni
Costumi: Ilaria Ariemme
Musiche: Daniele D’Angelo

Alla prima delle due serate parteciperanno alcuni rappresentanti della Comunità Armena di Bari in particolare il prof. Kegham J. Boloyan, il Decano della Comunità Armena di Bari Rupen Timurian, hanno confermato la loro presenza anche alcuni membri della famiglia Lilosian. Accanto ad essi saranno presenti responsabili del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari Cosma Cafueri Carlo Coppola, presidente del Centro e cittadino della Repubblica di Armenia oltre che di quella italiana. 

07 dicembre 2018

Trenta anni dal Terremoto di Spitak-Gyumri




Trenta anni fa esatti alle 11:41 il 7 dicembre 1988 un terribile terremoto ha ucciso in Armenia più 25.000 persone provocando fino a 130.000 feriti e oltre 514.000 sfollati. 

Tutto accadde in un lampo, come ha raccontato l'emozionante e realistico film «Երկրաշարժ» (Terremoto) del regista visionario Sarik Andreasyan nel 2016. In quest'opera il regista tratta, come in una sorta di "Ultimi giorni di Pompei" di Edward Bulwer-Lytton, le storie di vita quotidiana prima della grande catastrofe.


Molte di quelle case distrutte continuano a non esistere e la gente vive ancora nei container, come per il terremoto dell'Irpinia. L'Armenia il giorno dopo ripiombò in un incubo, un nuovo genocidio, un bombardamento a tappeto, a cui solo la fortuna, il caso o la provvidenza avevano sottratto i sopravvissuti. 

Dov'era la Provvida Sventura di manzoniana memoria? Da nessuna. Da qualche giorno i Russi se ne erano andati, in fretta nessuno poteva dare una mano, l'intera regione era difficilmente raggiungibile. E via il sospetto postumo "lo hanno innescato i Russi", nulla di scientifico o di provato, ma solo un tarlo nella mente di qualche complottista. 

Allora ci pensarono gli Armeni della Diaspora e tutti coloro che aveva a cuore la civiltà armena. I giovani da tutto il mondo arrivarono a dare l'ultima spallata solidale al ributtante regime comunista che aveva le ore contate. Azioni solidali contro il nulla prodotto da decenni di ateismo e ottusità sovietica e vinsero i giovani e l'Amore tra i popoli. Faceva freddo e c'era anche la neve. Dio sembrava essersi voltato dall'altra parte mentre uomini, donne e bambini restavano schiacciati sotto il peso degli enormi palazzoni. 

Ieri sera a Jerevan in occasione del Trentesimo anniversario del terribile terremoto di Spitak-Gyumri presso il teatro dell'Opera di Jerevan è stato presentato "Il Giudizio universale" sulle note del Requiem di Giuseppe Verdi. Alla serata, organizzata dall'ambasciata Italiana a Jerevan, ha partecipato tra le altre personalità  la Vicepresidente del Senato Paola Taverna
Noi ci sentiamo di dedicare ai sopravvissuti alla tragedia di Spitak-Gyumri una straordinaria composizione del prof. Haig Zacharian, autore e docente albanese di origine armena tratta dal film "Dora e Ngrohtë".


06 dicembre 2018

Delegazione italiana della Commissione OSCE in visita in Armenia


Il presidente dell'Assemblea nazionale (NA), Ara Babloyan, ha ricevuto mercoledì una delegazione, guidata dal vicepresidente Paola Taverna del Senato della Repubblica italiana. La delegazione è in Armenia nel quadro della missione degli osservatori dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE in occasione delle elezioni parlamentari previste domenica prossima nel paese.

Il presidente Babloyan ha sottolineato che l'Armenia elogia le attività delle missioni di osservazione nei preparativi e nelle elezioni, e che tale compito è indispensabile per lo sviluppo della democrazia.

Toccando le relazioni armeno-italiane, ha sottolineato come la Repubblica d'Armenia mantenga con l'Italia relazioni dinamicamente attive sulla base delle connessioni storiche tra i due popoli.

Babloyan ha registrato che la comunità armena italiana e i comuni valori storici, culturali, di civiltà e di democrazia uniscono i due paesi e rafforzano ulteriormente le loro relazioni. Il presidente dell'Assemblea Nazionale ha espresso la sua gratitudine alle autorità e ai cittadini italiani per la loro affettuosa propensione nei confronti della Comunità Armena nel loro paese.

La vicepresidente Paola Taverna, da parte sua, ha dichiarato che questa loro visita in Armenia promuoverà l'ulteriore approfondimento delle secolari relazioni amichevoli tra Italia e Armenia, sottolineando:
Ora siamo in un paese che procede in modo democratico e desideriamo contribuire a rafforzare tale processo.
Su richiesta degli ospiti, il Presidente Ara Babloyan ha relazionato e commentato gli eventi che si stanno svolgendo in Armenia, sulle prossime elezioni parlamentari anticipate nel paese e sulle questioni regionali.

Della delegazione italiana oltre all'Ambasciatore a Yerevan S. E. dott. Vincenzo del Monaco, ha fatto parte come traduttrice anche la prof.ssa Arevik Grigoryan, docente di Italiano a contratto presso l'Università di Lingue Valery Bryusov, di comprovata esperienza nelle traduzioni in ambito commerciale e politico bilaterale.

La vicepresidente del Senato ha incontrato, inoltre, il Presidente della Repubblica Armen Sarkissian, il Ministro dela Giustizia Artak Zeinalyan, il vicepremier Ararat Mirzoyan e il viceministro degli Esteri Karen Nazaryan

Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori incontri, tra cui quello con le 11 forze politiche candidate alle prossime elezioni del Parlamento Armeno che si terrà la prossima domenica 9 dicembre.

05 dicembre 2018

"Անվերնագիր / Senza Titolo" una traduzione inedita di Yeghishe Charents

Con orgoglio pubblichiamo una traduzione inedita del poema "Անվերնագիր" (Senza titolo) del grande poeta armeno Yeghishe Charents. Non ci risultano altre traduzioni edite di questo testo. Quella qui pubblicata è stata realizzata dal prof. Grigor Ghazaryan.



In questi giorni ricordiamo uno dei più grandi poeti armeni del XX secolo Yeghishe Charents, patriota e attivista politico, vittima del terrore staliniano, scomparso il 27 novembre 1937 durante le Grandi Purghe...
Perseguitato dai fantasmi della morte fin dagli anni 1920’, Charents ha trattato il tema della fine della propria vita terrena in diverse poesie, spesso battezzate come visioni della morte. 
Ma è soprattutto in questo poema (del 15.XII.1936), dedicato alla sua seconda moglie e amica Isabella Kodabashyan, che Charents inconsciamente produce la profezia della sua morte imminente. 

Qui sotto vi presentiamo la traduzione italiana del noto poema di Charents, curata dal Prof. Grigor Ghazaryan. Il traduttore ha voluto porgere i suoi ringraziamenti ai suoi colleghi Prof. Natale Fioretto, Dott. Domenico Pisana e Dott. Carlo Coppola per i commenti e suggerimenti relativi alla traduzione.




04 dicembre 2018

La Scuola di Bernini in una grande mostra a Jerevan


Una grande mostra sul barocco romano, tratta dal santuario deputato alla Sua conservazione è, solo in ordine di tempo, l'ultimo prestigioso evento culturale ideato dal saggio ambasciatore Italiano a Jerevan, S.E. il dott. Vincenzo Del Monaco
L'ambasciatore Del Monaco non solo sa come promuovere il "sistema paese", come dovrebbero fare tutti i diplomatici e i portatori sani di cultura, ma si spinge nel difficile compito di provare a svecchiare i modelli culturali italiani recepiti all'estero. 

Ha iniziato a farlo subito dopo il suo insediamento con grande efficacia. 
Già a meno di due mesi dall'inizio del suo mandato era riuscito a portare a Jerevan il Sudestival, importante rassegna cinematografica del cinema italiano realizzata in Puglia dal prof. Michele Suma.

I risultati più eclatanti sembravano essere stati raggiunti durante l'estate 2018. Infatti, in occasione della visita di stato del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella a Jerevan, l'ambasciatore Del Monaco ha ottenuto, in concorso svariati portatori di interesse - tra cui il Ministero della Cultura della Repubblica di Armenia e il Ministero dei Beni Culturali della Repubblica Italiana - l'apertura del Centro Regionale per la valorizzazione del Patrimonio Culturale italo-armeno. Nella medesima occasione aveva portato a termine un accordo di cooperazione italo-armeno sulla ricerca scientifica.
Con la volontà strenua di personalità come l'ambasciatore Del Monaco, l'Italia può smettere, così, di essere solo Pizza e Mandolino, solo Albano, Celentano, Ricchi e Poveri o Toto Cutugno, e di essere recepita solo secondo gli stereotipi nazional popolari. 
I modelli culturali che si vanno invece a proporre sono ancora più forti nelle innovazioni delle arti visive, nel cinema indipendente, nell'arte contemporanea. Si da massiccio spazio alle istallazioni, alle mostre fotografiche e le arti performative che sono state recentemente protagoniste della Settimana della Lingua e Cultura Italiana a Jerevan
Il trionfo di linguaggi innovativi, dunque, può venire solo grazie all'interessamento di chi non si occupi di cultura come merce. Prima, infatti, di proporre agli altri il diletto e la riflessione, bene si coglie come l'Ambasciatore Del Monaco abbia competenze specifiche non solo di esperto diplomatico ma anche di raffinato amante del Bello.
È, infatti, in questa doppia veste che Sua Eccellenza Del Monaco ospiterà nella prestigiosa cornice della National Gallery of Armenia/ Հայաստանի ազգային պատկերասրահ 55 capolavori provenienti dal Palazzo Chigi di Ariccia, tempio del Barocco Pittorico. 
Certo mancano i Luca Giordano, Francesco Guarini, o Massimo Stanzione, i Solimena, napoletani - che il nostro cuore ama per antico sodalizio ecfrastico - ma alla collezione non sfuggono Gian Lorenzo Bernini (Principe del Barocco) o il Cavalier d’Arpino, Mattia Preti, Carlo Maratta, Salvator Rosa, Pietro da Cortona, Giovan Battista Gaulli “Il Baciccio”, Andrea PozzoMolte di queste opere provengono dalla collezione donata al Palazzo Chigi di Ariccia dal grande critico d'arte Maurizio Fagiolo dell'Arco. Siamo certi che tra qualche anno questa mostra e gli eventi collaterali che la costituiscono saranno studiati sui libri di critica d'arte, come importante evento di diffusione della cultura italiana attraverso l'esperienza artistica, forma di neo-mecenatismo. 
La mostra «Բեռնինիի դպրոց. Հռոմեական բարոկկո»  (La scuola del Bernini. Il Barocco Romano) sarà aperta a Jerevan dal 6 dicembre 2018 al 18 febbraio 2019 e sarà introdotta da una lezione il 4 dicembre alle ore 15,00 tenuta dal prof. Francesco Petrucci, curatore della mostra, dal titolo «Բեռնինի՝ բարոկկո արվեստի բազմաշնորհ հանճար» (Bernini, genio poliedrico dell'Arte Barocca).

03 dicembre 2018

Appello al Governo Francese per la sua neutralità nel conflitto Armeno-Azero

Facciamo nostro il comunicato urgente del CDCA ANC France (Comitato di Difesa della Causa Armena di Francia)


Il governo francese autorizza la vendita di armi all'Azerbaigian.


La società MBDA è stata autorizzata dal governo francese a vendere all'Azerbaigian il suo sistema anti missile Aster 30 Samp/t e il suo sistema di difesa anti-aereo vl mica. 

L'Aster è un sistema di difesa mobile montato su un camion mentre il vl mica è fisso. Sono i concorrenti diretti del sistema americano del missile Patriot e mira ad impedire ogni movimento aereo sopra un territorio come per esempio l'Artsakh.

Una tappa importante è stata quindi superata nella vendita dei suoi missili all'Azerbaigian, anche se la negoziazione non è ancora stata conclusa, si stima il contratto tra 1 e 3 miliardi di euro. 

Il Ministero della difesa azera si è compiaciuto di questa decisione perché conosce questo materiale che, dal 2016, è l'esercito turco in cui si formano i militari azeri. 

La società MBDA è un consorzio europeo nato dalla fusione di eads aerospaziale matra missili (Francia), bae Dynamic (GB), Alenia Marconi System (Italia) e lfk (Germania). La sede sociale è situata a Plessis Robinson nella circoscrizione del deputato e membro influente della commissione della difesa Jacques Marilossian, che è inoltre presidente del gruppo di amicizia Francia Armenia all'Assemblea Nazionale.


Dopo la presenza del Sig. Marilossian a fianco dell'ambasciatore turco, dopo lo scandalo del finanziamento del suo giornale di circoscrizione da parte di dassault, che costituisce un evidente conflitto di interessi, dopo lo scandalo del finanziamento del deputato Pierre Alain Raphan da parte dell'Azerbaigian per un importo di 300 000 Euro mensili rivelati da Marianne, si capisce meglio la volontà comune dei due lazzaroni, di lavorare al ravvicinamento dei popoli armeni e azeri. A colpi di missili francesi sulla testa degli armeni di Artsakh e di contratti d'armi per le imprese delle loro circoscrizioni. 

Più che mai, i signori Marilossian e Raphan devono dimettersi. 

Ora più che mai, il governo francese deve ritornare sulla sua decisione e vietare qualsiasi vendita di armi all'Azerbaigian. La sua responsabilità è sancita, così come quella della neutralità della Francia co-Presidente del Gruppo di Minsk dell'OSCE.

La Festa dell'Indipendenza dell'Armenia e del Vietnam sono state celebrate insieme ad Hanoi

Il giorno 14 settembre , un evento solenne è stato dedicato al 28° anniversario della proclamazione dell' Indipendenza della Repu...

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