è un'Associazione Culturale. Ha lo scopo di diffondere e ampliare la Conoscenza dell'opera di Hrand Nazariantz e della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

27 dicembre 2015

Corsi di Lingua Armena a Bari / "Սովորե՛նք Հայերեն" ծրագիր


La Comunità Armena di Bari organizza corsi di Lingua Armena per vari livelli e per tutte le età con insegnanti qualificati e di Madre Lingua. 
I Corsi prenderanno il via il 10 e 11 gennaio. 

Per informazioni sugli orari e sui costi contattare: comunitaarmenadibari@gmail.com

15 dicembre 2015

Conferenza e Tradizioni culturali armene alla Cantina di Cianna Cianne


Riceviamo e pubblichiamo la notizia di questo interessante evento che avrà luogo a Bari il 17 dicembre 2015. Non ce ne vogliano altri:
L'antica cantina di Cianna Cianne informa la gentile clientela che il il giorno 17/12/2015 organizza "A TAVOLA CON GLI ARMENI" un viaggio nella cultura di questo fantastico popolo, ricco di musica e poesia, con degustazione di piatti tipici armeni

Per INFO contattare 
Tel. 080/5289382 - Cell.333/7669107.

11 dicembre 2015

È un anno di svolte

È un anno di svolte.

[ "Vorrei capire con i miei piccoli occhi mortali..." (A.M)
 "Perdono tutti e a tutti chiedo perdono"...  (C.P) ]

Unirò attorno a me
Chi si sente offeso
dai miei comportamenti passati.

E non avrò mai più fantasmi
A tormentare il mio vello!

È un anno di Misericordia, E Perdono,
Deposito i rancori ai piedi dell'altare,
Di Uomini e donne famelici in gabbia!

Il cuore or quieto,
Dalla tenebra degli anni
Attende il nascituro.

Capo e uomo sarà 
Invitto e CruceSignato,
Cavaliere fra Levante e Ponente
Simile al pagano Vahakn, 
col cimiero del prode e santo Vartan
Sarà ricoperto,
Di che diede ad Ario, il perfido,
Il suo primo è giusto ceffone, 
porterà il Sacro Nome.
Come quello, 
Tre sfere di Fede terrà sul Vero Libro
E il giunco del pastore 
brandirà con l'altra mano.  

Che al suo controllo non sfugga mai bestia feroce, 
ogni agnello sparuto belante 
Correrà sotto il suo manto!

10 dicembre 2015

Alla cara memoria di Amedeo Rainone, mio bisnonno

Alla cara memoria del mio bisnonno Amedeo Rainone che mi dispiace di aver conosciuto per poco tempo che mi donò il disco di questa canzone; per non dimenticare che anche in Panni (Fg) sono le mie origini.
 Il mio bisnonno, quando lo conobbi tardivamente nell'estate del 1984, mi apparve come un tenace vecchietto, lui che da giovane si era arruolato volontario in quel che restava delle truppe garibaldine, che conservava valorosamente la maschera antigas da guerra, e la camicia nera, e contemporaneamente il santino di Carlo Marx e che era al contempo anche un nobile decaduto. Allora mi apparve come la controfigura di Edoardo de Filippo, e così ancora qualche modo lo ricordo ogni volta che vedo in televisione Edoardo da vecchio. 
Ricordo anche quando una volta per il raduno dei bersaglieri a Bari mi porto alla sfilata lo ricordo anche ogni volta che vedo i bersaglieri per strada con il loro pennacchio sul cappello, niente a che vedere con le piume di struzzo con cui qualche fanatico del transgender vorrebbe identificarli per insulto. Correvano i vecchi e i giovani, e in quel caso il nonno Amedeo estrasse dalla tasca non so quale distintivo o medaglia che appese alla giacca. Ed io  inventai nell'euforia un grido di saluto che ripeteva soprattutto quando passavano i vecchi dell'età del mio bisnonno: "Bravi bravissimi issimi issimi". 
Non ricordo che anno fu ma probabilmente dovette essere di primavera o autunno, credo nel 1985. Vorrei scrivere questa messaggio a coloro che non hanno conosciuto il nonno Amedeo. Il ricordo che si ha di lui potrebbe essere di una persona che pensava a cose di un tempo andato o che in apparenza non stavano più né in cielo né in terra. Era il suo momento che forse non c'era più, o lui era stato sempre sospeso tra un presente quello del 1986 quando morì ed uno finito quando lui era ancora giovane. A lui il mio affettuoso ricordo.

07 novembre 2015

Liturgia in Rito Armeno per la prima volta San Miniato al Monte (Firenze)


Nell'anno del centenario del Genocidio del Popolo Armeno un altro grande evento ha visto protagonista la Chiesa Armena in Italia. Questa mattina Sabato 7 novembre 2015 alle ore le 11:30, si è svolta una liturgia in rito armeno officiata dal Vardapet Hayr Tovma Khachtryan presso la basilica di San Miniato al Miniato di Firenze. L'eccezionalità dell'evento riguarda il fatto che San Miniato con molta probabilità fu di origine armena, come vuole la tradizione che lo considera Rex Erminie, e mai nella storia dalla costruzione della basilica, si era svolta in essa una celebrazione del rito della lingua probabilmente parlata dal santo.

Alla celebrazione hanno preso parte armeni provenienti da varie parti del centro Italia con le loro famiglie ed in particolare il presidente della comunità armena di Bologna Vostan Andriassian, lo scultore Vighen Avetis, il soprano Agnessa Gyurdzyan, il ristoratore Vardan Levoni Babayan proprietario della Braceria Ararat, unico ristorante armeno della Toscana, solo per citare le personalità più note. 
Al termine della celebrazione il Rev. Padre Tovma ha esortato a tutti i presenti a mettersi al lavoro per costruire comunità armene in Italia, affinché l'identità Armena sia riconosciuta e possa servire moralmente e culturalmente come valore fondante di una parte della società, anche di quella italiana.

Alcuni momenti della Celebrazione Liturgia officiata a Firenze
nella Basilica di San Miniato al Monte

03 novembre 2015

Assisi, inaugurato Khachkar Armeno




Lunedì 2 novembre nella Chiesa Superiore alla Santa Messa delle 17.00 sono stati ricordati in particolare i defunti del Genocidio degli Armeno in occasione del centenario dei terribili fatti. Alla celebrazione partecipa anche l’Ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia, S.E. Sargis Ghazaryan, accompagnato dal Console Onorario di Russia nelle Marche, prof. Armando Ginesi, e dal prof. Baykar Sivazlyan, presidente dell'Unione degli Armeni d'Italia.
A conclusione della Messa, sul sagrato della Chiesa superiore è stato scoperto e benedetto un Khachkar, la tipica “croce di pietra” che la fede dei cristiani d’Armenia ha eretto fin dall’antichità a lode di Dio e a memoria per l’uomo, alla cerimonia ha preso parte il rettore spirituale degli Armeni Apostolici d'Italia, padre Tovma Khachatryan.
La stele è stata donata dal dott. Artur Hakopyan a nome del Governo della Repubblica d’Armenia come simbolo di perenne memoria del popolo armeno.
Prima e dopo la benedizione della stele, il maestro Aram Ipekdjian ha eseguito due brani del repertorio sacro armeno con il duduk, tipico flauto armeno in legno di albicocco.
La stele di pietra è una copia di un khachkar dello scultore Momik (sec. XII) custodito ora nel Museo della Santa Sede di Echmiadizin, in Armenia. 

02 novembre 2015

Padova un incontro su Hrand Nazariantz e la presenza Armena in Italia



l'Associazione PugliesiPadova in Collaborazione con Italia-Armenia

presenta 

Venerdì 20 novembre 2015 alle ore 18:30 

presso il Centro Universitario Padovano
via Zabarella, 82 - Padova



HRAND NAZARIANTZ:
                  Nor Arax e Gli Armeni in Puglia


l'incontro vedrà la partecipazione di  


Vartan Giacomelli 
(Associazione Italia-Armenia di Padova)

Cosma Cafueri e Carlo Coppola
(Centro Studi Hrand Nazariantz - Bari)

01 novembre 2015

Il Conservatorio Piccinni di Bari dedica un Concerto a Hrand Nazariantz


Venerdì 6 novembre 2015 alle ore 18
Sala 310​

Conservatorio "Niccolò Piccinni" di Bari


via Cifarelli 26, 70124 Bari




HRAND NAZARIANTZ

un poeta armeno a Bari


Produzione del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari

CONCERTO


programma:

Rosalba Lamacchia

Armenia, per Flauto, Clarinetto, Wind Chimes, Tamburo, e Violoncello

Vittorio Manfredi
Polvere d’Hayastan, per Flauto, Clarinetto, Violino e Violoncello

Dominga Giannone
Hope, per Flauto, Clarinetto, Violino e Violoncello

Diego Pugliese
Tonale e un quarto, per Soprano, Clarinetto, Violino, Violoncello e Glockenspiel

Alberto Signorile
Armenian Song, per Violino e Violoncello

Hadi Kadkhodazadeharani
Alla tavola di Bacco, per Flauto, Clarinetto, Violoncello e Tamburello

Selim Maharez
Nenia, per Soprano, Clarinetto, Wind Chimes, Grancassa, Piatti e Violoncello

Luigi Capuano
Vento d’Armenia, per Soprano, Clarinetto, Violino, Violoncello e Percussioni

ensemble

Olga Sh
​i​
tk​o, ​soprano
Francesco Lasorsa​, ​flauto
Lidia Valerio​, ​clarinetto
Michele Saracino​, ​violino
Gabriele Marzella​, ​violoncello
Ioana Maria Valeanu​, ​percussioni
Luca Simonetti​, ​voce recitante


Testo
leggenda armena La fidanzata del Lago di Rupen Zartarian (tradotta da Carlo Coppola)


Introduzione
Nell’anno del centenario, il progetto HRAND NAZARIANTZ, un poeta armeno a Bari intende ricordare il genocidio del popolo armeno del 1915. La diaspora che porterà gli armeni a disperdersi nel mondo è l'occasione per combattere ogni ipotesi di genocidio ovunque e comunque elaborata. Il poeta Hrand Nazariantz sfuggito al genocidio e rifugiatosi in Italia è diventato una figura di spicco della cultura armena legandosi profondamente alla città di Bari e fondando il villaggio  “Nor Arax” per profughi armeni.

L’attività di Nazariantz andò oltre la causa armena e, da intellettuale raffinato, poeta, saggista, poliglotta, si legò a prestigiosi circoli culturali italiani e coltivò amicizie con Ada Negri, Gian Pietro Lucini, Umberto Zanotti Bianco, il compositore Franco Casavola e  lo scrittore Raffaele Carrieri. La sua permanenza in terra di Puglia è stata di per sé una delle più interessanti testimonianze della vocazione all’Oriente, al dialogo fra culture diverse e alla pace, che Bari e la sua regione abbiano mai espresso.

La comunità armena barese in occasione del centenario dell’eccidio intende avvalersi della collaborazione del Conservatorio “N. Piccinni” e con una serie di seminari, convegni e concerti rendere omaggio alla figura dell’ “armeno di Bari”, contribuendo a conoscere e ad approfondire la storia e nello stesso tempo a maturare un interesse per tutte le culture che si trovano al di là dell’Adriatico. Il concerto consentirà agli studenti compositori di proporre le loro opere, avvalendosi del contributo degli studenti strumentisti dello stesso Conservatorio. 

Maria Cristina Caldarola, coordinatrice del progetto


14 ottobre 2015

Sabato 18 ottobre 2015 - "La Vidua Vidue" ricorda il popolo Armeno


Sabato 17 ottobre 2015 alle ore 18,00, nella Sala Murat, in piazza Ferrarese, a Bari, Rupen Timurian, Kegham Boloyan, Cosma Cafueri, Carlo Coppola parleranno alcuni aspetti del Genocidio Armeno per ricordare alla cittadinanza barese, e non solo, la presenza antica e moderna del meraviglioso popolo dell'Ararat nel capoluogo pugliese.
Come è noto una comunità armena abitava a Bari già da alcuni secoli quando avvennero i fatti dell'anno 1004. Durante l'assedio la comunità armena si rese protagonista di atti di eroismo, contribuendo alla tenacemente alla resistenza. 
In seguito il popolo barese avrebbe accolto a sua volta quello armeno in fuga dai tragici dalle stragi della Turchia e dall'incendio di Smirne. All'inizio degli anni Venti del XX secolo fu, infatti, a Bari giunsero dai campi profughi della Crocerossa della Grecia, svariate circa 300 persone, a più ondate. Accolte dapprima nella fabbrica dell'ingegner Lorenzo Valerio in Contrada Graziamonte, furono poi alloggiate in un campo per loro stessi costruito chiamato "Villaggio Nor Arax" dove attraverso il lavoro dei tappeti, molte famiglie poterono ripartire per una nuova vita lontana dagli orrori della deportazione e del genocidio, che si sarebbero portate dentro per sempre.

10 ottobre 2015

Cittadini italiani sgraditi a Baku: ecco la blacklist

elenco delle Persone Non Gratae all'Azerbaijan
Questa sera l'Italia del Calcio professionistico giocherà a Baku, capitale della Repubblica Azera, una decisiva partita per la qualificazione alle prossime competizioni mondiali. 
La questione, come sempre accade quando si ha a che fare con stati dittatoriali o con oligarchie post-sovietiche, è estremamente delicata e va ben oltre le congiunture sportive. 
Infatti il governo Azero, noto fra i tanti, per le accuse di non rispettare i diritti umani, civili, politici, è anche accusato da più parti di controllare o influenzare indirettamente la stampa ed altri organismi internazionali attraverso la nota politica del petrolio e del caviale (quello Azero a detta di molti esperti sarebbe di qualità inferiore a quello russo e iraniano). Si tratterebbe di regalie e sovvenzioni di vario genere e a vario titolo a personaggi importanti e opinion leader, professori universitari, politici e giornalisti. Ciò sarebbe condotto per ingraziarsi l'opinione pubblica mondiale nei confronti dei noti contrasti con la Repubblica dell'Armenia. 
Alcuni giorni fa, e più esattamente il 25 settembre 2015, sul sito dell'Ambasciata dell'Azerbaijan in Italia è stato pubblicato un elenco di cittadini italiani a cui è vietato l'accesso nella Repubblica dell’Azerbaigian. La causa sarebbe quella di sostenere politiche filo armene, e la scusa fornita, quella di aver visitato senza il consenso di Baku, il territorio del Karabakh, il cui nome ricorda quello del mitico paese di cui sarebbe stato marchese il padrone del "gatto con gli stivali", il Karabas. Da premettere che nel 1993 Armenia e Azerbaijan, affrontarono una dura guerra per il controllo di quel territorio i cui esiti, che avrebbero dovuto portare alla definitiva annessione del territorio del Karaback all'Armenia, portarono invece alla creazione di una Repubblica indipendente filo armena, non riconosciuta dall'Azerbaigian ed altri Stati ad esso politicamente vicini. 
L'elenco pubblicato sul sito dell'ambasciata Azera in Italia, appare subito molto frammentato e viola una serie di norme del Diritto alla Privacy presenti nell'ordinamento giuridico della Repubblica Italiana e della normativa europea, pubblicando luoghi e data di nascita e attività professionali delle personalità in oggetto. Tra questi sono presenti molti nomi del giornalismo italiano, alcuni scultori, personale tecnico, dirigenti e attori della compagnia Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, oltre alla ben nota scrittrice e intellettuale italiana di origine armena Antonia Arslan.
Non è, inoltre, chiaro come mai di alcuni cittadini siano presenti solo dati parziali e di altri i dati completi. Di uno inoltre si dice nato a "Fiorentina" anziché a "Firenze". 
Il pressappochismo nello stilare l'elenco è stato quindi notevole e non contribuisce di certo a fornire un buon feedback dell'ambasciata Azera. 
Inoltre, nelle democrazie contemporanee non si è più abituati a concepire - come possibile o concepibile - il veto del governo di un paese ad accedere al proprio territorio, per questo, la decisione del governo azero di approntare una lista di "personae non gratae" appare più che mai un fatto anacronistico, se non del tutto risibile.
Ci auguriamo che la partita di calcio di questa sera, contribuisca a chiarire le idee a tutti, a rasserenare gli azeri che periodicamente si scagliano contro i confini armeni, mettendo in grave difficoltà un complicato processo di pace tra la Repubblica d'Armenia e quella dell'Azerbaijan. 
Ma a chi giova tutto questo? Certamente a potenze e ben più grandi tanto della Repubblica Armena, quanto di quella dell'Azerbaijan. Le scaramucce di confine, la denuncia delle condizioni precarie di vita della popolazione, dei diritti umani e di tanto altro ancora, tra cui la distruzione sistematica di tutti gli elementi simbolici e storici non musulmani dal territorio azero, potrebbero non interessare a nessuno - soprattutto ad una opinione pubblica tanto distratta come quella contemporaea - ma perpetuando un  atteggiamento da Guerra Fredda, il governo di Baku non fa che accendere l'interesse dei politologi, e dei piccoli e grandi osservatori internazionali.

01 ottobre 2015

Riceviamo e Pubblichiamo - Patarag di Komitas a Mola di Bari

Orfeo Futuro - Rete dei Festival di Musica d'Arte
PATARAG Nel centenario del genocidio armeno Ensemble Florilegium Vocis
direttore Sabino Manzo

 
Sabato 3 ottobre, ore 21.00
Castello Angioino - MOLA DI BARI
Ancora un’occasione per ascoltare le musica di Padre Komitas, il religioso-compositore vissuto a cavallo tra il XIX ed il XX secolo che sfuggì al genocidio degli armeni di cent’anni fa, ricorrenza alla quale la rete Orfeo Futuro sostenuta da Puglia Sounds sta dedicando un ciclo di appuntamenti e iniziative.
Sabato 3 ottobre, alle ore 21, il concerto Patarag, protagonista l’Ensemble Florilegium Vocis diretto da Sabino Manzo, si terrà nel Castello Angioino di Mola di Bari per la terza edizione di Oriente Occidente, il festival diretto dallo stesso Manzo e inserito in Orfeo Futuro (biglietti euro 5, ridotti euro 3 - info 340.4039545 oppure 339.3347692).
Poco si sa della musica degli armeni, popolo travagliato e noto alle cronache soprattutto per i tragici eventi del 1915 e la successiva diaspora. Per cui questo concerto dell’Ensemble Florileguim Vocis rappresenta un'ulteriore opportunità per scoprire l’opera di Padre Komitas (Komitas Vardapet), che fu tra l'altro attento studioso del folklore ed è tuttora ricordato come il «Bartòk armeno». Padre Komitas, che nel 1915 fu inviato in esilio, sopravvisse alla tragedia del suo popolo ma ne fu profondamente segnato e terminò i suoi giorni in una clinica psichiatrica di Parigi. Nella sua produzione musicale è compresa una composizione estremamente suggestiva intitolata, per l’appunto Patarag (Liturgia Divina), per coro a cappella. E la musica di Padre Komitas diventa lo spunto per una riflessione non solo sulla storia armena ma anche per la prima esecuzione assoluta di alcune nuove composizioni di autori  contemporanei, Lanaro, Morra, Da Rold e Durighello, ispirate a quelle tristi vicende.
 
Per consultare il programma completo clicca qui
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Il Festival Oriente Occidente aderisce a
 
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Sito ufficiale

21 settembre 2015

Րուրի - Ruri (ninna nanna armena da Sassun)



 Րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,
Րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,

Րուրիկ ըսիմ դու րուրենաս, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,
Շատ պստիկիս բարով մեծնաս, րուրի, րուրի, րուրի, լաո:

Րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,
Րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,

Քո օրորոց շամի փետեն, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,
Քո բոխչաներ խութեր խումաշ, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,

Րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,
Րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,

Հարավ քամին տանի բերի, րուրի, րուրի, լաո,
Վիրուն թող գա զքեզ ծիծ տա, րուրի, րուրի, լաո,

Րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, լաո,
Րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, րուրի, լաո:

12 settembre 2015

L’ARMENIA ALL’ARENA DI VERONA IL 29 SETTEMBRE - Rinviato


Martedì 29 settembre alle ore 21.00 all’Arena di Verona va in scena - in prima mondiale - Amen Project. Realizzato in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Armena in Italia, patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali della Repubblica d’Armenia e dal Comune di Verona, è un grande evento che celebra il popolo armeno e la sua storia.
Artisti internazionali, con musica, parole e danza, ripercorrono le tappe fondamentali della grande epopea armena: lotte, fede cristiana, passione e cultura. Amen Project è questo: uno straordinario viaggio che porta gli spettatori – dalle origini sino ai nostri giorni - nel cuore del popolo armeno, in terra d’Armenia e in tutti i luoghi del mondo raggiunti dalla diaspora. Amen Project non è solo una magnifica rappresentazione: è la prova che secoli di ingiustizie non hanno mai impedito agli armeni di continuare a vivere e creare. È la rinascita, il futuro di una civiltà.
Atto unico della durata di 1h e 40 minuti, Amen Project si avvale della direzione del Maestro Stefano Fonzi, che ha curato anche gli arrangiamenti e le orchestrazioni. Le musiche originali sono della compositrice armena Araksiya Musheghyan, mentre i testi del giornalista e scrittore Giommaria Monti. Sotto la bacchetta di Fonzi si alternano l’Orchestra Sinfonica dell’Istituto Musicale Peri-Merulo (Italia), il Coro Hover (Armenia), l’Ensemble Capella Regiensis (Italia) ma anche una pop band e musicisti della tradizione popolare armena. Il tutto accompagnato delle coreografie del regista Roudolf Kharatian alla direzione del corpo di ballo.
Renato Zero ha scritto per l’occasione “Vengo da te”. A interpretarlo la giovane artista toscana Amara, che ha già dato prova della sua forza espressiva all’ultimo festival di Sanremo. 
Partecipano con brani inediti tre grandi artisti italiani: Fabio ConcatoDolcenera. e Simona Molinari.
Non mancano i solisti d’eccezione: il trombettista jazz Fabrizio Bosso e il pianista Nazzareno Carusi, raffinato interprete del repertorio pianistico dal ‘700 ai giorni nostri.
Tante e importanti le voci liriche che calcano il prestigioso palcoscenico dell’Arena: su tutti Placido Domingo Jr. tenore e figlio d'arte. E poi la soprano Hasmik Papian(Austria), il tenore Mario Frangoulis (Grecia), la mezzo soprano Juliette Galstian(Svizzera), il basso Barsegh Tumanyan (Armenia), il tenore Vincenzo Costanzo(Italia), la mezzo soprano Varduhi Khachatryan (Svizzera) e la soprano Rosy Anoush Svazlian (USA).
Una menzione speciale va al suonatore di duduk Gevorg Dabaghyan (Armenia) sensibile interprete del flauto tipico della tradizione musicale armena. Contaminazioni folk e rock infine con il gruppo Gabriel Wegner & Creative crimes(Italia).
Per info e biglietti:
Ufficio StampaSig.ra Cecilia Leo

08 settembre 2015

«Bam, vorotan» «Բամ, փորոտան» tradotto da Vasken Berberian

«Pam Vorotan» o «Bam, vorotan»
Versi: Ghevond Alishan, musica: Komitas
traduzione di Vasken Berberian

Ghevond Alishan, era nato il 6 luglio 1820 a Erzerum nel cuore d'Armenia all'inizio del secolo scorso, era un armeno di professione cattolica, un monaco del Convento mechitarista a Venezia. Era un illustre antiquario, scienziato, linguista, storico, nonché un poeta. E’ l'autore di molte opere importanti; ha tradotto in armeno una serie di poesie di Longfellow e di altri scrittori americani. Alishan era amato e rispettato dai suoi connazionali non solo per la sua cultura e patriottismo, ma anche per il suo carattere dolce e umile.


Vasken Berberian è regista pubblicitario e romanziere di nazionalità greca e di origine Armena. I suoi romanzi sono considerati centrali nella prospettiva della rinascita culturale armena in Italia che riprende vigore dopo 50 anni di oblio grazie all'instancabile lavoro di Levon Zekiyan, Antonia Arslan e Gabriella 
Uluhogian. Secondo autore armeno allofono della nostra letteratura dopo Hrand Nazariantz, Berberian ha pubblicato di recente i volumi Come sabbia nel vento e  Sotto un Cielo indifferenteVasken ha tradotto il sublime canto  canto Pam Vorodàn per il nostro Centro Studi Hrand Nazariantz e noi lo restituiamo alla collettività con preghiera di citazione del nome del traduttore. 
immagine di Padre Ghevond Alishan





Բա՛մբ որոտան, բարձուստ բամբիւնք յ
Այրարատեան դաշտն ի վայր,
Արի արանց արիւնք յեռանդ առատանան ի հրազայր.
Հրաւէր հայրենեաց հռչակի ՚նդհանուր,
Հոգիք Հայկազանց բորբոքին ի հուր.
Որք երկնաւորին պսակին էք կարօտ,
Որք երկնաւորին փառաց երկնայորդ.


Հապ՚օ՜ն արի արանց մանկունք,
Հայրենավրէժքըդ Հայկաաազունք,
Հապ՚օ՜ն ի զէն գունդագունդ
Յեռեալ ի պար թունդ ի թունդ.
Ի զէն, ի վրէ՛ժ, օ՜ն անդր յառաջ,
Ի զէ՛ն, ի վրէ՛ժ, մի ձախ մի աջ.


Օ՛ն անդր յառաջ,
Մի՛ ձախ մի՛ աջ.
Օ՜ն անդր յառաջ,
Յառա՜ջ, յառա՜ջ,
Հապ՚օ՜ն յառաջ։

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Possenti voci tuonano dai cieli
e scendono sulle pianure di Ararat
Il sangue patriottico di uomini arditi
è colmo di ira bollente che trabocca.
Avanti! Sempre in avanti! li incita
Gli spiriti dei nostri figli sorgono nel fuoco
Coloro che aspirano agli allori del Padre Celeste
Coloro che aspirano alla gloria del Padre Celeste
Affrettatevi!
Figli di nostri uomini valorosi,
Figli di Haik, vendicatori della Patria,
Svelti, in brigate!
Ardenti di passione formano un cerchio con dirompente clamore
Alle armi!
Alla vendetta!
Avanti!
Alle armi, alla vendetta!
Avanti!
In avanti a sinistra, in avanti a destra

Avanti!

Firmato il Memorandum di intesa tra Golden Apricot Festival di Yerevan e il Sudestival

D'ora in poi, il Golden Apricot Yerevan International Film Festival avrà una finestra  all'interno del Sudestival  di Monopo...

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