Երնեկ, թե այս Նոր տարի / O se questo nuovo anno... una poesia di Kamar Katibà (Rafayel Patkanyan)



Երնեկ, թե այս Նոր տարի 


Երնե՜կ, թե այս Նոր տարին
Վերջ տար հայի ցավերուն․
Չարը կորչեր, ու բարին
Բուն դըներ մեր սըրտերուն։

Երնե՜կ, թե այս Նոր տարին
Ազատ շընչեր Հայաստան,
Եվ շուրջ Մասիս մեր սարին
Փայլեին արտ-անդաստան։

Երնե՜կ, թե այս Նոր տարին
Ոտքի կանգներ Հայաստան,
Եվ կիսաքանդ մեր Կարին
Լիներ քաղաք մեր ոստան։

Երնե՜կ, թե այս Նոր տարին
Հայ սըրտի մեջ ուժ հոսեր,
Ապավինած յուր սըրին,
Հայը քյուրդեն չի սարսեր։

Երնե՜կ, թե այս Նոր տարին
Հայ ազգ ի մի գումարվեր,
Ի գլուխ Կարնո հայ ամրին,
Հայի դրոշակ ծածաներ։

Հայե՛ր, երբեք չերկմըտենք,
Կըկատարվի այդ ամեն,
Եթե իսպառ մենք հանենք
Փոքրոգություն մեր սըրտեն։

traduzione a cura di Carlo Coppola: 

O se questo nuovo anno

«Oh, se questo Nuovo Anno
mettesse fine ai dolori degli Armeni;
che il male scomparisse e il bene
mettesse radici nei nostri cuori.

Oh, se questo Nuovo Anno
l’Armenia respirasse libera,
e attorno al nostro monte Masis
splendessero campi e terre coltivate.

Oh, se questo Nuovo Anno
l’Armenia si rialzasse in piedi,
e la nostra Karin semidistrutta
diventasse una città, la nostra capitale.

Oh, se questo Nuovo Anno
nel cuore armeno scorresse la forza;
fiducioso nella propria spada,
l’Armeno non temesse il Curdo.

Oh, se questo Nuovo Anno
sventolasse la bandiera armena.

O Armeni, non esitiamo mai:
tutto questo si realizzerà,
se togliamo del tutto
la meschinità dal nostro cuore.»

Rafayel Patkanyan (1840–1892), noto anche con lo pseudonimo Kamar Katiba, tradotto in Italia sin dagli anni '10 del Novecento, è una delle voci più intense del Risorgimento culturale armeno dell’Ottocento. Poeta, educatore e intellettuale militante, Patkanyan fece della poesia uno strumento di risveglio nazionale, dando forma letteraria al dolore storico, alla speranza di liberazione e alla dignità del popolo armeno sotto dominazione straniera. La sua scrittura, limpida e fortemente simbolica, ha inciso profondamente sull’immaginario collettivo armeno.
👉Approfondimento:

Ruben Hakhverdyan (n. 1957) è tra i più autorevoli cantautori armeni contemporanei. Poeta della canzone, interprete raffinato e compositore, ha saputo tradurre in musica testi di grande densità etica e civile, restituendo loro una nuova attualità. La sua produzione si colloca nel solco della bard music armena, unendo tradizione, impegno politico-sociale e lirismo intimo.

La canzone «Երնեկ, թե այս Նոր տարին» (Oh, se questo Nuovo Anno) nasce dall’incontro tra la poesia di Patkanyan e la musica di Hakhverdyan. Il testo è una preghiera laica: l’augurio che il nuovo anno ponga fine al dolore, all’ingiustizia e alla schiavitù, restituendo pace e libertà all’Armenia. La musica, sobria e intensa, amplifica il tono elegiaco del poema, trasformandolo in una meditazione collettiva sul tempo, sulla memoria e sulla speranza. È un esempio emblematico di come la tradizione poetica armena continui a vivere e parlare al presente attraverso la canzone d’autore.