"Un ricordo del prof. Renato Coppola e della sua famiglia a 100 anni dalla nascita" di Carlo Coppola
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Renato e Mattia Coppola |
Renato Coppola, urologo di riconosciuto valore scientifico, svolse una lunga attività clinica e accademica, distinguendosi per l’approccio innovativo allo studio delle patologie urologiche e per l’attenzione costante alla persona del paziente. Fu docente universitario stimato, formatore di intere generazioni di medici, autore di pubblicazioni scientifiche e relatore in numerosi consessi nazionali. Alla professione medica affiancò un impegno politico improntato alla competenza tecnica e al senso delle istituzioni, interpretando la politica come naturale prosecuzione del servizio pubblico e non come ambizione personale.
Questa visione trovava fondamento in una tradizione familiare radicata nel diritto, nell’amministrazione pubblica e nella magistratura.
L'antica e prestigiosa famiglia Coppola traeva le proprie origini in Casal di Principe. Il padre, Achille Coppola, fu notaio di specchiata reputazione, punto di riferimento professionale e morale nel suo territorio. Fu tra i primi a sventolare la bandiera dell'Italia libera all'indomani dell'8 settembre 1943. Esercitò la funzione notarile con rigorosa osservanza della legge, coniugando precisione tecnica e profondo rispetto per la funzione pubblica del diritto. Era riconosciuto per l’equilibrio, l’indipendenza di giudizio e l’assoluta correttezza nei rapporti istituzionali e personali, valori che seppe trasmettere ai figli. La madre Ottavia Fiorito proveniva da una delle più note e altrettanto prestigiose famiglie salentine, era originaria di Alezio, in provincia di Lecce. Proprio da questa famiglia salentina vennero i nomi di Renato e del fratello Augusto, in memoria dei giovani Renato e Augusto Fiorito, fratelli della madre scomparsi in giovane età.
Ancora prima, il nonno Mattia Coppola, fu sindaco di Casal di Principe in un’epoca storica complessa, rappresentò una figura di amministratore locale animato da forte senso civico. Il suo mandato fu caratterizzato da attenzione alle esigenze della comunità, dall’impegno per l’ordine amministrativo e dalla concezione del ruolo politico come servizio diretto ai cittadini, in un tempo in cui l’amministrazione locale richiedeva spesso sacrificio personale e fermezza morale.
Il fratello maggiore, Mattia Coppola, notaio e senatore della Repubblica, importante esponente della DC al livello nazionale, amico personale di Aldo Moro, incarnò in modo esemplare il passaggio dalla competenza giuridica all’impegno parlamentare. In Senato si distinse per sobrietà di linguaggio, preparazione tecnica e rispetto delle prerogative istituzionali, mantenendo sempre un profilo lontano dalla retorica e vicino alla sostanza dei problemi legislativi. La sua attività politica fu ispirata a una concezione alta del ruolo parlamentare, fondata sul primato della legge e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Il fratello Augusto Coppola, Procuratore della Repubblica di Napoli, rappresenta una delle figure più autorevoli della magistratura italiana del secondo Novecento. Alla guida di uno dei più delicati uffici giudiziari del Paese, operò con determinazione nella difesa della legalità e dell’autonomia della magistratura, affrontando contesti complessi con fermezza, indipendenza e profondo rispetto delle garanzie costituzionali. La sua carriera è ricordata per il rigore giuridico e l’assoluta impermeabilità a pressioni esterne e allo stesso tempo come uno degli scontri tra politica vendicativa e ritorsioni con la magistratura.
In questo contesto familiare di altissima densità civile, la figura di Renato Coppola emerge come sintesi armonica tra scienza, diritto e politica. Medico per vocazione, uomo pubblico per senso del dovere, seppe incarnare un modello di classe dirigente oggi raro: competente, misurata, consapevole della responsabilità che deriva dal sapere e dal potere.
Ricordare il prof. Renato Coppola e i suoi fratelli, a cento anni dalla nascita significa dunque celebrare una storia di famiglia che è anche storia d’Italia, fatta di istituzioni servite con onore, di professioni esercitate come missione e di una moralità pubblica vissuta senza proclami. Un’eredità che continua a parlare alle generazioni presenti, richiamandole al valore dell’esempio, della continuità e della responsabilità civile.




