"Una lettera" di Heranoush Arshakyan a Hrand Nazariantz
LETTERA A HRAND NAZARIANTZ
SCUTARI
Hrand, ...Chi vi ha raccontato la mia storia? Nessuno la conosce interamente, ma per quanto frammentario sia ciò che avete udito, ha commosso i vostri cuori; e mi avete inviato parole di conforto, per le quali vi ringrazio. Anch'io so che accanto alla luce c'è sempre l'oscurità, e per questo molte volte, anche se sono triste, mi sforzo di sorridere; ma vi sono oscurità tali di cui voi non avete idea, e non vorrei che ne aveste mai.
...La mia opinione sulla fede: fin dall'infanzia credevo con ingenuità e sincerità a tutti i misteri della Chiesa, e persino mangiare un frutto senza permesso tormentava la mia coscienza e mi faceva sentire degna dell'inferno. Quando sono cresciuta un po', ho incontrato giovani che schernivano la Chiesa e i suoi misteri, i quali cercavano di convincermi che oltre la tomba non c'è che il nulla e che il Vangelo e le sue parole sono un'invenzione. L'amore divino non ha lasciato il mio cuore, ma il dubbio vi è entrato. Tuttavia, quando nelle notti calme, appoggiata alla finestra, osservo l'infinito firmamento che squarcia il buio con le sue miriadi di fiaccole di diamante, e la luna che si riflette con bagliori cristallini sulla superficie del mare, sento che lassù vi sono le anime di coloro che qui non sono più...
La notte suscita sempre in me molte emozioni, specialmente nella tenuta dove viviamo a Yedi Kule; le notti di luna danno un aspetto meraviglioso ai campi e ai giardini e ispirano pensieri sublimi.
...Anch'io amo con lo stesso amore tutti coloro che sono ciechi, deformi, disabili, tutti coloro che sono perseguitati dall'umanità ovunque. Ho letto Le Dernier Jour d’un Condamné [L'ultimo giorno di un condannato], così come Imbert Galloix; entrambi reali, terrificanti, pieni di lacrime. Povero Galloix, che non scrisse, non lavorò, non fece nulla, ma solo pensò... pensò. E questo pensiero lo uccise; più delle malattie, sono le idee che spesso ci uccidono.
...L'inverno sta arrivando, è la stagione dei ricevimenti e dei balli. I palazzi e i teatri di Pera si preparano a feste e allegrie. E DIRE CHE CI SONO PERSONE CHE VIVONO SOLO PER GODERE... E io penso tristemente alle mie notti invernali che passerò nel salone vasto e freddo della tenuta, vanamente sdraiata a metà nell'angolo della stufa accesa, ascoltando il vento che soffierà sui campi fischiando lamentosamente.
...Scrivetemi di Musset; quel poeta francese ha la penna più delicata e sensibile. È il preferito di Demirjipashian; nelle sue lettere a Nirvana c'è sempre Musset. Le poesie di Musset somigliano a canti e io, CHE COL CANTO PIANGO E COL CANTO SORRIDO, ADORO QUEI CANTI. In fondo, l'anima e la vita delle ragazze non sono forse un canto?
...Vengo dal giardino, passando per il cortile delle stalle, dove le pecore nel loro ovile ruminano con noncuranza. Sono uscita dalla porta del giardino; la collina, dove una coppia di alberi gracili ondeggia al vento, è deserta. Giro accanto al muro, un fiore giallo è spuntato tutto solo tra le terre aride. No, non voglio che tu venga calpestato da piedi rudi, mio bello e modesto fiore; l'ho colto per farlo seccare tra i miei quaderni insieme al crisantemo che ho raccolto ieri. I campi sono diventati verdi, verdissimi. In lontananza, Costantinopoli si stende giù dalla collina con i suoi quartieri scoscesi; più in là, le montagne avvolte nella nebbia e la Marmara immensamente bella, immensamente vibrante sotto i raggi ardenti del sole. Da questa parte, Balıklı con i suoi monumenti marmorei sparsi sotto i cipressi dall'ombra cupa, e c'è una strada bianca e polverosa dove spesso fisso gli occhi con la speranza di vedere un volto familiare. Il vento soffia, pu-uu, facendo volare i lembi del mio cappotto; e io, per paura di infreddolirmi, lascio il campo e la sua incantevole vista autunnale e mi affretto verso la mia dimora, stringendo tra le dita l'ultimo fiore dell'autunno.
Arrivederci, dunque, Hrand, non tardate a inviare la vostra lettera A QUELLA VOSTRA SORELLA DIMENTICATA DIETRO I CIPRESSI DI BALIKLI.
...Ci sono ragazze che assumono arie da incredule, cosa che trovo odiosissima, poiché l'irreligiosità di una donna la rende brutta e ripugnante, non è vero?
...Voi scegliete le notti per scrivermi; la lampada che arde nel buio e il silenzio portato dal vento vi ispirano. Io, invece, amo scrivere al mattino, ascoltando i suoni del risveglio e dell'umanità che si desta. ...Certamente, Hrand, i conforti non possono cancellare le ferite e il lutto del vostro cuore, e se io dovessi consolarvi, potremmo dire: "Medico, cura te stesso". Ho voluto darvi sollievo e, di più, ho messo in versi i miei sentimenti e le mie tristezze. Quando scrivo, non penso a ciò che devo scrivere, ma scrivo ciò che sento.
...Anche tuo padre, Hrand, pur senza conoscerlo lo rispettavo e desideravo vederlo; peccato che il cielo abbia disposto diversamente. Ora guardo solo dalla mia finestra gli alberi velati a lutto di Balıklı e prego per l'anima che riposa sotto la loro ombra e ogni volta che il mio sguardo si posa lì, ricordo anche la tomba di mio padre, che è lontana, nel marmoreo cimitero di Şişli. Fratello mio, asciugate le vostre lacrime; vivete con la sua memoria.
Magari fossi capace di consolarvi con la mia debole penna, ma sapete, Hrand, quanto mi siano utili le vostre righe in questo luogo di solitudine, dove si vede un volto familiare a stento una volta al mese; esse mi scuotono come le dolci vibrazioni di uno strumento musicale che rompe il silenzio.
Dalla finestra davanti alla quale siedo si vedono i cipressi funesti di Balıklı, che hanno conficcato le loro nere cime appuntite nelle nuvole grigie; il mio cuore ha un'angoscia... vedete, fratello mio, anche intorno a me non è tutto rosa; ma quando non si ha fortuna, non si può nemmeno amare...
Certamente i poeti sentono di più, e forse per questo muoiono presto. L'uomo sensibile è sempre sfortunato. I suoi occhi sono sempre pieni di lacrime. BEATI GLI INSENSIBILI FELICI: SE SAPESSERO QUANTO È DESIDERABILE LA LORO CONDIZIONE.
...Quelle oscurità di cui avevo parlato, se dovessi raccontarle, non basterebbero i volumi; non sono dolori, ma un'elegia...
...Byron, Shakespeare, Lamartine mi sono abbastanza familiari. Voskan è stato il mio poeta preferito, così come Durian. I suoi scritti sono grida di dolore; anche lui, come Durian, ha previsto la sua morte. Dio mio, forse tutti i poeti armeni giungono a questa triste fine? Quei poeti che piangono mentre scrivono sono grandi e veri poeti, e, Hrand, sono i vostri sentimenti che guidano la vostra penna.
...Qui è campagna, il vento soffia da ogni parte; una volta che cade la neve, soffia come gelo da mille fessure, e quando la porta della stanza si apre mentre sono accanto alla stufa, il freddo si pianta nelle mie spalle come un bisturi, e non mi riscaldo più per ore.
...Tuttavia, fratello mio, ci sarà occasione di rallegrarsi? Nessuno porta una lieta notizia, un lieto annuncio, affinché anch'io sia felice; al contrario, quando resto silenziosa e pensierosa, tutti intorno a me assumono volti cupi e tristi...
Corrispondendo con me, cullate la mia mente, un dolce svago per il quale per un momento dimentico tutto. Ma vi prego, Hrant, forse ciò che dico sarà sciocco, ma sono costretta a parlarvi sinceramente: non cercate di consolarmi. Questa cosa mi rattrista; non voglio essere degna di essere consolata...
Com'era triste la vostra lettera, fratello mio, forse per essere stata scritta al capezzale di un malato, a mezzanotte, alla luce di una lampada. Non accusate Dio, Hrant, dicendo che Egli ha creato infelici e derelitti; a volte sono gli uomini che distruggono la vita l'uno dell'altro, e a volte siamo noi stessi ad aprire un abisso di dolore sotto i nostri piedi.
...Non sapete quale grande tristezza mi ha pervaso; di nuovo malata, Dio deve avere un grande rancore contro di me. Non gli chiedo più la guarigione, che importa, so che non ascolterà la mia voce, eppure LO AMAVO...
...Il mio cervello vacilla; se ci sono sofferenti, perché non ci sono molti consolatori?
...Il giorno in cui scesi dall'isola, nella cabina del battello incontrai un bimbo malato, figlio forse di persone facoltose; la madre e il padre erano persone vestite elegantemente. C'era anche una serva. Ma nessuno guardava il bambino; lo avevano lasciato in un angolo, dove ansimava, con il suo povero e dolce sguardo fisso al suolo; nessuno lo guardava. La madre e il padre riversavano tutto il loro affetto, tutta la loro ammirazione sugli altri figli; una bambina viziata e agghindata, si occupavano di lei, esaudivano i suoi capricci, baci, belle parole, tutto era rivolto a lei. Per un momento la madre e il padre uscirono con le bambine, chiesi alla serva se quel bambino fosse loro. Disse di sì, che lo avevano curato molto, speso molti soldi, non era migliorato, che piangeva sempre. Sembrava che a quel bambino non mancasse nulla.
Ma no: al bambino mancava la cosa più grande. L'AFFETTO INSTANCABILE... Mi parve che avesse bisogno di uno sguardo, di un sorriso, di un bacio, e subito estrassi un fiore rosso dal mio mazzo e glielo diedi; quello sguardo che rivolse su di me non lo dimenticherò mai. Ciò che feci per quel piccolo sarebbe parso insignificante ai miei occhi, se la sorella del malato entrando non avesse dato un colpo di gelosia al fratello; era gelosa di un fiore... COME SONO EGOISTI I FELICI...
...Come siete buono, fratello mio. Davvero un fratello come voi è un grande tesoro e hanno ragione se sono gelosi. Ecco, la fine del mio foglio è arrivata, come la fine di ogni cosa sta arrivando in questo periodo...
Non so se la menzogna porti con successo la maschera della verità. Non dimenticate la vostra devota sorellina...
- La biografia di Heranush Arshakyan è leggibile sulla pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Heranush_Arshagyan.
- "Una poesia di Hrand Nazariantz a Heranoush Arshakyan tradotta da Kegham J. Boloyan" in https://centrostudihrandnazariantz.blogspot.com/2019/01/una-antica-poesia-di-hrand-nazariantz.html
- "ՀԻՆ ԵՐԱԶՆԵՐ / VECCHI SOGNI" di Heranush Arshakyan: https://centrostudihrandnazariantz.blogspot.com/2019/03/vecchi-sogni-di-heranush-arshakian.html
- Una lettera di Heranoush Arshakyan a Hrand Nazariantz: https://centrostudihrandnazariantz.blogspot.com/2019/10/lettera-di-heranush-arshakyan-a-hrand-nazariantz.html




