mercoledì 3 dicembre 2014

Un ricordo di Marinetti nell'opera di Hrand Nazariantz

ritratto con dedica di F.T. Marinetti
a Hrand Nazariantz
Il 70 anniversario dalla morte di Filippo Tommaso Marinetti avvenuta il 2 dicembre 1944 è passato colpevolmente sotto silenzio eppure quella Marinettiana è stata l'unica vera avanguardia Italiana del '900 ad avere un respiro innovatore veramente europeo. 
Tra i primi in Europa a consacrare il genio di Marinetti come fonte d'ispirazione totale fu proprio Nazariantz dalla sua Costantinopoli. 
Forse i due si erano conosciuti precedentemente a Parigi o in Svizzera, stando alle tante  peregrinazioni del Nazariantz a stesso di cui poco ancora sappiamo. Sta di fatto che tornato a Costantinopoli dalla Francia il poeta e giornalista armeno mise su un circolo letterario con gli amici Gostan Zarian e Kegham Parseghian, si trattava di un  un cenacolo di "arte innovatrice intorno"  che pare si sia battezzato Les volontés folles. 

Ֆ.Թ. Մառինէթթի եւ ապագայապաշտութիւնը 

F.T. Marinetti e il Futurismo di Hrand Nazariantz
Nel 1910 vide la luce il saggio del Nazariantz dal titolo 
Ֆ.Թ. Մառինէթթի եւ ապագայապաշտութիւնը (F. T. Marinetti yev F. T. Marinetti ev apagajapaštoitiune.)Nazariantz inventava il termine ապագայապաշտութիւնը, riempiendo di maggiori significati la parola. 
Tradotto letteralmente infatti il termine significa "Adorazione del Futuro" al confronto del quale il termine "Futurismo" sembra addirittura banale. Nazariantz nella sua grande operazione di ammodernamento della letteratura armena con modelli della letteratura contemporanea cercava di compiere un miracolo che non gli riuscì: scatenare un effettivo propulsivo a catena in grado di riportare la letteratura in lingua armena al centro delle letterature mondiali. Capiva, infatti, che la resistenza letteraria era essa stessa una resistenza fisica alle repressioni e ai massacri anti-armeni che si stavano già compiendo da parte dei Turchi a partire dalla fine del XIX secolo. Resistere significava sopravvivere ed affermare la propria dignità dell'essere al mondo e non solo un elegante pezzo da museo. 
L'importanza del testo è quindi cruciale ed esso andrebbe considerato al centro della letteratura armena contemporanea come un tentativo di inizio, ma purtroppo troppe sono state - e permangono tali - le sfortune critiche di Hrand Nazariantz. Il volume è corredato da ritratti di Marinetti e illustrazioni del corredato da illustrazioni del caricaturista Enrico Sacchetti, in arte Yambo. Oggi il volume è considerato un'autentica rarità. Se ne conservano copia nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, in quella dell'Università di Yale, nella Biblioteca Nazionale di Yerevan e quella da noi consultata presso la Biblioteca del Kunsthistorisches Institut di Firenze che possiede una della più interessanti ed importanti collezioni al mondo di volumi sulla letteratura ed arte del Futurismo.
Si legge inoltre sul numero volume XXXI della rivista "Il Borghese" che sul finire di quest'anno Nazariantz avrebbe accompagnato Filippo Tommaso Marinetti in Russia. La circostanza è, però, dubbia, non solo perché non suffragata da altre testimonianze, ma soprattutto perché appare smentita da Lucini che, in una lettera del 22 marzo 1913, mette in guardia l'amico dai comportamenti di Marinetti sul piano personale, lasciando così intendere che i due non si fossero mai conosciuti prima di persona.
Certamente aldilà di ogni dato possibile biografico Nazariantz è suoi amici furono fino alla fine degli anni '50 gli unici a mantenere ancora in vita la tradizione del futurismo italiano. Nazariantz - se è possibile individuarlo attraverso una corrente letteraria - fu un futurista, un futurista puro sino alla fine, con le tante aporie e le sue trasgressioni al Manifesto inventato da Marinetti. Del Futurismo abbracciò in particolare l'idea della cosmicità la interpolò con una quella della matrice simbolista, che sublimò fino a raggiungere l'Orfismo apparentemente estraneo se non contrapposto all'idea movimentista del futurismo stesso. Nazariantz morì Futurista perché inventò il Graalismo che cercò di teorizzare nell'ultimo manifesto poetico che il Novecento Artistico e Letterario abbiamo conosciuto, il Manifesto Graalico appunto, che rispetto a quello di Marinetti può essere considerato un fratello minore ma solo d'età.