Carlo Coppola introduce la conferenza "Armenia: il regno delle Pietre Urlanti"giornata del 27 gennaio 2026



Testo letto da Carlo Coppola ad introduzione della conferenza "Armenia: il regno delle Pietre Urlanti"giornata del 27 gennaio 2026


L’Armenia viene spesso descritta come una terra segnata dalla sofferenza.
Ma fermarsi a questa immagine significa non comprenderne la natura più autentica.
L’Armenia è, prima di tutto, una terra fedele e leale!

Fedele alla propria storia, leale alle sue radici, alla spiritualità e alla lingua.
Una fedeltà silenziosa, coltivata nel tempo, anche quando le vicende storiche hanno provato a spezzarne la continuità.

Il popolo armeno ha affrontato invasioni, dispersioni, confini imposti e fratture profonde.
Eppure, ha conservato una forte coscienza di sé.
Questa coerenza identitaria rende l’Armenia un luogo unico, irriducibile alle mode del momento!
Non ha mai dovuto proclamarsi ad alta voce, perché ha lasciato tracce indelebili: tracce scolpite nella roccia, nei monasteri, nelle croci di pietra, nei paesaggi che custodiscono una presenza costante, mai tradita!!!

In questo scenario si inserisce il lavoro di Iago Corazza, che ha il grande merito, tra gli altri, di avvicinarsi ai territori senza imporre una narrazione estranea.
Fotografo, reporter e documentarista, Corazza ha forgiato il suo percorso in contesti complessi, spesso segnati da conflitti e tensioni storiche irrisolte.
Il suo lavoro nasce dall’esperienza diretta sul campo, da una pratica maturata tra reportage, progetti, documentari e collaborazioni internazionali.

Il suo approccio non è interpretativo, ma relazionale.
L’immagine non semplifica mai, ma restituisce la realtà.
Nei suoi lavori, l’Armenia non viene spiegata: emerge attraverso dettagli, volti, paesaggi e silenzi.
È una narrazione che evita l’enfasi eccessiva, privilegiando l’aderenza autentica e, proprio per questo, diventa più incisiva.

La solidità del percorso di Corazza risiede nella continuità del suo sguardo: un’attenzione costante alle comunità, alla memoria stratificata, al legame tra persone e luoghi.
In Armenia, questo metodo crea un racconto che unisce epoche diverse, materia e vita, eredità storica e quotidianità, senza fratture artificiali.

Accanto all’attività sul campo, un ruolo chiave lo gioca la sua attività di formatore e la Skua Nature Group, con cui promuove workshop come spazi di crescita e consapevolezza.
Questi percorsi formano competenze per tutelare territori e patrimoni fragili, trasformando la fotografia in uno strumento di salvaguardia.

Acquisire uno sguardo critico e responsabile significa riconoscere il valore di uno spazio e contribuire attivamente alla sua protezione.

Per questo riflettere oggi sull’Armenia richiede una scelta netta: non relegarla a un tema storico o geopolitico, ma riconoscerla come realtà viva e pulsante.
In questo, il lavoro di Iago Corazza è essenziale: restituisce profondità a ciò che rischia di perdersi o di ridursi a mera superficie.

Questa sua azione concreta, che oggi, come Consolato Onorario della Repubblica d’Armenia a Bari, porgiamo a tutti voi, nasce per creare ascolto.
Non per interpretare, ma per avvicinare.
Perché alcune terre, alcuni luoghi del mondo, non chiedono di essere spiegati: chiedono di essere rispettati e amati.
Questa lealtà, quando attraversa il tempo, trova sempre il modo di farsi sentire.