"Antonio Gava nel 95° Anniversario della nascita: un ricordo" di Carlo Coppola



Un Ricordo Affettuoso 

del "Viceré" della Politica Italiana


di Carlo Coppola


Lo chiamavano affettuosamente O' Viceré, gli amici per ammirazione e i nemici per invidia. Antonio Gava fu molto di più di un semplice politico: fu un protagonista unico della storia italiana del Mezzogiorno in particolare a partire dal secondo dopoguerra, un tessitore di alleanze, un costruttore di consensi, un uomo capace di parlare con tutti e di farsi ascoltare da tutti. Domani 30 luglio 2025 ricorre il 95° anniversario della sua nascita.

Le Radici di una Dinastia Politica

Antonio Gava era nato a Castellammare di Stabia il 30 luglio 1930, quarto di otto figli, in una famiglia dove la politica e la fede cattolica erano pilastri fondamentali. Suo padre Silvio, originario di Vittorio Veneto, fu una figura monumentale della politica italiana: tredici volte ministro, senatore per molti anni e importante esponente della corrente "Dorotea" della Democrazia Cristiana. La madre, Imma Limarzi, proveniva da una famiglia napoletana che aveva accolto i Gava sfollati dal veneto durante la Grande Guerra. I fratelli di Antonio erano Rosario, Laura, Livia, Maria, Gianni, Roberto e Anna.

La Famiglia e la Formazione

Dopo la laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Napoli nel 1954, divenne docente universitario. Sposò Giuliana Marson, originaria di Vittorio Veneto come il padre, creando un ponte tra la Campania del cuore e il Veneto delle radici paterne. Giuliana fu per lui un'ancora sicura nei momenti difficili. Dalla loro unione nacquero tre figli: Angelo, Marco e Antonella.

L'Ascesa Politica

Il percorso politico di Antonio iniziò nel 1952 nella Democrazia Cristiana. Nel 1960 venne eletto Presidente della Provincia di Napoli, carica che mantenne fino al 1969. Ma fu nel 1970 che ottenne un trionfo storico: alle prime elezioni regionali fu il candidato più votato d'Italia, con 107mila preferenze personali. Dal 1972 al 1992 fu deputato alla Camera, e nel 1987 raggiunse l'apice del consenso con 225mila voti personali.

I trionfi di carriera

La carriera ministeriale di Antonio fu costellata di successi. Nel 1980 divenne Ministro per i Rapporti con il Parlamento nel governo Forlani. Fu nominato per tre volte Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, contribuendo alla modernizzazione del sistema radiotelevisivo italiano. Con lui si giunse al decreto che consentì alle emittenti private di trasmettere su tutto il territorio nazionale, una decisione che cambiò per sempre il panorama mediatico italiano.

Il Viminale: l'apice del successo

Il momento più alto della carriera arrivò nell'aprile 1988, quando Ciriaco De Mita, suo diretto avversario all'interno del partito, lo nominò Ministro dell'Interno. In quel ruolo cruciale gestì la sicurezza nazionale in anni complessi. Nel febbraio 1989 appoggiò la linea di Arnaldo Forlani come Segretario della DC. Fu convinto assertore del CAF, la potente alleanza tra Craxi, Andreotti e Forlani. Confermato ministro dell'Interno nel governo Andreotti VI, divenne uno degli uomini più potenti della Repubblica.

Il "Viceré"

Soprannominato "O' Viceré" per la sua straordinaria capacità di tessere relazioni e spostare consensi, Antonio amava profondamente la sua Castellammare di Stabia, che contribuì a trasformare in una realtà industriale e turistica. Come ministro condusse anche importanti missioni all'estero, in particolare negli Stati Uniti per sviluppare le telecomunicazioni.

Il Declino e la Resilienza

Il 17 agosto 1990 un ictus segnò l'inizio del suo declino fisico, costringendolo a lasciare il ministero. Seguì un periodo difficile, con vicende giudiziarie che durarono tredici anni e che misero a dura prova lui e la sua famiglia. Nel maggio 2006 venne definitivamente assolto, riabilitato completamente dopo un lungo calvario.

L'Ultimo Saluto

Antonio Gava si spense a Roma l'8 agosto 2008, all'età di 78 anni. Ai suoi funerali parteciparono Giulio Andreotti, Arnaldo Forlani, Pier Ferdinando Casini e Paolo Cirino Pomicino per rendere omaggio a un uomo che aveva segnato un'epoca.

L'Eredità

A diciassette anni dalla sua scomparsa, Antonio Gava continua a suscitare rispetto e ammirazione. La sua capacità di dialogare con tutti, di costruire ponti anziché muri, di cercare sempre la mediazione rappresenta un insegnamento prezioso per la politica di oggi. 

In questo 95° anniversario della sua nascita, il Centro Studi Hrand Nazariantz lo ricorda come pietra miliare della storia politica italiana.

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