sabato 16 luglio 2016

Una Mostra di Massimo Lippi a Yerevan


opere di Massimo Lippi esposte nella Galleria Sargis Muradyan di Yerevan 


Ieri alle ore 17:00 ora di Yerevan è stata inaugurata presso la galleria Sargis Muradyan una mostra personale del maestro Massimo Lippi in collaborazione con lo scultore armeno Vighen Avetis. Da alcuni anni il maestro Lippi, apprezzatissimo e poliedrico artista italiano, diffonde con Amore le istanze morali e artistiche della cultura armena in Italia e di quella italiana in Armenia, in particolare nelle zone più martoriate e nelle zone al confine con la repubblica de facto del Nagorno-Karabakh.

Zaruhi Muradyan,
con Massimo Lippi e Vighen Avetis
All'inaugurazione della mostra sono intervenuti oltre a Zaruhi Muradyan, gallerista e figlia di Sargis Muradyan e artista a sua volta, anche il sindaco della città di Astarak (Աշտարակ) Armen Antonyan, dove in questi giorni si sta svolgendo un simposio internazionale di scultura organizzato da Vighen Avetis, che vede coinvolti molti artisti da tutto il mondo. 
alcune opere di Massimo Lippi esposte nella Galleria Sargis Muradyan di Yerevan 
Tutti gli intervenuti hanno sostenuto il messaggio di Amore, Pace e solidarietà tra i popoli. Massimo Lippi ha parlato della necessità al ritorno di un mondo a misura d'uomo e di donna, in cui vi sia la necessità di tornare alla speranza e alla convivenza civile tra i popoli. 
Occorre ripartire  dall'Umanità come elemento centrale contro i disvalori e l'arroganza dei capitalismi selvaggi che distruggono ogni cosa e pongono il dio danaro al centro della vita. 
Questa speranza può rinascere da un territorio fertile spiritualmente come l'Armenia, prima nazione cristiana, in cui nelle scorse settimane anche Papa Francesco, uomo di Pace e Misericordia è venuto a piantare la vite insieme al fratello Karekin ridando vigore al senso di unità e libertà del popolo armeno.
Molti passaggi del discorso di Massimo Lippi purtroppo sono certamente andati persi a quanti tra i presenti all'inaugurazione non conoscevano a pieno la lingua italiana a causa di una pessima e rocambolesca traduzione in Armeno, in cui sono stati sovranterpretati se non del tutto distorti i significati complessi e profondi. 
Al termine dell'inaugurazione Massimo Lippi ha letto un componimento poetico da lui composto per l'occasione e letto dopo di lui in Armeno da Vighen Avetis.