I Codici Segreti di Rino Gaetano: Quando il Nonsense Diventa Denuncia Politica (Mio fratello è figlio unico)
Da alcuni anni è sempre più evidente che dietro l'apparente leggerezza del nonsense del complicato cantastorie Rino Gaetano si celi un sistema di riferimenti che, riletti oggi, rivelano una lucida denuncia del potere occulto nell'Italia degli anni '70. "Mio Fratello è Figlio Unico", con la sua struttura frammentaria e i suoi accostamenti surreali, è molto più di una canzone estiva: è un testo cifrato che parla di massoneria, complotti e illusioni democratiche.
Dopo il titolo Mio Fratello è figlio unico, un riferimento alle fratellanze massoniche che più esplicito non si può, il primo elemento da prendere in considerazione è l'ossessiva ripetizione "mentre io aspettavo". Non si tratta di malinconia amorosa, ma della condizione del profano che attende invano di essere ammesso ai misteri occulti. È l'attesa di chi sta fuori dal tempio, nel gabinetto di riflessione, dove si decide realmente il destino del bussante che chiede di essere ammesso.
La scelta dei personaggi storici non è casuale. A La Fayette, massone di alto grado della Loggia delle Nove Sorelle, "importa la rivoluzione e un cappello nuovo": il cappello frigio, simbolo massonico per eccellenza. E le nove sorelle ricordano molto le sette sorelle dell'energia nei confronti delle quali si espresse lo stesso cantautore calabrese. Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen rappresenta il potere statale che "si annette mezza Europa", la realpolitik legata alle logge prussiane. Mameli e Novaro, con il loro inno "tuttora in voga", incarnano il nazionalismo costruito artificialmente, opera della Giovine Italia mazziniana, organizzazione dalla struttura para-massonica.
Il passaggio chiave è "si lavora e si produce si amministra lo stato, il comune si promette e si mantiene a volte". Gaetano distingue il potere visibile da quello reale: mentre lo Stato viene "amministrato" pubblicamente, le promesse "si mantengono a volte". Il vero potere è altrove, nascosto. E il cittadino? Aspetta, impotente.
Il sole che "bruciava bruciava bruciava" è il simbolo massonico della Luce esoterica, quella conoscenza che brucia chi la guarda direttamente. Le viole che fioriscono e sfioriscono richiamano i misteri eleusini e i cicli di morte-rinascita dell'iniziazione. "La notte quella notte un po' perversa" che offre "tre occasioni" è la notte delle riunioni segrete, con il numero sacro dei tre gradi massonici: Apprendista, Compagno, Maestro. Ma quella notte è "perversa" (perché Loggia coperta): Gaetano allude alla degenerazione del potere occulto, alla P2, alle trame deviate.
Il cantautore calabrese usa il nonsense come strategia di sopravvivenza: chi capisce, capisce. Gli altri pensano sia solo surreale leggerezza. Ma Gaetano sta denunciando l'illusione democratica, il potere ombra che muove i fili mentre il popolo italiano è tenuto eternamente in attesa, escluso dai veri centri decisionali.
Non è un caso che Gaetano sia morto in circostanze mai del tutto chiarite nel 1981, in pieno scandalo P2. I suoi testi erano troppo scomodi, le sue denunce troppo precise sotto la maschera del nonsense. Oggi, riascoltando quelle canzoni apparentemente leggere, scopriamo un artista che aveva capito tutto e che ha pagato, forse, per aver detto troppo.




