"Tracce - հետքեր" mostra fotografica di Patrizia Posillipo" : una presentazione di Carlo Coppola




"Tracce – հետքեր" mostra fotografica di Patrizia Posillipo — presentazione di Carlo Coppola

Tracce – Fotografia in viaggio tra Italia e Armenia è il titolo per esteso della mostra della fotografa Patrizia Posillipo (Պատրիցիա Պոսիլլիպօ), casertana di nascita ma cosmopolita di indole, promossa dall'Ambasciata d'Italia in Armenia e curata da Isabella Indolfi, che aprirà i battenti il 20 gennaio per protrarsi fino al 20 febbraio 2022 negli spazi del Museo d'Arte Moderna di Yerevan.

La Posillipo, il cui nome porta con sé la mistica di una santa potente onorata a Napoli fin da epoche antiche — forse di origine armena — e nel cognome uno dei luoghi più belli e romantici del mondo, è donna e artista dalla speciale sensibilità umana e professionale, che come sempre fa nei suoi percorsi artistici mette in luce lo spirito della terra che attraversa, la comunicazione fra le persone, le impronte dei paesaggi umani e divini.

La sua formazione, condotta accanto a maestri come Gianfranco Arciero, Italo Zannier, Charles-Henri Favrod, Anne Cartier-Bresson, Walter Rosenblum ed Erich Hartmann, e il lungo sodalizio con la rivista Cinema Sessanta diretta da Mino Argentieri, ne hanno temprato lo sguardo lungo un percorso professionale che l'ha vista titolare dello Studio Posillipo e, per anni, responsabile della ripresa fotografica e dell'archiviazione delle immagini per la Conferenza Episcopale Italiana e per il Ministero dei Beni Culturali Ecclesiastici: una consuetudine con il sacro, con l'iconografia devozionale e con la memoria custodita nei volti, che ritroviamo intatta in questo progetto armeno.

Tracce non nasce infatti come gesto isolato, ma come cammino che la fotografa compie da tempo per conto dell'Ambasciata d'Italia a Yerevan: già nel febbraio 2020 aveva realizzato, con la cura scientifica di chi scrive, un reportage sulla devozione popolare per San Biagio a Casal di Principe, primo tassello di un percorso che intreccia le comunità italiane e quelle armene attraverso il filo sottile, ma tenacissimo, delle tradizioni religiose e popolari.

Per realizzare il suo progetto ha incontrato persone, piantato i suoi occhi in quelli dei soggetti fotografati facendo germinare carezze, sguardi di simpatia con la discrezione assoluta di chi sa quando un costato sta per sanguinare sotto la mole degli atavici ricordi e non vi stende la mano. La fotografa ha partecipato alle storie, asciugando le lacrime di gioia e di commozione e le ferite con gentilezza, non immortalando l'emorragia del fiotto di sangue che sgorga dal fianco, e neppure l'eccesso di epistassi, ma eternando il sorriso di chi si è tranquillizzato e gioisce per un dolore lenito.

L'artista ha viaggiato per città e cuori — Casal di Principe, Napoli, Bari, Roma e Firenze — e per le rotte d'Armenia con uno sguardo aperto, spalancato al suo essere fatta d'arte, accogliendo e dipanando fili intricati da secoli, ascoltando storie, e a sua volta lasciando che gli altri la accogliessero, le aprissero le loro dimore e i loro cuori, confidandole i loro crucci, i loro sogni e tante speranze.

TRACCE – Fotografia in viaggio tra Italia e Armenia
di Patrizia Posillipo
a cura di Isabella Indolfi
promossa dall'Ambasciata d'Italia in Armenia
dal 20 gennaio al 20 febbraio 2022
Museo d'Arte Moderna di Yerevan

articolo di Carlo Coppola