giovedì 9 febbraio 2017

In occasione della prima presentazione di "Luciano Landi un editore dariscoprire"

Messaggio di Carlo Coppola, responsabile del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari, in occasione della prima presentazione del volume "Luciano Landi un editore da riscoprire" di Helenia Piersigilli. Venerdì 10 febbraio 2017. Ore 17:30. Palazzo d'Arnolfo | Museo delle Terre Nuove| San Giovanni Valdarno (AR)


Spettabili Signori,
Non potendo essere presente di persona in questo bel pomeriggio valdarnese per iscritto mi rivolgo a voi, amici di Luciano Landi e sostenitori della sua tenace, ove più testarda, riscoperta da parte della dott.ssa Helenia Piersigilli.
Negli scorsi giorni ho letto appassionatamente lo studio di recentissima pubblicazione che sarà presentato domani pomeriggio e ne sono rimasto colpito. Ne avevo seguito le vicende di ricerca per un breve tratto, due anni fa, quando insegnavo in Toscana, e tanto più ne resto commosso oggi dalla realizzazione. Il rigore scientifico del lavoro mi fa ben sperare nel prosieguo degli studi.
In quanto studioso e figlio spirituale di Hrand Nazariantz, che per una fase della sua vita condivise con il Landi interessi e prospettive, plaudo alla pubblicazione, che riaccende l'interesse su una straordinaria personalità che mi sento di dire - lontano da facili entusiasmi - essere stata tra le figure più interessanti e misconosciute del secondo Novecento letterario Italiano.
Troppo spesso, Noi tutti, siamo stati assuefatti e condotti ad applaudire operatori culturali apparentemente privi di aporie, presuntamente tutti d'un pezzo, e che altrettanto facilmente possiamo ricondurre a categorie letterarie, psicologiche, politiche. Eppure il presente, e la correttezza intellettuale, ci hanno insegnato che le cose non stanno così come la vulgata ce le racconta.
Il Landi, personalità complessa - d'indubbia tempra morale - dalla visione culturale più grande di quanto egli stesso e i suoi contemporanei non compresero, ci insegna a guardare oltre, ad investire il nostro tempo e le nostre risorse non sulle mode culturali e politiche ma sulla qualità dell'Arte e dello Spirito. Luciano Landi fu attento autore e lettore, quindi editore, in "un'epoca di mezzo", come Hrand Nazariantz e tanti altri, e ne pagò lo scotto, non piacendo troppo né ai presunti antichi né ai presunti moderni. Così solo oggi, in un'epoca in cui anche i "moderni" risultano "antichi", spesso noiosi e stantii, talvolta più pedanti e necessitanti d'essere storicizzati, di quanto non lo fossero i loro antecessori, Luciano Landi editore scomodo, e coraggioso, il cui mancato riconoscimento grida vendetta nel canone storico-letterario nazionale, deve essere riscoperto! Egli, operatore culturale, cercò di fare quanto altri, più quotati e noti di lui, fecero poco. Lavorò ad amalgamare scrittori e opere di quella che qualcuno definì "la Nuova Italia", post bellica, per differenziata da quella presuntamente "vecchia", crociana.
A TUTTI palesò rispetto, anche a chi non ne aveva avuto per gli avversari, e anche per questo ecumenismo ante litteram, e questa costruzione di giustizia e di pace culturale, davanti a Luciano Landi la critica letteraria deve togliersi il cappello e promuoverne massicciamente gli studi.
Auspico, dunque, che non alla memoria di Luciano Landi, ma alla sua attualità, anticipatrice e precorritrice dei tempi, siano dedicate istituzioni, piazze, strade, nel Valdarno e ovunque ci sia interesse alla cultura della collaborazione artistica e letteraria. Occorre, infatti, promuovere nuovamente la solidarietà spirituale di cui troppo spesso il "far cultura" dell'oggidì, si rende, colpevolmente, dimentico.
Scusandomi della, forse, eccessiva verbosità, frutto di un fin troppo appassionata sguardo sull'opera del Landi, porgo a tutti il mio personale saluto e quello del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari, e un particolare affettuoso pensiero agli eredi di Luciano Landi e quanto come Helenia Piersigilli si dedicano al suo studio.

da Bari, 03/02/2017

                                             Carlo Coppola