lunedì 18 luglio 2016

A chi giova parlare di disordini a Yerevan?

Il Satrapo Erdogan in una "odiata" vignetta 
del nostro Pierfrancesco Uva

Era questo che dovevamo aspettarci dal dittatore patetico e sanguinario che affama il suo popolo con la complicità degli Stati Uniti d'America. La libertà viene tolta alle forze laiche e cristiane che vengono dipinte come pericolose e dissidenti, infedeli allo stato neo-teocratico. 

Nel frattempo nella, non troppo vicina, Armenia all'alba di ieri è avvenuto un fatto singolare, che non desta comunque alcuna preoccupazione nella popolazione civile, e neppure all'ordine pubblico della capitale. 

In merito agli eventi in corso alla stazione di polizia di Erebuni, alla periferia di Yerevan, si precisa che non è in atto un colpo di stato e che Jirair Sefilyan è stato arrestato il 20 giugno per detenzione e traffico illegale di armi. 

Nonostante i media internazionali insistano che ci sia tensione nelle strade della capitale, nel centro della città la situazione appare tuttavia più che tranquilla. 
L'ordine pubblico risulta presentemente normale, i negozi della città sono affollati da turisti e neppure la televisione si occupa di quelli che i media internazionali continuano a sostenere "essere gravi fatti".
Ci chiediamo dunque a chi giovi parlare di disordini nella capitale armena... certo le opposizioni fanno la loro parte opponendosi e cercando consensi internazionali. 
manifesto con personalità Armene a
Piazza Repubblica (Yerevan)
In un momento come questo riteniamo che l'Ambasciata Armena in Italia debba - come sta facendo - chiarire i fatti che avvengono, aiutando l'opinione pubblica italiana a non cadere nei tranelli della disinformazione, quale terribile arma di propaganda, di quanti non amano la Repubblica d'Armenia
Ribadisco qui a Yerevan la situazione è perfettamente tranquilla. Nelle strade del centro c'è solo un gran caldo. Piazza Repubblica sotto la calura domenicale è percorsa da turisti. 
Riflettiamo un attimo sul fatto che queste notizie tendenziose vengano messe in giro nei mesi in cui l'Armenia si affolla di turisti. 
La ripresa della guerra in Nagorno Karabakh ha fatto già i suoi danni al Turismo, all'economia, a. Evitiamo che ne se ne continuino a fare. 
Viva la Repubblica d'Armenia!!!