lunedì 21 marzo 2016

L'immagine di Surp Sargis a Perugia

l'affresco di Surp Sargis ancor oggi visibile
nella badia di San Matteo degli Armeni a Perugia

Nella confrofaccia della Badia di San Matteo degli Armeni a Perugia, un affresco dalla ormai di difficile lettura raffigura Surp Sargis. 
L'affresco fu studiato nel volume "Ad limina italiae - In viaggio per l'Italia con mercanti e monaci armeni" - del mons. prof. Boghos Levon Zekiyan che da circa un anno è titolare dell’Arcieparchia di Istanbul degli Armeni - che, attualmente, ha giurisdizione sull’intera Turchia - prima con dignità arcivescovile e col titolo della Eparchia di Amida degli Armeni.

Nell'affresco possiamo riscontrare anche alcuni graffiti. Uno assai interessante è il terzo, in lingua armena che si trova tra la figura del secondo orante da sinistra e la zampa anteriore destra del cavallo di San Sargis e recita:

"Io, Lunkianos, presbitero di Kafa, che per la seconda volta andai a Roma in data 872. A te mi affido, o San Sergio, affinché io possa giungere per tempo. Amen e amen".

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C'è da ricordare che l'anno del calendario armeno 872 inizia il 6 dicembre 1422 e termina il 1 dicembre 1423.

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Surp Sargis: si tratta di San Sergio, martire in Persia intorno al 360, un santo militare, molto venerato dagli armeni. A Caffa, all'epoca colonia genovese, esisteva una chiesa dedicata al santo, ancor oggi esistente, pertinente agli armeni gregoriani. Nella devozione popolare, gli armeni si raccomandavano a San Sergio contro vari mali e disgrazie.

La Principale fonte bibliografica è costituita da :
Boghos Levon Zekiyan, Ad limina italiae. In viaggio per l'Italia con mercanti e monaci armeni, Padova, Editoriale Programma, 1996.
particolare dell'affresco con graffito in lingua armena