"LA MADRE DELL'ARMENIA di Vighen Avetis a Cavriglia (AR) per celebrare l'Armenia" di Carlo Coppola
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L'opera di Vighen Avetis lascia la sua sede fiorentina |
La Madre dell'Armenia di Vighen Avetis: un viaggio della memoria da Firenze all'Europa
Un'opera monumentale approda a Cavriglia come simbolo di memoria condivisa
Dal cuore rinascimentale di Firenze alla piccola cittadina toscana di Cavriglia: è questo il percorso compiuto questa mattina dalla monumentale scultura "La Madre dell'Armenia", opera in bronzo (2,80 x 1,80 metri) del grande artista armeno Vighen Avetis. La statua, partita da Piazza del Duomo di Firenze, dove era collocata presso la sede della Misericordia ai piedi del campanile di Giotto, è stata posizionata davanti al palazzo comunale di Cavriglia (Arezzo), dove rimarrà esposta per circa un mese.
Un onore per Cavriglia
L'arrivo dell'opera nel comune aretino rappresenta un evento di straordinaria importanza per la comunità locale. Come sottolineato dal sindaco di Cavriglia, il maestro Vighen Avetis ha accettato la proposta dell'Amministrazione Comunale di far sostare la scultura in questa "Terra di Eccidi" come prima tappa del tour mondiale organizzato in occasione del centesimo anniversario del Genocidio Armeno del 1915.
La proposta era stata avanzata tramite il maestro senese Massimo Lippi, molto legato al territorio cavrigliese, e l'accettazione dell'artista è stata accolta con enorme piacere e gratitudine dall'intera amministrazione e cittadinanza.
Il simbolismo dell'opera
"La Madre dell'Armenia" rappresenta una figura materna che con il proprio abbraccio salva i suoi quattro figli da uno sterminio annunciato. Come ha affermato il Vicesindaco di Cavriglia, Filippo Boni: "La bellezza simbolica e illuminata di una madre che salva con il proprio abbraccio i suoi quattro figli da una strage annunciata, quella degli armeni nel 1915, ha raggiunto anche la nostra comunità e ne siamo profondamente orgogliosi".
Il legame tra Cavriglia e l'Armenia
Non è casuale la scelta di Cavriglia come tappa di questo viaggio della memoria. Il forte legame con i tragici fatti del passato accomuna il popolo armeno alla comunità cavrigliese. Il 4 luglio 1944, durante gli eccidi nazisti, vennero uccise nel Comune di Cavriglia 192 vittime civili innocenti. Un massacro che, pur nelle sue diverse dinamiche storiche, condivide con il genocidio armeno l'orrore della violenza contro popolazioni inermi.
"Dobbiamo essere doppiamente fieri di questa opportunità poiché gli armeni, che vennero sterminati cento anni fa, hanno subìto in massima parte ciò che anche la nostra popolazione, per tutt'altri motivi, subì il 4 luglio 1944 con il massacro nazista", ha spiegato il Vicesindaco Boni, sottolineando come anche le donne cavrigliesi, nella ricostruzione del tessuto sociale della comunità, ebbero un ruolo straordinario e fondamentale, proprio come rappresentato dalla figura materna dell'opera di Avetis.
Il tour europeo della scultura
Prima di arrivare a Cavriglia, "La Madre dell'Armenia" era già stata esposta in Piazza del Duomo a Siena e a Firenze. Il suo viaggio proseguirà con tappe di grande rilevanza simbolica e culturale. Dopo Cavriglia, l'opera si dirigerà verso Piazza San Pietro a Roma, dove Papa Francesco la accoglierà il 12 aprile 2015 con una Santa Messa dedicata al popolo armeno e al suo genocidio.
Successivamente, la scultura raggiungerà Piazza San Marco a Venezia e, prima della sua collocazione definitiva a Copenaghen, in Danimarca, farà sosta al museo del Louvre a Parigi. Durante tutto il 2015, l'opera toccherà le più importanti città d'Europa, tra cui Marsiglia e Ginevra, portando ovunque il messaggio di memoria e riconciliazione.
L'inaugurazione e le iniziative per i giovani
L'inaugurazione ufficiale della tappa cavrigliese si terrà giovedì 19 febbraio 2015 alle ore 15:00 presso il palazzo comunale, alla presenza delle autorità civili e religiose, dell'artista armeno Vighen Avetis, del maestro Massimo Lippi e di tutta la cittadinanza, caldamente invitata a partecipare.
In concomitanza con l'esposizione dell'opera, l'Amministrazione Comunale di Cavriglia ha previsto una serie di iniziative rivolte ai giovani studenti del territorio. L'obiettivo è proseguire nel percorso di sensibilizzazione sull'importanza della Memoria, avviato lo scorso anno con le celebrazioni del 70° anniversario degli eccidi nazisti del luglio 1944. Gli studenti saranno coinvolti in attività che tracceranno un parallelo tra gli eccidi nazisti del 1944 e il genocidio del popolo armeno, per non disperdere gli insegnamenti lasciati in eredità dai tragici fatti del passato e tramandare questo patrimonio di generazione in generazione.
Come ha concluso il Vicesindaco Boni: "Questa Madre è anche la nostra Madre e rappresenta nella sua luce questa terra feconda dei suoi figli e che ancora oggi, nonostante tutto, è salvata dalla bellezza tramite coloro che provano a seminarla nel mondo".
http://www.comune.cavriglia.ar.it/news/cavriglia-e-armenia-legate-da-avetis-vighen-nel-nome-della-memoria:
Cavriglia e Armenia legate da Avetis Vighen nel nome della Memoria 17 febbraio 2015
Di proprietà della Fondazione "DAR" l'opera (bronzo, 2,80 mt X 1,80 mt) è stata realizzata qualche mese fa in memoria del centenario del Genocidio degli Armeni. Vighen Avetis ha realizzato la scultura dal grande impatto emotivo partendo dall'allegoria dell'Armenia come madre di tanti 4 figli sparsi ai 4 punti cardinali, ai 4 continenti.
Sul retro della statua un particolare ne svela la provenienza e l'intensità storica e non solo allegorica della descrizione. Il vestito della donna è chiuso da una spilla sul retro. Essa come cammeo ha la Chiesa di Santa Croce di Aktamar, il monumento assoluto al Genocidio Armeno. L’antica chiesa armena della Santa Croce sorge sull’isola Aktamar posta al centro del lago di Van, nella Turchia dell’est a confine con l’Armenia, ed è oggi solo un museo. Questa suggestiva chiesa è uno dei più pregevoli esemplari di arte armena del Decimo secolo ma è soprattutto tristemente nota alle cronache per essere stata uno dei luoghi dove gli armeni furono massacrati durante il genocidio del 1915. E ancor oggi per qualsiasi armeno, dovunque si trovi, Aktamar è un luogo particolarmente caro da vedere e visitare prima di morire.
Vighen Avetis è nato a Yerevan nel 1968 da un’antica famiglia che ha sempre coltivato l’amore per le più alte tradizioni culturali della sua terra. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti della sua città e nello studio di un grande artista, ma non ha ricevuto nessuna influenza esterna perché ha un forte carattere che lo porta spontaneamente al confronto con i Maestri della tradizione italiana. Ha completato i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze e, fin da giovane, ha eseguito importanti opere in bronzo e marmo. Vince alcuni concorsi nazionali di scultura; primeggia a Carrara nei prestigiosi laboratori del marmo dove si distingue per la sua indomita energia creativa e per la tecnica raffinata che lo segnala tra i migliori scultori del marmo degli anni Novanta. Nonostante il suo percorso di vita lo abbia spesso allontanato dal suo Paese, Vighen Avetis è sempre stato molto apprezzato in Armenia dove ha realizzato importanti come fontane, monumenti oltre ad essere l’inventore e il Direttore di vari edizioni del Simposio di scultura internazionale. Impegnato attivamente per elevare le sorti culturali della sua patria è ritenuto, per unanime consenso, uno dei maggiori artisti del suo popolo, capace di dialogare con i più importanti movimenti culturali a lui contemporanei. Tra i più prestigiosi riconoscimenti ottenuti dall'artista nella sua brillante carriera citiamo la 32esima edizione del “Premio Firenze” sezione scultura grazie proprio a “La Madre dell'Armenia”.





