"Kurcorio, Kurkuas e le sue varianti: una dinastia bizantina di origine armena e il ruolo a Bari" articolo di Carlo Coppola


possibile immagine del Giudice Curcorio o Curcurio

Origini e ascesa di una famiglia armena

Il nome Kourkouas (nelle varianti Curcuas, Kurcorio, Kurkuas) deriva probabilmente dall'ellenizzazione del prenome armeno Gurgen (Գուրգեն) e identifica una delle più illustri famiglie armene integrate nell'aristocrazia bizantina. Come attestato esplicitamente da Teofane Continuato, la casata emerse tra i secoli VIII-IX nelle élite militari proprietarie terriere, radicandosi inizialmente in Paflagonia e nel tema degli Armeniaci, nell'attuale Turchia settentrionale, dove possedevano vaste proprietà.

L'apogeo nel X secolo

La famiglia raggiunse il massimo prestigio nel X secolo fornendo generali di primo piano e figure imperiali. Giovanni (II) Kourkouas fu "domestico delle Scholae" (comandante supremo dell'esercito) per ben 22 anni sotto Romano I Lecapeno (920-944). Dal 923 guidò le operazioni sul fronte orientale, conducendo brillanti campagne militari contro gli Arabi che portarono alla conquista di numerose città in Armenia e Mesopotamia, culminando nel recupero del celebre mandylion (la reliquia del volto di Cristo) da Edessa nel 944.

Il vertice del potere fu raggiunto con Giovanni I Tzimiskès (969-976), nipote di Teofilo Kourkouas, che divenne imperatore. Nato nel 925, le sue campagne lo condussero fino a Damasco e Beirut, consolidando il dominio bizantino in Oriente. La famiglia intrecciò matrimoni strategici con i grandi clan bizantini (Phokas, Skleros, Lecapeni), consolidando la propria influenza politica e militare attraverso una rete di alleanze caratterizzata dalla comune origine armena.

Giovanni Kourkouas, catapano di Bari (1008-1010)

All'inizio dell'XI secolo la presenza della famiglia si estende all'Italia meridionale. Giovanni (V) Kourkouas fu nominato catapano d'Italia negli anni 1008-1010, governando i possedimenti bizantini da Bari. La sua missione principale fu affrontare gli inizi della rivolta di Melo, uno dei principali notabili baresi che minacciava il controllo bizantino sulla regione. Giovanni confermò i privilegi concessi dai suoi predecessori alle comunità locali, cercando di mantenere la stabilità in un territorio strategico.

Morì in carica nel 1010 e fu sostituito da Basilio Argyros Mesardonite. La sua presenza non fu effimera: un membro della sua famiglia o del suo seguito rimase in loco, poiché è documentato un Giovanni Kourkouas notaio attivo nell'Italia meridionale fino al 1054, che redasse testamenti nel 1049.

I Curcorio patrizi e la traslazione di San Nicola

Dopo la conquista normanna del 1071, mentre il potere politico passava ai Normanni, il patriziato locale conservava forti legami culturali e mercantili con Bisanzio. In questo contesto emerge la figura del giudice Curcorio (o Curcurio), patrizio barese della stessa famiglia.

Un elemento cruciale nella storia barese dei Kourkouas riguarda la traslazione delle reliquie di San Nicola da Myra a Bari nel 1087. Un Curcorio patrizio commissionò al monaco Niceforo il primo resoconto greco della traslazione, segnando un momento fondamentale per la costruzione del culto nicolaiano. La famiglia emerge così come interlocutrice chiave tra potere civile e iniziativa religiosa, mantenendo la continuità con le tradizioni bizantine anche sotto il dominio normanno.

Il primo miracolo di San Nicola a Bari

La rilevanza dei Curcorio nella vita religiosa barese è ulteriormente testimoniata da un episodio agiografico significativo: il primo miracolo di San Nicola compiuto sul suolo barese fu concesso a una bambina armena, parente del giudice Curcorio. Questo episodio sottolinea non solo il ruolo attivo della famiglia nell'introduzione e legittimazione del culto nicolaiano, ma anche i persistenti legami con la comunità armena e la capacità di fungere da ponte tra diverse tradizioni culturali.

Devozione religiosa della famiglia

Le fonti sigillografiche documentano la profonda devozione religiosa dei Kourkouas. Giovanni (II) sceglieva costantemente l'immagine della Vergine per i suoi sigilli, mentre altri membri preferivano San Teodoro, particolarmente venerato in Paflagonia. La famiglia manteneva stretti rapporti con ecclesiastici illustri, come Cristoforo, metropolita di Gangre, che curò l'educazione dei giovani Kourkouas. Queste relazioni con uomini di chiesa contribuirono a "sacralizzare" il prestigio del lignaggio.

Declino e spostamento verso l'Occidente

Dopo il regno di Giovanni Tzimiskès, la famiglia conobbe un progressivo declino. La lunga epoca di Basile II (976-1025) comportò una riorganizzazione dell'aristocrazia che penalizzò i vecchi lignaggi militari come i Kourkouas. Le fonti dell'XI secolo mostrano membri della famiglia con dignità sempre meno elevate, attivi soprattutto in Bulgaria e nei Balcani.

La perdita delle province orientali a causa dell'avanzata turca costrinse la famiglia a un definitivo spostamento verso occidente. L'ultimo rappresentante significativo fu Gregorio Kourkouas, dux di Filippopoli nel 1090-1091. La storia documentata si chiude all'inizio del XII secolo con il patriarca Michele Kourkouas (1143-1146) a Costantinopoli e Teodoro Tzimiskès, fondatore di una chiesa in Epiro nel 1281.

Conclusioni: un ponte tra Oriente e Occidente

Dalla diaspora armena alle coste pugliesi, la famiglia Kourkouas rappresenta un ponte culturale e politico tra Armenia e Bisanzio, tra élite militari e patrizi urbani, tra potere imperiale e devozione religiosa. L'insieme delle testimonianze evidenzia non solo la loro influenza militare, ma anche la capacità di lasciare un'impronta duratura nel tessuto sociale e religioso di Bari, confermando la centralità del giudice Curcorio e dei suoi discendenti nella storia della città e nella costruzione del culto di San Nicola, patrono ancora oggi venerato.


Carlo Coppola