lunedì 23 giugno 2014

Darmian e Teymourian calciatori armeni ai mondiali del Brasile

Matteo Darmian in azione
in una immagine tratta da Wikipedia
Alcune settimane fa abbiamo appreso che un difensore della nazionale italiana di calcio Matteo Darmian ha origini armene. Nato a Legnano il 2 dicembre del 1989 il cognome ne tradisce la provenienza degli antenati, facendo di lui il secondo calciatore dei mondiali 2014 la cui discendenza verrebbe dal paese dell'Arat. Il primo, e più famoso, è il capitano dell'Iran, il centrocampista Andranik Teymourian detto Ando.
Non conosciamo dichiarazioni di Matteo Darmian circa la sua origine etnica che ci sembra però incontrovertibile. Il cognome, infatti, deriverebbe, secondo alcuni recenti studi, dal termine armeno դարբին (Darbin) che significa fabbro secondo. L'evoluzione consonantica da B ad M avrebbe prodotto la forma attuale. In Armenia, infatti, il cognome Darmian è attestato e noto anche nella forma Darmiyan e in quella indiana Darmiyaan
Matteo e Andranik hanno in comune la provenienza dall'oratorio e il forte sentimento religioso cristiano. 
Il calciatore Andranik Teymorian
capitano della nazionale 
iraniana
(immagine da wikipedia)
Matteo proviene, infatti, dalle squadre d'oratorio una delle quali, quella di Rescaldina, era allenata da suo padre Giovanni Darmian. 
Ando è invece l'unico giocatore non musulmano della nazionale iraniana. Sappiamo che va a Messa ogni domenica e non ha per questo mai avuto problemi con i dirigenti e i compagni dalla sua squadra di club e neppure della nazionale. Anzi ultimamente il presidente dell'Iran incontrando la squadra di calcio prima dei mondiali gli ha fatto dono a Teymourian di un corano che il 31 enne capitano ha accolto e baciato per rispetto della nazione e del suo pubblico che lo adora.
Ando e Matteo rappresentano quindi due diversi movimenti della diaspora armena, verso oriente e verso occidente, e portano alta la loro origine rappresentandola ogni volta che il loro cognome viene citato dai cronisti e commentatori sportivi per le loro gesta atletiche. I due ragazzi sono quindi, in qualche modo, ambasciatori di una cultura millenaria come quella armena e nel sito stesso dalla FIFA se ne fa inequivocabilmente menzione.