"Sharakan in Tre Parti" di Stefano di Siunik traduzione di Tamar Badalyan e Commento di Carlo Coppola




Սա է Բանն Աստուած,
Որ յառաջ քան զհաւիտեանս
Անճառելի գալստեամբ իւրով
Յայտնեցաւ տիեզերաց
Ծնեալ ի Կուսէն:

Օգնական ընդունելի եղև իմ Տէր,
Ինձ ի փրկութիւն,
Սա է իմ Աստուած
Եւ փառաւորեցից զսա:

Տէր զլուր քո լուա ես
Եւ զարհուրեալ դողացայ յույժ,
Նայեցա ի գործս Քո
Եւ փառաւորեցից զՔեզ, Քրիստոս,
Որպէս մարդասէր:
Զի ի Քէն ցնծութիւն ծնավ
Տիեզերաց նախայաւիտեանն
Բանն փառակից Հօր և Սուրբ Հոգւոյն.
Զնա անդադար աղաչեա՛ վասն անձանց մերոց:

Traduzione del testo dalla lingua armena classica (Grabar)

Questo è il Verbo Dio,
Che prima dei secoli,
Con la sua ineffabile venuta,
Si è manifestato all'universo,
Nato dalla Vergine.

Il Signore è diventato il mio valido aiuto
Per la mia salvezza;
Egli è il mio Dio
E io lo glorificherò.
Signore, ho udito il tuo annuncio
E, pieno di timore, ho tremato molto.

Ho contemplato le Tue opere
E Ti ho glorificato, o Cristo,
Poiché ami gli uomini.
Poiché da Te è nata la gioia per l'universo,
Il Verbo preeterno,
Coeterno e co-glorioso con il Padre e con il Santo Spirito;
Prega Loro incessantemente per le anime nostre.

Commento di Carlo Coppola

La figura monumentale di Stefano di Syunik (Ստեփանոս Սիւնեցի, 670-735 d.C.) si colloca a uno snodo fondamentale dell’intellettualità e della teologia altomedievale armena, costituendo un ponte imprescindibile tra l’eredità patristica autoctona e i grandi fermenti speculativi del Mediterraneo orientale e occidentale. Figlio dell’Arciprete di Dvin, Stefano intraprese un itinerario formativo di straordinaria ampiezza: avviato ai primi studi presso la sede del Catolicossato e perfezionatosi poi nell’ambiente ascetico e culturale del monastero di Makenetsots nella regione del Gegharkunik, approdò infine alla celebre scuola monastica di Syunik, vero e proprio cenacolo di erudizione del tempo. La sua sete di conoscenza lo spinse tuttavia ben oltre i confini del patria terra: i soggiorni di studio a Costantinopoli, Atene e Roma gli consentirono di padroneggiare con rara perizia le scienze umanistiche, le letterature greca e latina, la sistemazione agiografica e, in modo del tutto peculiare, la teoria musicale. Rientrato in patria e cinto della dignità metropolitana di Syunik nel 734 grazie al determinante sostegno del principe Babgen III del casato Haykazouni, Stefano concluse la sua intensa parabola vitale già nel 735, vittima tragica di un agguato mortale perpetrato a seguito della sua fermezza nel riprendere pubblicamente i costumi morali di una figura locale.
Come abbiamo detto il testo di questo inno è diviso in tre parti: 
1) Incarnazione e Cristologia (Sa e bann Astvats): Celebra il Verbo eterno che si manifesta nel mondo nascendo dalla Vergine. La teologia armena rimarca l'inseparabile unità divina e umana di Cristo e proclama Maria Astvadzatsin (Theotokos).
2) Soteriologia dinamica (Ognakan endouneli): Il Signore è visto come soccorso concreto che eleva l'uomo, trasformando la salvezza in un'esperienza viva di liberazione che suscita la lode.
3) Mistero Trinitario e Filantropia (Ter, zlour Qo): Unisce il sacro rispetto dinanzi alla teofania alla gioia per la benignità di Cristo (mardaser, amante degli uomini), concludendosi con la glorificazione del Verbo consostanziale al Padre e allo Spirito Santo e l'invocazione della Sua intercessione.