Addio a Nicola Damiani Sindaco di Bari un ricordo di di Carlo Coppola
Nicola Damiani, ex sindaco di Bari e storico amico di Aldo Moro, è scomparso nei giorni scorsi. La notizia me l'ha data mia madre, mentre pranzavo. Ero appena rientrato da Saltrio, nel Varesotto, a due passi dalla Svizzera — troppo tardi per i funerali, troppo tardi per l'ultimo saluto. Il prof. Nicola Damiani, che gli amici chiamavano Colino, era tornato alla casa del Padre.
Nato a Bari nei primi anni Venti del Novecento, Nicola Damiani aveva attraversato quasi un secolo di storia italiana con una curiosità intellettuale che non lo abbandonò mai. La sua formazione era stata tutt'altro che provinciale: da giovane aveva praticato il nuoto a livello agonistico, conseguendo risultati di rilievo che gli avevano plasmato un fisico robusto e una disciplina interiore visibile anche nell'età avanzata. Poi era arrivata la borsa di studio Fulbright, con il soggiorno negli Stati Uniti — esperienza rara, quasi eccezionale per un meridionale della sua generazione, che gli aveva lasciato una padronanza dell'inglese e una familiarità con il mondo anglosassone difficili da trovare in chi non aveva varcato certi confini. Tornato in Italia, si era inserito nel tessuto culturale e politico di una Bari che, nel secondo dopoguerra, cercava faticosamente una propria identità moderna, oscillando tra la sua vocazione portuale e mediterranea e le spinte di rinnovamento che percorrevano tutta la penisola.
Damiani e Aldo Moro: un'amicizia barese
Negli anni della sua formazione universitaria a Bari, Nicola Damiani aveva stretto amicizia con Aldo Moro, con cui condivideva quell'humus pugliese fatto di rigore cattolico, ambizione civile e una certa propensione alla mediazione paziente. Era un'amicizia autentica, non di convenienza, nata sui banchi e nei corridoi di quella Bari accademica e goliardica che sapeva ancora coltivare legami destinati a durare decenni. Moro sarebbe diventato uno degli statisti più importanti — e più tragici — della Repubblica italiana; Damiani avrebbe scelto una strada diversa, tutta radicata nella sua città, ma non meno degna di considerazione.
Nicola Damiani sindaco di Bari: il primo centrosinistra
Fu sindaco di Bari — il primo a guidare una giunta aperta alla sinistra — in un'epoca in cui fare politica significava ancora misurarsi con un'idea di città, con un progetto collettivo che andasse al di là della gestione dell'ordinario. La sua amministrazione si collocava in quel frangente delicato in cui l'Italia cercava nuovi equilibri, in cui il centrosinistra provava a costruire ponti laddove la Guerra Fredda aveva scavato trincee. A Bari come altrove, non fu un percorso privo di resistenze; ma Damiani vi portò quella stessa compostezza pragmatica che aveva caratterizzato la sua formazione.
Negli ultimi anni, nonostante l'età avanzata, conservava una vitalità che colpiva chiunque lo frequentasse. Sapeva usare il computer con naturalezza, scansionare fotografie, gestire la posta elettronica, condurre ricerche in rete — strumenti che molti coetanei avevano semplicemente ignorato o delegato ad altri, e che lui invece aveva adottato come prolungamento ovvio della propria curiosità. Non era civetteria tecnologica: era la stessa apertura mentale che lo aveva portato a varcare l'Atlantico da giovane, applicata agli strumenti del tempo presente.
Il ricordo personale: un incontro attraverso la memoria familiare
Lo conobbi attraverso uno di quei fili sottili che legano le generazioni quando ancora qualcosa le tiene insieme: era stato amico, oltre che di Moro, di mio nonno Carmine Antonio Vox. Quella doppia fedeltà mi aprì la sua porta. La prima volta che ci incontrammo mi accolse con la cortesia cordiale di chi ha vissuto abbastanza da non avere più nulla da dimostrare, e subito mi disse — come dicono i vecchi saggi — di far presto, perché ogni giorno poteva essere l'ultimo. Non era rassegnazione: era lucidità, quella particolare lucidità che si acquisisce solo quando si è guardato in faccia il tempo per quasi un secolo.
Il progetto su Aldo Moro giovane a Bari
Fu il primo consulente del progetto Una passeggiata invernale: Aldo Moro è stato giovane, un'iniziativa culturale dedicata alla giovinezza barese dello statista democristiano — a quella stagione formativa che Bari fatica ancora a riconoscere come propria, preferendo spesso cedere Moro alla storia nazionale senza rivendicarne le radici locali. Il progetto, promosso con il sostegno di Anche Cinema e Apulia Film Commission, naufragò prima di approdare a qualsiasi risultato concreto. Damiani vi aveva portato la testimonianza diretta, quella memoria viva che nessun archivio può sostituire: ricordava Alduccio — così lo chiamava — con la familiarità affettuosa di chi ha condiviso con lui qualcosa di anteriore alla storia, qualcosa che appartiene alla giovinezza e non alla politica.
L'ultima volta che lo sentii fu per la Pasqua dello scorso anno. Gli riferii, con la delicatezza che la situazione richiedeva, che il progetto era naufragato. Lo ascoltò in silenzio. Non aggiunse parole inutili. Era anche quello un segno di stile.
La Bari che non c'è più
Nicola Damiani era una delle ultime colonne di una Bari colta e goliardica, capace di ironia e di visione, che il tempo e una certa mediocrità diffusa hanno progressivamente eroso. Una Bari che sapeva fare amicizia duratura, che sapeva formare uomini capaci di stare nel mondo senza perdere il senso del luogo da cui provenivano. La sua scomparsa lascia un vuoto che non è soltanto personale: è il vuoto di una generazione che teneva insieme memoria e progetto, radici e apertura, fedeltà e intelligenza critica — qualità che oggi si fatica perfino a nominare senza sembrare anacronistici.
Ora conta che il prof. Nicola Damiani abbia raggiunto il suo amico Alduccio, e tutte le altre figure di quella città che fu — nel paradiso della verità, là dove le amicizie vere non si prescrivono e i progetti incompiuti trovano forse il loro compimento.




