Jihadisti Pakistani e Afgani si starebbero muovendo contro Artsakh: una voce si alza dal Congresso degli Stati Uniti
Il membro del Congresso statunitense Brad Sherman ha invitato il Dipartimento di Stato americano a reagire al dispiegamento di jihadisti da parte della Turchia nella zona di conflitto del Nagorno Karabakh (Artsakh), dove le forze azere stanno usando questi combattenti stranieri come mercenari contro l'Artsakh.
Oggi ho parlato con il vice segretario aggiunto George Kent e con il copresidente del gruppo Minsk dell'OSCE Andrew Schofer degli Stati Uniti riguardo ai rapporti secondo cui la Turchia recluta e schiera combattenti da "gruppi jihadisti" in Siria al confine tra l'Artsakh e l'Azerbaigian.
ha dichiarato il Membro del Congresso attraverso twitter ed inseguito ha dichiarato.
Ho esortato il Dipartimento di Stato a continuare a premere la Turchia sul fatto che il dispiegamento di combattenti stranieri nella regione è inaccettabile e sarà accolto da una risposta degli Stati Uniti.
Ci sono numerosi dati confermati che le forze azere stiano usando gruppi terroristici jihadisti siriani mercenari negli attacchi contro Artsakh. Questa informazione è stata confermata da svariate agenzie di intelligence: armene, francesi, russe, americane e anche da quella siriana di Assad. Il pericolo è ora che anche oltre ai jihadisti siriani, l'Azerbaijan recluti anche quelli provenienti dal Pakistan e dall'Afganistan. Una notizia in tal senso sta circolando da diverse settimane, ben prima dell'inizio delle ostilità dell'Azerbaijan contro la Repubblica di Artsakh. Anche su Facebook si trovano alcuni che fanno riferimento alla sedicente unione dei giovani turchi dell'Azerbaijan, del Pakistan e della Turchia, e pagine relative a combattenti pakistani sono state segnalate al servizio di sicurezza del social network da molti utenti nel mondo. Il servizio di Facebook che si è rifiutato di chiudere o bloccare i gruppi segnalati, non rilevandone pericolosità o irregolarità in tali gruppi.
Anche Facebook ha, quindi, pesanti responsabilità in questo contesto.







