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Centro Studi 'Hrand Nazariantz'

intende contribuire a:
1) diffondere la conscenza dell'opera di Hrand Nazariantz (Üsküdar 1880 ? - Bari 1962).
2) ampliare la conoscenza della cultura letteraria, artistica, musicale del Vicino Oriente Europeo e Asiatico.

info: centrostudihrandnazariantz@gmail.com

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20181020

Oggi a Bari "Il silenzio della pietra"

Ieri 19 ottobre 2018 sera alla "LIBERIMA" di Lecce la prof. Isabella Oztasciyan Bernardini d'Arnesano e la prof.ssa Rosita d'Amora hanno presentato un interessante volume della scrittrice e traduttrice turca Filiz Ozdem (ha tradotto tra gli altri Pasolini, Calvino, de Amicis, Collodi, Rodari), dal titolo "Il silenzio della pietra". Il testo è stato volto in Italiano da Anna Lia Proietti, per i tipi della casa editrice Stilo di Bari. 
"Il Silenzio della pietra' è la storia personale di Sude che si intreccia con le vicendee le ferite ancora aperte della giovane repubblica di Turchia. Il gomitolo dei ricordi si dipana a partire dall'infanzia e dall'adolescenza in cui Sude è divisa tra due mondi familiari profondamente diversi, passando attraverso la scoperta delle origini armene del ramo materno, arrivando infine alla perdita dell'uomo che ama. Lentamente Sude assembla i tasselli della storia familiare, scontrandosi con il silenzio che avvolge la storia della persecuzione armena, con le sue deportazioni e le sue forzate conversioni. Via via che prosegue la ricerca la narrazione si fa più onirica, confondendo la realtà col sogno, l'immaginazione con l'incubo, in una atmosfera di crescente oppressione. Sullo sfondo di uno degli episodi più dolorosi della storia della Turchia, è il filo rosso della paura a intrecciare i destini dei personaggi. 
un momento della presentazione leccese del romanzo "Il Silenzio della Pietra"
Si tratta, insomma, di uno di quei testi con cui la Turchia contemporanea cerca di affrontare con garbo, e sincerità ma anche con determinazione - e senza autoinfliggersi troppi mal di pancia - il problema del Genocidio Armeno, driblando a tutti i costi il termine Genocidio per non incorrere nelle repressioni del Sultanetto che i Turchi continuano a farsi riappioppare quale leader.
Oggi sabato 20 ottobre 2018, alle 19,00 al Museo Civico di Bari (strada Sagges 13) il volume sarà presentatoall'interno della rassegna Letterature delle periferie d'Europa.

20181018

Settimana di Grandi successi per la Lingua Italiana a Jerevan


La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale italiana e attualmente nella sua 18° edizione, si svolge in tutto il mondo dal 15 al 21 ottobre 2018. Il suo obiettivo è quello di promuovere a livello mondiale la lingua italiana attraverso un tema scelto che varia ogni anno e funge da elemento guida per una vasta gamma di attività culturali.

Quest'anno si è deciso di porre un focus sull'importanza web-technologies e sulle vari linguaggi  utilizzate nella lingua e nella cultura italiana. Questo argomento appare di estrema attualità inquanto esamina i collegamenti esistenti tra la lingua italiana e le nuove piattaforme di tecnologia dell'informazione, come i social network.
In Armenia, gli eventi saranno organizzati durante la settimana riguarderanno le arti visive, teatro e danza.
L'evento inaugurale del 15 ottobre si terrà presso l'Ambasciata d'Italia a Yerevan e sarà costituto da una istallazione dall'artista Carlo De Meo dal titolo Cancellata a Jerevan. De Meo raccoglierà materiali e oggetti in tutta la città di Yerevan, per poi assemblarli in un modo ecologicamente appropriato. L'installazione di Carlo De Meo si propone di cancellare le barriere e lasciare il passo al dialogo.
Il secondo evento più importante della settimana sarà una performance di danza del 7th Sense Small Theatre/NCA, regia di Vahan Badalyan, e Versiliadanza, diretto da Angela Torriani Evangelisti, ha il sostegno del Ministero della Cultura armeno, il Ministero italiano degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, l'Ambasciata d'Italia in Armenia e il Consolato Onorario Italiano a Gyumri. Questa performance è ispirato al famoso "Libro delle Lamentazioni" di San Gregrorio di Nareg poeta, filosofo, figura eminente della cultura armena e la spiritualità. 
Questo il Programma degli eventi:

13 e 14 ottobre 19,00; 16 ottobre 20,007th Sense Small Theatre/NCA, 11 Abovyan Str.
7th Sense idea e direzione Vahan Badalyan, coreografia Angela Torriani Evangelisti
produzione Small Theatre - Versiliadanza

16 ottobre 19,00 | Centro Nazionale di Estetica, 13 Abovyan Str.
Inaugurazione della mostra San Miniato al Monte. Mille anni di luce di Andrea Ulivi

17 ottobre 17,00 | Ambasciata d'Italia in Armenia, 5 Italia Str.
CONNECTIONS AND ACTIONS | A VISION - TEN YEARS ON: THEATRE, DANCE, TRAINING
Apre la discussione con: Dott. Vincenzo Del Monaco (Ambasciatore d'Italia in Armenia), dott. Antonio Montalto (Console Onorario d'Italia a Gyumri), Marinella Guatterini (giornalista internazionale, storico della danza, coordinatore e supervisore della sezione teatro-danza Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi), Van Badalyan (direttore Piccolo Teatro / NCA), Angela Torriani Evangelisti (danzatrice, coreografa, direttrice di Versiliadanza), Andrea Ulivi (fotografo, editore e insegnante), Leonardo Filastò (artista e videomaker), Tuccio Guicciardini (direttore Compagnia Giardino Chiuso, presidente Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee), Patrizia de Bari (danzatrice, coreografa, direttore della Compagnia Giardino Chiuso)

20 ottobre 19,00 | Small Theatre / NCA, 11 Abovyan Str.
Suggestion Coreografia Angela Torriani Evangelisti
Macchine direzione Tuccio Guicciardini, coreografia Patrizia de Bari
testi Sebastiano Vassalli, produzione Small Theatre - Versiliadanza - Giardino Chiuso realizzato con gli interpreti di Piccolo Teatro / NCA regia di Vahan Badalyan.

20181016

Con le dimissioni di Pashinyan concluso rimpasto di Governo in Armenia



Ieri il Presidente della Repubblica di Armenia, Armen Sarkissyan, su proposta del Primo Ministro, ha firmato il decreto di nomina di Gegham Gevorgyan quale Ministro dell'Agricoltura della Repubblica di Armenia e di Tigran Khachatryan quale Ministro dello Sviluppo Economico e degli Investimenti.
Con queste nomine potrebbe probabilmente essersi concluso il rimpasto di Governo iniziato il 4 ottobre scorso con la nomina di Hakob Arshakyan a Ministro dei Trasporti, delle Comunicazioni e dell'Innovazione Tecnologica, di Gabriel Ghazaryan a Ministro dello Sport e degli Affari Giovanili, di Garegin Baghramyan a Ministro delle Infrastrutture energetiche e Risorse Naturali. Nella stessa data aveva ricevuto la nomina anche Feliks Tsolakyan, cui era stata assegnata la delega di Ministro alle Situazioni di Emergenza, una sorta di Protezione Civile.

Le nomine sono state firmate ai sensi dell'articolo 131 della Costituzione, nonché sull'articolo 5 paragrafo 1 della legge Repubblica di Armenia concernente le "Strutture e attività del governo".
Ultimo dato e più rilevante dato è giunto questo pomeriggio intorno alle 17,30 ora italiana. Si tratta dell'annuncio delle dimissioni dello stesso Nikol Pashinyan dalla carica di Primo Ministro. Pashinyan si dimette per consentire lo scioglimento del Parlamento e l'indizione di nuove elezioni da parte del Presidente della Repubblica Armen Sarkissyan
Il Discorso di Dimissioni del Varchapet è durato esattamente 5 minuti e 36 secondi. Questo è il testo che riproponiamo in una traduzione dalla lingua inglese, a cura di Carlo Coppola.




Cari compatrioti, Mio caro popolo, 
Cittadini orgogliosi della Repubblica di Armenia,
Come ho detto prima, mi dimetto oggi da Primo Ministro dell'Armenia. L'obiettivo di queste mie dimissioni, tuttavia, non è quello di prendere le distanze dall'ufficio del Primo Ministro, ovvero non è quello di sfuggire alla responsabilità che ho assunto nei vostri confronti, al contrario, di portare avanti la rivoluzione nonviolenta, rivoluzione di velluto, rivoluzione popolare che insieme siamo giunti alla fine, tenendo elezioni anticipate del parlamento e restituendo l'intero potere al popolo. 
La tabella di marcia per il raggiungimento delle elezioni anticipate del Parlamento è la seguente: dopo le mie dimissioni il Presidente della Repubblica accetta immediatamente le dimissioni del Governo, l'Assemblea Nazionale non elegge un Primo Ministro per due volte durante nei prossimi 14 giorni, questo si tradurrà nell'automatico scioglimento dell'Assemblea e il Presidente della Repubblica convocherà le elezioni anticipate del Parlamento.  
Durante tutto questo tempo i membri del Governo continueranno a svolgere i loro compiti, ed io continuerò ad adempiere ai poteri costituzionali di Primo Ministro della Repubblica di Armenia, vale a dire che continuerò a essere il garante della vittoria del popolo e se voi darete il vostro voto di fiducia alla nostra forza politica nelle elezioni legislative di dicembre, sarò rieletto Primo Ministro.    
Certamente, molti hanno paura e si pongono una domanda: e se le forze parlamentari nominassero un altro candidato quale Primo Ministro, siamo davvero pronti per questo tipo di scenario?   
Inutile dire che gli eventi del 2 ottobre hanno dimostrato che siamo più che pronti per qualsiasi scenario, perché non una singola forza può resistere alla volontà e al desiderio della gente.  
Ma per ora non voglio nemmeno discutere di uno scenario del genere, perché quante più contraddizioni e aspri dibattiti avremmo avuto con un certo numero di forze parlamentari, non posso pensare che abbiano un obiettivo e un'intenzione di agire contro il popolo e contro la sicurezza nazionale dell'Armenia.  
Le forze parlamentari hanno dimostrato che, a prescindere da tutte le contraddizioni e interpretazioni errate, il nostro stato, la sua stabilità e sicurezza sono una linea rossa per loro, e credo che non supereranno mai questa linea. Soprattutto, sia l'HHK [il Partito Repubblicano], il blocco Tsarukyan e la Federazione Rivoluzionaria Armena hanno dichiarato pubblicamente che non hanno in programma di nominare un candidato a  Primo Ministro o eleggere alcun nuovo Primo Ministro.  
Vorrei anche dire ai rappresentanti della precedente maggioranza dell'Assemblea nazionale che in realtà li abbiamo criticati e continueremo a criticarli, ma questo non significa che stiamo cercando nemici in Armenia, o che li dovremmo cercare.  
Ho detto durante la mia intera attività politica, e vorrei ripetere anche adesso: non ho avuto, non ho, e non avrò nemici in Armenia e tra gli Armeni.  
E vorrei augurare buona fortuna a tutte le forze politiche nelle prime elezioni del Parlamento e affermare che il nostro governo garantirà la libera espressione della volontà del popolo alle elezioni. 
Cari compatrioti,
Sebbene queste dimissioni abbiano una natura formale, il momento è in realtà assai emozionante, perché oggi portiamo a termine un'altra fase della nostra rivoluzione e entriamo in un periodo completamente nuovo. 
E ora, affrontando gli ultimi cinque mesi della mia Premiership, vorrei ringraziarvi per il vostro supporto e fiducia illimitati. Vorrei anche scusarmi con tutti coloro che ho deluso in qualcosa, le cui giuste e lecite speranze non ho esaudito.  
Ma, cari compatrioti, voglio che voi sappiate con certezza e senza alcun dubbio: tutte le vostre pene sono nel mio cuore, tutti i vostri bisogni sono nei miei pensieri, tutti i vostri sogni sono nella mia anima e mi danno le ali e la forza per guardarvi in faccia e ripetervi con fiducia: tutto andrà bene, tutto andrà molto bene.  
Preparatevi a nuove vittorie e preparatevi a costruire una nuova e potente Armenia libera e felice.  
Vi amo tutti, sono orgoglioso di tutti voi, mi inchino davanti a tutti voi, vi bacio tutti. 
E così, viva la libertà. Lunga vita alla Repubblica di Armenia. Lunga vita ai nostri figli, che vivono, e che con fiducia vivranno, nella libera e felice Armenia. 

20181013

Vache Hoveyan in visita a Bari

Vache Hoveyan insieme a Rupen Timurian 
davanti al Khachkar di Bari

A Yerevan la coerenza  in politica è un raro bene. Soprattutto in questi mesi, quando, dopo due decenni di governo del Partito Repubblicano il paese ha iniziato a sventolare del bandiere del Contratto Civile, innalzando a gran voce il canto "Dux ov".
La veloce migrazione dal Partito Repubblicano del Presidente Serzh Sargsyan alle lunghe marce del Քաղաքացիական պայմանագիր, ha raccolto, con mella danza del Rattenfänger von Hameln, non solo tanto popolo ma anche tanti dirigenti e funzionari pubblici che hanno visto la luce negli occhi del nuovo varchapet Nikol Pashinyan, e gettata la casacca repubblicana hanno iniziato a stringere mani nelle strade e tra la gente. A tutti si danno possibilità di cambiamento ma un tale affollamento di conversioni paoline sulla via di Damasco è assai singolare, soprattutto se non è prima preceduto da altrettanto copiose cadute da cavallo.
Tra i pochi rimasti fedeli alla linea possiamo annoverare il maestro Vache Hoveyan, docente di Viola presso il "Conservatorio Musica Komitas" ed ex direttore della Komitas Chamber Music House, una delle sale di concerto più belle e Yerevan nel quartiere centrale di Shrjanayin, noto per i tanti eventi, non solo musicali tra essi i funerali del leader del Dashnaktsutyun, Vahn Hovhanessyan, Ambasciatore in Germania.
Vache Hoveyan passeggia per le strade di Bari Vecchia
Vache Hoveyan è stato in Italia negli scorsi giorni per tenere una master class di viola presso il "Conservatorio Musicale Carlo Gesualdo" di Potenza. L'evento ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica, e il plauso di numerose istituzioni. 
Ieri il maestro, accompagnato dal collega Marco Misciagna, ha fatto visita ad alcuni amici armeni di Bari e si è soffermato per un momento di riflessione e preghiera davanti al Khachkar (stele armena) della città posto sul lungomare Cristoforo Colombo di Bari, assieme a Rupen Timurian, decano degli Armeni di Puglia. 
Il monumento sacro alla memoria armena, scolpito dal prof. Ashot Grikoryan di Yerevan, è stato benedetto più volte da esponenti della Chiesa Apostolica Armena e da esponenti della Chiesa Cattolica; ha visto la presenza di tre Ambasciatori, due  Consoli, rappresentanti della Provincia di Bari e Sindaci e Presidenti di Regione, cantanti lirici armeni in visita di lavoro in Puglia ed ora anche dal maestro Hoveyan, che proprio davanti a questo sacra pietra ha espresso alcune intenzioni di preghiera, auspicando che a Bari il rafforzamento della presenza armena e l'incentivazione di belle iniziative inerenti la cultura dell'Haystan.

20181012

Compie 90 anni Jiavan Gasparyan

Vache HovsepyanLevon Madoyan e Jivan Gasparyan
in via Abovian a Yerevan
Era il 20 dicembre 2005 quando nella Chiesa Mater Ecclesiae di Bari, nel Quartiere residenziale di Poggiofranco assistetti ad un concerto del maestro Djivan Gasparyan. Per la traslistterazione del nome useremo d'ora in avanti la J invece della Dj, attendoci così al suo account Facebook e alla traslitterazione corrente dalla lingua armena.
Come primo approccio dal vivo allo tsiranapogh, nome con cui preferisco chiamare il duduk - termine che mi suona di troppo commerciale e russizzato - fu un grande inizio, forse il migliore primo approccio possibile.
Da allora ho sentito molti dudukisti, alcuni bravi, altri ottimi, altri scarsi, parecchi senza fiato, la maggiorparte con grande tecnica. Alcuni erano rozzi come gli zampognari dell'Appennino o altri sofisticati in giacca e cravatta, alcuni puzzavano di pecora e avevano giacchette striminzite e magliette infeltrice, qualcuno era un vero pastore di capre. 
A quel concerto ero seduto davanti, nelle prime file, ma non perchè mi occupassi di Armenia, di cui allora non sapevo quasi nulla, conoscendo a mala pena la storia del poeta Nazariantz e del villaggio. Ero inserito in un progetto nato attorno ad un corso sui mestieri del cinema che avevo ricevuto in premio come coraggioso attore di una piccola iniziativa a Venezia. 
A fine concerto con altri colleghi di corso dovevamo intervistare gli esecutori del concerto. Io facevo le domande altri le riprese. Jiavan Gasparyan era accompagnato da una traduttrice dall'inglese al russo, avrebbe potuto chiamarsi Katia, essere atea come una bambola - gaddiana -che gira gli occhi. Filtrava, impunemente, tutte le domande e si capiva che non gliene traduceva neppure la metà. Ma nonostante ciò il suono di Gasparyan è ancora oggi per me il più evocativo e quello che quassa l'anima, che mette in crisi i pensieri, fa sobbalzare e svuota il cuore. L'intensità di quello strumento pari al più maestoso concerto di Vivaldi è ancora per me un miracolo d'Amore. 
Un paio di anni fa a Yeravan, poco distante, da casa di mia suocera, su via Abovian è stata piantata una grande statua non brutta e realistica che raffigura tre grande dudikisti Vache Hovsepyan, Levon Madoyan e Jivan Gasparyan. Questa è una delle cose che amo dell'Armenia, non solo si realizzano e si istallano ancora tante statue, ma soprattutto esse non raffigurano solo i morti, ma spesso anche persone viventi che in questo modo avrebbero la possibilità di godere del ritratto, approvarlo o disapprovarlo. 
Ringrazio il maestro Jivan Gasparyan e gli formulo gli auguri più affettuosi per i suoi 90 anni.