"Raymond Damadian inventore della Risonanza Magnetica è morto il 3 agosto" di Carlo Coppola



di Carlo Coppola


Il 3 agosto 2022 si è spento a 86 anni il medico e inventore armeno-statunitense Raymond Vahan Damadian, figura chiave nello sviluppo della Risonanza Magnetica, una delle più rivoluzionarie tecnologie diagnostiche della medicina moderna.

La brillante carriera di Damadian affonda le radici nei suoi studi sul comportamento del sodio e del potassio nelle cellule viventi. Fu proprio questa ricerca a condurlo, alla fine degli anni '60, verso i primi esperimenti con la risonanza magnetica nucleare (NMR). Nel 1969, Damadian propose per la prima volta l'utilizzo di uno scanner a risonanza magnetica per il corpo umano, un'intuizione che avrebbe cambiato per sempre la diagnostica medica.

La sua scoperta più significativa risale al 1971, quando dimostrò che i tessuti tumorali e quelli sani potevano essere distinti in vivo grazie alle loro diverse proprietà magnetiche. Questa rivelazione aprì la strada a una nuova era nella diagnosi del cancro e di altre patologie.

Il momento storico arrivò nel 1977, quando Damadian completò la prima scansione dell'intero corpo umano utilizzando la risonanza magnetica, con l'obiettivo specifico di diagnosticare il cancro. La macchina, che lui stesso aveva costruito e chiamato affettuosamente "Indomitable" (Indomabile), richiese quasi cinque ore per produrre la prima immagine, ma rappresentò un traguardo epocale.

Damadian non si limitò alla teoria: sviluppò strumentazioni e metodologie per rendere la risonanza magnetica nucleare sicura, accurata e applicabile alla diagnostica clinica. Fu proprio per superare le preoccupazioni del pubblico legate al termine "nucleare" che la tecnica venne ribattezzata Risonanza Magnetica per Immagini (MRI), nome con cui è universalmente conosciuta oggi.

La MRI è diventata uno strumento diagnostico insostituibile, capace di fornire immagini dettagliate dell'anatomia interna e dei processi fisiologici senza l'utilizzo di radiazioni ionizzanti. Oggi viene utilizzata per diagnosticare tumori, patologie cardiovascolari, disturbi neurologici e innumerevoli altre condizioni mediche.

Nonostante l'enorme impatto delle sue scoperte – che hanno salvato e continuano a salvare milioni di vite in tutto il mondo – Damadian non ricevette mai il riconoscimento più prestigioso della comunità scientifica. Nel 2003, il Premio Nobel per la Medicina venne assegnato a Paul Lauterbur e Peter Mansfield per i loro contributi allo sviluppo della MRI, escludendo Damadian. Questa decisione suscitò notevoli polemiche nella comunità scientifica e nei media, con molti che ritenevano ingiusto l'omaggio mancato al vero pioniere della tecnologia.

Come l'armeno Hrand Nazariantz – altro grande scienziato ingiustamente ignorato dal comitato Nobel – Damadian rappresenta uno di quei benefattori dell'umanità il cui contributo è stato fondamentale ma mai adeguatamente celebrato dai massimi riconoscimenti istituzionali.

Raymond Damadian rimase sempre legato alle sue radici armene. Nel 2019, il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan lo incontrò personalmente, dichiarando: "Avere un connazionale come voi ispira fiducia che possiamo avere successo". Pashinyan sottolineò come Damadian rappresentasse un esempio eccezionale del talento e del genio del popolo armeno, capace di dare contributi straordinari alla scienza e al progresso dell'umanità.

Decine di milioni di persone in tutto il mondo devono a Raymond Damadian la scoperta tempestiva di tumori e altre malattie potenzialmente mortali, scoperte che hanno permesso trattamenti salvavita. La sua invenzione continua ogni giorno a diagnosticare patologie, guidare interventi chirurgici e monitorare l'efficacia delle terapie.

La risonanza magnetica è diventata uno standard diagnostico globale, presente in ogni ospedale moderno, utilizzata quotidianamente da medici radiologi per scrutare l'interno del corpo umano con una precisione che sarebbe stata impensabile prima del lavoro pionieristico di Damadian.


Grazie, Raymond Damadian. Possa tu riposare in pace nel Paradiso dei giusti e dei grandi dell'umanità.

Il Centro Studi "Hrand Nazariantz" si unisce al cordoglio della famiglia, degli amici e della comunità scientifica mondiale per la perdita di questo straordinario scienziato e uomo.