"Il Purgatorio" di Tigran Mansurian: a Yerevan e al Ravenna Festival di Carlo Coppola


"Il Purgatorio" di Tigran Mansurian, con il contributo linguistico di Grigor Ghazaryan, sarà eseguito a Yerevan e al Ravenna Festival a settembre


Il Coro da Camera della Repubblica d'Armenia è stato invitato a esibirsi al Ravenna Festival, dove si unirà all'Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" in occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri — anniversario che, per la deplorevole disattenzione di alcuni media armeni, viene ancora erroneamente collocato nel Rinascimento italiano, piuttosto che nel tardo Medioevo, all'alba del Trecento.

Due eventi maggiori scandiranno la collaborazione tra l'Armenia e il Ravenna Festival, XXXII edizione, significativamente intitolata "Dedicato a Dante". Il primo, in ordine cronologico, si terrà domenica 4 luglio 2021 a Yerevan, quando il Coro armeno si unirà all'Orchestra Cherubini diretta dal Maestro Riccardo Muti per il concerto "Le vie dell'Amicizia" — il pellegrinaggio musicale che torna nella capitale armena vent'anni dopo la storica tournée del 2001, quando Muti vi condusse il coro e l'orchestra del Teatro alla Scala. In quella stessa giornata erevanese avverrà la prima mondiale assoluta del Purgatorio di Mansurian. Il concerto sarà poi proposto in Italia, con un programma in parte diverso, giovedì 1° luglio al Pavaglione di Lugo, e includerà pagine di grandi compositori europei come Haydn, Mozart e Schubert.

La prima italiana di Purgatorio è invece fissata per domenica 12 settembre, quando Muti e la Cherubini si uniranno al Coro del Maggio Musicale Fiorentino per il concerto solenne che chiuderà le celebrazioni nazionali per il centenario dantesco: dopo Ravenna, lo stesso concerto sarà proposto anche a Firenze e a Verona, unendo nel segno della musica le tre città legate al sommo poeta.

Il Purgatorio di Mansurian non è un'opera isolata, ma costituisce un terzo di un trittico commissionato dal Festival a tre compositori viventi, ciascuno chiamato a misurarsi con una cantica della Commedia: a Giovanni Sollima è affidato l'Inferno, con i Sei studi sull'Inferno di Dante eseguiti alla Rocca Brancaleone; a Valentin Silvestrov il Paradiso, con O luce etterna, eseguito dal Coro da Camera di Kiev nella basilica di Sant'Apollinare in Classe; a Tigran Mansurian, il più importante compositore vivente dell'Armenia, la cantica intermedia, quella del Purgatorio.

Oggi, 24 giugno — giorno in cui la Chiesa armena commemora i Santi Traduttori e la Chiesa latina celebra san Giovanni Battista — si sono svolte alla Casa della Musica da Camera Komitas di Yerevan le prove aperte del coro, alla presenza dei giornalisti. Accanto al Maestro Mansurian hanno preso parte anche i direttori Robert Mlkeyan e Armen Arabian.

Parlando di Dante, Mansurian ha ricordato il significato universale dell'opera del poeta fiorentino. Ha spiegato che la direzione artistica del Ravenna Festival ha scelto tre compositori, affidando a ciascuno la musicazione di una cantica della Divina Commedia. Ha aggiunto che il lavoro era stato concepito originariamente per grande orchestra sinfonica, ma che, a causa della pandemia, il numero degli strumentisti ha dovuto essere ridotto. Mansurian ha tuttavia conservato la versione originale, nella speranza che possa un giorno essere eseguita da un'orchestra al completo, predisponendo nel frattempo un adattamento per organico più ridotto.

Il compositore ha riconosciuto le difficoltà poste dal testo italiano. Lo ha assistito Grigor Ghazaryan, professore di lingua italiana all'Università Statale di Yerevan e specialista di rango della materia, che ha collaborato con lui da vicino. Come Centro Studi Hrand Nazariantz, siamo particolarmente fieri che il professor Ghazaryan — amico e collaboratore di lunga data del nostro Centro — abbia potuto chiarire a uno dei più grandi compositori vivente non soltanto il significato letterale di ogni parola, ma anche le sfumature, il ritmo e gli accenti espressivi del pensiero e della poesia di Dante.

Fondamentale si è rivelato l'apporto organizzativo di Minas Lourian, direttore del Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena di Venezia, vera anima e regista dell'intera operazione: fu infatti Lourian, in stretto rapporto con la direzione artistica del Festival guidata da Franco Masotti, a proporre e coordinare la commissione affidata a Mansurian, nel solco di una collaborazione italo-armena che affonda le radici nei legami storici romano-bizantini fra Ravenna e l'antica comunità armena della città.

Il Maestro Armen Arabian, infine, ha ritenuto opportuno sottolineare che la parte italiana ha sostenuto integralmente le spese relative alla partecipazione del coro al Festival.