"L'arch. Haykaz Kochar figlio dell'artista Yervand Kochar è morto ieri" di Carlo Coppola
Yerevan, 19 febbraio 2024 – Ieri il Museo «Yervand Kochar» ha annunciato la scomparsa di Haykaz Kochar, architetto, figlio di uno dei maggiori artisti armeni del Novecento. Nato nel 1946 dall’unione tra lo scultore Yervand Kochar e la filologa Manik Mkrtchyan, era il fratello maggiore di Ruben, nato nel 1953.
Si era laureato nel 1971 alla Facoltà di Architettura e Costruzioni del Politecnico di Yerevan. Nello stesso anno aveva iniziato a lavorare presso la sede di Yerevan dell’Istituto di ricerca pansovietico di estetica tecnica. Nel 1978 era entrato nell’Unione degli Architetti d’Armenia.
La sua attività ha spaziato dall’allestimento museale all’edilizia civile. Sono suoi gli interni delle case-museo di Aram Khachaturian e di Khachatur Abovyan, e il progetto degli esterni e degli interni del teatro drammatico di Gyumri. Ha firmato l’esposizione permanente dell’Istituto del Genocidio Armeno (1995). Con gli artisti Kamo Nigaryan ed Eduard Sadoyan è stato coautore, nel 1978, dell’esposizione permanente del Museo di Etnografia nel complesso memoriale di Sardarapat. Su suo progetto sono state costruite case private, edifici residenziali, pubblici e industriali. Gli sono attribuiti anche diversi progetti innovativi di prodotti per la cultura e la vita quotidiana, che gli valsero numerosi attestati e certificati d’autore. Nel 1997 fu premiato dal Comune di Yerevan nel concorso «Migliore opera architettonica dell’anno».
Il legame con l’eredità paterna è stato il filo conduttore della sua vita. Dalla fondazione del Museo Kochar, nel 1984, interni, allestimenti, illuminazione e arredi sono stati realizzati su suo progetto. Si deve a lui anche il disegno dei basamenti di tre grandi sculture del padre: «La Musa della Cibernetica», «Malinconia» e il «David biblico». Le ultime due furono ingrandite e fuse in bronzo sotto la sua diretta supervisione.
Il Museo lo ricorda come un uomo ospitale, gentile, disponibile e onorevole, la cui personalità e il cui fascino umano hanno lasciato un segno profondo in amici e conoscenti. «Con la fine della sua vita terrena», si legge nel messaggio, «si è spenta una sfumatura importante delle nostre vite». L’architetto amava Yerevan e la sua gente, e a modo suo l’ha servita.
Yervand Kochar, nato a Tiflis nel 1899 e morto a Yerevan nel 1979, aveva portato a Parigi l’idea della «pittura nello spazio» prima di rientrare in patria nel 1936. Haykaz ha continuato quell’opera in forma più silenziosa: custodendola, allestendola e dandole una casa.
Alla famiglia Kochar si inviano le nostre più sentite condoglianze.



