Setterosa della Diplomazia Armena come esempio della presenza femminile nelle istituzioni internazionali
La diplomazia armena continua a tingere di rosa le sedi diplomatiche di alcune delle principali capitali europee a dimostrazione dell'importanza del ruolo attribuito alle donne dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Armenia.
Le prime ambasciatrici dell'Armenia nel mondo e anche prime donne alla guida di una missione diplomatica permanente in assoluto furono Diana Abgar nominata ambasciatrice della Repubblica di Armenia in Giappone e Inga Nalbandian, presso il Regno di Danimarca, entrambe nominate su segnalazione del deputato poi ministro degli esteri armeno Hamazasp Ohanjanyan, tra il 1918 e il 1920. Per la Abgar fu variato appositamente il rito del Cha no yu (Cerimonia del tè) e tutt'ora la sua tomba viene onorata dai Giapponesi anche non armeni, come grande filantropo e ponte di cultura tra i popoli. L'originale di una rara fotografia che ritrae Diana Agabekyan e il marito Mikayel Abgarian avvolti nel kimono tipico da cerimonia è tutt'ora conservata nel Museo della Federazione Rivoluzionaria Armena a Yerevan.
Attualmente la diplomazia femminile armena conta 7 capi missione e numerosissimi agenti diplomatici di vario grado che attendono al ruolo di ambasciatore. Evidenziamo questo dato, non già per segnalare la mera applicazione delle quote rosa in Armenia - che come dato in sé non ci trova concordi se non accompagnato dal rispetto e dalla manifestazione di. competenze del genti sesso - ma con l’obiettivo di evidenziare che il Ministero degli Affari Esteri armeno è pieno di personalità di indubbia qualità morale e professionale. Mutuando il termine dall'ambito sportivo si potrebbe parlare di “Setterosa della Diplomazia Armena”, tale squadra comprende attualmente: Ester Mkrtumyan (ambasciatore in vari paesi dell’America Latina), Hasmik Tolmajian (Ambasciatore in Francia), Anahit Harutyunyan (Ambasciatore in Canada), Dzyunik Aghadjanyan (Ambasciatore in Malesia), Tsovinar Hambardzumyan (Ambasciatore in Italia), Anna Aghadjanyan (Ambasciatore in Belgio e Capo della Delegazione Armena presso l’Unione Europea).
Proprio domenica scorsa il 2 agosto, l'ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia S.E. Tsovinar Hambardzumyan ha presenziato ad un concerto antologico di Charles Aznavour interpretate dal ravennate Michele Fenati, tenutosi a Ladispoli. Il concerto ha avuto luogo in uno spazio aperto presso il Centro Polifunzionale la Grottaccia. Si è trattato di uno dei primi eventi pubblici successivi alla riapertura, dopo il lockdown causato dal Covid-19. Purtroppo a causa delle norme del distanziamento sociale il pubblico presente era selezionato e limitato. Nonostante la distanza fisica, il concerto si è tenuto in un'atmosfera calda, Michele Fenati ha dato una personale interpretazione al repertorio di Aznavour in lingua Italiana, e ha instaurato un dialogo tra musicisti e pubblico.
L'ambasciatore Hambardzumyan ha pronunciato un breve discorso per l’occasione:
Care amiche e amici,
sono lieta di essere presente stasera a questo appuntamento musicale dedicato al grande chansonnier, al grande benefattore, al grande armeno, e allo stesso tempo grande francese, Charles Aznavour. Fare un omaggio a Charles Aznavour in Italia, Paese che può essere considerato la culla della cultura mondiale, è molto suggestivo. La vita e l'opera di Aznavour sono un esempio eccezionale della volontà, dell’impegno, della determinazione, del talento umano. Grazie alla sua geniale carriera artistica Aznavour ha ispirato milioni di persone alimentando la loro fiducia nelle proprie capacità e nel futuro. Provo una sensazione di immenso orgoglio per il fatto che il mio popolo abbia dato al mondo un personaggio di tale spessore. Aznavour, figlio di armeni sopravvissuti al genocidio armeno del 1915, diceva sempre in modo preciso e geniale di essere al 100% armeno e al 100% francese. Tra tutte le virtù preferiva quella della fedeltà, era fedele alla sua famiglia, agli amici, ai conoscenti, agli sconosciuti, era fedele all'Armenia. Aznavour ha condiviso con il suo popolo tutte le difficoltà, i sogni e le preoccupazioni della sua patria storica. Era un grande patriota, paladino dell'Armenia, Ambasciatore degli Armeni e della Repubblica d'Armenia nel mondo. Nella mente Aznavour aveva l'Armenia dei suoi sogni e per fortuna è riuscito ad assistere ai cambiamenti decisivi in Armenia, la Rivoluzione di Velluto del 2018. Da questo punto di vista la vita e l'attività di Aznavour sono più che esemplari perché dimostrano che la volontà umana non conosce ostacoli e che qualsiasi obiettivo o sogno è raggiungibile quando ci sono la volontà, la pazienza e la fiducia. Il grande Aznavour se ne è andato ma lasciato nei nostri cuori e nella nostra mente le sue parole, le sue melodie, la sua arte e i suoi sogni.
Care Amiche e Cari Amici, concludendo ringrazio gli organizzatori in particolare il maestro Michele Fenati, per questa bellissima occasione.
Buona serata a tutti.







